Fenicotteri in orbita / Philip Ridley. Salani 2009. (segnalazione)
E’ in libreria
Fenicotteri in orbita / Philip Ridley
Traduzione di Angela Ragusa
Salani – Milano 2009.
207 p. ; 13 €
Il libro è bellissimo, quasi all’altezza de Gli occhi di Mr. Fury (del quale, da quando ho aperto fnl, mi riprometto di parlare, prima o poi lo farò).
Salani, Mondadori
Il copy del libro è:
©1990 by Philip Ridley e ©2009 Adriano Salani Editore S.p.A.
Ma Fenicotteri in orbita fu pubblicato già, nella medesima traduzione, da Mondadori, nell’ineguagliata collana “SuperTrend” nel 1995, e ristampato poi ne “I Miti Junior” l’anno dopo.
Di Philip Ridley Salani pubblicò Dakota delle bianche dimore nel 1991, da allora stampato e ristampato più volte.
La maggior parte dei titoli di Philip Ridley in Italia sono usciti da Mondadori, che però non ristampava Fenicotteri dall’edizione dei Miti.
Ben venga allora questa nuova edizione; spiace, come sempre, che Salani finga che il libro non sia mai apparso, e non si faccia invece un merito di averlo ritrovato e reso nuovamente disponibile.
Due quarte per i Fenicotteri in orbita
Interessante è comparare le due quarte di copertina, a distanza di vent’anni:
Mondadori

“Dal marito amoroso che nasconde un colpevole segreto al ragazzo incapace di piangere la morte della madre, dal disoccupato che consuma la vita tra botte e bevute all’adolescente che scopre la propria omosessualità, tutti i personaggi ritratti da Ridley sono allo stesso tempo vittime e carnefici. In un vivido contrasto di esperienza e di innocenza, di bellezza e violenza, l’angoscia che si annida nelle pieghe più oscure della quotidianità trova provocatoria espressione in questi tredici straordinari racconti. Ma è soprattutto alla descrizione dell’universo giovanile, ai suoi turbamenti e alla sua drammatica contrapposizione a un mondo ‘adulto’, opprimente e ipocrita, che con toni aspri e insieme poetici Ridley dedica le sue pagine più appassionate.”
Salani

Un ragazzo che deve fare i conti con la propria omosessualità; scorribande di adolescenti che finiscono nel peggiore dei modi; private violenze domestiche e pubbliche ipocrisie; segreti adulti che vogliono nei più giovani il proprio capro espiatorio [cosa?, n.d.r.]… Chi dice che l’infanzia -l’adolescenza- sia un periodo spensierato, innocente e gioioso, non sa, oppure ha dimenticato. Il mondo dell’infanzia, che viene sfumato nel ricordo da grandi, è in realtà colmo di violenze quotidiane, solitudini e terrori senza nome. Philp Rodley Ridley, voce fuori dal coro, spezzando il tabù del silenzio, ha il coraggio di raccontare l’irraccontabile, di dire quello che di solito non si dice, in un libro dive Bene e Male non sono opposti, ma inesorabilmente intrecciati. Tredici racconti aspri, duri, profondi e poetici come i protagonisti che vi sono ritratti, come solo l’adolescenza sa essere: un libro fondamentale che è già un nuovo classico.”
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Bianca Pitzorno: una lettera a Camilla Valletti riguardo la recensione a Giuni Russo. Da un’estate al mare al Carmelo / Bompiani 2009
Qualche giorno fa, qui, fnl ha pubblicato una recensione inedita di Camilla Valletti a Giuni Russo. Da un’estate al mare al Carmelo (Bompiani 2009), di Bianca Pitzorno.
Alla recensione sono subito seguite mail di protesta per una frase, con richiesta di immediata rimozione, da parte di GiuniRussoArte e da parte di Maria Antonietta Sisini.
Ne è seguito un carteggio, che non sono stato autorizzato a pubblicare, eccetto per una lettera a Camilla Valletti di Bianca Pitzorno, che sono felice di trascivere qui sotto.
La vicenda, spiacevole per tutte le parti, è però a mio vedere molto interessante, e presto tenterò di riassumerla e darne conto.
Intanto ecco la lettera.
—– Original Message —–
From: Bianca Pitzorno
To: [la mail è stata inviata all'indirizzo di lavoro di Camilla Valletti, n.d.r.]
Sent: Sunday, September 27, 2009 12:57 PM
Subject: Fw: all’attenzione di Camilla Valletti
Gentile Camilla Valletti,
mi dispiace che la mia biografia di Giuni Russo non le sia piaciuta e abbia deluso le sue aspettative. Ma questo è normale e prevedibile, fa parte del rischio che affronta sia chi scrive sia chi legge.
Ciò su cui vorrei chiederle una riflessione è altro. Dalla sua recensione si evince che lei non conosceva molto bene Giuni Russo (che non era sarda, non presentò ‘Un’estate al mare’ a Sanremo, indossò gli abiti disegnati da Versace solo nel breve periodo del lancio del LP ‘Energie’, per citare qualcuna delle sue inesattezze); anche questo è normale, e fa parte del diritto suo, come di qualunque spettatore, di farsi, di un personaggio ‘famoso’ e mai avvicinato nel privato, una immagine ‘immaginata’, nata da fulminee e parziali impressioni che hanno trovato in lei come in altri echi e risposte personali.
Lei però accusa il mio libro di aver voluto “sgusciar via da una collocazione che con tanta evidenza ha improntato la musica e lo stile (??)di questa cantante” che, a suo dire, non avrebbe mai ‘nascosto la propria omosessualità’.
Ora io vorrei ricordarle che il fatto di essere considerata da pochi o molti fans -colpiti dai dettagli parziale che lei elenca- una ‘icona omossessuale’, non significa da parte di una persona ammissione, confessione, dichiarazione, palesamento o ‘non nascondimento’, o comunque lei lo voglia chiamare, di una propria condizione (collocazione?) personale.
Giuni, per quanto io ne so, non ha MAI fatto outing, né in pubblico né in privato. (Se lei avesse notizia di una precisa circostanza in cui questo fosse avvenuto, le prego d’ informarmene). Giuni era una persona estremamente pudica e riservata per tutto quanto atteneva alla sua vita privata, e questo riserbo ho creduto di dover rispettare scrivendo la sua vita, come dichiaro in prefazione, ‘come la avrebbe raccontata lei stessa’.
La vita di Giuni, e chi la conosceva da vicino lo può testimoniare, era davvero un esempio di ‘autonomia, volontà, coraggio e determinazione’ e non aveva alcun bisogno che io ne ‘alzassi il livello’ per schivare un problema e tacere di qualcosa che volevo tenere nascosto.
Cara Camilla, io sono ben consapevole che l’outing fatto da un personaggio famoso e realizzato è di grande incoraggiamento e conforto per le persone più ‘deboli’, messe a disagio da una abietta critica, pressione e oggi purtroppo anche persecuzione sociale.
Ma questo non autorizza né me né lei a fare outing per conto terzi, tantomeno post mortem; è un atto di violenza tanto più grave in quanto la persona cui lo attribuiamo non è più in grado di difendere la propria libertà, libertà di essere e rivendicarsi completamente diversa da quella che noi diciamo che fosse, oppure di voler semplicemente tacere sulla propria intimità.
La saluto cordialmente
Bianca Pitzorno
(i grassetti sono dell’autrice)
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Taking Woodstock / Elliot Tiber, Tom Monte. Rizzoli 2009. (segnalazione)
E’ in libreria
Elliot Tiber con Tom Monte / Taking Woodstock
Rizzoli – 24/7, Milano 2009
245 p. ; 17 €
Dal libro è stato tratto un film, diretto da Ang Lee: Taking Woodstock (USA 2009, con Demetri Martin, Dan Fogler, Henry Goodman, Jonathan Groff, Eugene Levy). Titolo italiano: Motel Woodstock.
Al riguardo se ne può leggere qui, su MyMovies.
Elliot Tiber, di cui Taking Woodstock è il primo libro tradotto in italiano, è nato nel 1935, è sceneggiatore e scrittore, e fu presente agli scontri di Stonewall del 1969, evento simbolico per la nascita del movimento lgtb.
Qui il suo sito.
(le quattro foto in basso provengono dal sito di Elliot Tiber)
Qui, su FNs, trovate il trailer del film.
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Bianca Pitzorno : Giuni Russo. Da un’estate al mare al Carmelo / Bompiani 2009. Camilla Valletti: Recensione
Bianca Pitzorno
Giuni Russo. Da un’estate al mare al Carmelo.
Con la collaborazione di Maria Antonietta Sisini
Con una nota di Franco Battiato
Bompiani – Grandi AsSaggi, Milano 2009
282 p. ; 23 €
Recensione inedita di Camilla Valletti per FNL (grazie Camilla)
Non bella, segnata da una educata goffaggine, di poverissime origini, Giuni Russo, prima Giusy Romeo e poi Junie Russo, come la vollero i suoi discografici, è morta pochi anni fa, ma sembra già essere entrata nella galleria di quei personaggi che hanno saputo mescolare le scelte di vita a quelle artistiche, fino a diventare, non solo in Italia, esempio principe di un certo gusto estremo, sentimentale e trasgressivo, autoironico e appassionato, persistente nel tempo, fondativo di una cultura musicale composta di alto/basso oggi molto esplorata.
Di lei, oltre alla voce improntata alla lirica venata da inflessioni sarde siciliane, insularità portata con orgoglio, si ricordano soprattutto i tagli dei vestiti squadrati, militareschi dalla spalle larghe che si chiudevano con un giro vita strettissimo, disegnati per lei da Versace e diventati tipici di una moda molto “vestita” anni ottanta.
Di lei, si ricorda anche la collaborazione con Franco Battiato e i testi di certe canzoni che hanno accolto, suscitando allora sgomento, nel grande baraccone sanremese, voci di prostitute stufe di battere lungo le strade destinate alle vacanze altrui.
Di lei, racconta la storia, purtroppo con un velo apologetico, Bianca Pitzorno, nota scrittrice di libri per ragazzi, amica di Giuni Russo e della sua compagna Maria Antonietta Sisini (che ha collaborato al volume).
————————————— (questi puntini sono in luogo di una frase che l’associazione GiuniRussoArte ha chiesto fosse rimossa ritendendola infamante. Chiedo scusa a Camilla Valletti di questa ottusa censura, della quale darò conto nei prossimi giorni. 27.09.09) , Bianca Pitzorno preferisce tacere, in quanto, come lei stessa dichiara nella prefazione, è solo della nascita del suo talento e della sua vocazione che intende scrivere.
Ma come schivare il problema? Come sgusciar via da una collocazione che con tanta evidenza ha improntato la musica e lo stile di questa cantante? Tentando, con pochi documenti e molte digressioni, di alzare il livello di una vita fatta di autonomia, volontà, coraggio, determinazione.
Dalla prima vittoria a Castrocaro, cui seguirono i difficili rapporti con gli agenti e il sistema commercial-mediatico di allora, le apparizioni in discoteca, i padrini eccellenti come Albano e Romina, Celentano e Amanda Lear, fino al successo di Un’estate al mare e Mediterranea, l’autobiografia chiosa i momenti della vita della cantante senza mai menzionare cedimenti, descrivendo l’unione con Maria Antonietta Sisini come sempre lineare, serena, anche nell’agonia della morte dovuta a un cancro.
Il libro è comunque una buona occasione per rievocare la figura di Giuni Russo (molto interessante, anche da un punto di vista della storia del costume, l’apparato iconografico) e per ascoltare in una versione pulita le sue ultime canzoni ispirate alle grandi mistiche e alla tradizione sufi grazie al cd allegato.
Camilla Valletti
Qui trovate le info riguardo al CD e al DVD allegati
Riassunto bibliografico:
queer / letteratura italiana / prime edizioni
Giuni Russo. Da Un’estate al mare al Carmelo / Bianca Pitzorno
1. ed. – Milano : Bompiani. – 282 p. : ill. b/n ; 20,5 x 15 cm. – (Grandi AsSaggi)
Brossura, con sovracoperta: in cofanetto editoriale, con CD e DVD, in custodia.
Sisini, Maria Antonietta (nota di) ; Battiato, Franco (nota di)
Alla copertina: ritratto fotog. b/n di Giuni Russo, opera di Marco Giberti
©2009 RCS Libri S.p.A., Milano
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