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GORE VIDAL / La città perversa, Elmo editore 1949

Posted in bibliografie by federico novaro on 30 agosto 2012

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Prima di sovracoperta (part.), 1

Gore Vidal, materiali per una bibliografia italiana (1 bis)

Piccola aggiunta al post precedente, dove, in occasione della morte di Gore Vidal, si trascriveva la Nota dell’editore a La città perversa, primo suo titolo pubblicato in Italia, traduzione di Giorgio Monicelli di The City and the Pillar, del 1948, per la casa editrice Elmo editore (dato alle stampe all’inizio di dicembre del 1949). La copia fotografata allora era priva di sovracoperta, ma durante la pausa estiva il fondo FN* s’è arricchito di un’ulteriore copia de La città perversa, questa volta integra.

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Prima di sovracoperta (part.), 2 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Prima di sovracoperta (part.), 3

La sovracoperta è interessante per tre ragioni: l’illustrazione, della quale purtroppo non vi è alcuna indicazione a proposito delle responsabilità, un disegno a penna nera su fondo bleu marin, uno scorcio di città dagli alti palazzi, un quartiere ricco di una città americana illuminata dal bianco delle finestre, usato anche per autore e titolo. Interessante la lontananza dall’iconografia che nei decenni successivi avrebbe poi dilagato, anche in mancanza di indicazioni ulteriori, a segnalare i testi gay: il maschio in copertina (meriterebbe tempo e ricerca la storia delle illustrazioni di copertina dei romanzi che parlano di omosessualità, i rimbalzi fra elusioni negli apparati e allusioni delle immagini, il tornare di certi autori -il caso di Hockney è lampante- potrebbe raccontare molte cose credo del rapporto fra l’Italia e l’omosessualità). Qui ne siamo distanti, l’accento viene portato sulla città del titolo. L’indicazione dell’autore quasi si confonde, in basso, fra le finestre illuminate; l’illustrazione prosegue sul dorso, con un taglio intelligente che ne fa quasi un’illustrazione autonoma, per sbordare ancora in quarta, dove serra verticalmente immagine e testo; molto in alto il titolo, in orizzontale, più sotto l’autore, in corsivo.

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Dorso di sovracoperta (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Dorso di sovracoperta (part.), 2 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Dorso di sovracoperta (part.), 3

Il risvolto della prima, se non aggiunge molto alla Nota all’interno, ben la riassume negli intenti di orientamento della lettura:  due passaggi, pur in un testo così breve, sono notevoli: la citazione -della quale si tace la provenienza- che permette una lettura di studio, antropologica, che dunque facilita a chi legge l’affermare la propria distanza dalla materia (confermata dall’accenno alla ‘immensa solitudine’), distanza confortata dalla chiosa, apodittica, e dalla comunicativamente acuta interpretazione del testo come lavacro religioso, sacramentale quasi, chiave che ammanta di bene chi si appresti non quindi a leggere un romanzo, ma a partecipare ad un atto di redenzione.

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Risvolto di prima di sovracoperta (part.), 1

Ecco il testo trascritto:

“collezione di capolavori anglosassoni | “L’Olimpo” | CITTÀ PERVERSA | di | Gore Vidal | Questo singolare romanzo americano è stato definito ‘un viaggio nell’inferno degli ossessi’ e certo sono pochi i libri che come questa ‘CITTÀ PERVERSA’ approfondiscono con tanta acutezza e tanta onestà d’intenti la psicologia, l’atmosfera mentale e morale, l’immensa solitudine del cosiddetto ‘terzo sesso’. Libro coraggioso e chiarificatore, candido e inquietante, deve la sua moralità a un profondo bisogno di purificazione, avvertibile in ogni sua pagina. || Leggerlo significa comprendere una tragedia sociale.”

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Risvolto della quarta di sovracoperta (part.), 1

Ma la chicca che riserva questa sovracoperta è in quarta: sovrastante la nota bio-bibliografica, che compie una abile costruzione dell’autore come ‘autor giovane’, senza evitare la pennellata virile del reduce di guerra, un’immagine in bianco e nero ritrae l’autore. È un’immagine fantastica e astratta. A suo modo seducente, glamour. Molto ingrandita rivela le pennellate che la compongono (cliccando qui sotto sull’immagine arrivate alla stessa su flick e cliccando sul simbolo della lente d’ingrandimento a destra in alto potrete vederla gigante). Cercando in rete fra i ritratti fotografici di Gore Vidal non si trova un’immagine che sia inequivocabilmente il modello di questa; la posa, che mette in evidenza il lato sinistro del volto, leggermente inclinato in avanti il busto, il volto girato di tre quarti, è la medesima che Vidal privilegerà tutta la vita, sin dagli inizi (fanno eccezione i celebri ritratti di Carl Van Vechten, del 1948); sono precedenti al 1949 la famosa immagine che ritrae Vidal, vestito d’un giubbotto vagamente militare, stagliarsi sullo sfondo occupato dalla prua di una grande nave, così come quella che nel 1944 lo ritrae in camicia militare, comparsa anche sull’edizione originale di Williwaw, che sarà poi stampata da Olmo editore nel 1950; più di tutte però l’immagine che trasforma per il pubblico italiano (è questa un’ipotesi basata solo su ciò che si trova in rete, naturalmente, e può essere un immagine invece prodotta negli Stati Uniti, o altrove, e utilizzata da Olmo) Gore Vidal in un giovane attore sofisticato e lievemente femmineo, sembra derivare dalla fotografia di Arnold Newman del 1944, che ritrae in borghese, stessa posa del volto ma questa volta a figura intera, una giacca di ottimo taglio e tessuto e sotto una camicia bianca, che sembra tornare nel ritratto che pubblica Elmo.

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Quarta di sovracoperta (part.), 2

Questo il testo della bio-bibliografia in quarta:

“Gore Vidal, nato nel 1923, ha già pubblicato tre romanzi fra cui la CITTÀ PERVERSA, che è stato uno dei bestsellers del 1948. Ha la passione del mare (durante la guerra ha combattuto nella Marina distinguendosi in varie azioni) e delle letture a carattere sociale e filosofico. Per il 1950 è atteso in America il suo nuovo libro, quasi tutto composto in navigazione.”

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Quarta di sovracoperta (part.), 1

Infine una nota proprio solo bibliofila: la copia fotografata in questo post porta la medesimaa data di stampa della copia fotografata nel post precedente (5 dicembre 1949), ma è diversa: qui, sulle carte di guardia, compare il nome della collana riprodotto più e più volte, sparpagliato attorno al nome dell’editore, come a imitare dei timbri impressi a mano; diversa è la tela della copertina, di filo più spesso, la rilegatura è più rigida e resistente, e i dati sul dorso sono organizzati all’interno di un rettangolo color rame, bordato oro, sovrastato dal disegno, impresso a secco e colorato d’oro, dell’elmo di Ermes retto da tre figure femminili stilizzate; all’angolo in basso a destra della quarta di copertina è indicato, impresso a secco, la responsabilità della legatura: “Legatoria Canevari-Milano”; la carta è migliore, e di conseguenza la stampa.

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Dorso (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Dorso (part.), 4 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Dorso (part.), 3 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Dorso (part.), 2 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Pag. dell'occhiello (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Pag. 11 (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Verso della cop. e carta di guardia anteriore (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Colophon (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Quarta di copertina (part.), 1

*sempre si indica così su istruzioni di FN. Dice FN: -c’ho tanti libri che sono alla base di tutto il lavoro qui, senza quei libri tutti questi post non esisterebbero, diamogli dignità: non sono “un sacco di libri” sono “un fondo”-.

Su Flickr altre fotografie de La città perversa, di Gore Vidal

Scheda bibliografica
Gore Vidal
La città perversa
Giorgio Monicelli (trad. di)

1. ed. ; Milano : Federico Elmo. – 292 p. ; 19 cm. – (L’Olimpo)
rilegato tutta tela, con impressioni oro sul dorso
sovracoperta editoriale mancante
(The City and the Pillar, 1948)
stampatore: Tipografia G. Rozza di T. Corbella, Milano. 5 dicembre 1949

(chi ha pagato il libro: FN, con l’ausilio tecnico-diplomatico di Giacomo Giossi, che qui si ringrazia)

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. (copia 2) Taglio superiore (part.), 1

Gore Vidal è morto

Posted in bibliografie by federico novaro on 1 agosto 2012

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Pag. 292 (part.), 1

La mattina del primo agosto 2012; lo annuncia Vogue.it:
“[...] È morto a 86 anni nella sua casa a Los Angeles lo scrittore Gore Vidal. Malato da tempo, il drammaturgo e romanziere è mancato, secondo quanto affermato dal nipote che ha comunicato la notizia, a causa di una polmonite. [...]“

Gore_vidal

Gore Vidal, materiali per una bibliografia italiana (1)

Il primo libro di Gore Vidal tradotto in Italia, secondo i dati del Servizio Biliotecario Nazionale, dovrebbe essere The City and the Pillar (1948), pubblicato da Elmo editore alla fine del 1949 nella versione di Giorgio Monicelli*, col titolo La città perversa (Elmo pubblicò anche il primo romanzo di Vidal, Williwaw (1946), L’uragano (1950), nella versione di Stanis La Bruna). Il libro ha avuto la fortuna abbastanza rara di essere tradotto in Italia tre volte, con tre titoli diversi.
Nel 1972 Bompiani pubblica la versione di Vincenzo Mantovani, intitolata Jim, nei “Delfini”.
Nel 1998 Fazi editore dà alle stampe la terza versione, di Alessandra Osti, intitolata questa volta La statua di sale, che darà il via a una lunga serie di titoli che Fazi verrà pubblicando negli anni (un particolare della copertina è riprodotto nell’immagine qui sopra).

Giorgio Monicelli è anche direttore della collana in cui compare La città perversa, come da colophon: “Collezione dei grandi capolavori anglosassoni | ‘L’Olimpo’ | diretta da Giorgio Monicelli”.

Gore_vidal_città_perversa

(La copia conservata nel Fondo FN**, è priva di sovracoperta, l’immagine qui sopra è stata trovata in rete, a corredo di un annuncio di vendita, FN non è stato in grado sinora di trovare indicazioni sulla responsabilità grafica.)
Oltre il disegno e la cura tipografica dell’interno (la font usata per i numeri delle pagine, il logo della casa editrice come una firma dell’editore, il titolo-illustrazione), è molto interessante la Nota dell’editore, che si riporta integralmente, implacabile nel ribadire ossessivo il tema del contagio, acuta nel fantastico deittico “noi uomini sani”, di grande forza retorica e strumentale, per separare ciò che si leggerà da chi legge, e alzando così, paradossalmente, una barriera difensiva attorno al testo che si pubblica; questa Nota dà il senso da sola di quale fosse il clima nel quale -era il 1949- Elmo, e il direttore-traduttore Monicelli, si accinsero a proporre il testo in Italia.

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Dorso (part.), 1

IL DRAMMA DEL TERZO SESSO

Questo libro ha una sua profonda moralità: non tende a un’esaltazione, nè a una giustificazione cinicamente apologetica del male; e tanto meno si affida a un estetismo deteriore o a speculazioni letterarie sul vizio nelle sue forme più abnormi. E il lettore neppure si aspetti rivelazioni pseudoscientifiche a carattere pornografico e sensazionale o scritture ‘neo-veristiche’ su uno degli aspetti più dolorosi e ripugnanti della sessualità.
La ‘Città perversa’ ci sembra un libro casto e tragico; casto perché rifugge dal velo d’ipocrisia e di clandestinità sotto cui il vizio si nasconde propagandosi e moltiplicandosi grazie appunto alla complicità del silenzio da parte di molti moralisti; tragico, perché nel suo esporre -non con cinica inverecondia, ma con triste e sereno coraggio- le sue tremende verità alla luce del sole, nel confessarsi al mondo, affinché il mondo sappia e comprenda, si sente un profondo bisogno di chiarificazione e di redenzione.
È dunque anche un libro coraggioso questa ‘Città perversa’: non si batte untuosamente il petto, non chiede indulgenza, ma comprensione, non vuole esaltare, ma guarire. E per comprendere e guarire, bisogna conoscere il male, sotto qualunque forma si presenti. Non sempre l’ignorare certi aspetti particolarmente spiacevoli della società umana è la miglior provenzione contro il pericolo del contagio. Quando vi sono mali che sembrano inalienabili dalle collettività umane, deviazioni e scadimenti che in ogni epoca della sua storia, in ogni cultura, in ogni razza e in ogni grado di civiltà si ripetono e si riproducono, così da indurre a credere che siano impliciti e connaturati, più che aquisiti, alla razza umana, si ha il dovere e il coraggio di osservarli e considerarli, obiettivamente, quasi scientificamente, per quel che valgono. Potrebbe forse essere il modo migliore di evitare il contagio.
Il ‘terzo sesso’ non merita nè il disprezzo nè l’odio con cui noi uomini sani, istintivamente, lo consideriamo, forti del privilegio della nostra normalità e del saperci in maggioranza; ma c’è anche un diritto delle minoranze ad essere ascoltate e capite…
Confessiamo d’aver letto questo romanzo con infinita tristezza, con un senso crescente di pietà, che prendevano l’una e l’altra il sopravvento sulla repulsione istintiva. E siamo stati indotti da questa lettura a più di una meditazione, a più di una titubanza. Ma è stato per un sentimento di sincera moralità in ossequio al significato vero del libro, alle sue intenzioni superiori, che ci siamo decisi a pubblicarlo.

L’Editore

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Frontaspizio (part.), 1

Scheda bibliografica
Gore Vidal
La città perversa
Giorgio Monicelli (trad. di)

1. ed. ; Milano : Federico Elmo. – 292 p. ; 19 cm. – (L’Olimpo)
rilegato tutta tela, con impressioni oro sul dorso
sovracoperta editoriale mancante
(The City and the Pillar, 1948)
stampatore: Tipografia G. Rozza di T. Corbella, Milano. 5 dicembre 1949

*di Giorgio Monicelli, traduttore di centinaia di testi, creatore con Vittorini della “Medusa” Mondadori, inventore di “Urania”, si trovano tre testi molto interessanti su Scribd, in Fantafestival 1981: Giorgio Monicelli, tratti da La storia di Urania e della fantascienza in Italia, a cura di Luigi Cozzi

**FN ha insistito che si scrivesse così, dice che fa molto figo

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Verso della copertina e carta di guardia anteriore (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Pag. dell'occhiello (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Colophon (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Pag. 5 (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Pag. 7 (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Pag. 7 (part.), 2 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Pag. 9 (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Incipit (part.), 1 Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Pag. 13 (part.), 1  Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Colophon (part.), 2

Gore Vidal, materiali per una bibliografia italiana (1)

Gore Vidal, La città perversa, Elmo editore 1949. Taglio superiore (part.), 1

Christopher Isherwood, bibliografia italiana, 1997 – 2009 (5 di 5)

Posted in bibliografie, letteratura americana by federico novaro on 14 febbraio 2010

Christopher Isherwood, quinta e ultima parte della bibliografia italiana, 1997 – 2009
Ecco l’ultima parte della bibliografia di Isherwood, spero di non avere fatto troppi errori, nel caso segnalatemeli e correggerò, grazie.

Qui, la prima parte, con l’indicazione dei criteri seguiti

qui, la seconda

qui, la terza

qui, la quarta

qui la recensione di Un uomo solo, Guanda 1981

e qui una nota sull’edizione Adelphi del 2009

1997

40

Ramakrishna e i suoi discepoli
prima edizione italiana

Christopher Isherwood
Igor Legati (trad. di)
Ramakrishna e i suoi discepoli
1. ed. – Milano : Corbaccio. – 358 p. : [8] c. di tav. : ill. col. ; 21 cm.
1997
(Ramarkrishna and his Disciples, 1965)

1998

41

Un uomo solo

Christopher Isherwood
Dario Villa (trad. di)
Un uomo solo
Parma : Guanda. – 131 p. ; 19 cm. ; (Biblioteca Tascabile Guanda)
(A single Man, 1964)
1998

[versione già comparsa da Guanda (Milano), nella collana “Prosa Contemporanea”, nel 1981 e nel 1983, e da Garzanti nella collana “Gli elefanti”, nel 1991. Vedi sopra]

1999

42

Le mani di Jacob
prima edizione italiana

Aldous Huxley - Christopher Huxley, Le mani di jacob, Baldini & Castoldi 1999, alla cop.: ill. col. di Jacopo Bruno, Art Director: Mara Scanavino, (part.), 1

Aldous Huxley
Christophyer Isherwood
Hilia Brinis (trad. di)
Mara Scanavino (art direction di)
Jacopo Bruno (illustrazioni di copertina)
Le mani di Jacob
1. ed. – Milano : Baldini & Castoldi. – 127 p. ; 17,5 x 11,5 cm. – (Romanzi e Racconti – 161)
Stampatore : Farigliano : Milanostampa S.p.A., aprile 1999
Brossura, con risvolti
L. 22.000
©1999 Baldini & Castoldi srl, Milano
©1998 Laura and Matthew Huxley, Executors of the Estate of Aldous Huxley, and Don Bachardy, Executor of the Estate of Christopher Isherwood
1999
(Jacob’s Hands, 1997)
[scritto probabilmente fra il 1920 e il 1930]
[unica edizione italiana al gennaio 2010]

Aldous Huxley, Christopher isherwood, Le mani di Jacob, Baldini & Castoldi 1999, p. 5 (part.)

Dal risvolto di cop.: “Alla fine degli anni Trenta, quando la seconda guerra mondiale è ormai all’orizzonte, una larga parte della comunità intellettuale europea emigra negli Stati Uniti, scegliendo come meta soprattutto la California. Ciò che trova al suo arrivo è il Nirvana: sole, libertà, misticismo e un’industria cinematografica che cresce a ritmi vertiginosi. Vari scrittori, da William Faulkner a F. Scott Fitzgerald, stanno tentando la scalata al mondo della celluloide. Gli europei, se pur con alterne fortune, faranno altrettanto. / Le mani di Jacob è l’esito della collaborazione tra due uomini che, nei rispettivi campi, sono veri e propri geni del nostro tempo: il romanziere e saggista Aldous Huxley e il drammaturgo e critico Christopher Isherwood (reduce da Berlino e dalla produzione del musical Cabaret). / Originariamente scritto in forma di soggetto cinematografico, questo racconto lungo vede la luce oggi per la prima volta. […] è una favola ipnotica di poteri paranormali, amori sfrenati, denaro e redenzione, narrata dalla voce di due maestri della parola scritta.”

43

Addio a Berlino

christopher isherwood, Addio a Berlino, Garzanti 1999, alla cop.: disegno di ELFO/Storiestrisce, (part.), 1

Christopher Isherwood
Maria Martone (trad. di)
Giovanni Raboni (presentazione di)
Addio a Berlino
Milano : Garzanti. – 242 p. ; 19 x 12 cm. – (gli elefanti)
Stampatore : Cernusco s/N : Arti Grafiche Garzanti-Verga, 12 maggio 1999
©1966, 1986, 1994 Garzanti editore s.p.a., Milano
©1999 Garzanti Libri s.p.a., Milano
©1939 Christopher Isherwood
“in questa collana / Prima edizione: aprile 1986 / Terza edizione: maggio 1999
Alla copertina : disegno col. di ELFO/Striestrisce
Brossura
L. 10.000
1999
(Goodbay to Berlin, 1939)

Christopher Isherwood, Addio a Berlino, Garzanti 1999, p. 17. (part.)

[versione già comparsa (senza la presentazione di Giovanni Raboni) da Longanesi & C. (“La Gaja Scienza”, 1944); poi da Garzanti (“Romanzi Moderni”, 1966; “I Garzanti”, 1965; “Gli elefanti”, 1986; “Gli elefanti”, con presentazione di Giovanni Raboni, nel 1994. Vedi sopra]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

2003

44

L’ascesa dell’F6
prima edizione italiana

W. H. Auden, C. Isherwood, L'ascesa dell'F6, Tararà 2003 (via web)

Christopher Isherwood
Cecilia Ciccardini (trad. di)
Massimiliano Morini (commento e note di)
Franco Buffoni (prefazione di)
L’ascesa dell’F6
Testo a fronte
1. ed. – Verbania : Tararà. – VII, 196 p. ; 18 cm. – (Di monte in monte – 22)
2003
(The ascent of F6 : a tragedy in two acts, 1936)

[unica edizione italiana al gennaio 2010]

45

Un uomo solo

Christopher Isherwood, Un uomo solo, Guanda 2003. via web (http://www.guanda.it/)

Christopher Isherwood
Dario Villa (trad. di)
Un uomo solo
Parma : Guanda. – 131 p. ; 19 cm. ; (Le fenici tascabili)
(A single Man, 1964)
2003
[versione già comparsa da Guanda (Milano), nella collana “Prosa Contemporanea”, nel 1981 e nel 1983; da Garzanti nella collana “Gli elefanti”, nel 1991; da Guanda (Parma) nella “Biblioteca Tascabile Guanda”, nel 1998. Vedi sopra]

2004

46

Ramakrishna e i suoi discepoli

Christopher Isherwood
Igor Legati (trad. di)
Ramakrishna e i suoi discepoli
Parma : Guanda. – 358 p. ; 20 cm. – (Le fenici tascabili)
(Ramarkrishna and his Disciples, 1965)
2004
[versione già comparsa da Corbaccio, nel 1997]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

2007

47

Viaggio in una guerra

W. H. Auden, C. Isherwood, Viaggio in una guerra, Adelphi 2007 (via web), 1

W. H. Auden
Christopher Isherwood
Aurora Ciliberti (trad. di) (per le poesie di Auden)
Lucia Corradini (trad. di) (per il Diario di viaggio di Isherwood)
Viaggio in una guerra
Milano : Adelphi. – 346 p. : ill. b/n ; 22 cm. – (Biblioteca Adelphi, 513)
2007
(Journey to a war, 1938)

Al risvolto di cop.: “Il contratto preparato nell’estate del 1937 da Faber and Faber e da Random House riguardava un generico ‘libro di viaggio sull’Estremo Oriente’ e lasciava alla discrezione di Auden e Isherwood la scelta dell’itinerario e il taglio del resoconto. Ma è certo che la decisione, da parte della strana coppia di reporter, di partire per la Cina – allora in guerra col Giappone – non fu delle più ovvie. Di fatto, per quanto in quegli anni l’intelligencija europea frequentasse con una certa assiduità trincee e teatri d’operazioni, nessuno aveva rivolto lo sguardo a quello che – nonostante le dimensioni, la ferocia e le implicazioni che avrebbe avuto per la storia non solo regionale – era un conflitto quasi dimenticato. Che Auden e Isherwood ci fanno invece rivivere nel momento stesso in cui accade, con un’immediatezza, una precisione e un’efficacia tanto più sbalorditive se si considera che del Paese in cui soggiornarono dal gennaio al luglio del 1938 i due, per loro stessa ammissione, sapevano molto poco, e soprattutto che la forma da loro adottata – un ibrido di prosa, versi e fotografie – era, ed è rimasta, un unicum.”

[versione già comparsa da SE, nella collana “Prosa e poesia del Novecento”, nel 1993. Vedi sopra]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

2009

48

Un uomo solo

Christopher Isherwood, Un uomo solo, Adelphi 2009, cop. (part.), 1

Christopher Isherwood
Dario Villa (trad. di)
Un uomo solo
Milano : Adelphi. – 144 p. ; 22 x 14 cm. – (Fabula)
2009

Al risvolto di cop.: “Già negli anni Trenta, quando scrisse Addio a Berlino, Christopher Isherwood sosteneva di voler trasformare il suo occhio di romanziere nell’obiettivo di una macchina fotografica. Ma per lungo tempo – attraverso libri molto diversi fra loro, e spesso segnati dai personaggi fittizi o reali che raccontavano – l’intenzione rimase una di quelle fantasticherie stilistiche che spesso gli scrittori inseguono per tutta la vita senza realizzarle mai. E invece nel suo ultimo romanzo – questo – Isherwood trasforma una giornata nella vita di George, un professore inglese non più giovane che vive in California, in un’asciutta, e proprio per questo struggente, sequenza di scatti. Non è una giornata particolare per George: solo altre ventiquattr’ore senza Jim, il suo compagno morto in un incidente. Ventiquattr’ore fra il sospetto dei vicini, la consolante vicinanza di Charlotte, la rabbia contro i libri letti per una vita ma ormai inutili, e il desiderio di un corpo giovane appena intravisto ma che forse è già troppo tardi per toccare. Quanto basta per comporre un ritratto che non si può dimenticare, e che alla sua uscita sorprese tutti, suonando troppo vero per non essere scandaloso.”

[versione già comparsa da Guanda (Milano), nella collana “Prosa Contemporanea”, nel 1981 e nel 1983; da Garzanti nella collana “Gli elefanti”, nel 1991; da Guanda (Parma) nella “Biblioteca Tascabile Guanda”, nel 1998, e nella collana “Le fenici tascabili”, nel 2003. Vedi sopra]

[ultima edizione italiana al gennaio 2010]
[all'11 febbraio era in libreria la terza ristampa]

Christopher Isherwood, bibliografia italiana, 1990 – 1996 (4 di 5)

Posted in bibliografie, letteratura americana by federico novaro on 7 febbraio 2010

Christopher Isherwood, le traduzioni italiane
Bibliografia dei testi in italiano, quarta parte, 1990 – 1996.

Qui, la prima parte, con i criteri seguiti per la compilazione
qui, la seconda
qui, la terza

1991

29

L’albero dei desideri. Sulla religione mistica
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, L'albero dei desideri, SE 1991; alla cop.: Iyuoti o la luce, dipinto indiano della scuola Deccami, XVIII sec., (part), 1

Christopher Isherwood
Lucia Corradini (trad. di)
L’albero dei desideri. Sulla religione mistica
1. ed. – Milano : SE. – 228 p. ; 22 x 13 cm. – (Prosa del Novecento – 41)
Stampatore : Milano : Nuovo Gruppo Grafico SRL, ottobre 1991
Alla cop.: Jyoti o la luce, dipinto indiano della scuola Deccani, XVIII
Alla q. di cop.: Christopher Isherwood and Don Bachardy, di David Hockney, 1968, (particolare)
Brossura, con risvolti
L. 28000
1991
(The wishing tree, 1987)
[unica edizione italiana al gennaio 2010]

Christopher Isherwood, L'albero dei desideri, SE 1991, p. 11 (part.)

30

Un uomo solo

Christopher Isherwood
Dario Villa (trad. di)
Un uomo solo
Milano : Garzanti. – 131 p. ; 21 cm. – (Gli elefanti)
Brossura
1991
(A Single Man, 1964)

[versione già comparsa presso Guanda, nella collana “Prosa Contemporanea”, nel 1981 e nel 1983. Vedi sopra]

1992

31

Ritorno all’inferno

Christopher Isherwood
Silvia Lalia Verpelli (trad. di)
Ritorno all’inferno
Milano : Garzanti. – 337 p. ; 20 cm. – (Gli elefanti)
Brossura
1992
(Down there on a visit, 1962)

[versione già comparsa, sempre presso Garzanti, nel 1965, nella collana “Romanzi moderni”]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

32

Ottobre

Christopher Isherwood
Don Bachardy (disegni di)
W.I. Scobie (un’intervista a Christopher Isherwood di)
Enrico Groppali (postfazione di)
Maria Pia Tosti Croce (trad. di)
Ottobre
Milano : Mondadori. – 137 p. ; 20 cm. – (I gabbiani)
Brossura
(October, 1982)
1992
[versione già comparsa presso SE, nella collana “L’altra biblioteca”, nel 1987. Vedi sopra]

1993

33

Viaggio in una guerra
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, Viaggio in una guerra, SE 1993, alla cop.: Carta della Cina e del cielo, 1728 (particolare), (part.), 1

W. H. Auden
Christopher Isherwood
Aurora Ciliberti (trad. di) (per le poesie di Auden)
Lucia Corradini (trad. di) (per il Diario di viaggio di Isherwood)
Viaggio in una guerra
1. ed. – Milano : SE. – 286 p. ; 22 x 13 cm. – (Prosa e poesia del Novecento – 53)
Stampatore : (interno) Pioltello : Grafica 90 srl; (copertina) : Milano : Tipolitografia Lucchi srl, aprile 1993
Alla cop.: Carta della Cina e del cielo, 1728 (ca.), particolare
Alla q. di cop.: Christopher Isherwood e W. H. Auden, ritratto fotog. b/n di Howard Coster, 1938
Brossura, con risvolti
L. 35.000
©1993 SE SRL, Milano
©1939 W. H. Auden e Christopher Isherwood
1993
(Journey to a war, 1938)

Christopher Isherwood, Viaggio in una guerra, SE 1993, p. 17 (part.)

34

Mister Norris se ne va

Christopher Isherwood
Pietro Leoni (trad. di)
Mario Fortunato (postfazione di)
Mister Norris se ne va
1. ed. – Torino : Einaudi. – 233 p. ; 20 cm. – (Einaudi Tascabili – 151)
Brossura
1993
(The Last of mr. Norris, 1935)
[versione già comparsa, col titolo Il signor Norris se ne va, presso Mondadori (“Medusa”, 1948), (“Oscar”, 1968, 1979)]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

35

Aforismi yoga di Patanjali : alla ricerca di Dio
prima edizione italiana

Swami Prabhavananda (trad. orig. e commento di)
Christopher Isherwood (trad. orig. e commento di)
Giovanni Fico (trad. italiana di)
Simonetta De Robertis (trad. italiana di)
Aforismi yoga di Patanjali : alla ricerca di Dio
2. ed. – Roma : Edizioni Mediterranee. – 157 p. ; 22 cm. – (Yoga-Sutra)
1993
(How to know God,1982)

[la prima edizione è del 1984. Vedi sopra]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

1994

36

Incontro al fiume
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, Incontro al fiume, Guanda 1994, alla cop.: ill. col. di Ezio Rolle, grafica di John Alcorn, (part.), 1

Christopher Isherwood
Francesca Wagner (trad. di)
John Alcorn (grafica di)
Incontro al fiume
Parma : Guanda. – 140 p. ; 22 x 14 cm. – (Narratori della Fenice)
Stampatore : Omegna : Grafiche Artabano, aprile 1994
Brossura, con risvolti
L. 22.000
©1994 Ugo Guanda Editore S.p.A., Parma
©1967 Christopher Isherwood
1994
(A meeting by the river, 1967)

Al risvolto di cop.: “Il fiume è il Gange. L’incontro è quello tra i due fratelli inglesi Patrick e Oliver. Patrick è un editore spregiudicato, che ha trovato fortuna sulla west coast americana. E’ sposato, ha due figlie, ed è nel bel mezzo di una relazione omosessuale con un uomo più giovane. Oliver è un déraciné: prima in Africa, poi nella Croce Rossa in Germania, infine in India, per diventare monaco induista. Qui Patrick lo raggiunge, per dissuaderlo dal rinunciare al mondo. Questa è la trama molto semplice del romanzo che Isherwood pubblicò nel 1967, subito dopo Un uomo solo, durante una delle sue stagioni più felici. […]”

Christopher Isherwood, Incontro al fiume, Guanda 1994, p. 7 (part.)

[versione già comparsa presso Guanda (Milano) nel 1983, nella collana “Prosa Contemporanea”. Vedi sopra]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

37

Addio a Berlino

Christopher isherwood
Maria Martone (trad. di)
Giovanni Raboni (presentazione di)
Addio a Berlino
1. ed. – Milano : Garzanti. – 242 p. ; 19 cm. – (Gli elefanti)
Brossura
1994
(Goodbay to Berlin, 1939)

[versione già comparsa (senza la presentazione di Giovanni raboni) da Longanesi & C. (“La Gaja Scienza”, 1944); poi da Garzanti (“Romanzi Moderni”, 1966; “I Garzanti”, 1965; “Gli elefanti”, 1986. Vedi sopra]

38

Ottobre

Christopher Isherwood, Ottobre, ES 1994, cop. (part.)

Christopher Isherwood
Don Bachardy (disegni di)
W.I. Scobie (un’intervista a Christopher Isherwood di)
Maria Pia Tosti Croce (trad. di)
Ottobre
Milano : ES. – 125 p. : [32] ill. b/n ; 22 x 12,5 cm. – (Biblioteca derll’eros – 56)
Stampatore : (interno) Pioltello : Grafica 90 srl, (per la copertina) Milano : Tipolitografia Lucchi
Brossura con risvolti
L. 20000
Alla copertina: Christopher Isherwood che conversa con Bob Holman, marzo 1983, di David Hockney (particolare)
I trentadue disegni presenti, di Don Bachardy, ritraggono: Christopher Isherwood; Peggy Lloyd; Joyce Howard; Janice White; Mark Valen; Frank London; Hope Alexander; Antoinette Bower; Lon Buisch; Federicka Hunter; Peter Alexander; David Danbacher e Gene P. Martin; Curt Klebaum; Julia Alexander; Pamela Addison; Nicholas Wilder; Gore Vidal; Simon Raven; Clytie Alexander; Lynda Benglis; Rick Sandford; DiWain Valentine; Gregory Evans; David Hockney; Tony Sarver; Joan Didionne; John Gregory Dunne; William Mark Franklin; Peter Blake; Mary Steenburgen; Malcolm McDowell; Howard Hodgkin.
©ES Studio Editoriale SRL
© (per il testo) 1980 Christopher Isherwood
© (per i disegni) 1980 Don Bachardy
1994
(October, 1982)

[versione già comparsa da SE, nella collana “L’altra biblioteca”, nel 1987, e da Mondadori nella collana “I gabbiani”, nel 1992. Vedi sopra]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

1996

39

Leoni e ombre. Un’educazione degli anni Venti
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, Leoni e ombre, Fazi 1996, alla cop.: ritratto fotog. b/n di C. I., di [?], grafica di Fabio Rizzo, (part.), 1

Christopher Isherwood
Chiara Vatteroni (trad. di)
Tommanso Gertosio (cura di)
Leoni e ombre. Un’educazione degli anni Venti
1. ed. – Roma : Fazi. – 328 p. ; 20 x 12 cm. – (Le porte – 20)
Stampatore : Roma : Graffiti srl., giugno 1996
Brossura, con risvolti
L. 28000
In coda al testo: Note (a cura della traduttrice e del curatore); Real Men don’t use Metaphors, di Tommaso Giartosio; Nota bibliografica
Alla cop.: “Christopher Isherwood, 1936”
©1996 Fazi Editore srl.
[il copy originale non è indicato]
1996
(Lions and Shadows, 1938)

Christopher Isherwood, Leoni e ombre, Fazi 1996, p. 11, (part.)

Dalla nota bibliografica: “Lions and Shadow. An Education in the Twenties venne iniziato nel 1932, ripreso nel ’36, completato nel ’37 e pubblicato a Londra dalla Hogart Press (la casa editrice diretta da Virginia e Leonard Woolf) nel 1938. Il titolo doveva essere The Nordwest Passage, ma l’uscita nel 1937 di un volume omonimo –un romanzo d’avventure dell’americano Kenneth Roberts- convinse Isherwood a ripiegare sul titolo definitivo. L’opera stessa parla di un manoscritto (tuttora inedito) anch’esso chiamato Lions and Shadow, ma composto nel 1923-’25 e di contenuto ben diverso. Per la traduzione ci si è basati sulla ristampa edita da Methuen, London 1953. Lions and Shadow è un’autobiografia romanzata, e i fatti vi subiscono qualche aggiustamento; inoltre di omosessuelità non si aprla affatto. Ma la sostanza del racconto è fedele alla verità storica e rimangono, in particolare, molti ritrtti di persona realmente esistiti. […]”

[il testo, nella versione di Manlio Bocci, era già comparso presso Mondadori, nella collana “Medusa”, nel 1953. Vedi sopra]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

(4 di 5, segue…)

Christopher Isherwood, bibliografia italiana, 1987 – 1990 (3 di 5)

Posted in bibliografie, letteratura americana by federico novaro on 4 febbraio 2010

Christopher Isherwood, terza parte della bibliografia (testi tradotti in italiano),

comprende i titoli fra il 1987 e il 1990. Nel primo post, qui, i criteri seguiti per la compilazione.

1987

23

Ottobre
prima edizione italiana

Cristopher Isherwood, Ottobre, SE 1987, alla cop.: C. I. and Don Bachardy, di David Hockney, part., (part.), 1

Christopher Isherwood
Don Bachardy (disegni di)
W.I. Scobie (un’intervista a Christopher Isherwood di)
Maria Pia Tosti Croce (trad. di)
Ottobre
1. ed. – Milano : SE. – 125 p. : [32] ill. b/n ; 22 x 12,5 cm. – (L’altra biblioteca- 15)
Stampatore : San Giuliano Milanese : Team Stampa
Brossura con risvolti
L. 18.000
Alla copertina: Christopher Isherwood and Don Bachardy, di David Hockney (particolare)
I trentadue disegni presenti, di Don Bachardy, ritraggono: Christopher Isherwood; Peggy Lloyd; Joyce Howard; Janice White; Mark Valen; Frank London; Hope Alexander; Antoinette Bower; Lon Buisch; Federicka Hunter; Peter Alexander; David Danbacher e Gene P. Martin; Curt Klebaum; Julia Alexander; Pamela Addison; Nicholas Wilder; Gore Vidal; Simon Raven; Clytie Alexander; Lynda Benglis; Rick Sandford; DiWain Valentine; Gregory Evans; David Hockney; Tony Sarver; Joan Didionne; John Gregory Dunne; William Mark Franklin; Peter Blake; Mary Steenburgen; Malcolm McDowell; Howard Hodgkin.
©SE Studio Editoriale SRL
©(per il testo) 1980 Christopher Isherwood
©(per i disegni) 1980 Don Bachardy
1987
(October, 1982)

Christopher Isherwood, Ottobre, SE 1987, p. 11 (part.)

Alla q. di copertina: “Ottobre, uscito negli Stati Uniti nel 1980, è l’ultimo libro pubblicato da Christopher Isherwood (1904-1986), il grande autore di Addio a Berlino, La violetta del Prater e di molti altri capolavori. Ottobre è dunque il diario-testamento dello scrittore inglese. Mentre il suo amico Don Bachardy disegna ritratti, Isherwood registra tutti i dettagli, i ricordi, i volti, i gesti che gli si impongono quotidianamente durante il mese di ottobre del 1979. / In questo libro lo scrittore parla della morta (quella degli altri), della vecchiaia, della pigrizia, dell’ironia e del sarcasmo, della bellezza e del desiderio, ma anche di letteratura, di arte, di santità, di religione, di teatro, di metodi di scrittura, di avversioni e predilezioni, di amicizia. Le osservazioni su Byron e su Katherine Mansfield, su Auden e David Hockney, si alternano a quelle sui terremoti, sulle nebbie del Pacifico, sul paesaggio urbano della California. / Il lettore ritroverà qui ttte le caratteristiche che hanno reso celebre isherwood: rapidità incosiva nel decrivere persone e situazioni, atteggiamento ironico nei comfronti della vita, e soprattutto leggerezza e stoicismo nell’affrontare la vecchiaia. / Ma la novità di questo diario, rispetto alle opere precedenti, sta nel suo trattare con grande schiettezza e dignità, in presa diretta e senza le mediazioni della finzione, il rapporto di straordinaria complicità che lega due uomini adulti, appunto Isherwood e Don Bachardy, in un ménage omosessuale che forse mai prima d’ora ci era stato descritto con altrettanta acutezza psicologica e distacco emotivo.”

24
La violetta del Prater

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Mondadori / De Agostini, 1987 (via web)

Christopher Isherwood
Giorgio Monicelli (trad. di)
La violetta del Prater
Novara : Mondadori-De Agostini. – 148 p. ; 19 cm. (I grandi bestsellers)
Brossura
1987
(Prater Violet, 1946)

[versione già comparsa presso Mondadori (“Biblioteca Moderna Mondadori”, 1948); da De Donato (1969) e di nuovo Mondadori (“Oscar Narrativa”, 1983)]

1988

25

La violetta del Prater

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Einaudi 1988, alla cop.: Marlene Dietrich in una fotografia di Don English, (part.), 1

Christopher Isherwood
Giorgio Monicelli (trad. di)
Giorgio Manganelli (trad. di)
La violetta del Prater
1. ed. – Torino : Einaudi. – x, 116 p. ; 22 x 14 cm. – (Supercoralli)
Stampatore : Mappano : Nuova Oflito
Rilegato tutta tela, con sovracoperta
Alla cop.: “Marlene Dietrich in una fotografia di Don English”
Alla q. di cop.: “’Isherwood è il miglior narratore di lingua inglese’.”
©1988 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
“La traduzione di Giorgio Monicelli è pubblicata per gentile concessione di Arnoldo Mondadori editore”
©1984 Metheuen London Ltd
(Prater Violet, 1946)
1988
[versione già comparsa, qui è aggiunta la prefazione di Giorgio Manganelli, presso Mondadori (“Biblioteca Moderna Mondadori”, 1948); De Donato (1969); Mondadori (“Oscar Narrativa”, 1983) e Mondadori-De Agostini (“I Grandi Bestsellers”, 1987)]

Christopher Isherwood, La violetta del Prater, Einaudi 1988, p. 3 (part.)

Al risvolto della q. di cop.: “La violetta del Prater (1946), uno dei libri che hanno consacrato la fama di Isherwood, ritorna ora con una prefazione di Giorgio Manganelli, stesa appositamente per questa nuova edizione: ‘Come Wodehouse, Isherwood è un intenditore di fatuità, un esperto di sottise… Ha l’arte di tessere dal nulla una storia, il gusto mimetico delle voci, la precisione lepida e un po’ mostruosa del ventriloquo. Ma, ovviamente, Isherwood non è un umorista; è divertente, molto divertente; assolutamente spiritoso; ma in una maniera livemente perversa è affascinato dalla tragedia, affascinato –o adescato?- in modo fatuo, discontinuo e leggero… Con le sue manistilistiche incredibilmente affusolate non stringe, non maneggia, non tocca, al più sfiora, allude; si mostra costentemente distratto, dimentico, e tuttavia è attento, crudelmente, minutamente attento alle rapide apparizioni che attraversano la sua arguta distrazione’.”

1989

26

Christopher e il suo mondo: 1929-1939
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, Christopher e il suo mondo, SE 1989, cop. (part.)

Christopher Isherwood
Giancarlo Pavanello (trad. di)
Christopher e il suo mondo: 1929-1939
1. ed. – Milano : SE. – 284 p. ; 22 x 13 cm. – (Prosa del Novecento – 19)
Stampatore: Assago : Nuovo Gruppo Grafico, aprile 1989
Brossura, con risvolti
L. 32.000
Alla cop.: Christopher Isherwood talking to Bob Holman, di David Hockney, (particolare), 1983
Alla q. di cop.: W. H. Auden, Christopher Isherwood, Stephen Spender in una fotografia b/n del 1938, di Howard Coster
©1989 SE SRL, Milano
©The Estate of Christopher Isherwood
1989
(Christopher and his Kind, 1977)

Christopher Isherwood, Christopher e il suo mondo, SE 1989, p. 11 (part.)

Al risvolto di cop.: “Christopher e il suo mondo ci svela i retroscena delle esperienze che in forma romanzesca Isherwood ha raccontato in Il signor Norris se ne va e in Addio a Berlino. E’ la narrazione dell’apprendistato di un uomo che rifiuta tutte le convinzioni, le costrizioni, e che si fida soltanto del proprio istinto. Il libro inizia nel 1929, quando Christopher arriva a Berlino dall’Inghilterra per trascorrervi una settimana, dietro insistenze del suo amico poeta W. H. Auden; vi rimmarrà invece per diversi anni. La storia è a una svolta e il destino di Isherwood si trova coinvolto, senza che egli lo voglia, nei soprassalti che agitano l’Europa. / Nel suo modo diretto e penetrante, con il suo terribile humour, egli descrive la sua formazione di individuo e di artista, tra gli amici Auden, Spender, E. M. Forster, e accanto a Jean Ross, la futura e indimenticabile Sally Bowles di Addio a Berlino. Isherwood ci racconta i suoi ricordi degli ambienti letterari, dove conobbe Virginia Woolf e Somerset Maugham; i suoi primi tentativi teatrali e cinematografici; i vagabondaggi attraverso l’Europa insieme a un giovane amico tedesco che la Gestapo finirà per arrestare; il viaggio nella Cina in guerra; e infine la partenza per l’America nel 1939. Tutto il libro, racconto picaresco inframezzato da brani di diario e da lettere, è un affascinante tentativo di decifrazione di sé attraverso gli anni, er un’arringa veemente a favore della libertà omosessuale.”

27

Il mio guru
prima edizione italiana

Christopher Isherwood, Il mio guru, Garzanti 1989, alla copertina: Christopher Isherwood in un disegno di Don Bachardy, (part.), 1

Christopher Isherwood
Marco Papi (trad. di)
Il mio guru
1. ed. – Milano : Garzanti. – 268 p. ; 22 x 14,5 cm. – (Narratori Moderni)
Stampatore : Milano : Garzanti Editore, 18 agosto 1989
Alla sovracop.: Christopher Isherwood, in un disegno (1979) di Don Bachardy
Rilegato tutta tela, con sovracoperta.
L. 28.000
©1989 Garzanti Editore, Milano
©1980 Christopher Isherwood
1989
(My guru and is disciple, 1980)

Al risvolto di cop.: “Dopo una prima, magica, visita a New York di ritorno dalla Cinan nel 1939 Isherwood e Auden sono di nuovo in America. Isherwood ha già scritto i suoi capolavori berlinesi, ma al contrario di Auden intende godere dell’anonimato offertogli dalla società americana. Da New York si trasferisce in California, tormentato da un crescente senso di vuoto interiore. E’ così che a Hollywood incontra il suo guru, swami Prabhavananda, un monaco induista che lo affascina con la sua religiosità profonda e priva di ogni senso del peccato. Nasce un rapporto destinato a durare un’intera vita. Eppure, anche quando lavora con Prabhavananda alla traduzione dei testi sacri del Veda, Isherwood non riesce, e non vuole, arrivare a spegnere il desiderio sessuale, che torna dolce e prepotente ad ogni occasione a dispetto dei tentativi di regolarlo. Isherwood non nasconde la propria natura di commediante, i dubbi sull’autenticità della sua vocazione, ma riesce a trovre nel teatro dei desideri e delle debolezze la voce franca e ironica che i suoi lettori conoscono.”

Christopher Isherwood, Il mio guru, Garzanti 1989, p. 9 (part.)

[unica edizione italiana al gennaio 2010]

1990

28

Il condor e le vacche

Christopher Isherwood, Il Condor e le vacche, SE 1990, alla cop.: Abraham Ortelius, Carta nautica del pacifico, 1589, part., (part.), 1

Christopher Isherwood
Elsa Petitti (trad. di)
Il condor e le vacche
1. ed. – Milano : SE. – 254 p.: [1] c. geogr. b/n ; 22 x 13 cm. – (Prosa del Novecento – 25)
Stampatore : Cremona : Linograf snc., febbraio 1990
Brossura, con risvolti
L. 28.000
Alla cop.: Carta nautica del Pacifico, di Abraham Ortelius, 1589
Al risvolto della q. di cop.: ritratto fotog. b/n di Humphrey Spender: Isherwood a Berlino nel 1935
©1990 SE SRL, Milano
©The estate of Christopher Isherwood
1990
(The condor and the Cows, 1949)

[versione già comparsa, arricchita da fotografie b/n selezionate da Lino Pellegrini, presso l’Istituto Geografico De Agostini, nella collana “Il Timone”, nel 1961]
[ultima edizione italiana al gennaio 2010]

Al risvolto di cop.: “Questo libro, pubblicato in inglese nel 1949, è il racconto in forma di diario del viaggio che Christopher Isherwood compì attraverso vari paesi dell’America Latina. ‘Il significato del suo titolo dovrebbe essere evidente’, scrive l’autore ‘ma forse avrei dovuto spiegare meglio che il condor è il simbolo delle Ande e delle loro repubbliche montane, mentre le vacche rappresentano le grandi pianure che producono bestiame e, più specificamente, l’Argentina –naturalmente senza offesa’. Las precisione fotografica del dettaglio e la capacità di cogliere il risvolto umoristico di situazioni e persone sono sempre stati gli attributi più caratteristici della prosa di Isherwood, e questo diario di viaggio (in Perù, Ecuador, Bolivia, Argentina) è una conferma del suo talento di stilista e narratore. ‘Non cercherò di prevenire le critiche scusandomi per le molte assurdità, imprecisioni, e per gli errori di giudizio che probabilmente si troveranno nel mio lavoro’ scrive ancora Isherwood. ‘Un diarista dovrebbe prendersi gioco de se stesso, qualche volta, Dovrebbe mirare a essere impressionista e spontaneo più che autorevole’.”

3 di 5, continua…

Qui la prima parte

Qui la seconda

Qui la recensione a Un uomo solo (Guanda 1981)

Qui alcune note a proposito de Un uomo solo (Adelphi 2009)

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