Truman Capote / RICORDO DI NATALE. Donzelli 2011 (recensione di Camilla Valletti)
Ricordo di Natale
(A Christmas Memory)
di Truman Capote
traduzione di Maurizio Bartocci
illustrazioni di Beth Peck
58 p. ill. col ; 14 €
Donzelli -Wallpapers, Roma 2011
Un classico di Natale nella versione edulcorata che ne diede l’illustratrice Beth Peck, nei favolosi tardi anni Ottanta. Un racconto utilizzato in tutte le salse negli Stati Uniti ma ancora poco noto in Italia che riprende i motivi tipicizzanti delle storie di Truman Capote.
Qui certo il dettaglio autobiografico è più marcato rispetto ai primi romanzi, ma il racconto ha il taglio e il tono delle sue raccolte più celebri. La storia è nota grazie soprattutto alla presenza di Sook, l’anziana cugina del piccolo Truman, cui la madre, poco propensa a svolgere il suo ruolo, lo aveva affidato per qualche tempo.
Tra i due la cortese solidarietà che lega gli emarginati, e il progetto ambizioso che prevede che ogni anno vengano sfornati almeno trenta panfrutti da destinare alle persone che li hanno incontrati.
E infine l’addobbo di un arcaico albero di Natale strappato alla foresta.
Una storiella dall’apparenza edificante, dove si scorge però il tocco del maestro nelle fugaci apparizioni dei parenti indifferenti alle due creature e il rimpianto struggente per l’unica stagione felice vissuta da Capote, preludio della convivenza tragica con il patrigno e delle strumentalizzazioni con cui di lì a poco la macchina della spettacolo fagocitò buona parte della sua produzione.
(Ricordo di Natale esce nella collana Wallpapers, di Donzelli, collana di piccoli libri (16 x 12 cm.) rilegati e illustrati, che si possono definire libri da regalo: fatti di scelte interessanti, testi spesso trascurati, illustrazioni spesso belle e raffinate destinate a un pubblico molto misto come età. Il prezzo e le caratteristiche della confezione si giustificano nell’ottica dell’acquisto come regalo d’occasione -in questo caso natalizio.
Peccato, la scelta delle illustrazioni di Beth Peck (del 1986), e i particolari “old” delle carte di guardia -riprese dall’edizione che Knopf ha fatto nel 2006 per l’edizione del cinquantenario- con la finta pergamena, la scrittura a mano -anche se è interessante che sia abbinata a Capote, cui si lega invece irrimediabilmente l’immagine della macchina da scrivere, il bianco e nero, l’eleganza anche crudele dei tardi anni ’40; qui si privilegia, in accordo con le illustrazioni, una specie di zuccherosa nostalgia fantasy. Peccato anche, naturalmente, che la casa editrice non indichi alcuna responsabilità per la grafica dell’edizione italiana, nè riferisca di quella americana cui si ispira: un’abitudine che se un decennio fa poteva essere rubricata come scelta di riserbo e understatement, oggi risulta solo come segno di sciatteria e reticenza malevola). (F. N.)
Riassunto bibliografico:
queer / letteratura americana / prime edizioni italiane
Ricordo di Natale / Truman Capote
1. ed. – Roma : Donzelli. – 58 p. ill. col. ; 16 x 12 cm. (Wallpapers)
Bartocci, Maurizio (traduzione di) ; Peck, Beth (illustrazioni di)
rilegato
©2011 Donzelli editore
@(text)1956, copyright renewed by Truman Capote
©(illustrations)1989 Beth Peck
tit. orig.: A Christmas Memory
Editoria: notizie / 79. CARATTERI MOBILI (da L’indice dei Libri, novembre 2011, 2 di 2)
Caratteri mobili
Caratteri mobili, nata nel 2010, ha sede ad Altamura ed è votata alla contemporaneità (ma con solide radici, anche estetiche, negli anni ‘80 del ‘900); quattro le collane sinora (ma potremmo dire tre più una, lasciando da parte l’un po’ incongrua collana “Questioni di storia”, anche graficamente estranea, e che presenta a oggi un solo titolo), più una rivista, Uzak, trimestrale cartaceo disponibile anche come ebook, che si occupa di cinema con un taglio decisamente pluridisciplinare, che è come una sonda nei gusti e negli interessi della redazione che governa Caratteri mobili.
“Formiche elettriche” è una collana di saggi sulla cultura pop.
Cinque titoli che tentano, molto lontani dai linguaggi e dalle modalità mainstream, di decifrare il presente come, proprio nel grande flusso della comunicazione, oggi appare, disegnati da Maria Rosaria Digregorio, hanno copertine in bianco e nero uniche nel panorama italiano, lontane da ogni nostalgia tipografica tardo-ottocentesca oggi molto di moda, sembrano vivere nei monitor ed esplicitano bene un senso forte di estraneità al gusto corrente, etico e ideologico, prima ancora che estetico, citando insieme le ormai estinte fanzine cartacee autoprodotte e il gusto illuminista e archivistico che faceva mettere a Munari in copertina oltre a tutti i dati possibili del testo anche i dati della collana, ordinati e chiari.
Qui usciranno a breve To be continued, raccolta di saggi di autori italiane di diverse provenienze (fra cui Marco Mancassola e Luisa Valeriani), a cura di Claudia Attimonelli e Angela D’Ottavio, sui personaggi dei serial televisivi e i meccanismi di seduzione sul pubblico, e Maria De Filippi ti odio, di Carmine Castoro (con un’intervista di Marc Augé), un tentativo per decifrare e scardinare il meccanismo che sovrintende ad un programma di grande successo.
La collana “Molecole” accoglie per ora due titoli (che brillano negli scaffali con le loro copertine disegnate da Michele Colonna, in pieno colore, solcato da poche linee a comporre un disegnino) di non-fiction.
(Appunti, che qui trascrivo -aggiungendo i links, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)
Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 11 – XXVIII, Novembre 2011.
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Editoria: notizie / 78. PIANO B (da L’indice dei Libri, novembre 2011, 1 di 2)
Piano B
Piano B edizioni, una casa editrice pratese, ancora giovane, i primi titoli sono del 2007, ma che ha già consolidato le buone premesse degli esordi. C’è un altro modo di fare editoria in Italia, questo il senso del nome.
Il primo terreno sondato sono stati i classici illustrati della collana “Avatara”, con cui è nata la casa editrice: la Metamorfosi di Kafka, illustrato da Nicola Console, con prefazione di Luigi Lo Cascio (insieme curarono una messa in scena del testo kafkiano) e Il gatto nero e altri racconti del terrore, di Edgar Allan Poe, illustrato da Luis Scafati.
Da allora le collane sono salite a otto. Forse troppe per una casa ancora piccola. “Avatara” si è per ora fermata ai primi due titoli, e la “zero5sette4” paga un poco pegno ad un orizzonte locale angusto; le altre sei lasciano immaginare e sperare per Piano B un futuro interessante.
Le linee programmatiche sono audaci e astute: nel catalogo di Piano B si trovano nomi e titoli che le grandi case editrici hanno dimenticato. Non c’è l’elitaria volontà di scavo che porti alla luce la perla minore ma fulgida, c’è invece l’ipotesi che l’editoria italiana trascuri grandi fette di mercato, abbagliata dall’idea che il mercato possa essere solo uno.
Nei grandi gruppi è invalsa ormai l’idea che sotto certe tirature i libri sia inutile stamparli: idea predittiva basata su elementi aleatori, s’è subito corredata di dogmi che non possono avere verifiche. L’onere della verifica se lo accollano marchi più piccoli, meno accecati dall’horror vacui delle classifiche di vendita.
Così, nella collana “La mala parte” troviamo Henry D. Thoreau, Arthur Schopenhauer, Oswald Spengler, oppure i più recenti Mark Twain delle Lettere dalla terra, o il Balzac del Trattato della vita elegante. La collana è anche interessante perché portatrice -ma tutto il catalogo di Piano B lo è- dell’idea desueta che testi scritti ieri possano aiutare a capire l’oggi.
Certo gioca anche che i testi fuori diritti costino meno, e questo orienta spesso le nuove case editrici, ma, naturalmente, la differenza la fa il progetto e la consonanza fra i titoli.
“Elementi” è la collana-specchio attraverso cui la Piano B si descrive. Anche qui librini di piccolo formato, in brossura, con copertine tutte tipografiche, eleganti e composte, con la rara capacità di essere anche allegre. Ma, salvo episodi dimenticabili, tutta la grafica di Piano B è degna di nota, dagli inizi, e soprattutto ora, con la collaborazione della Ifix di Maurizio Ceccato.
Nella “Zeitgeist” esce ora L’arte del Piano B. Un libro strategico, di Lanfranco Franchi, il cui interesse, oltre che per l’autore, che è scout e consulente editoriale, sta nel raro caso in cui nome della casa editrice e titolo di un suo libro si rispecchino uno nell’altro.
(Appunti, che qui trascrivo -aggiungendo i links, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)
Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 11 – XXVIII, Novembre 2011.
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Editoria : notizie / 39: MURAKAMI HARUKI / 1Q84 / Einaudi e le fascette
Fascette!
Con gran scialo di grancassa il nuovo libro di Murakami Haruki è arrivato in libreria, dichiarato capolavoro anche sui patri lidi prima del suo arrivo.
Murakami Haruki è un autore di punta dell’Einaudi, uno di quei rari autori dei quali la casa editrice pubblica più o meno tutto, come Philip Roth, per esempio, e per i quali si pianifica una campagna massiccia, che oltre al nuovo titolo serve a riaccendere periodicamente le luci sulla casa editrice.
Così accade per 1Q84, venduto come si usava (si usa?) per i cd, con un forte sconto nella prima settimana -aiuta il libro a posizionarsi in alto nelle classifiche, e da lì propagarsi-, (25% sul prezzo indicato, 20 €, già abbastanza basso per la mole -9,99 l’ebook).
Naturalmente tutti i canali sono investiti dall’onda pubblicitaria, da quelli più tradizionali, cartacei, a quelli più innovativi, social network. Sul sito dell’Einaudi s’è apparecchiato uno speciale, che comprende, cosa rara, una rassegna della stampa estera. Insomma, come si dice, si crea l’onda e la si cavalca.
Ma, a rischio di farsi prendere in giro da VADIeLOFO, è interessante soffermarsi sull’uso delle fascette, in questa grande campagna d’autunno.
Giusto un anno fa si parlò qui su FN -e di lì le prese in giro di VADIeLOFO- di fascette.
Era ottobre, anche allora si trattava di una campagna d’autunno, l’autore era Ian McEwan.
Per non stare a farvi andare qui a là pei siti, ecco qua un passaggio:
“[...] Era interessante, perché molti dei libri -io ne ho prese solo quattro, avevano le loro fascette, ed era come se alla collana fosse sovrapposto un livello che vi galleggiava sopra, fornendo informazioni facili e immediate -una Realtà Aumentata ma cartacea-. [...] Una [fascetta] era diversa. Intanto era comune a due libri distinti (L’inventore dei sogni e Espiazione, di Ian McEwan), e già questo era strano, poi riportava quello che era evidentemente un dettaglio di una copertina -illustrazione, titolo, autore- e sotto una data: “Novembre 2010″. É quindi un’anticipazione di un evento futuro [...]. Delle fascette messe a dei libri -anche non recenti- in attesa che esca il prossimo.
Beh, è molto interessante. Non so se sia efficace, ma è una piccola variazione comunicativa che segna uno slittamento d’uso, spia di una comunicazione editoriale sporta radicalmente sul dopo. [...]
Per 1Q84 sembra l’Einaudi avere fatto tesoro dell’esperienza e averla raffinata. Ecco una foto fatta il 22/11 alla libreria Feltrinelli di Torino Porta Nuova
Il meccanismo è lo stesso dell’anno passato, ma intensificato. Le fascette -certo questo può capitare solo nelle librerie di catena, che dispongono di grandi spazi che possono dedicare alla pubblicità- rappresentano una specie di sovratesto -non veramente preciso, ma il prossimo autunno si farà meglio- che unifica i vari libri. La data -Novembre, come l’anno scorso- segna una sorta di limite creando, da sola, uno spartiacque: sono libri da leggere in attesa del grande capolavoro, sono libri da leggere se si è letto il grande capolavoro.
Tralasciando l’infortunio estetico delle labbra inserite a forza nella gambetta della Q, queste nere fascette rappresentano un efficace, per quanto volatile, strumento per incrementare i legami non solo fra acquirenti e casa editrice, ma anche fra titoli diversi della stessa casa, ritornando a un dato un tempo lapalissiano: chi compra i libri attribuisce un ruolo a chi li pubblica (di cura, di selezione, di servizio) e questo ruolo se trascurato non si dissolve impunemente, ma influisce negativamente sugli acquisti futuri, se coltivato può rappresentare un investimento sul futuro.
Una casa editrice, come qualunque impresa, ha costantemente fame di spazi per comunicare con i potenziali aquirenti, ma gli spazi, solitamente proprietà di altri, costano. Già le librerie di catena, nel loro radicale azzaramento della separazione fra produzione e distribuzione, hanno risolto eliminando i costi -e le imprevedibilità- delle mediazioni che rappresentavano le proprietà indipendenti delle librerie, ora, con un uso creativo delle fascette, permesso anche dai costi minori rispetto a un tempo, le case editrici possono immaginare di avere uno spazio di comunicazione inedito -in questi termini- fra loro e il pubblico.
Tutto questo naturalmente prevede che i libri stiano nelle librerie di piatto, e qui sta il nesso inestricabile con le librerie di catena, le sole che possano permettersi di farlo, relegando ormai ad orpello ornamentale gli scaffali che espongono -stoccano- i libri di taglio.
In tempi in cui s’afferma la stucchevole idea di comunità, che sembra vincitrice su ogni altra retorica, sarebbe dissennato continuare a muoversi sull’idea che tutto si svolga fra enti isolati e non comunicanti, cercando un rispecchiamento di questo isolamento nella produzione di titoli senza contesto.
Queste nere fascette, per quanto apparentemente luttuose come ormai si vedono solo più sui bicipiti dei calciatori in occasione della morte di un compagno, sono un segno forte che forse quella stagione stia finendo.
Link, 8: Mariolina Bertini / Balzac / Editori Riuniti
Sul blog de L’Indice prosegue la rubrica di Mariolina Bertini sulle malepratiche delle case editrici.
L’ultimo post si occupa di una edizione di Il Vicario delle Ardenne, di Honoré de Balzac, con introduzione di Mirella Serri, nella versione di Francesca Milaneschi, per la Editori Internazionali Riuniti, Roma 2011.
Il titolo vale già il post:
Balzac, problemi al colophon
Bertini dopo un lungo passaggio sul testo di Balzac -e chi meglio di lei potrebbe parlarne?- e sui motivi condivisibili che paiono aver portato alla pubblicazione in Italia di un testo minore, si sofferma sul colophon:
“[...] la scelta di questo titolo del giovane Balzac da parte della collana Le Asce – che ha per obiettivo la riscoperta di opere minori o dimenticate dei grandi della letteratura mondiale – risulta dunque interessante e sensata. [...] difendibile e tutt’altro che priva d’interesse. Meno difendibile il colophon, drammaticamente approssimativo, del libro, che rimanda (senza data) a un’edizione delle Œuvres de jeunesse “a cura di Calmann-Lévy”, confondendo il nome dell’editore con quello di un problematico curatore. E ignorando, chissà perché, la splendida edizione dei Premiers Romans esemplarmente curata per Laffont, nel 1999, da André Lorant, il massimo specialista dell’argomento. [...]“
Quality Street, Balzac, problemi al colophon, sul blog de L’Indice
Su “Le Asce” potete trovare una nota comparsa, sempre su L’Indice, ora su FN, che si soffermava sul mistero rappresentato dai libri brutti
![Truman Capote, Ricordo di Natale, Donzelli 2011; ill. col. di Beth Peck [resp. grafica non indicata]. frontespizio. (part.), 1](http://farm8.staticflickr.com/7167/6424725169_048dfcafc6_z.jpg)
![Truman Capote, Ricordo di Natale, Donzelli 2011; ill. col. di Beth Peck [resp. grafica non indicata]. frontespizio (part.), 2](http://farm8.staticflickr.com/7165/6424727467_cf06262a79_m.jpg)
![Truman Capote, Ricordo di Natale, Donzelli 2011; ill. col. di Beth Peck [resp. grafica non indicata]. p. 26-27 (part.), 1](http://farm8.staticflickr.com/7028/6424728203_daf6599f77.jpg)
![Truman Capote, Ricordo di Natale, Donzelli 2011; ill. col. di Beth Peck [resp. grafica non indicata]. p. 50-51 (part.), 1](http://farm8.staticflickr.com/7019/6424729037_a16f69db2c.jpg)
![Truman Capote, Ricordo di Natale, Donzelli 2011; ill. col. di Beth Peck [resp. grafica non indicata]. p. dell'occhiello. (part.), 1](http://farm8.staticflickr.com/7172/6424726849_54d496bb0d_m.jpg)
![Truman Capote, Ricordo di Natale, Donzelli 2011; ill. col. di Beth Peck [resp. grafica non indicata]. cop. (part.), 1](http://farm8.staticflickr.com/7005/6424726051_44e83b1412_m.jpg)








































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