Editoria: notizie / 15: Bur; Electa. (L’Indice dei Libri -XXVI- Febbraio 2009); 2 di 3.
Bur
La BUR, nata come Biblioteca Universale Rizzoli nel 1949, allora piccoli volumetti grigio verdi privi d’ogni orpello possibile, è da tempo un marchio editoriale a sé stante, lontano dalla memoria dell’acronimo; pubblica sia ristampe che novità, e la grafica e i formati sono i più diversi, sempre mantenendo la vocazione universalistica, le alte tirature, e i prezzi molto bassi. Più della casa madre la BUR rispetta la sua vocazione alla costruzione, e manutenzione, del catalogo, cedendo poco ai titoli effimeri. In questa linea si inscrive l’avvio di un progetto –che si inserisce nelle sezioni “Classici” e “Classici moderni”, incentrato sulle “grandi opere della letteratura italiana”. E’ una serie di nuove edizioni, condotte su testi critici aggiornati, con apparati inediti, bibliografie e biografie degli autori, note esplicative ai testi, rassegne critiche. Una cura editoriale cui il pubblico italiano è da tempo disabituato se non per edizioni molto costose e presso marchi non generalisti, un buon segnale per l’editoria, soprattutto nel credito che sembra concedere al pubblico. Primi titoli: Il novellino, a cura di Valeria Mouchet; Il Principe, di Machiavelli, a cura di Raffaele Ruggiero; Operette morali, di Giacomo Leopardi, a cura di Luisa Melosi.
*
Electa
Un grande rettangolo leggermente decentrato campeggia sulle copertine della nuova collana di Electa, “Fiori blu”, occupato da una fotografia in bianco e nero, cui sono sovrapposte l’indicazione dell’autore e del titolo; fuori, sopra e sotto, su una larga cornice bianca, sono indicate la casa editrice e il nome della collana; allineate a bandiera sulla sinistra, le voci “collana, autore, titolo, editore” citano il gusto archivistico, ed evocano la natura di strumenti dei testi: “Fiori blu” è una collana di saggistica, che affianca alla forse ipertrofica produzione di cataloghi, titoli di elaborazione teorica, riposizionando la casa editrice in un ambito più ponderato, riannidandola anche fuori dai book shop dei musei. “Una serie di saggi, anche illustrati, capace di stimolare il dibattito intorno al linguaggio della comunicazione visiva, come i piccoli fiori blu sbocciati dal fango nel finale dell’omonimo romanzo di Queneau”. Per ora sono comparsi: A proposito di una scultura di Alberto Giacometti / Il cubo e il volto, di Georges Didi-Huberman e Lo stile documentario in fotografia. Da August Sander a Walker Evans 1920-1945, di Olivier Lugon.
*
(Appunti, che qui trascrivo -aggiungendo i links, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri@gmail.com, grazie)
Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 2 – XXVI, Febbraio 2009.
*![]()
Editoria: notizie / 14: gran vìa; il melangolo; la giuntina. (L’Indice dei Libri -XXVI- Febbraio 2009); 1 di 3.
gran vìa
Gran vía, piccola casa editrice (a oggi una ventina di titoli) milanese, specializzata in letteratura spagnola e ispanoamericana contemporanea, ha aperto “be alta – collana di narrativa ispanoamericana in bilico”, che “presenta autrici e autori che si muovono in ambiti geografici e linguistici di frontiera”. “Be alta” ha esordito con l’antologia En la frontera. I migliori racconti della letteratura chicana, titolo ch’è programmatico degli intenti editoriali: “Chicanos: messicani in terra statunitense. Più di ventisei milioni, arginati da un muro (…), né da una parte, né dall’altra. E allora: per chi scrivere? in che lingua scrivere? in inglese, in spagnolo, in “spanglish”?”. A cavallo del passaggio d’anno, sensibile alla retorica della crisi, gran vía modifica anche la sua collana principale, “m30”, collezione di narrazioni contemporanee dalla “spagna plurale: basco, castigliano, catalano, galego”, disegnandole per alcuni titoli (3-4 l’anno) una veste più spartana: in un formato ridotto (12 x 16 cm.), con una grafica più discreta, ospita novità di autori meno conosciuti, con un prezzo di copertina attorno agli 11 euro (contro i 16-18 dei titoli apparsi sin’ora). I primi titoli in questa veste “low cost”: Quaderno rosso di Arantxa Urretabizkaia e Solo per questa notte (ma il titolo è per ora provvisorio), di Patricia Janero.
+
il melangolo
Il Melangolo presenta una nuova collana, “altrescritture”; dalla grafica irriconoscibile rispetto alle griglie consolidate della casa editrice in oltre trent’anni, lontana dalla pulizia di derivazione einaudiana (il quadrato nella parte alta della copertina) e dalle suggestioni della stampa al torchio (i decori in alto e in basso, le cornici): qui si osano fotografie a mezza pagina, colori squillanti, linee curve a dividere la copertina, titoli molto grandi, per una collana che si vorrebbe destinata ad un pubblico forse meno sensibile a testi di lunga durata e con una presa sull’attualità più immediata. L’annuncio pubblicitario chiarisce bene le intenzioni, anche rispetto al catalogo storico: “(…) propone una saggistica agile, attenta alla chiarezza e all’efficacia della scrittura, capace di muoversi in modo inedito tra ‘cultura alta’ e ‘cultura bassa’. Perché per comprendere il proprio tempo occorre interrogarlo in tutte le sue forme. Senza escludere nulla.”.
Primi titoli: Simone Regazzoni, Harry Potter e la filosofia; Charles Pépin, Sette giorni di filosofia.
+
La Giuntina
La Giuntina, “l’ebraismo a portata di libro”, come recita lo slogan della casa editrice -350 titoli in quasi quarant’anni, che al rigore della collana “Schulim Vogelmann” (portatrice lei pure di tratti einaudiani, quasi una citazione della serie “Saggi”) affiancò, già nel 1994, i colori squillanti e le foto a mezza pagina della serie “Israeliana”, ha aperto una nuova collana (la quinta, oltre alle pubblicazione dell’A.I.S.G, Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo), anch’essa di letteratura: “Diaspora”, dalle copertine molto visibili, banda di colore che dal dorso sale in copertina, fotografia a tutta pagina, logo inserito in un piccolo cerchio, molto simile alla veste in cui esordì “Romanzi e racconti” della Baldini&Castoldi all’inizio degli anni ’90. Primi titoli: Romain Gary, L’angoscia del re Salomone, traduzione di Augusto Donaudy, uscito da Rizzoli nel 1981, con lo pseudonimo di Emile Ajar; Anna Mitgutsch, La voce del deserto, traduzione di Paola Buscaglione Candela, e, in occasione della Giornata della Memoria: Conseguenze tardive, di Grete Weil, a cura di Camilla Brunelli.
(Appunti, che qui trascrivo -aggiungendo i links, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri@gmail.com, grazie)
Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 2 – XXVI, Febbraio 2009.
*![]()
Il corpo odiato / Nicola Lecca. Mondadori 2009. (segnalazione)
Ferito / Percival Everett. Nutrimenti 2009. (segnalazione)
perdonate l’assenza
i miei blog si prendono qualche giorno di vacanza.

a presto, fn









































lascia un commento