The Future of Publishing / DK (UK)
This video was prepared by the UK branch of Dorling Kindersley Books and produced by Khaki Films (http://www.thekhakigroup.com/). Originally meant solely for a DK sales conference, the video was such a hit internally that it is now being shared externally. We hope you enjoy it (and make sure you watch it up to at least the halfway point, there’s a surprise!).
The clip was inspired by a video created by an Argentinean agency, Savaglio/TBWA entitled, “Truth”: truthvideo
Read an interview with the creator of the video on the Penguin Blog: futureofpublishing
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Editoria : notizie / 46. Einaudi – NUE (da L’Indice dei Libri, giugno 2010)
Einaudi: NUE
Rinasce l’”Universale Einaudi”; aperta nel 1942 sotto l’egida di Carlo Muscetta ebbe tre forme grafiche, l’ultima, capolavoro suprematista, insuperato, di Oreste Molina, dove galleggiavano minuscole le indicazioni su fondi colorati, fu sostituita (diventando la “Nuova Universale Einaudi”) da quella bianca e rossa di Bruno Munari nel 1962: si ricominciò la numerazione e riformulò il programma, che condotto da Giulio Bollati si fece sempre più politico e insieme pedagogico.
Compatti, quasi dei breviari, rilegati in tela azzurra ad evocare la gloriosa “Narratori Stranieri Tradotti”, i volumi furono fasciati da Munari con una sovracoperta bianca e lucida, solcata orizzontalmente da cinque barre rosse che tagliavano la copertina e si prolungavano sul dorso, ribaltando l’asse verticale consueto, e organizzando le informazioni in una gerarchia programmatica che metteva in evidenza le varie collaborazioni e attribuiva all’indicazione del numero del volume grande risalto, a significare un legame forte fra le uscite.
In alto un piccolo quadrato in bianco e nero ospitava, dove fosse univoco, un ritratto dell’autore o dell’autrice (casi rarissimi, Anne Frank, Rosa Luxembourg, Gertrude Stein…) con, subito sotto, il nome; fra le prime due barre il titolo; poi, a scendere, le responsabilità della cura; il numero di successione; infine, prima dell’ultima barra, nome e marchio dell’editore; in quarta di copertina la lista degli ultimi titoli usciti; al primo risvolto una nota al testo, al secondo una nota al volume precedente; di estrema riconoscibilità venne molto poco imitata (la collana “All’insegna dei grandi maestri” delle romane Edizioni Moderne ne fu quasi una contraffazione).
Ebbe una variazione con la prima “nuova serie”, che uscì in brossura fra il 1975 e il 1978, ed echi se ne possono trovare in altre collane, ad esempio nelle due sottili righine rosse che segnano la serie ‘bianca’ dei “Millenni”, o nella serie in brossura “Letture per la scuola media”, dove le barre erano tre e proseguivano sul dorso, serrando in copertina un’illustrazione in bianco e nero.
Afflievolitasi negli anni, la “NUE” ha pagato pegno di un’impostazione politica che non si è saputo rinnovare e ha chiuso con eleganza nel 2003 col terzo volume dei Romanzi e prose di Paolo Volponi.
Ora, preceduta da un lungo, entusiasta, articolo di Salvatore Settis apparso su ‘la Repubblica’, la NUE torna in libreria, con una seconda ‘nuova serie’, che nella campagna pubblicitaria prende a prestito le parole di Settis per illustrarne il programma: “[...] Il futuro dei classici. ‘La NUE che rinasce intende proporre un’assidua, rigorosa esplorazione del “classico” in tutte le culture’ [...]” (Salvatore Settis, Il classico viene dall’Oriente, la Repubblica, 13.4.010, e materiale pubblicitario Einaudi)
Sul sito dell’Einaudi, in un linguaggio fortemente anti-accademico si delinea: “[…] La leggibilità dei testi, che è un punto fermo della collana, non toglie nulla all’importanza dell’approccio storico-filologico, […] le traduzioni, le introduzioni e le note saranno curatissime e daranno l’idea dell’attualità di molte di queste opere, ma anche della distanza che bisogna percorrere per comprendere il mondo antico, a qualsiasi latitudine. […]”.
La grafica, dello studio Pitis, innova e conserva: mantiene i caratteri originali e ritraccia le barre (diminuite a tre da cinque, come “Le letture”), che qui si interrompono prima dei margini, riportando la copertina ad una assialità verticale; ora evocano una più contemporanea sottolineatura che una legatura: ne risulta una funzione più assertiva, e, così disancorate, s’indeboliscono.
È interessante che l’Einaudi scelga, per una collana da un programma denso e ambizioso, un’estetica che ora risulta anti-enfatica, quasi modesta. Quattro titoli all’anno; i primi, già disponibili: Storia di Saigyo, a cura di Lydia Origlia; La consolazione di Filosofia, di Salvatore Severino Boezio; il Trattato di Manu sulla norma, a cura di Federico Squarcini; Il viaggio notturno e l’ascensione del Profeta nel racconto di Ibn ‘Abbas, a cura di Ida Zilio-Grandi.
(mi accorgo ora mentre lo trascrivo da L’Indice: l’articolo di Settis comincia con “Risorge la NUE”; la pubblicità di Einaudi con: “Ritorna la NUE”, il mio pezzo con “Rinasce la NUE”. Il minimo che posso dire è che siamo tutti molto pigri)
Il sito dell’Einaudi alla pagina di presentazione della NUE, qui
Il sito dello studio Pitis, alla pagina di presentazione della NUE, qui
L’articolo di Salvatore Settis che ha preceduto il lancio della NUE su Repubblica, qui
(Appunti, che qui trascrivo -in forma più estesa e aggiungendo i links- appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri[chiocciola]gmail.com, grazie)
Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 6 – XXVI, Giugno 2010.
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Salone del Libro / Torino / 2010, cartoline (27: y final)
(il primo giorno del Salone sono andato a fare un giro; ecco una serie di cartoline.
Come accade dalle città, non sono riassunti, ma frammenti)
Torino, 13.5.010
Saluti dal Salone. 27
[Salone del Libro, Torino, 2010]
non ho capito che libro si presentasse,
e anche a fotografare ero un po’ imbarazzato,
spero che le persone ritratte
non se ne abbiano a male.
Una persona sul palco, una persona a sentire.
La cosa che mi ha colpito
è che si parlassero con il microfono.
D’altra parte che fare? Dopo
un po’ che erano lì, avranno cominciato, forse prima erano
in di più, l’autore ha concluso, ha posato
il microfono, il signore
l’ha preso. Chissà.
Giro finito, a presto
Francesco Orlando, 1934-2010
Francesco Orlando è morto ieri
Aveva da poco pubblicato da Einaudi La doppia seduzione, un piccolo librino uscito ne “L’Arcipelago Einaudi”, un testo scritto e riposto e riscritto sin dalla seconda metà degli anni ’50, infine approdato alle stampe quasi come un fuoritempo, ponendo, col suo solo comparire, scritto in una lingua radicata nella prima metà del secolo scorso, un problema riguardo alla contemporaneità, alla natura stessa dell’essere autore contemporaneo, con il suo bizzaro statuto di novità e di reperto al medesimo tempo. Scritto in una lingua molata dagli anni mantiene, anche nel breve lampo della novità in libreria, un dialogo strettissimo con la letteratura coeva al manoscritto, e così una certa idea del desiderio e della sessualità dei maschi verso i maschi che ora appare arcaica, frantumata dal dopo Stonewall, ma in realtà ancora viva, come La doppia seduzione, col suo solo apparire, dimostrava.
Alla vigilia dell’uscita, Repubblica pubblicò un’intervista a Francesco Orlando (Franco Marcoaldi, La Repubblica, 2 marzo 2010, p. 55, ora qui): “[...] il romanzo resterà chiuso in un armadio per circa quarant’ anni. -Fino a quando, nel ‘ 99, lo leggo a voce alta a un mio giovane amico, il quale reagisce con emozione. E perentorio mi ingiunge: “Francesco, quel romanzo non può rimanere in un cassetto. Tomasi di Lampedusa aveva ragione: la scrittura sarà anche acerba, ma la storia è talmente forte! C’ è una sola cosa da fare: devi riscriverlo”-. il romanzo “giovanile” torna a nuova vita, trasformandosi in un romanzo “senile”. -Sì, dopo aver passato il vaglio di altre due stesure e continui interventi parziali. Arriviamo così agli ultimi anni, nel corso dei quali stipulo con Einaudi un bizzarro contratto in cui l’ editore si impegna a pubblicare il libro entro diciotto mesi dalla morte dell’ autore, o dalla sua decisione di pubblicarlo in vita. Finché un miraggio economico, l’acquisto di una casa, dirime la questione. E da oggi La doppia seduzione è in libreria-.
(Francesco Orlando, è l’autore di Per una teoria freudiana della letteratura (Einaudi, 1973) (qui, su ibs, la recensione di Carlo Di Girolamo apparsa su “L’Indice dei Libri” in occasione della ristampa, nel 1987, nella “PBE”), ma per me è soprattutto l’autore de Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura, un “Einaudi Paperbacks” del 1993.
Lo lessi quando uscì, e anche se avevo già quasi trent’anni mi piacque come i libri che si leggono nell’adolescenza.
L’incipit, al cui tono, stile, eleganza, intelligenza, tutto il testo è fedele, ricordo che mi fece dire: -.così!, così!, bisogna fare.- intendendo essere, lavorare, studiare).
Salone del Libro / Torino / 2010, cartoline (26: minimum fax)
(il primo giorno del Salone sono andato a fare un giro; ecco una serie di cartoline.
Come accade dalle città, non sono riassunti, ma frammenti)
Torino, 13.5.010
Saluti dal Salone. 26
[stand delle edizioni Minimum fax, spazio dedicato al progetto "re-book"]
la distruzione dei libri crea un moto di orrore in chi li fa;
malgrado le rose che c’erano allo stand fossero brutte,
il progetto è molto interessante.
Che i libri non muoiano mai.
Ma poi se ne conservano le spoglie?
















































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