editoria / notizie / brevi . 35: WATT / IFIX / Oblique
È in libreria (e su ibs)
WATT. Senza alternativa.
a cura di Oblique Studio e IFIX
111 p. ill. col. ; 9€
Mantre il libro sembra tremare e disfarsi per ricomparire smaterializzato su altri supporti, dove il testo prenderà forme che ancora non si riesce bene a immaginare, una vasta onda d’amore -nostalgico e avanguardista, combattivo e fiero- per la materialità che in questi ultimi secoli l’ha accompagnato, prende forza, nei luoghi più diversi. Nella più consueta delle storie d’amore l’oggetto che si crede perduto diventa sublime, e le sue parti assumono virtù miracolose, straordinari poteri evocativi.
WATT, è un maniacale riassunto di ciò che due amanti desiderano per sé dalla carta stampata. Con le radici ben piantate negli anni ’80 (entrambi gli autori sono nati agli inizi del decennio precedente), che fu l’epoca trionfale per le forme alternative al libro che seppe prendere la carta stampata, in un furore di oggetti (certo riviste è riduttivo) che provarono a reinventarsi riguardando a tutti i decenni precedenti, su su sino alla seconda metà dell’ottocento, e che allora erano molto supportati dall’industria della moda, WATT prova a dire che la via della carta è ancora percorribile.
Watt, senza un grammo di carta o una goccia d’inchiostro che non sia pensata, vagliata, decisa, da Maurizio Ceccato (IFIX) e Leonardo Luccone (Oblique, conEelvira Grassi,e Giuliano Boraso) oltre a un atto d’amore è una affermazione d’esistenza. Se la logica imperante nelle case editrici generaliste è dare il meno possibile producendo il massimo del profitto, WATT prova a costruire un oggetto che possa offrire un surplus per i 9€ che chiede.
Il prezzo non è un elemento inessenziale dell’operazione. 9€ è meno di un tascabile economico. È probabile che molto si sia lavorato senza retribuzione, per passione, come si dice. Per quante tante copie si possano aver stampato, moltiplicato 9€ è sempre una cifra minuscola, divisa fra i due autori, la materia prima, la tipografia, la distribuzione, e le 27 collaborazioni, fra illustrazioni e testi.
Come si chiede la 15febbraio (Servizio di pulizia o Il corpo sociale): un lavoro non pagato, è un lavoro?
WATT ospita racconti e illustrazioni di persone tutte nate e vissute in Italia, e rappresenta un’efficace mappatura affilata del gusto e dello stile della coppia Oblique / IFIX.
Un punto di vista importante: Maurizio Ceccato è il grafico di Hacca edizioni, e lo è stato del miglior periodo di Fazi, e di Elliot, di Arcana
Leonardo Luccone, insieme a Elvira Grassi e Giuliano Boraso sono gli animatori di Oblique, e di 8×8.
La descrizione tecnica di WATT la trovate esaustiva su Who’s the reader?, che ne parlò in occasione della presentazione al Salone del Libro di Torino.
La descrizione editoriale, che molto ha corso in rete, è:
Watt è un volume di narrazioni e illustrazioni contemporanee, un magazzino di segni senza paratesti. Watt è un incrocio di stili, un luogo cartaceo dove fissare gli impulsi di una nuova generazione di autori che spesso non trovano sbocco nell’editoria tradizionale. Watt è un luogo di ricerca e sperimentazione, narrativa che si sprigiona dall’incontro tra testo e immagine. Watt non è una rivista, Watt è una collana editoriale che va guardata come un catalogo e letta come un libro, pur non essendo nessuna delle due cose. Watt è commistione di immagini e parole. Watt è almeno tre volte l’anno. Watt nasce dall’incontro di due studi professionali – Oblique e Ifix – che hanno deciso di mettere in gioco le proprie esperienze per testimoniare che l’editoria può essere indipendente e può partire dal basso.
Forse le personalità professionalmente marcate di Oblique / IFIX hanno reso debole l’idea di incrocio di stili: la coerenza interna, fisica, testuale e delle illustrazioni, essendo così forti da fondersi in un unico oggetto, a scapito proprio della loro varietà; interessante è la definizione di “magazzino senza paratesti”, su cui naturalmente ci sarebbe a lungo da disquisire (la partizione del volume essendo in realtà tradizionale, la copertina differenziandosi anche fisicamente dalle pagine interne, il titolo ben inalberato sul piatto anteriore, l’elenco delle presenze sul piatto posteriore in ordine alfabetico, nel verso del piatto anteriore essendo composto il colophon, sul dorso indicato il titolo e l’indicazione d’ordine del volume e via così), ma buon indicatore della volontà degli autori di costruire oggetti, esistenti per conscia volontà, che da sè a sè partono e tornano, in una volontà di controllo assoluta e battagliera.
Come sarà il prossimo WATT? Questo chiarirà molti dubbi sulla sua natura. Se ritroveremo la stessa forma fisica, la stessa testata, la stessa grafica, sarà difficile non vedervi una collana, delle uscite, dei numeri; se prenderà forme inattese, diverse le une dalle altre, come nascesse e morisse ogni volta, fedele alla sua natura autoriale, WATT potrà aspirare a segnare un modo di essere nel mondo editoriale, un oggetto mutevole che si ridefinisce ogni volta, senza cadere nel rischio ottuso dell’one-shot.
Ypsilon editeur, di Giacomo Giossi
Giacomo Giossi
L’argent de poche, uno sguardo sull’editoria francese
quinta puntata: Ypsilon editeur
(quinta puntata de L’argent de poche, a cura di Giacomo Giossi: una serie di post che raccontano l’editoria francese, soffermandosi soprattutto sulle piccole case editrici cartacee)
Une chatte cachée!
Una grande C puntata si staglia nel mezzo della copertina bordeaux. La C. è il titolo, l’autore è Piero Paolo Pasolini, l’editore è Ypsilon. Impossibile trovare il titolo nella bibliografia dell’autore friulano, si tratta infatti di un poema mai pubblicato singolarmente in italiano. Il titolo originale è F., C. la sua traduzione letterale.
E’ il 1965 quando Pasolini comunica a Giulio Einaudi l’idea di farne un libro per la collezione di poesia Einaudi. Il volumetto, che non vedrà mai la luce, è disponibile solo nelle opere complete dei Meridiani Mondadori.
E’ quindi un vero e proprio inedito quello che l’elegante editore parigino ha pubblicato nel 2008. Con testo a fronte e curato, come l’altro titolo di Pasolini in catalogo, Feuilles de langues romanes (in edizione trilingue: francese, italiana, spagnola), da Isabella Checcaglini e da Etienne Dobenesque, il volumetto è stampato in tiratura limitata a 500 copie.
Cucito in brossura con alette utilizza una carta vergata molto bianca, ha caratteri Bodoni sia per la copertina che per il testo. Elegante, ma non austero, il volume riporta tutte le notizie bibliografiche sulle alette, per lasciare la quarta di copertina libera e segnata solo da una vezzosa y. Il titolo C. non è altro che “l’initiale de chatte, le nom obscéne et banale du sexe féminin”. La fica, nell’originale in italiano, è infatti il tema conduttore del duro e provocatorio testo poetico di Pier Paolo Pasolini.
Nata nel 2007 per volontà di Isabella Coccaglini, Ypsilon conta tre collane, una di letteratura, una, più preziosa, in cui l’apparato iconografico dialoga splendidamente con i testi e l’ultima dedicata ai temi bibliografici e alla storia e cultura tipografica. Questa probabilmente è la collezione che più di tutte esprime e concentra le peculiarità di una casa editrice fortemente cartacea.
Nata inizialmente con il solo scopo di pubblicare Un coup de Dés di Mallarmé nel formato e con le caratteristiche pensate da Odilon Redon che oltre alle illustrazioni si occupò anche della forma tipografica del testo, Ypsilon vanta oggi quasi trenta titoli in catalogo e rapporti con le principali biblioteche nazionali europee e americane.
Mallarmé si ritrova così oggi a dialogare nel catalogo Ypsilon con Pasolini, Ritsos, Barnes, Zürn, Penna, Bayard allo stesso modo con cui s’intratteneva nella sua abitazione in rue de Rome a Parigi con Valery, Yeats, Rilke, Verlaine. Un continuo scambio intellettuale che attraversa i luoghi e i tempi e si deposita davanti ai nostri occhi sulle pagine di questi bellissimi volumi, una magia che è ancora in grado di stupirci tanto più se ci appare nella consistenza concreta di un libro in carta, filo e colla.
L’argent de poche, uno sguardo sull’editoria francese
a cura di Giacomo Giossi
5) Ypsilon editeur, Paris
Matteo B. Bianchi / GATTA GATTA . :duepunti edizioni 2011. (segnalazione)
È in libreria
Gatta gatta
di Matteo B. Bianchi
Direzione di collana: Giorgio Vasta e Dario Voltolini
Progetto grafico e impaginazione: .:terzopunto
62 p. ; 6€
:duepunti edizioni -Zoo, Palermo 2011
Nella collana “Zoo”, arrivata con questo volume alla settima uscita, :duepunti edizioni pubblica il breve racconto di Matteo B. Bianchi, Gatta gatta.
Nuovo per le edizioni :duepunti, Matteo B. Bianchi è da qualche mese in libreria con il suo ultimo romanzo, Apocalisse a domicilio, uscito da Marsilio. FNlibri fece allora un post di segnalazione, con tanti link e anche un video, e una breve ricostruzione delle vicende editoriali dell’autore: Apocalisse a domicilio.
Di Gatta gatta ha parlato Gianfranco Franchi su Lankelot:
“[...] un racconto semplice e popolare: è la storia della scoperta della possibilità della libertà, dell’imprevedibilità e della leggerezza nella vita di una ragioniera della nebbiosa provincia meneghina, infestata dalla noia. È una storia raccontata con molta maniera e molta dolcezza: sembra discendere dalla narrativa rosa italiana d’antan. [...]
Rosa ha capito che nella vita si deve imparare a convivere con il vuoto. Che la vita certe volte è fatta di questo: di vuoto. Che spesso le sue amiche sembrano andare in cerca di una presenza maschile, al loro fianco, capace di cancellare il vuoto. Come se un maschio fosse un incantesimo. Ma non è così che il vuoto si cancella, niente da fare. “Si chiede come facciano a non capirlo le colleghe – scrive Matteo B. Bianchi –. Forse perché sono questa strana generazione di confine: i ragazzini di oggi si accoppiano e si lasciano di continuo, i loro genitori si sposavano adolescenti e stavano insieme tutta la vita. Loro, rimaste in mezzo, non sono né una cosa, né l’altra, ma non riescono a farsene una ragione” [p. 17]. [...]






















































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