Mario Soldati / La confessione. Mondadori 2009. (segnalazione)
E’ in libreria
Mario Soldati / La confessione
Introduzione e nota al testo di Stefano Ghidinelli
In capo al testo: Cronologia; Bibliografia critica essenziale, a cura di Bruno Falcetto
113 p. ; 8.50 €
Mondadori – Oscar Scrittori Moderni / Narrativa 1991, Milano 2009
Dopo un qualche peregrinare (Garzanti 1955, poi Mondadori 1959 e 1980, poi Adelphi 1991) ora Mondadori ripubblica La confessione negli Oscar, con un buon apparato, e col basso prezzo degli Oscar.
Da punto di vista della comunicazione editoriale questa è un’edizione molto divertente (se non ci fosse da piangere), ecco la quarta:
“Il breve romanzo La confessione è stato concepito da Soldati nel 1935, con uno sforzo progettuale che solo le carte preparatorie da poco venute alla luce rivelano nella sua complessità e tensione. Ripreso e pubblicato vent’anni più tardi, narra la vicenda del quattordicenne Clemente, adolescente ipersensibile, studente a Torino presso un collegio di gesuiti. Clemente pensa che anche lui un giorno sarà gesuita, ma le vacanze estive a Chiavari con madre e nonna incrinano questa certezza. Sollecitato dai suoi educatori alla santità, alla rinuncia al peccato – soprattutto a quel peccato per eccellenza che è il corpo della donna -, Clemente rifiuta l’istintiva attrazione per un’avvenente amica della madre, o per una procace sconosciuta incontrata in ascensore, per trovare infine in modo libero e inatteso una via al piacere.
Romanzo tra i più sottili e riusciti di Soldati, senza compiacimenti, nitido, spitato spietato e partecipe, La confessione rivela le migliori doti narrative dell’autore torinese, quella felicità di scrittura, quel brio, quell’acutezza pungente nel cogliere e descrivere l’ambiguità dei sentimenti in un’età particolarmente “fluida” che pochi altri hanno saputo raccontare.”
Quale sarà quella misteriosa “via al piacere” che Clemente trova “in modo libero e inatteso”?
La copertina fuga ogni dubbio, che l’omofobia (o come chiamarla? Scemenza?) di chi ha confezionato il libro ha impedito di esplicitare: una foto di Herbert List che ritrae due ragazzi a torso nudo. List in Italia è una spia infallibile: se c’è una sua foto in copertina è come se l’editore vi stesse dicendo: “Qui roba omosessuale! Attenzione! Non lo diciamo ma voi lo capite!”
Dice Edmund White: “What is a Gay Novel? One that is marketed as gay. Usually a picture of a cute boy on the cover”. In Italia basta la foto.
Adelphi, in tempi evidentemente meno ottusi, era stata più esplicita. Ecco la quarta dell’edizione nella PBA: (dalla quale scaturisce un sospetto malandrino: ma, da Mondadori l’hanno copiata? Beh, forse no, ma certo l’hanno letta e gli è piaciuta (quel “brio” che torna) -e giustamente l’hanno restituita, con una piccola abrasione significativa, emendata con la foto allusiva: cripto comunicazione da anni ‘50. (Non ho purtroppo l’edizione Garzanti, sarebbe divertente sapere cosa scrissero allora, se qaulche qualche lettore/lettrice l’avesse me la dice? grazie).
Dicevo: ecco la quarta di Adelphi (che aveva una introduzione di Cesare Garboli):
“Clemente è un adolescente sensibile, un po’ torbido, un po’ troppo ‘conscio di se stesso’ rispetto ai suoi compagni. Lo educano i gesuiti – e Clemente stesso vuole pensare che un giorno diventerà un Gesuita, ma i suoi pensieri non hanno nulla di religioso. E’ attratto dal peccato per eccellenza, la Donna, nella persona di un’0avvenente un’avvenente amica di sua madre o di un’ignota signora, dalla sublime volgarità e dalle unghie laccate e acuminate, che un giorno incontra in ascensore. Non avrà però il coraggio del suo peccato. Mentre troverà una soluzione ai suoi turbamenti erotici che paradossalmente viene incoraggiata dai suoi tutori morali e infine da lui stesso: l’omosessualità.
Come ha scritto Cesare Garboli, questo è un ‘racconto libertino, leggero, dolce, europeo, volterriano, pochissimo indulgente, senza nessun compiacimento e nessun senso di colpa’. Quando apparve, nel 1955, pochi lo capirono. Oggi lo leggiamo ritrovandoci Soldati in stato di felicità narrativa, con quel brio, quell’acutezza pungente e quel senso dell’ambiguità dei sentimenti che gli appartengono come a pochi altri.”
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[...] a Gay Novel? One that is marketed as gay. Usually a picture of a cute boy on the cover”. (da un post su federico novaro [...]
Hai ragione, ma se solo sapessi in che condizioni si scrivono le quarte…
posso vagamente immaginare, e temo che sarebbe comunque peggio di quel che penso, in effetti
però credo che se un po’ il mio lavoro può essere utile è proprio cercando di far passare l’idea che non è lo stesso, e che far lavorare le persone in condizioni tali da produrre pasticci e trascuratezze, senza un ordine di verifica, senza il tempo per poter dare a chi compra un prodotto non taroccato non è che fa lo stesso, ma cambia il prodotto stesso. Questo almeno provo nel mio piccolo.
Grazie di passare di qua!