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Nicolas Bendini : Solo per una notte / Playground 2009. Recensione.

Pubblicato in books, editoria, gay, libri, queer da federico novaro il 2 Giugno 2009

Nicolas Bendini
Solo per una notte

Traduzione dal francese di Giacomo Bocchi
Playground – High School, Roma 2009
135 p. ; 11 €
Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 4

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, frontespizio, (part.)

La questione sciocca ed ontologica sul se esistano calciatori gay ha avuto molto spazio, spesso con esiti ridicoli, su televisioni e giornali negli ultimi tempi: i maschi gay, chiamati dal mondo della moda a investire il loro desiderio di consumatori, sempre meno abituati a un desiderio orbato di rispecchiamento, hanno posto il problema, e dopo varie scaramuccie è ora velocemente difficile sentire ancora verità di scandalo all’accostamento fra la professione di calciatore e il desiderio omosessuale.

A suggello acuto di una vicenda già noiosa arriva Solo per una notte, di Nicolas Bendini (nato nel 1979), interamente calato nella temperie (il testo tratta di una vicenda amorosa fra un liceale parigino e un giocatore del Paris Saint-Germain) se ne distanzia però per eleganza, intelligenza, equilibrio, a dispetto dell’immediata etichetta affibiatagli di “libro-scandalo”, che per nulla gli si confà.

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 3

Solo per una notte esce nella collana “High School”, di Playground, collana di genere che accoglie gay teen book, libri a tematica gay, con trame di ambito liceale, destinati ad un pubblico adolescente, arrivata ora alla decima uscita con esiti diseguali ma sempre di buon livello e un tentativo italiano, con 49 gol spettacolari, di Davide Martini.

Il genere, nato negli Stati Uniti, ha le sue regole molto strette, ed una marcata impronta pedagogica, i riferimenti, nella costruzione dei personaggi e negli snodi delle trame sono soprattutto alle fiction televisive, e le situazioni sempre quotidiane, immediatamente riconoscibili; il fine primo è accompagnare i ragazzi gay adolescenti in un momento delicato della loro esistenza, dare loro personaggi nei quali si possano riconoscere, aiutarli a sconfiggere l’omofobia. Si potrebbe dire che sono opere di propaganda, cui si può riconoscere nobiltà d’intenti, e brillantezza dei risultati: sono spesso libri allegri, e commoventi, e di godibilissima lettura. Per un pubblico gay adulto al divertimento si può associare il sollievo per un mondo cambiato in meglio. Certamente sono testi invece che raramente capiteranno in mano ad un pubblico etero adulto, cui gioverebbero.

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 4

La grafica della collana, sobria, vicina alla collana principale della casa editrice, con illustrazioni sempre molto ben scelte (graphic designer Federico Borghi, qui autore anche della foto in copertina) si distanzia dalle scelte “giovanilistiche” di altre collane teen, in questo momento attestate su un livello un po’ mediocre (lontanissime dalle sperimentazioni intelligenti di una collana come SuperTrend di qualche anno fa*: ora si privilegia una grafica da rivista, piena di strilli in copertina, o qualche sfondo bianco o la consueta grafica finto antica delle collane di fantasy, lontanissime anche dai livelli alti dei libri per l’infanzia, cui si destinano veri gioielli di arte editoriale, come se si immaginasse un gusto del pubblico che con gli anni va corrompendosi).

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 5

Solo per una notte, come già 49 gol spettacolari, è un’incursione nel genere da parte di un autore europeo: interessante ma non pienamente risolto nel caso del testo di Martini, perfettamente riuscito per il testo del francese, che vive e lavora in Italia, Bendini.

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 4

Ambientato in un tempo vicinissimo alla pubblicazione (fine inverno del 2008), a Parigi, diviso in brevi capitoli numerati il testo ha al centro, raccontato in terza persona, Mathieu Varenne, diciassettenne del terzo arrondissment, côté Republique, preso come i suoi coetanei dalle mille incertezze dell’età, sensibilissimo allo sguardo degli altri, straniero al proprio corpo e alle proprie pulsioni e desideri; vergine e molto desideroso di velocemente non esserlo più, tifoso del Paris Saint-Germain, conosce, per via di un caso inatteso, davanti al suo liceo, Goran Klasic, centravanti della sua squadra del cuore. E, come nel migliore dei film hollywoodiani (cui il testo è molto debitore: dalla Parigi solcata in Jaguar allo stadio aperto solo per loro nella notte), lo vedrà ancora, in una agitata e contraddittoria storia fra voli all’improvviso verso Zagabria, echi del disfacimento della Jugoslavia, segreti di un passato a lungo nascosto, rifiuti, e riavvicinamenti.

Ma Mathieu è un liceale, così tutto ciò che gli succede ha un riflesso nel rapporto coi compagni, con la famiglia, così le cose si complicano, si ampliano e, anche, poi, si risolvono.

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 4

E mentre l’improbabile accade, ma in modo così inatteso da apparire decifrabile per Mathieu solo con grande fatica, e il tempestoso rapporto con il calciatore diventa reale, il desiderio di finalmente fare sesso, nell’attesa intollerabile che accada con Goran Klasic, trova sfogo nel rapporto con un compagno di classe, cui Mathieu sa di piacere, ma verso il quale non prova sentimenti amorosi, così che nel sesso consumato parlano solo i corpi, di fronte al loro stesso stupore, e alla semplicità dell’evidenza del desiderio.
La storia con Klasic proseguirà, complessa, incerta, fatta di eccessi di rabbia e tenerezze improvvise, e di un passato, che dona spessore e fascino alla figura platinata del calciatore conosciuto solo da tifoso, ma non ci viene interamente raccontata, sappiamo che finirà, nell’ultimo capitolo datato cinque mesi dopo, dove le amicizie si sono rinserrate, e i protagonisti sono un po’ più adulti.

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 2

Scritto con mano estremamente leggera, mai schematico, e ricco di sfumature, delicatezze, e, anche, malinconie, Solo per una notte è un libro prezioso, ben annidato nella collana che lo ospita, ma che al genere non sacrifica nulla.
Ha il merito raro della brevità pur essendo ricco ad ogni pagina di colpi di scena, restituendo in maniera autentica e verosimile l’ambiente di un liceo parigino, tratteggiando sentimenti e personaggi con grande immediatezza e sottigliezza, e riuscendo nel raro intento di rendere commovente una figura così mediatizzata come quella del calciatore, senza sradicarlo dalla sua figura pubblica.
Costruisce infine una figura, Mathieu Varenne, che è destinato a restare nella memoria come distillato contemporaneo dell’adolescenza.

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 4

La frase “I protagonisti di questo romanzo sono opera di pura fantasia e non alludono a fatti reali”, stampata sia in quarta di copertina che nei credits fa un po’ ridere nella sua insistenza, ed è l’unico accenno del libro alla possibile ricezione “pruriginosa” del testo, che è invece limpido e lontano dalle piccole polemiche.

*Federico Maggioni la prima serie, Fernando Ambrosi / Re-Media la seconda.

Nicolas Bendini, Solo per una notte, Traduzione di Giacomo Bocchi, Playground 2009, Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi, (part.), 1

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura francese / prime edizioni italiane
Solo per una notte / Nicolas Bendini
1. ed. – Roma : Playground. – 20 x 15 cm. – (High School – [10])
Bocchi, Giacomo (traduzione di) ; Borghi, Federico (graphic designer) ; Borghi, Federico (ill. fotog. di cop. di)
Brossura
©Playground 2009
Titolo originale: Juste pour une nuit

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5 Risposte

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  1. Quote calcio said, on 14 Luglio 2009 at 12:40 am

    bellissimo primo piano

  2. federico novaro said, on 14 Luglio 2009 at 1:33 am

    Graphic Designer e ill. di cop: Federico Borghi

    altre ne trovi qui:
    http://www.flickr.com/photos/peperico/

  3. Sandro said, on 8 Agosto 2009 at 1:03 pm

    a mio avviso, è pieno di luoghi comuni e i protagonisti potevano essere anche un avvocato trentacinquenne e un ragazzetto vicino di casa.
    quando si affrontano certi argomenti bisogna saperlo fare, occorre sapere di che cosa si sta parlando. Bendini è approssimativo, cala le mutande al cliché dell’adolescenza gay e annoia mortalmente con tutto il discorso sulla virilità/aggressività del (fasullo) calciatore.

    p.s.1: il paragone con Martini è a dir poco azzardato.
    p.s.2: a un certo punto compare un Claude che non si sa dove arriva. Un errore della casa editrice. Uno dei tanti, diciamolo.
    p.s.3: “etichetta affibiatagli di “libro-scandalo”, che per nulla gli si confà”. Qui sono d’accordo con lei. Ma allora, visto che il calcio, l’essere calciatore, qui c’entra come un Kimono all’equatore, per quale dannata ragione scomodare un contesto e poi non utilizzarlo? Solo per ‘lanciare’ un prodotto, ovvio.

    La mai è solo un’opinione, come la sua. niente i personale.

  4. federico novaro said, on 8 Agosto 2009 at 2:52 pm

    Gentile Sandro,
    grazie d’aver dato credito alla mia recensione, tuttavia in quello che dice ci sono cose con le quali ovviamente non sono d’accordo, e altre che non capisco.
    Provo ad andare per ordine:
    Solo per una notte è certamente “pieno di luoghi comuni”, ma questo fa parte del genere cui il testo vuole appartenere. I gay teen book, proprio perché si rivolgono esplicitamente ad un pubblico di poche letture e giovane d’età, hanno un loro punto di forza nel parlare attraverso i luoghi comuni, ripettandoli come veicolo di comunicazione, di immediata riconoscibilità, di reale costruzione di un mondo, e anche forzandoli, ironizzandone, talvolta demolendoli, ma mai prescindendone.
    Sono le regole del gioco, che ripropongono –se vogliamo darne una lettura nobilitante- la tensione letteraria fra tradizione e innovazione.

    Io non credo che la scelta del calciatore sia indifferente: qui Mathieu non si innamora soltanto di un signore che passava di lì per caso, ma anche del calciatore come simbolo, come costruzione mediatica, come oggetto di desiderio costruito pervicacemente dal mondo della moda e degli sponsor; difficile che un avvocato trentacinquenne possa rappresentare questo. In un altro momento sarebbe stato un attore, in tempi lontani uno scrittore, un soldato, un santo. Quando Mathieu vede per la prima volta Klasic l’ha già visto, l’ha già visto innumerevoli volte, l’ha sognato, l’ha desiderato: è ciò che di pubblico lo unisce e insieme divide dai suoi coetanei. E’ questo il punto fondante della storia. Una storia di per sé certo non originale, da che esiste lo star system. Ma un modulo, una struttura, che Bendini riusa, a mio vedere in modo intelligente.

    Ammetto di non capire cosa voglia dire “cala le mutande al cliché dell’adolescenza gay”e spero me lo possa spiegare in un altro commento.

    Su che Bendini sia approssimativo e che annoi non so. Io non mi sono annoiato, mi sono anzi divertito e appassionato: come lei dice –è solo un’opinione. Ma riguardo alla costruzione del personaggio di Goran Klasic a me pare invece che lei abbia torto. Il senso di disagio riguardo la propria omosessualità, una vita costretta nella negazione, la sbruffoneria datagli dai soldi, l’ego solleticato dal successo ma ma da questo anche costretto, umiliato, a me paiono ben descritti. Che sia “fasullo”: cosa intende? Che non rispecchia una figura reale di calciatore?, che i calciatori non son così? Chissà. La ridicola assenza ufficale di persone gay dal mondo del calcio è così evidente nella sua omofobia da rendere i tormenti di Klasic sin troppo leggeri.

    Il punto è se il personaggio esiste sulla carta, se sia autonomo, se sia aderente alla funzione che la costruzione del testo gli attribuisce. E qui io direi di sì. Perché non solo il suo essere ondivago fra rabbia e tenerezza sono giustificati dalla sua biografia, ma anche perché il suo ruolo nella storia funziona. Bendini costruisce un libro per nulla interessato allo scandalo, come anche lei riconosce, ma usa la figura di un personaggio pubblico, e il suo ruolo di schermo dei desideri e dei fantasmi di Mathieu, come figura di sfrido con la realtà quotidiana del protagonista, nella sua faticosa autorappresentazione, fra un corpo che non conosce, desideri imprevisti, in quel “mare ignoto” che è l’adolescenza.

    Non so come mai lei ritenga azzardato il paragone con Martini: sono usciti nella stessa collana, e sono i soli europei in una compagine interamente americana, per questo a me pare siano da mettere a confronto.

    Sul Claude ha di certo ragione, a me pure sfuggì e mi fido della sua lettura, però, diciamolo, Playground non è casa editrice da tanti errori. Non ho statistiche alla mano, è un’opinione.

    Infine riguardo allo scandalo, al kimono e all’equatore e alle ragioni dannate già dicevo più sopra, aggiungo solo che il contesto è la vita di Mathieu, il liceo, la sua casa, i suoi compagni e compagne. Il fascino di Klasic agli occhi di Mathieu è proprio il suo essere figura fantasmatica, fuori contesto.

    Bene: chiudo questo già troppo verboso commento, la ringrazio della sua opinione, come lei dice: “niente di personale”.
    Ma come potrebbe esserlo? Io non so chi sia lei, lei non sa chi sia io, cosa ci potrebbe essere di personale?

  5. [...] riguardo biecamente mi cito, da questo post -recensione del titolo precedente della collana, Solo per una notte, di Nicolas Bendini: [...]


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