Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini erano fidanzate? Come e perché ho potuto pensarlo.
Questa non è una recensione!
Contravvengo un po’ al tono di questo blog per ricostruire una vicenda che mi pare interessante.
Giuni Russo, Maria Antonietta Sisini, Bianca Pitzorno, GiuniRussoArte
Quest’estate Bompiani ha mandato in libreria una biografia di Giuni Russo, ad opera di Bianca Pitzorno, con la collaborazione di Maria Antonietta Sisini (Giuni Russo. Da Un’estate al mare al Carmelo, Bompiani 2009); ne ho fatto una segnalazione, qui; il 22 settembre ho postato una recensione inedita di Camilla Valletti, qui.
Il giorno dopo è cominciato un lungo carteggio, iniziato da un’associazione, la GiuniRussoArte, e proseguito da Maria Antonietta Sisini e da Bianca Pitzorno, via mail rivolte a Valletti, al direttore dell’Indice (che nulla c’entra), a me.
Ho chiesto l’autorizzazione a pubblicare il carteggio, ma mi è stata negata, salvo la lettera di Pitzorno, che ho postato qui.
In breve: la richiesta, molto recisa nei toni, era di rimuovere due frasi ritenute offensive e diffamatorie.
Non si chiedeva uno spazio per una rettifica, sempre aperto nei commenti, bensì la semplice rimozione delle frasi.
Per il post di Valletti la lettera di Pitzorno è lì a chiarire la loro posizione, che è condivisa interamente, come mi ha detto, da Sisini.
Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini, una coppia nell’arte e nella vita
Nella mia segnalazione scrissi che alla biografia aveva collaborato Sisini, “fidanzata da sempre di Giuni Russo”, e questo mi è stato contestato come inesatto, e diffamante.
Ora: inesatto ci sarebbe stato in una precisazione. Sisini avrebbe potuto scrivermi e chiedere che pubblicassi la sua precisazione. Bastava un: “Giuni Russo ed io non eravamo fidanzate”. Io lo scrissi in buona fede, certo non basandomi su una conoscenza diretta, ma da ciò che ho trovato in fonti diverse.
Una voce poco fa
Soprattutto leggendo un’intervista a Sisini, rilasciata dopo la morte di Giuni Russo a Francesco Belais. Si trova qui, ma cito un passaggio:
“Ci siamo conosciute che Giuni aveva 16 anni ed io 17. Tutta questa vita insieme è una cosa straordinaria, spesso le coppie si prendono, si lasciano, si tradiscono, invece il nostro è stato un incontro di anime che si sono riconosciute, a quel tempo inconsapevolmente, ma che già da allora sapevano di appartenersi da sempre e per sempre. Questo è. C’era qualcosa di interiore molto forte che ci legava. Io ero la figlia, la mamma, il padre, il fratello, la sorella, la compagna, l’amica, il suo tutto.”
Oppure un’intervista, sempre a Sisini, di Giovanni Molaschi, tutta incentrata sulla loro vita comune (si trova qui): “Mi considero la più fortunata delle persone e con infinita gratitudine ringrazio il Signore per avermi fatto un dono tanto prezioso: l’aver condiviso con Giuni oltre 35 anni di Vita e di Arte”.
Oppure un articolo in occasione dell’uscita di Unusual: “Unusual è il frutto di un anno di lavoro della compagna di Giuni Russo, Maria Antonietta Sisini. Si conobbero che avevano quindici anni, subito dopo Castrocaro. La madre di Giuni accolse la futura compagna di sua figlia nella loro casa di Milano allevandola fino alla maturità, lì si sono innamorate, restando insieme per 36 anni e componendo a quattro mani quasi tutte le canzoni.”, che a tutt’oggi non risulta oggetto di rettifiche (si trova qui).
Oppure il necrologio che fece Giovanbattista Brambilla, dove si legge: “Alla fine trovò il suo ideale nella sarda Maria Antonietta Sisini, destinata a diventare sua collaboratrice e compagna per sempre” (qui).
O che il libro di Delia Vaccarello, Gli svergognati. Vite di gay, lesbiche, trans… storie di tutti (La tartaruga, 2002) fosse dedicato a «Giuni Russo e a tutti quegli artisti vittime del pre-giudizio in una società che solo dopo la morte apprezza e rivaluta…». (vedi commento in basso; 15.10.09)
O che che su Wikipedia si legga “incoraggiata dall’amica e compagna di vita Maria Antonietta Sisini” (versione del 29 settembre 2009).
Insomma, il punto è che se sto alle parole di Sisini nelle interviste citate non vedo quale altro termine potrei usare se non fidanzate (nel senso tenero e scanzonato che ha venuto aquisendo in questi ultimi anni: dal De Mauro: “fidanzamento: relazione sentimentale spec. stabile”). Che mi pare inequivocabile. La formula però che credo Sisini vorrebbe fosse usata è “compagne di Vita e d’Arte”, come nell’intervista a Molaschi. Così come usava in tempi che credevamo più bui, dove si parlava di “amiche”.
Ora, assodato che Sisini descrive il suo rapporto con Giuni Russo come una coppia, da dove scaturisce il diritto di imporre ad altri di non farlo?
Forse non si tollerano le parole omosessuale, lesbica, fidanzate, accostate ai loro nomi, il punto è che si arriva a ritenerene l’uso come un’azione diffamante, non rendendosi conto di quanto sia violento ed insultante il pensarlo.
L’outing e il coming out, un’italica confusione
Bianca Pitzorno nella sua lettera cade nel consueto e straordinariamente significativo equivoco tutto italiano fra outing e coming out.
Spiace ripeterlo, ma coming out si riferisce all’”uscire fuori”, dal metaforico armadio, vuol dire rivelare la propria omosessualità, ed è quello a cui si riferisce Felix Cossolo nel suo ricordo di Giuni Russo quando dice “’Nel lontano 1983 la contattai per presenziare come madrina al primo compleanno di Babilonia, alla discoteca Nuova Idea di Milano. Partecipò con entusiasmo e con coraggio (vent’anni fa non era facile accettare un invito in un locale gay) e ci rilasciò un’interessante intervista, un coming out un “po’ velato”’. (qui).
L’outing è invece pratica diversa, si tratta di rivelare l’omosessualità di persone terze, non consenzienti, cosa che più o meno Pitzorno ci accusa di fare perchè: “l’outing fatto da un personaggio famoso e realizzato è di grande incoraggiamento e conforto per le persone più ‘deboli’”, probabilmente appunto riferendosi al coming out, ma realizzando un cortocircuito rivelatore di un’Italia arretrata e oscura.
O forse il punto è che evocando le tre parole, omosessuale, lesbica, fidanzate, si allude anche al sesso, e Sisini forse vuole dirci che Giuni Russo e lei erano sì legate da un rapporto strettissimo e di coppia, ma che questo non contemplava il sesso fra di loro.
Ma se è questo è il punto io non so altro dire se non: ma chi se ne importa! E’ evidente che la storia fra Giuni Russo e Sisini ha dei tratti straordinari, nel suo essere sodalizio di affetti, di pratica artistica, di cura, straordinari come altre infinite coppie. Chi se ne importa se facessero sesso o meno?
Sembra importare a Sisini, a Pitzorno. Sembra importare alle vestali del tempio, auto-nominatesi detentrici della verità intesa come dato non interpretabile se non da chi la emette.
Non importa a noi, che leggiamo la storia, le biografie, i documenti, interpretiamo i testi e le parole, e siamo ammirati o interessati o indifferenti, di fronte alla storia di due fidanzate, legate da affetto profondo.
Chiudo con una speranza però: che mi si contesti il termine fidanzate perché in questo paese è un ossimoro, essendo ancora l’Italia basata su un’istituzione discriminatoria come è il matrimonio riservato alle sole coppie eterosessuali. Rifacendosi all’idea di fidanzamento come periodo pre-matrimoniale è certo che Giuni Russo e Sisini non potevano essere fidanzate, e da qui la richiesta di rimozione, rabbiosa e fiera, per amore della realtà, per quanto triste.
Su federiconovaro.eu trovate i link a tutti gli articoli comparsi sul blog, ordinati per categorie e ordine alfabetico.

































i libro di delia vaccarello “Gli svergognati” non è affatto dedicato a giuni russo
le frasi da lei riportate sonso un falso pubblico frutto della sua invenzione
tolga dal suo blog questa castroneria
grazie
ufficio stampa di delia vaccarello
chiedo scusa. è vero che in questo caso non ho fatto una verifica incrociata, mi sono basato su quello che ho letto. mi dispiace. grazie della segnalazione!
per anna macchi:
ecco il testo che mi ha tratto in inganno. Nella concitazione di quei giorni, attaccato così violentemente ho letto distratto, mi dispiace. Il testo era
qui:
MODENA : AL VIA «LA MANICA TAGLIATA»
Al via la decima edizione de «La manica tagliata» rassegna di teatro a tematica gay e lesbica, nata a Modena nel 1996, che quest’anno porta in cartellone anche pellicole cinematografiche (direzione artistica: Ennio Trinelli, info: http://www.lamanicatagliata.it, cell. 393 9253540).
Tra le iniziative segnaliamo il primo aprile «Tu amore mio non mi riconoscerai più perché sono diventato verde ed ho smesso di essere io…» di e con Maurizio Argan, tratto dal libro di Delia Vaccarello «Gli Svergognati» (Baldini Castoldi Dalai). L’opera è dedicata a «Giuni Russo e a tutti quegli artisti vittime del pre-giudizio in una società che solo dopo la morte apprezza e rivaluta…». Domenica 20 novembre Massimo Consoli, Rossana Praitano e altre figure della scena gay, lesbica e trans al Circolo Mario Mieli (www.mariomieli.org) in via Efeso 2a, a Roma, alle 18 presentano tre libri a tematica omosex.
Fonte http://www.gaynews.it
Dove è evidente che la dedica riguarda l’opera di Argan, e non di Vaccarello da cui è tratta.
Mi dispiace che questo abbia creato un falso pubblico, frutto però della mia distrazione più che della mia invenzione (un po’ ingeneroso il pensarlo, trovo). Comunque ecco che tutta la verità è ripristinata, il blog emendato dalle mie castronerie.
Un saluto
grazie a voi
la ringrazio
si trattava di un errore imperdonabile
vista la notorietà dei personaggi coinvlti
e la delicatezza del contesto
non controllare le fonti citate è scorretto e pericoloso
in pratica lei ha attribuito a Delia Vaccarello cose mai scritte (addirittura una dedica)
cose che lei usa per fare ipotesi sulla vita privata di altri oltretutto in materia di orientamento sessuale che già è un campo minato
le faccio presente dunque che la sua “DISTRAZIONE”
potrebbbe farla incapppare in qualche querela
alro che “ingenerosità!”
anna macchi ufficio stampa dv
Ma quereli il suo mini pony, anna macchi ufficio stampa della vaccarello, tutto attaccato.
Penso,forse, che una certa riservatezza sulla natura del rapporto estremamente fecondo(sul piano artistico) fra le due donne sia il loro incontro con una fede che è diventata (la fede lo è sempre,necessariamente) il centro della loro vita. Giuni aveva avviato un rapporto molto intenso con il Carmelo e il mondo delle carmelitane e lì è stata seppellita credo con uno “strappo” allla regola, tanto intensamente sentiva vicino a sé quel mondo e gli insegnamenti di Santa Tersa d’Avila e di S. Giovanni della Croce.
http://www.culturagay.it/cg/intervista.php?id=270
Mi sembra che qui i termini del rapporto tra la Russo e la Sisini siano piuttosto chiari.
anch’io trovo, infatti l’avevo citata nell’articolo. In ogni caso tutta la vicenda è stato solo un’episodio sgradevole. per fortuna non minacciano più querele.
ma che palle sta sisini! sta spremendo l’eredità artistica di Giuni come un limone, fino all’ultima goccia, e poi minaccia querele per un “fidanzata” che nulla aggiiunge a ciò che l’universo mondo già sa.
Povera Giuni! Chissà se approva …
La Pitzorno ha tutte le ragioni del mondo, secondo me. Ci vuole più rispetto, in casi come questo, non bisogna affibbiare etichette così, alla leggera. Omosessuale, lesbica… ha speso la sua vita dedicandosi alla musica e credo che voglia essere ricordata per quello da noi tutti. Questi sono discorsi degni di Pomeriggio Cinque, dove passano con disinvoltura dalla tragedia famigliare al pornoattore che ci spiega come sia il suo lavoro. Che schifezza! Eppure sembra davvero che alla gente interessino solo queste cose. Forse questo è proprio un povero paese di poveri derelitti che si credono tanto furbi e invece non sono altro che coglionazzi che distinguono inutilmente l’outing dal coming out.
Da ammiratore di Giuni, l’ultima cosa che mi importa sapere è se andasse a letto con uomini, donne o con nessuno. Mi sento vicino a lei spiritualmente, cerebralmente, e non perchè so che era omosessuale come lo sono io.
“che schifezza!”
non sto a rispondere alle argomentazioni di danydanydany81, che mi pare di non poter aggiungere altro a quello che giè dico nel post. Lascio spazio però naturalmente ai commenti, che sono interessanti. É intreressante per me constatare che in più di due anni di blog, in più di 400 post, solo quelli che parlano di Giuni Russo scatenano questo tipo di linguaggio, questo tipo di risposte violente, scandalizzate, disgustate.
É interessante constatare che c’è fra i fans di Giuni Russo una specie di impossibilità culturale, sentimentale, personale, ad accettare che si parli di lei e di omosessualità.
Si potrebbe dire: -che sciocchezze che scrive Novaro-, se lo si pensa, e tutto finisce lì. Invece si pensa a una lesione della memoria, ad un’incrinatura dell’immagine amata, e si insulta.
É interessante, certo anche molto triste
Purtroppo per esperienze (plurale purtroppo) personali, avere a che fare con SISINI e con il suo entourage provoca sempre problemi del tipo sperimentato anche da Novaro.
L’atteggiamento secco, privo di qualsiasi morbidezza, senza nessuna apertura mentale e molto spesso indisponente (quando non maleducato, villano e offensivo) è una caratteristica insita in chi gestisce l’artista Giuni Russo e forse anche la causa della sua nota “antipatia” quando ancora in vita, che le ha fatto probabilmente perdere molte occasioni.
Sembrerebbe che nessuno possa toccare il giocattolo alla bambina, che spesso, troppo spesso si scorda che un’artista è per sua scelta di dominio pubblico.
Lo è la sua arte alla quale si possono liberamente rivolgere critiche e lo diventa la sua vita privata se qualcuno anche post mortem, si prende la bruiga di scriverne una biografia.
Come al solito bisgogna sollevare dei polveroni per niente.
Non c’è nulla di vergognoso nell’essere omosessuale , nel caso qualcuno lo fosse, non vedo perchè continuare a scandalizzarsi di cose per le quali invece bisognerebbe solamente prendere atto.
Non capisco dove stia la calunnia…..è vergognoso invece pensare che l’omosessualità possa essere fonte di calunnia (come se fosse calunnioso dire che un gay è etero…mai sentita una cosa del genere).
Concordo con Egomet! e intanto la sisini continua a spremere la memoria della sua fidanzata… deve pure campare anche lei!
almeno facesse operazioni filologiche e di maggior gusto. Giuni si starà rivoltando. Giuni ci manchi!
PS: per la cronaca: il mio account su Youtube è stato bannato da Giuniurusso arte; non posso più accedere ai video.
Roba da Berlusca.
E qui chiudo.
si si, le operazioni continuano….tra poco uscirà l’ennesima riedizione (martoriata come nelle riedizioni precedenti da interventi aggiunti) di A Casa di Ida Rubinstein, come se se ne sentisse il bisogno.
allegato anche un DVD “bootleg ufficiale” (ma non è un ossimoro?!?!?) di un concerto tratto da I Pomeriggi Musicali
Lo sfruttamento dello zoccolo duro dei fans e dei collezionisti (tra i quali purtroppo rientro anch’io) continua, con prodotti che non aggiungono assolutamente nulla a quanto lasciatoci da Giuni, anzi.
Ma Siisini non riesce a fare uscire un prodotto SOLO ED ESCLUSIVAMENTE di Giuni Russo, no. Ci deve mettere il suo zampino, deve diventare protagonista, deve probabilmente rivalersi di 35 anni passati nell’ombra.
Meccanismi psicologici molto pericolosi quando si dovrebbe trattare di arte (Giunirussoarte) e non di ego.
In quanto al bannare, denunciare, minacciare, vendicarsi….Sisini è una maestra, pare non dedicarsi ad altro.
Forse trova sollievo da queste pratiche mediante le quali sfoga le sue frustrazioni….sinceramente non riesco a capirne ne il senso ne il gusto che ci prova.
Sembra solo cattiveria allo stato puro.
Si dedicasse davvero di più all’arte (se ne fosse capace ovviamente), forse i risultati sarebbero di altro livello.
ma se fosse solo la mancanza di spiritualità della definizione “fidanzate” che ha infastidito la Sisini? mi sembra che la loro relazione ne fosse impregnata…
ma tutto è possibile quando si è un po’, diciamo, suscettibili. Dopo di ché: come mai riscontri una mancanza di “spiritualità” nella parola fidanzata? E tutte le mistiche che si dicevano “fidanzate di Cristo”? Certo, non si dicevano “fidanzate della Madonna”, chissà come mai…
Ma infatti non capisco il commento di Silvia. Da quando il termine ” fidanzato/a” escluderebbe automaticamente la presenza di spiritualità nel rapporto?!!??!
Diciamo che quando si ha la coda di paglia ci si attacca a tutto…
Anche io ho avuto a che fare con la Sisini. In persona. E mi è bastato. Non dico altro.
Però mi piacerebbe che qualcuno intervenisse e salvaguardasse VERAMENTE la memoria e il patrimonio artistico di Giuni Russo… che ormai sta scomparendo anche dal web. Non c’è più in video su Youtube (da quando lei è morta) ad esclusione, ovviamente, di quelli autorizzati (vedi “pubblicitari”). La “giunirusso arte” crea e sponsorizza strani siti web creati con evidente dilettantismo. E’ tutto molto strano. Anzi.. è tutto molto triste. Vorrei che un artista, del calibro di Franco Battiato, intervenisse. L’arte è un patrimonio di tutti. Non degli eredi.
purtroppo non è tutto molto STRANO, ma come dici tu, caro/a IDP, TRISTE. E’ triste che chi rappresenta GUNI debba trattare a male parole chiunque, è triste che le operazione discografiche in sua memoria siano di gusto oltremodo discutibile, è triste che Battiato , da te invocato, avalli queste operazioni.
Mi verrebbe da dire che purtroppo Giuni è stata sfortunata in vita e forse continuerà ad esserlo. Magari è una questione karmica.
SONO D’ACCORDO ANCHIO.POI CREDO CHE SIA MEGLIO IMMETTERE NEI DISCHI LE VERSIONI ORIGINALI
anchio ho avuto a che fare con la sisini.vorrebbe solo lei condividere l’arte di Giuni .
Ho visto oggi un bel servizio su Giuni Russo..ne ho apprezzato le qualità canore, e da interviste le “qualità Persona”…il resto non mi interessa..rispetto qualunque scelta personale..chi e’ che di permette di dare giudizi???..da non Credente dico: scagli la prima pietra……ecc..ecc
ciao Tiziano….posso chiederti dove hai visto questo servizio e se era un prodotto recente o una replica?
Cmq qui nessuno si è mai sognato di dare giudizi , anzi: è chi è soggetto di attenzione che si permette invece di giudicare, attaccare, intimidire ed offendere….
Lanciamo un apetizione per la ristampa integrale e filologica di tutta la discografia pre-disastro! Dal periodo basf a quello bubble. Vogliamo l’arte vera, non le clownerie!
La Sisini ha il controllo di tutto quello che esce (tranne VOX e MEDITERRANEA che sono ancora proprietà dell’ex CGD, motivo per il quale non sono ancora usciti su CD), sopratturro LOVE IS A WOMAN (che non uscirà mai in cd, almeno fino a quando la Sisini NON AVRA’ VENDUTO LE COPIE IN VINILE AI PREZZI ASSURDI AI QUALI VIENE VENDUTO SUL GIUNI RUSSO STORE UFFICIALE….e poi non vuole sentire parlare di sfruttamento).
Purtroppo Sisini è una personcina piccola piccola, che si diverte a fare chiudere i siti che parlano di Giuni (ne puo’ parlare solo lei) che trova sollievo nel fare bannare da Facebook chi mette foto di copertine dei dischi di Giuni (le puo’ pubblicare solo lei) che fa oscurare gli account di Youtube che pubblicano video di Giuni (li puo’ pubblicare solo lei)…..Credo sia l’unico caso al mondo di una gestione così maldestra della memoria di un’artista e questo mi fa assolutamente convincere, dal momento che Sisini risultava la Produttrice artistica di Giuni che il suo scarso successo quando ancora in Vita nonchè la sua nomea di donna dal carattere difficile venisse solo
ed esclusivamente da questo tipo di gestione….
La petizione presumo sia inutile….quando si ha a che fare con l’ignoranza tutto crolla!
Pare che non si sappia la differenza tra amicizia e amore.
Patetico l’atteggiamento della Sisini, patetico quello della Vaccarello e di tutto l’entourage.
Peccato, un’artista come la Russo meritava una memoria migliore.
Secondo me per risvegliare nella gente l’immagine di Giuni Russo Ci Vorrebbero:
1.Una Ristampa di tutti i suoi dischi da “Love Is A Woman” a “Album”
2.Il Rilascio Del Permesso Di Mettere Materiale Di Giuni Su Internet Da Parte Della Sisini
3.Fare Una Trasmissione In Memoria Sua
5.Rendere Tutti I Suoi CD dì Disponibili Sul Catalogo Dei Cd
Sò che tutto questo è difficile da applicare ma è necessario.
E voilà! Le copie del LP son terminate, ed esce “Love is a Woman”. IL conto in banca di sisini piangeva, evidentemente, e “voglia di lavora’ saltami addosso” si dice da quete parti. Vox e Mediterranea in edizione non masterizzata e poverissima. Tutto questo mi fa incazzare a belva. VERGOGNA MARIA ANTONIETTA!
solo oggi leggo questi commenti .Posso dirvi che ho avuto modo di conoscere sia Giuni che Maria Antonietta in quanto ho fatto due tour e 63 serate con Giuni, per inciso il dvd con il concerto dal vivo registrato a Milano ci sono io e per questo non ho preteso nulla ma mi sarei aspettato da parte di Maria Antonietta almeno un grazie ma nemmeno questo!.Tornando a noi tra di loro c’era un rapporto molto forte direi quasi patologico, dove Giuni era completamente dipendente dalla Sisini, ma se fossero “fidanzate ” o meno non mi è mai interessato e penso che questo non debba interessare a nessuno.Giuni era di una sensibilità musicale fuori dal comune e se non ci fosse stata la Sisini , è una mia personale opinione che vale quello che vale , oggi sarebbe stata ricordata come la più grande interprete italiana altro che Mina!!.L’unico paragone possibile è e resta Yma Sumac.Rivedendola nel concerto, che non le rende giustizia anche perchè c’era sempre la Sisini accanto al fonico, un brivido mi percorre l’animo e mi rendo conto che personaggi tanto osannati oggi non serebbero buoni nemmeno a portargli un bicchire d’acqua.Dimenticavo il dvd me son comprato,una sorta di obolo alla Sisini perchè questo a Giuni glielo dovevo .
questo conferma le mie sensazioni di una vita. Un rapporto simbiotico nel quale sembra quasi che il troppo “amore” vada inconsciamente a “distruggere” l’oggetto dell’attenzione in una sorta dei paradigma ” o mio o di nessun altro”. Infatti non a casa Sisini è diventata una presenzialista pazzesca dopo la morte della sua “creatura”. Inoltre non dimentichiamoci che Sisini ha dovuto fare un passo indietro nella sua carriera di musicista /cantate per lasciare spazio a GIuni e questo puo’ avere avuto un peso non indifferente a livello psicologico. Per quanto riguarda il FIDANZATE: la ritengo una questione di lana caprina. SE Sisini dichiara di essere stata per 35 anni la COMPAGNA DI VITA E D’ARTE di GIuni Russo, che questo rapporto lo si definisca “fidanzamento ” o meno non vedo cosa possa esserci di male. ma come al solito bisogna fare di un sasso una montagna e polemica infinita in perfetto stile Sisini”
Non ci interessa un accidente se la povera e tanto compianta Giuni Russo fosse o non lesbica; l’importante è il contributo sincero che ha saputo dare al mondo dell’arte. Credo proprio che sia ora di finirla con questa storia. Piuttosto che rincorrere e perseguire i finocchi e le lesbiche che non fanno assolutamente nulla di male all’umanità, se non dare e ricevere piacere. Ma perché l’opinione pubblica, invece che pensare a cose che non nuociono a nessuno, non inizia un po’ ad occuparsi dei veri problemi che investono l’intera società (bimbi stuprati e poi seppelliti nei piloni di cemento, mala sanità, politici corrotti, ecc. ecc. ecc.)? A N T H O N Y
Caro ANTHONY, è sottinteso che nessuno qui abbia mai avuto intenzione di demonizzare in alcun modo le tendenze di chiunque. Rimane il fatto, molto grave, che tentare di mascherare le proprie inclinazioni, specialmente dopo averle pubblicamente manifestate, facendo dei clamorosi retromarcia, quasi a voler far sembrare un offesa l’essere definito FIDANZATO/A di un’altra persona, è un atteggiamento che sicuramente non aiuta l’emancipazione di chi ancora oggi è fortemente discriminato. io credo invece che le pubbliche dichiarazioni, vedi Tiziano Ferro, Ivan Cattaneo e pochi altri, aiutino molto in questo senso.
concordo con chi sosteneva che forse Giuni sia stata penalizzata in vita come adesso da morta, forse proprio grazie alla signora MAS ed alle antipatie che attira, in ogni caso, Giuni è un talento unico…lesbica, etero, vegetariana…
Spiritualità e rapporti speciali, a fronte di tali eventi mi fanno pensare a goffe strategie di marketing, messe in scena da una persona che non solo non rispetta l’ immagine di Giuni (non ho mai conosciuto Giuni, mi riferisco al messaggio ed all’immagine che dava di se) ma per giunta mi risulta meno celestiale del termine “fidanzata”
Evidentemente l’ etichetta “lesbica” le pesa meno di quella “perfida” contenta lei.
Proprio vero quando si dice che i primi a fare la differenza ed accrescere le distanze ed i pregiudizi siano certi omosessuali stessi?
Cio’ che a volte e’ importante e’ la sostanza e nella sostanza si cerca di etichettare la meravigliosa unicita’ di Giuni , rendendola meno linda di quanto in realta’ sia stata. Giuni Russo e’ come Janis Joplin musica allo stato puro , quindi nessuna parola malevola potra’ incrinarne il ricordo nelle persone intelligenti,
Ma essendo il mondo formato anche di ipocriti e di bigotti , determinate parole andrebbero misurate , pesate in base all’effetto e non solo alla sostanza.
Questo fanno le persone intelligenti
Allora…la vogliamo dire proprio tutta? Bianca Pitzorno NON ha scritto il libro….tutte le informazioni le ha raccolte un collaboratore di Giuni e la Sisini (mio caro amico). Alla casa editrice serviva un nome più appetibile ed hanno usatotp quello della Pitzorno. La Sisini sta rovinando il ricordo della mia amata Giuni. Sta buttando fuori dagli scatoloni ogni fetecchia possibile ed immaginabile. Chissà un giorno,quando sarà a corto di demo,potrebbe utilizzare le riprese della sua amica mentre si faceva le chemio…
puntuale come le tasse, la sanguisuga sisini ci riprova con fondi di cassetto. Ma a lavorare davvero ci ha mai pensato? O succhierà il sangue di Giuni d amorta PARA SIEMPRE?
Che squallida attività cher miserabile discussione sulla vita privata di chi che sia. Ma come non vedere la povertà umiliante di certe domande e di certe risposte. Che miseria umana ed esistenziale. Ma quando cresceranno mai sti italioti provinciali e miserabili, luridi accattoni e ladri di vita altrui. Ma perché mai ci deve essere questa pruderie di infilarsi nelle mutande degli altri per farne chiacchiere e diffamazioni in ogni direzione. Una volta per tutte che si fottano le morali, le regole, le religioni, i vizi e i pregiudizi di inutili esistenze. L’omosessualità é una realtà congenita nell’animo e nel corpo umano. Esisteva prima di Cristo, prima di tutte le Bibbie ed esisterà sempre, malgrado tutte le atrocità, le cattiverie e le crudeltà di questi malati di mente che vorrebbero dire cosa e giusto e sano e cosa no. Che si occupino della loro demenza genetica e questo basti a soddisfare ogni malsana curiosità!
Caro Michele Franco, temo fortemente che l’inestinguibile e “malsana curiosità” che alberga in taluni individui e le conseguenti miserie spirituali che ne derivano non abbiano una matrice sclusivamente “italiota” ma costituiscono una componente genetica che affligge buona parte della popolazione mondiale. Nel mare magno della pochezza umana gli italioti fanno solo la loro parte e in questo, lo riconosco e me ne dolgo, spesso eccellono; ma verosimilmente credo che l’atteggiamento più adeguato sia quello di non reagire alle provocazioni (spesso sostenute da una dialettica priva del conforto dell’intelletto…) e volare un po’ più in alto di quanto non riescano a fare le galline nel pollaio. Insomma, in quell’eterno ed irrisolvibile dualismo “bene-male” che governa il creato, ritengo più costruttivo sforzarsi di restare dalla parte dei “buoni” piuttosto che disperdere energie per combattere inutilmente i “cattivi” correndo il rischio di restare contaminati dalle loro lordure. Dalla sua “nuova postazione” (un’auspicabile dimensione di incontaminata spiritualità), Giuni è certamente la prima a farsi beffe delle cazzate sul suo conto che vengono quotidianamente cucinate in tutte le salse e che, tra gli ingredienti, prevedono spesso l’utilizzo malsano e speculativo della sua memoria. Ho amato ed apprezzato questa artista sin dalla sua prima apparizione e ne ho seguito il difficile percorso verso la libertà di espressione e di scelta musicale, riuscendo a divincolarsi dallo stereotipo di “cantante estiva e senza pensieri”. La sua voce è quanto di più sublime l’orecchio umano possa percepire. Nutro una rabbia inestinguibile verso tutti coloro (vivi o morti) che, per miserabili ragioni di mercato discografico e per assecondare giochi di potere, ci hanno spesso privato della sua arte ostacolando la sua visibilità e la sua infinita bravura. Ma costoro hanno perso la loro squallida guerra perché, a dispetto di tutto, Giuni è e resterà una delle più belle pagine della nostra cultura musicale. Cosa può dunque importare ciò che dice o fa quella zampogna sfiatata della Sisini o quel che, a colpi di uno sterile botta e risposta giornalistico, viene pruriginosamente affermato e smentito circa le sue private attitudini sessuali ? Personalmente provo solo un inarginabile desiderio di ringraziare Giuni per tutto ciò che ci ha regalato e di averlo fatto con la determinazione di chi non si arrende alla perfidia dei detrattori.
A noi resti solo la pazienza di attendere che la Sisini passi a miglior vita e ci liberi della sua paesana villania e dei suoi avidi artigli …..
Caro Signor Benedetto, in questi giorni sto nutrendo il mio animo riascoltando la dolce voce di GIUNI anche fino a tarda sera, ed è poi con il cuore colmo di gioia che mi alzo la mattina ancora avvolta da quel piacere per aver assaporato emozione pura, ed il mio affrontare le giornate diventa più leggero, succede poi prepotentemente e senza cercarlo, ma forse inconsciamente si, nei momenti di pausa di riandare nel silenzio della mia mente a quelle vibranti melodie, e ridare vita quella quella voce così speciale, mi ritrovo dunque a pensare a quella grande fortuna che hanno avuto tutti coloro che hanno potuto viverla o frequentare, e sì, hanno ricevuto un grande dono, io purtroppo no, ma posso comunque esserle immensamente riconoscente come persona, per quel suo essere così artista e per quel suo essere così unica. Per tutto il resto approvo il suo dire ma non vorrei esprimere null’altro, sarebbe come sporcare tutta questa bellezza.
Io inizierei a chiedere il motivo per cui i più stretti familiari di Giuni Russo, ad esempio il fratello Umberto, non possano portare in televisione e sui giornali la loro stretta testimonianza, di certo più ficcante di imbarazzanti duetti post mortem con la Luxuria e questo sia ad esclusivo appannaggio della Signora Sisini. Insomma l’arte deve essere condivisa e i talenti non è possibile svenderli e mercificarli. Ho avuto la fortuna in passato di incontrare a Roma Giuni, senza la Sisini, ospite di una trasmissione televisiva ed era un cerbiatto di uno spessore immenso. Poi, in occasione di un concerto dovetti frequentarle entrambe…non vi dico…non vi dico…la Sisini sempre a parlare per conto anche della Russo e la vera Diva era lei, inoltre in maniera molto puerile ed infingarda la spingeva a lamentarsi di situazioni inesistenti dato che fu un trionfo assoluto. L’impressione ricavata fu di una meravigliosa anima prigioniera CONSAPEVOLE di una virago. Forse e sono mie supposizioni è accaduto quello che spesso succede in questi casi: le due hanno iniziato insieme mangiando pane e cipolla, l’altra le è stata accanto ed una volta raggiunto il grande successo Giuni per sdebitarsi dell’affetto ricevuto non ha mai avuto il coraggio di liquidarla come avrebbe dovuto fare. Se prima la Sisini poteva volerle bene veramente, dopo piena di rancore inespresso…
non credo proprio che per rancore o per esibizionismo Antonietta sia stata accanto a Giuni prima e dopo la sua morte. Antonietta continua a volerle bene e realizza quello che tanti chiedono “che non sia dimenticata” Questo e’ amore niente altro. Amore con la A maiuscola e che nessuno può’ permettersi di criticare o infangare.
amore per il denaro! lavorasse davvero e non facesse la sanguisuga! vergogna: sisina non sa cosa sia l’arte
Sisini=dracula. PARA SIEMPRE è un’operazione vergognosa. Roba da karaoke che alla memoria di Giuni fa solo male. Giuni è stratosferica SEMPRE, ma questi fondi di magazzino sono un’offesa alla sua arte. Finché Sisini sarà in giro Giuni e la sua arte saranno in pericolo. Concordo con Aldo. Se l’amore è succhiare il sangue ai cadaveri, meglio l’odio!
Salve, volevo segnalare che di Giuni Russo è uscita – già nel 2011 – per la Warner una raccolta ultra economica (parte di una collana con altri interpreti) del periodo CGD in cui sono state inserire le due canzoni del 1978 pubblicate sul 45 giri su etichetta Elektra (!) SOLI NOI / LA CHIAVE. M’è stato raccontato che chiunque (uno o due persone) abbiano tentato di mettere i due brani su YT sono subito stati intercettati da questa giunirussoarte che ne ha chiesto l’immediata cancellazione. Ora la signora Sisini non potrà che prendere atto che alla Warner si fanno meno problemi della CGD…
Arrivo qui per caso e ho letto tutto con grande interesse. Vorrei soltanto far notare come, nella discografia di Giuni su Wikipedia, i commenti – che dicono poco o nulla di interessante – siano stati scritti in un italiano a dir poco discutibile. E’ anche questa opera della signora Sisini?