Pietro Citati : Leopardi / Mondadori 2010. Recensione di Camilla Valletti
Pietro Citati
Leopardi
art director: Giacomo Callo
graphic designer: Cristina Bazzoni
22, 5 x 16 cm.; rilegato, con sovracoperta ; 436 p.
Mondadori -Saggi, Milano 2010
Una recensione inedita di Camilla Valletti per FNlibri
Accostarsi a questo lavoro monumentale, quasi enfatico, tutto denso di riflessione e empiti emotivi, accompagnato da una scrittura sempre alta, mai piana, una scrittura che impone la fatica quasi ascetica di chi voglia intraprendere il lungo cammino dentro l’opera leopardiana, fa spavento.
Fa spavento la mole dei testi lasciati da questo intellettuale, così legato al suo tempo eppure così impegnato in un corpo a corpo con se stesso da superare le barriere dei suoi studi, per quanto fossero illimitati.
Leopardi, nella storia che ci racconta Citati (una biografia così puntuale che par quasi di riuscire a congiungere, per una volta, snodi vitali alla produzione letteraria, senza alcun cedimento voyeristico ma tutto giustificando, famiglia, luoghi, incontri, geografie, gusti), fa spavento, si diceva, per l’impegno che richiede la sofferenza umana che tutto sottende, la malattia che influenza senza remissione addirittura la crescita biologica del poeta. Che si fermò appena a 1.41 cm a causa di una terribile malattia, la tubercolosi ossea, allora non diagnosticata.
Fa spavento per la capacità di andare oltre, pur restando dentro alla propria condizione. Fa spavento per lo slancio agonistico dello scrivere, a dispetto delle condizioni materiali. É dunque necessario scegliere forse una sola angolatura che permetta almeno di rendere conto di una delle tante letture che s’intrecciano dentro questo libro, bello e profondo come gli anelati ricordi, scacco continuo al presente del poeta.
Citati, attento alle interpretazioni critiche più attuali, riprende con molto garbo il tema dei rapporti tra Leopardi e gli uomini della sua vita: quel Pietro Giordani, finissimo filologo e quel Antonio Ranieri, giovane napoletano cui tante lettere indirizzò.
Senza mai negare l’aspetto erotico, la passionalità di questa corrispondenza, Citati riconduce questa attitudine al solipsismo prodotto dalla lettura del Rousseau sentimentale, quello in cui la natura domina indisturbata scavalcando i generi e le forme dell’amore convenzionale. Giordani fu l’amico fedele sempre pronto a incoraggiare, a sostenere, a rendere pubblica la produzione del poeta. Il confidente colto, capace di accogliere la grandezza del suo amico.
Su Antonio Ranieri, purtroppo, è calata la mannaia del pettegolezzo. Lo si è voluto ridurre al classico approfittatore, al gigolo impenitente male in arnese che avrebbe sfruttato i denari del povero tisico. Quando invece, nel dettagliato resoconto di Citati, appare come una sorta di braccio armato del poeta, il corpo aitante che a lui la sorte aveva negato, l’amante efficiente che poteva avvicinare le donne da lui solo sospirate. Come la nota Fanny Torgioni Mazzetti, con la quale i due vissero una specie di mènage a trois fatto di riflessi e sublimazioni.
Le parole del linguaggio amoroso non mutano nemmeno nei confronti del fratello Carlo, a lungo sospirato, con il quale i rapporti s’interrompono definitivamente dopo il matrimonio. Per dire insomma che la presunta omosessualità di Leopardi non vada cercata nel concreto compiersi del rapporto carnale, esercizio penoso di tante biografie a sfondo malizioso, ma piuttosto in una più complessa idea dei rapporti tra esseri umani, giocata sulla distanza, sull’allontanamento dell’altro, posto come altare delle proprie affannose pulsioni. Un altro, un’altra, così vicini sempre alla perfezione, perché di altro si parla, di cure, di bisogni, di sensualità celati, da sparire nel presente duro conduttore di morte.
Su FNlibri Camilla Valletti ha recensito Union Atlantic, di Adam Haslett (Einaudi 2010); Dove lei non è, di Roland Barthes (Einaudi 2010); Coventry, di Helen Humphreys (Playground 2010); Il giardino segreto, Helen Humphreys (Playground 2010); Pubblicità per me stesso, di Norman Mailer (Baldini Castoldi Dalai 2009); Giuni Russo. Da un’estate al mare al Carmelo, di Bianca Pitzorno (Bompiani 2009); Fuochi in lontananza, di Colm Tóbín (Fazi 2008); Voce da una nube, di Denton Welch (Casagrande 2006); Tutti i racconti, di Virginia Woolf (Newton & Compton 2009)
Riassunto bibliografico:
queer / letteratura italiana / prime edizioni
Pietro Citati / Leopardi
1. ed. – Milano : Mondadori. – 436 p. ; 22, 5 x 16 cm. – (Saggi)
Callo, Giacomo (art director) ; Bazzoni, Cristina (graphic designer)
rilegato, con sovracoperta ill. col.
in coda al testo: “Elenco delle citazioni e dei rinvii bibliografici”
alla prima di sovracop.: Le scogliere di gesso sull’isola di Rügen, di C. D. Friedrich; Winterthur, Museo Oskar Reinhart; ©Photoservice Electa/AKG Images
alla q. di cop.: ritratto fotografico b/n dell’autore, ©Manuela Fabbri
©2010 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
Carmelo Bene dice L’Infinito







































leave a comment