minimum fax, i MINI
“[...] minimun fax coi “mini” gioca sulle assonanze e disegna con Riccardo Falcinelli una collana agile e allegra che ribadisce le linee programmatiche delineate in Fare i libri (cfr. Appunti, L’Indice, XI, 2011) introducendo qui delle bande sghembe e colorate da locandina anni ’50 che in quarta attraversano un bianco squillante e in copertina si sovrappongono a illustrazioni a tutta pagina, spesso riprese dalla prima edizione, per non disperdere il patrimonio di visibilità accumulato; altre sono nuove ma coerenti con le collane del marchio, solo con un generale ingrandimento. 8-10 titoli all’anno che si caricano anche il compito di rimescolare, muovere, i materiali che si sono depositati nel catalogo, anche introducendo inediti, o riprese da altri editori, uno strumento agile e che potrebbe contribuire a sciogliere la percezione forse troppo rigida per un marchio che aspira a non deflettere dalla linea di crescita degli ultimi anni. Due primi titoli: Dio la benedica, dottor Kevorkian, di Kurt Vonnegut; Il tempo materiale, di Giorgio Vasta. [...]“
Il brano qui sopra è tratto dal numero de L’indice dei Libri, rubrica Appunti, di Giugno 2012, dove si parlava, oltre che della “mini” di minimum fax, anche della “bis” di Quodlibet e della “Supereconomici” di Voland. Qui sotto tante fotografie di un volume della mini.
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L’articolo originale è apparso su L’Indice dei Libri di Giugno 2012










































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