federico novaro libri

Scandaloso omicido a Istanbul / Mehmet Murat Somer. Sellerio 2009. (segnalazione)

Pubblicato in segnalazioni da federico novaro il 31 maggio 2009

E’ in libreria

Scandaloso omicidio a Istanbul / Mehmet Murat Somer
nella traduzione di Anna Lia Proietti Ergün
301 p. ; 13 €
Sellerio, Palermo 2009

Mehemet Murat Somer, Scandaloso omicidio a Istambul, Sellerio 2009, in copertina: Manifesto pubblicitario di Bernard Villemot, 1982 (part.)

Dal risvolto di copertina: “[...] La detective che narra in prima persona la sua inchiesta è un travestito, giovane, benestante, di successo, passabilmente felice. Di giorno progetta sistemi antihacker per i computer di ditte importanti, di notte dirige un suo club, nel cuore di Bodrum, il quartiere della vita notturna di Istambul. [...]“.

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Circolo Pink (a cura del): Le ragioni di un silenzio – La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo. Ombre corte 2002. Recensione. (da L’Indice dei Libri – XIX – Luglio 2002)

Pubblicato in Federico Novaro, recensioni da federico novaro il 28 maggio 2009

Le ragioni di un silenzio – La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo.

(Forse uno dei primi articoli che ho scritto per L’Indice. Sul sito di ombre corte non lo trovo più -ma non c’è un “cerca”, quindi magari non l’ho visto io, invece i vari ibs, unilibro, bol lo danno per disponibile)

Circolo Pink (a cura del), Le ragioni di un silenzio, Ombre corte 2002; frontespizio

AAVV (a cura del gruppo PinK)
Le ragioni di un silenzio
La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo

pagg 156. Euro 13.50
ombre corte
Verona 2002

Il Paragrafo 175

Durante il regime nazista in Germania le leggi che punivano gli atti omosessuali e, poi, l’omosessualità stessa, ed infine anche le sole fantasie omosessuali, vengono inasprite in senso repressivo e persecutorio sino a portare un numero, che probabilmente non si potrà mai quantificare esattamente, di omosessuali e di lesbiche nei campi di concentramento, dove moltissimi e moltissime di loro trovarono la morte (“Furono da 10 a 15 mila gli uomini internati come omosessuali … un numero considerato realistico dalla maggior parte degli storici. La percentuale dei morti viene stimata del 60 per cento”, Klaus Muller, nel saggio Uccisi dalle barbarie, sepolti dal silenzio, pag 111); molti dei sopravvissuti vennero in seguito riarrestati, perchè il Paragrafo 175, secondo il quale erano stati condannati rimase in vigore sino al 1969, e, seppur riformato, abolito definitivamente soltanto nel 1994.

Molti, tornando a casa dalle loro famiglie non vi furono riaccolti, (meglio un figlio morto che frocio è espressione che resiste tuttora).
A nessuno fu calcolato nel computo della pensione la permanenza nei campi.
A nessuno fu riconosciuto alcun risarcimento da parte del governo tedesco.
Nessuno di loro fu nominato nel processo di Norimberga, nessun discorso portò alla luce al processo di Norimberga la presenza nei campi di sterminio degli omosessuali e delle lesbiche.

Quando nel secondo dopoguerra, sulla spinta delle nuove generazioni e dei movimenti di liberazione fu rivendicata la presenza di gruppi omosessuali alle commemorazioni per le vittime dei campi di sterminio, questa fu negata, e solo nel corso degli anni ‘80 accettata. In Italia questo è tutt’oggi motivo di scontro.

Da una parte vi è dunque il silenzio delle vittime, dall’altra quello della ricerca storica e della società.

Il discorso sui campi di concentramento ha creato, nel suo formarsi, una retorica della memoria, con le sue figure, i suoi interdetti. Non è stato, forse non poteva essere, libero da pregiudizi e discriminazioni.

Omosessuali, lesbiche, travestiti, Sinti e Rom, disabili, prostitute, testimoni di Jeova, anarchici, tutti coloro che il regime nazista definì come antisociali, e che non erano uniti dal pregiudizio razziale, ma considerati in ugual misura colpevoli di minare alle radici la purezza della razza ariana, dopo la liberazione, sconfitta la follia nazista, ritrovarono intatta, seppur certo meno violenta, l’ostilità e la discriminazione, che li aveva perseguitati durante il regime.
Il silenzio fu imposto e sistematico; escluse dai programmi di risarcimento, dalle commemorazioni, dalla ricerca storica; escluse dal discorso sui campi a molte vittime non fu che riservato il silenzio.

Le pochissime vittime omosessuali che finora hanno scelto di testimoniare, ed è avvenuto in tempi recentissimi, raccontano il loro silenzio come necessario. Come infatti raccontare di sè, se la stessa accusa che li portò all’interno dei campi fu fondata su un articolo di legge che ancora avrebbe potuto riportarli all’interno delle carceri della democrazia? E ancora: a chi poteva interessare il loro racconto?

Le ragioni di un silenzio oltre a tentare di fare di quel discorso una voce udibile ha il merito fondamentale di farci interrogare sulla natura e sullo stato della democrazia e del diritto, ed insieme sulla nostra stessa identità.

100 POST! (13)

Il volume è frutto di un seminario svoltosi a cura del Gruppo Pink a Verona nell’Ottobre ‘99. Vengono pubblicati cinque interventi, di diverso spessore e tono, più una serie di materiale documentario (una cronologia dei fatti notevoli, dati e stralci delle pochissime testimonianze). Ogni saggio è inoltre corredato da preziose e significative bibliografie (gli unici altri libri comparsi in italiano: Homocaust, M. Consoli, Kaos edizioni, 1991 Milano; Bent. Nazismo, fascismo e omosessualità, R. Lautmann, Edizioni Gruppo Abele, 1984 Torino; Gli uomini col triangolo rosa, H. Heger, Sonda, 1991 Torino; I luoghi di Pino, confinato politico omosessuale nel 1939, G. Goretti, Officine Edizioni, 1991 Catania).
Il volume contiene anche un lucido e serrato saggio di Klaus Muller, promotore nel 2000 di Paragraph 175, regia di R. Epstein e J. Friedman, presentato nello stesso anno a Torino al Gay Film Festival e vincitore del premio della giuria e del pubblico.
Infine può essere utile ricordare che quando negli anni ‘80 Act Up cominciò a lottare negli Stati Uniti contro l’occultamento dell’AIDS e delle sue vittime scelse come slogan “Silenzio=Morte”, a conferma che diritto di cittadinanza e diritto di parola sono ancora nodi attorno ai quali la democrazia non ha finito di confrontarsi.

Riassunto bibliografico:
queer / saggi / prime edizioni

AAVV (a cura del) Circolo Pink
Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo
1. ed. – Verona : Ombre Corte. – 156 p. ; 22 x 14 cm. – (Culture – 7)
©2002 ombre corte, Verona.

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 7 – XIX – Febbraio 2002.

L'indice dei Libri, logo. (part.)L’Indice è di nuovo on-line: qui.

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Solo per una notte / Nicolas Bendini. Playground 2009. (segnalazione)

Pubblicato in letteratura francese, segnalazioni da federico novaro il 26 maggio 2009

E’ in libreria

Solo per una notte / Nicolas Bendini
traduzione dal francese di Giacomo Bocchi
135 p. ; 11 €
Playground – High School, Roma 2009

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 5

Nuova uscita nella collana “High School” di Playground, collana di testi gay ambientati nei licei (gay teen book), dalla quale si vorrebbero molti più titoli.
Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (q. di cop: part.)

Fra qualche giorno la recensione. eccola qui.

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David Sedaris: Quando siete inghiottiti dalle fiamme / Mondadori – Strade blu. Recensione.

Pubblicato in letteratura americana, recensioni da federico novaro il 24 maggio 2009

David Sedaris
Quando siete inghiottiti dalle fiamme
Traduzione dall’inglese di Matteo Colombo
Mondadori – Strade blu, Milano 2009
296 p. ; 17 €

David Sedaris, Quando siete inghiottiti dalle fiamme, Mondadori 2009, frontespizio (part.)

Quando siete inghiottiti dalle fiamme / David Sedaris

Il titolo Quando siete inghiottiti dalle fiamme (che è una citazione dal testo, p. 284) crea una cornice d’urgenza che compatta la raccolta di brani altrimenti poco coesa; medesima funzione svolge l’illustrazione di copertina, la stessa dell’edizione originale: una riproduzione di Crâne d’homme avec cigarette allumée di Van Gogh; entrambi, titolo e illustrazione, si rifanno alla sezione Spazio fumatori, che vede al centro le fatiche del protagonista (Sedaris stesso, come in tutta la sua produzione) per smettere di fumare, consumate soprattutto in una lunga permanenza a Tokio, decisa all’uopo. E’ questa una specie di testo nel testo, o meglio: un grande bonus alla fine della raccolta, dove anche la lingua, e l’organizzazione delle trame, si allontanano dai racconti che lo precedono, più ondivaghi, dalla struttura impalpabile.

Riso e commozione

David Sedaris, Quando siete inghiottiti dalle fiamme, Mondadori 2009; Art director Giacomo Callo, Graphic designer Manuele Scalia; q. di cop.: ill. fotog. b/n ©Jean Baptiste Mondino (par.) 4

Sempre in Spazio fumatori un passo sembra riassumere la poetica di Sedaris: “[…] Si è pianto molto nella rappresentazione di ieri sera. [si parla di uno spettacolo di teatro Kabuki, visto a Tokio, n.d.r] Molto digrignare di denti, molti morti. […] gli autori volevano un finale drammatico, e così, […] dopo che Kakuhan si rivela essere Noritsune e giura un giorno di incontrare Yoshitsune sul campo di battaglia, monta su una scaletta composta da due gradini, si gira verso il pubblico, e incrocia gli occhi […] non ridere era impossibile, ma al tempo stesso non potevi fare a meno di commuoverti. E questa, secondo me, è l’essenza di ogni buon spettacolo. […]”, (p. 281).

“Il mio mestiere è leggere a voce alta”

David Sedaris, Quando siete inghiottiti dalle fiamme, Mondadori 2009; Art director Giacomo Callo, Graphic designer Manuele Scalia; q. di cop.: ill. fotog. b/n ©Jean Baptiste Mondino (par.) 3

Sedaris è autore da altissime tirature, e le sue tournée sono molto seguite, “[…] il mio mestiere è leggere a voce alta […]”, (p. 235); questo libro, a differenza di altri suoi più compatti, sembra una raccolta di articoli, “[…] I suoi scritti compaiono sovente sul ‘The New Yorker’” [...] (dal risvolto di copertina); il collante è la figura del narratore, e il suo ritrarsi nella figura dell’omino flebile ma dalle grandi, sotterranee rabbie, impotente di fronte ad un mondo competitivo e portatore di uno sguardo che non abdica mai alla semplificazione, alla riduzione alla norma. Si ride per rispecchiamento, e per la collisione fra un impotente buon senso e la bizzaria dei comportamenti del mondo che ci circonda, essendo l’io narrante stesso un accumulo di comportamenti disfunzionali. Sedaris però, anche se il suo eroe, egli medesimo, è a disagio nella vita pratica e sempre inciampa nel confronto col reale, non tratteggia una figura di imbranato, ancor meno di sfigato. Nel descrivere minuziosamente le proprie miserie Sedaris –nella fluvialità del suo discorso, e nell’ossessivo riportare a sé ogni speculazione sul mondo ed ogni episodio che del mondo gli pare rilevante, ogni frammento di cronaca, di film, di vita altrui, edifica tignosamente un monumento della propria vita in corso, un invito all’orgoglio della propria minorità, e ci regala una lente sull’oggi preziosa e lucida.

David Sedaris e la maturità

David Sedaris, Quando siete inghiottiti dalle fiamme, Mondadori 2009; Art director Giacomo Callo, Graphic designer Manuele Scalia; q. di cop.: ill. fotog. b/n ©Jean Baptiste Mondino (par.) 2

Anche in quest’ultimo come nei precedenti si ride molto, anche se in modo meno cristallino, sia per la pasta del testo, qui specialmente diseguale, che gioca in modo abile fra l’aspettativa di una battuta brillante e la sua posticipazione, talvolta oltre la fine del testo, e il cambio di tema improvviso, in una sorta di disvelamento delle proprie intenzioni narrative a sorpresa, in punti e su argomenti inattesi, sia per un tono generalmente più cupo, e più lento. Sedaris eterno ragazzo, quasi bambino in certe ossessioni, ha ora più di cinquant’anni, e i tratti pre-adolescenziali che caratterizzavano il suo stupore di fronte al mondo ora si attenuano, velando il testo di malinconia e, a tratti, di stanchezza.

Quando siete inghiottiti dalle fiamme solo l’amore vi può salvare

David Sedaris, Quando siete inghiottiti dalle fiamme, Mondadori 2009; Art director Giacomo Callo, Graphic designer Manuele Scalia; q. di cop.: ill. fotog. b/n ©Jean Baptiste Mondino (par.) 1

Accanto a Sedaris, già presente nei testi precedenti, è Hugh, il fidanzato, quasi muta presenza di fianco all’io strabordante di Sedaris, alla sua esponenziale ossessiva moltiplicazione, di cui cogliamo a brevissimi tratti la presenza, e la funzione stabilizzatrice. Due racconti sono incentrati sul loro rapporto (Stare al passo e Chirurgia di coppia); molto brevi, e come più concentrati; più classici nello svolgersi e nei toni, rappresentano due nuclei di commozione all’interno di un libro forse un po’ faticosamente unitario, che trova coerenza oltre che da titolo e illustrazione, e dal loro dato d’ansia, proprio nel basso continuo che si diffonde da questi due brani, entrambi d’impianto simbolico. Sedaris, mentre ritrae un uomo incerto anche delle proprie incertezze, io fragilissimo che sopravvive in virtù della propria moltiplicazione nelle ossessioni, nei sortilegi, tesse un riconoscente canto d’amore al proprio compagno, senza il quale anche la propria fragilità non sarebbe possibile.

http://www3.vangoghmuseum.nl/vgm/index.jsp?page=1628&collection=451&lang=nl

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura americana / prime edizioni italiane
Quando siete inghottiti dalle fiamme
/ David Sedaris
1. ed. – Milano : Mondadori. – 297 p. ; 21 x 15 cm. – (Strade blu)
Matteo Colombo (traduzione dall’inglese di) ; Giacomo Callo (art director) ; Manuele Scalia (graphic designer)
Brossura, con alette
©2009 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
©2008 David Sedaris
Titolo originale: When You Are Engulfed in Flames.

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Nuvole e arcobaleni. Il fumetto GLBT / Susanna Scrivo. Tunué 2009. (segnalazione)

Pubblicato in fumetti, segnalazioni da federico novaro il 21 maggio 2009

E’ in libreria

Nuvole e arcobaleni. Il fumetto GLBT / Susanna Scrivo
Prefazione di Veruska Sabucco
Tunué (Lapilli – 16), Latina 2009
288 p.: ill. b/n ; 18,50 €

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