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EDIZIONI ET AL (da L’Indice dei Libri 3/2013)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 24 aprile 2013

Confusa e felice

abbeʧe’darjo / FN. E (t)

Sputiamo su Hegel.

Le edizioni Et Al (“et al. è abbreviazione di et alii “[…] scelto per evocare tutti gli altri che ci sono e non sempre compaiono nei libri che scriviamo, che pubblichiamo […] è perciò un ringraziamento, un riconoscimento, un debito che continuamente si rinnova, che vuole ricordare la dimensione transitiva della produzione di cultura, inducendo a pensare al contempo a individui particolari. […]”: questa in coda alla home del sito la spiegazione / presentazione della casa editrice milanese; la si cita quasi integralmente perché, seppur non dica niente delle linee programmatiche della costruzione del catalogo, ben evoca una possibilità di rendere contigue pratiche nate negli anni ’70, collettive, a quelle contemporanee di condivisione), hanno cominciato a pubblicare nel 2009, un ottantina di titoli ad oggi, divisi in più ambiti disciplinari (Arte, Architettura, Design; Critica letteraria; Femminismo –che ne è la cifra più significativa-; Psicologia e Antropologia; Scienze Sociali ed Economia; Storia, alle quali si affianca una sezione di Narrativa; la divisione in collane dal sito della casa editrice non è di immediata comprensione: nelle singole schede (introdotte dal titolo “descrizione del prodotto”) alcuni volumi hanno l’indicazione della collana, altri no, e non c’è –non l’abbiamo trovata- una sezione di ricerca per collana.

Un po’ confusa sul piano del progetto grafico, con scelte non sempre precise, talvolta anche belle, non ha ancora raggiunto una coerenza che permetta ai volumi di essere immediatamente riconoscibili e riconducibili gli uni agli altri.

È un peccato. Corretti nell’indicare sempre le responsabilità nei colophon, la scelta volume per volume, ma con grappoli coerenti che sembrano indicare contiguità, rende il tutto un po’ episodico, e attenua un’immagine di compattezza che è invece necessaria nei primi anni.

Molti volumi sono risolti graficamente, e bene, all’interno della casa editrice, altri con persone esterne, sono rari quelli sgrammaticati, ma è l’insieme a soffrirne.

Non sempre il ricorrere a competenze grafiche consolidate è un dogma infallibile –prova ne sia Quodlibet, la cui coerenza, eleganza, efficacia del progetto grafico d’ogni singolo volume come dell’intero catalogo, è tutto risolto “in casa”, ma è una prova rara quanto luminosa-, e se in anni passati –diciamo da dopo i ’70 ai ’10- è parso e in parte è stato, non esiziale destinare intelligenza, cultura, competenze e denari ai progetti grafici, ora, all’inizio del declinare del libro cartaceo, è ineludibile.

Forse anche il catalogo andrebbe affilato –benchè ospiti titoli e nomi interessanti e anche curiosi; nella sezione Narrativa troviamo fra gli altri la Signorina Cuorinfranti di Nathanael West e due titoli di Lidia Ravera; L’ineffabile Antrobus di Lawrence Durrell e tre titoli di Ginevra Bompiani. Molto recensito, presentato, segnalato è Fra me e te, uscito recentemente: dialogo madre figlia, fra Mariella Gramaglia e Maddalena Vianello.

Il filone femminista è la cifra più riconoscibile dicevamo, e, con la riedizione delle opere di Carla Lonzi, trasmigrate qui dalle battagliere, disperse, ma indelebili, –un rettangolo verde in centro copertina, edizioni fragili ma che hanno abitato una generazione –o una sua parte-, Edizioni di Rivolta femminista, le edizioni Et Al compiono un utile recupero di testi ormai inaccessibili da tempo seppur molto famosi.

Sei titoli ad ora, Sputiamo su Hegel (del 1974) inaugura la collana tascabile “Economica” in occasione dell’otto marzo, con prefazione di Maria Luisa Boccia, nata nel 1945, molto attiva nei temi e nelle pratiche femministe e pacifiste, Senatrice, ora presidentessa di SEL.

È bene e interessante che documenti di questo genere vengano resi nuovamente, e a un prezzo contenuto (19 x 13 cm.; 136 p.; 8€), disponibili. Ma la scelta di una decana della militanza pone l’interrogativo su chi sia il pubblico al quale l’operazione, comunque meritoria, voglia rivolgersi.

Questa scelta sembra orientare il libro verso un pubblico che già lo lesse allora, e che felicemente può ritrovarlo, un’operazione che rischia di risolversi in toni nostalgici. Il pensiero femminista dalla prima edizione di Sputiamo su Hegel a oggi ha subìto mutazioni grandi e forse, in quelle forme e in quei contenuti, non parla più alle generazioni che si affacciano ora al mercato del libro saggistico. Una curatela affidata a una giovane ricercatrice, al di là dell’aspetto teorico, sarebbe stato un segnale –anche solo di marketing- forse più interessante ed efficace.

abbeʧe’darjo / FN. E (t)

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata e corredata di fotografie, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 3 – XXX, Marzo 2013.

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abbeʧe’darjo / FN. E (t)

LIBRINI, 1: Gemme, di Rosenberg&Sellier (Da L’Indice 1/2013)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 26 febbraio 2013

Fra i librini, le “Gemme”

abbeʧe’darjo / FN. R (t)

Librini, libretti, libriccini, libercoli, nelle librerie c’è di tutto a spintonare per arrivare alle casse.
Simili a pile, rasoi, chewing gum, cercano d’accaparrarsi i soldini, quelle monete che un tempo si davano ai bambini e ora scambiamo noi con delle piccolezze, per l’ebrezza di comprare di più. Come quelle confezioni di Tic Tac Ferrero che lillipuzianamente contengono quattro, forse cinque pastiglie. L’investimento nel contenuto è ridotto, il margine di guadagno un pelo meno risicato. Non sono in sé cattiva cosa. Basti pensare a quel che, nel genere del librino, seppe fare Scheiwiller, coi suoi volumetti in 32°, fragili per programma, o a quelli, sontuosi nella minima dimensione, copertinati in cuoio addirittura scolpito a sbalzo nella “Raccolta di breviari intellettuali” che l’Istituto Editoriale Italiano nei primi decenni del secolo scorso fece in gran copia, e che ancora girano nei cataloghi, robusti, indenni.

Erano anche librini quelli che fece Einaudi, filiazione della serie “Scrittori tradotti da scrittori”, rosso scuro, erano i “Saggi brevi”, librini nell’idea dell’elaborazione d’occasione, nella lateralità sapienziale; erano libretti gli “Incipit” di Bollati Boringhieri, la prima collana della gestione Cataluccio, esternalizzata e raffinatissima, ora un po’ svilita da GeMS.
I celeberrimi “Millelire” di Stampa Alternativa, spillati, sono stati il trionfo del librino, così scanzonati da poter essere rubricati sotto la voce “fanzine”, pur dispersa in decine di titoli.

La forma breve si addice agli eccessi, distillato di raffinatezza intellettuale, scherzo, concentrato d’inutilità. Difficilmente si conservano –quando i libri si conservavano, i marosi dei traslochi erano i primi a disperdere-.

abbeʧe’darjo / FN. R (t)

Ora la loro natura migliore sembra l’essere graziosi. Si rivolgono anche a un piacere diverso, difficile essere indecisi fra un volumazzo di Faletti che riempie le mani come una zolla e un librino come l’ultimo di Pericoli da Adelphi, Attraverso l’albero, nell’ormai longeva –e sempre così graficamente mediocre, anche se recentemente un po’ casualmente mossa- “Biblioteca minima”, che si dimentica d’avere in tasca.

Alla romana decembrina Fiera della Piccola e Media editoria, Più Libri più liberi, librini ce n’erano un po’ in tutti gli stand.

Tralasciando i già conosciuti “Zoo | Scritture animali” della :due punti edizioni, esercizi di racconto breve in lingua italiana, o “i piccoli” di Terre di Mezzo, con un’anima scanzonatamente manualistica, o, certo, i raffinatissimi, dilaganti nei remainder, de “Il divano” di Sellerio, c’erano però molti nuovi librini affacciantesi al mercato crudele o meglio impoverito.

I più arzigogolati come programma, acciaccati purtroppo da un progetto grafico degno di una drogheria chic del centro (di Marco Antonaci), sono i librini della collana “Gemme” della seriosa, storica e indomita torinese Rosenberg & Sellier: neri di una carta semilucida che reca memoria d’ogni unghia che gli si avvicini, hanno tracciata in basso in corsivo la parola del titolo in vernice selettiva lucida noir sur noir; i dati sono scritti in bianco, con in alto una breve linea-lampo che sfuma nel grigio a separare il nome della collana, “Gemme”, dall’indicazione del marchio editoriale, più in alto, e in corpo più grande; più in basso, verso il centro, l’indicazione d’autore e titolo, divisi da una linea che diventa goffamente racemo.

È interessante la scelta di mettere in alto, al centro, bello grande, il marchio editoriale. È un’impostazione grafica più da locandina di teatro, che da copertina; potrebbe non essere casuale: la collana, in cui ogni volume reca come titolo una parola (Parola, Maria Luisa Altieri Biagi; Vita, Amos Luzzatto; Autorità, Luisa Muraro, Eredità, Chiara Saraceno, per citarne alcune) si vuole chiusa –sono previsti 24 titoli- e parte d’un progetto più grande, che dal libro prosegua in una serie d’eventi e di attività on-line.

Il libro, il librino, come appoggio, brochure, viatico.

Una serie di citazioni può chiarirne gli intenti: “Gemme | Sono voci d’autore [e che tristezza che proprio Rosenber & Sellier opti per un neo-consevatore monogenere] che offrono messaggi ricchi e spesso inattesi e suscitano un dialogo che potrà continuare sul sito e nei grandi incontri culturali in tutta Italia … sono 24 parole da curare e che ci cureranno … [in coda al testo, sei pagine bianche con in alto a sinistra e destra, in orizzontale, il titolo e la parola “tu”] Un dialogo fatto di voci diverse [sic]: per questo, qui, le pagine sono ancora da scrivere. Da te.”

abbeʧe’darjo / FN. R (t)

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata e corredata di fotografie, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 1 – XXX, Gennaio 2013.

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abbeʧe’darjo / FN. R (t)

CARATTERI MOBILI A QUATTRO ZAMPE (da L’Indice dei Libri, 11/2012)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 22 gennaio 2013

La letteratura contemporanea in lingua italiana, da Caratteri Mobili, e da Hacca edizioni (1 di 2)

abecedari, 1: copertina, C

Prima delle feste, la fiera della piccola e media editoria, Più libri più liberi, svoltasi a Roma dal 6 al 9 dicembre, è un buon osservatorio per provare a intuire come andrà e com’è andata, senza le tossine e gli estrogeni dei libri panettoni.
Difficile quest’anno trarne segnali forieri d’ottimismo. Difficoltà è la parola più spesa, e nella bulimia produttiva delle decine e decine di marchi così autistici da rendere il sottotitolo della fiera più un dubbio che un’affermazione, il lavoro intelligente, paziente, faticoso, dei molti marchi che invece intendono il proprio lavoro in maniera critica rischia di affogare.

La difficoltà ad essere percepiti come prodotto complesso, crocevia di autorialità alte e diverse, in mezzo a un mare di robaccia, diventa via via più ardua e, probabilmente, scoraggiante.

In questo, in attesa che qualcuno inventi un modo nuovo e contemporaneo di proporre i classici, che sembrano confinati ai polverosi spalti delle collane economiche, in stantie traduzioni, in frivole vesti, delle grandi case editrici, è interessante che viva un’attenzione alla scrittura contemporanea in italiano, scrittura che appare in sé disperata, dal rarefarsi del mercato già angusto per via di una lingua poco parlata, ancor meno letta, indirizzata dai grandi marchi a farsi vanamente internazionale, spesso oltre ogni tempo massimo, e che invece trova ospitalità e sostegno presso marchi la cui brevità dei bilanci risulta più favorevole, almeno alla varietà, e che dimostrano di essere piccole case editrici che si comportano come dovrebbero fare le grandi.

abecedari, 1: copertina, C

Caratteri mobili, casa editrice di Macerata, che dimostra ben più dei suoi due anni di vita, e un gusto grafico e tematico più internazionale degli angusti patrii confini, apre una collana dedicata alla letteratura italiana contemporanea; si chiama “gli incendiati” e ha in esergo -al recto della carta di guardia posteriore, che reca al verso il colophon chiaro ed esaustivo- una citazione dal libro omonimo di Moresco: “Guarda… Ho incendiato il mondo per te! | […] Vuoi bruciare con me?”.

La presentazione che ne dà il sito è così poco semplificata da risultare sincera:

“[...] un territorio letterario manicheo, in cui viga la vibrazione della voce (e del corpo), lo sfibramento, sfinimento (o resistenza) dell’io e dell’altro dentro il mondo brutale, la contraddizione, l’estremismo delle posture, delle ideologie, il referto violento e pragmatico di un rapporto incrinato tra soggetto e oggetto [...]”.

Il primo libro, Il ragazzo a quattro zampe, di Simone Bisantino, è un capolavoro d’arte editoriale (progetto di Michele Colonna): neanche 80 pagine, formato stretto e lungo (12 x 20 cm.), brossura, le pagine interne stampate su una carta dal bianco attenuato, la copertina in cartoncino nero opaco, scritto in rosa-viola delicatamente sberluccicante (le carte sono Fedrigoni, che per la grafica editoriale è diventata come Fabriano per chi andava a scuola nei decenni passati); nella metà inferiore della copertina un grande foro rivela un’illustrazione (di Giuseppe Incampo) sulla carta di guardia, stampata con lo stesso rosa dei titoli e nero, su bianco, sovrastata da indicazione del titolo, autore, editore; oltre, la pagina dell’occhiello è bianca, e riporta in basso, in corpo minuto, la dedica; seguono due pagine nere, con in corpo gigante una citazione di Dumas; fra le pagine un tondo nero: è la parte mancante della copertina, funge da segnalibro e riporta una citazione dal testo, e l’url del sito; il testo è impaginato giustificato a sinistra, margini sottili; la pagina della fine ha il vezzo d’una citazione dell’illustrazione, seguono due pagine con, brevissima, una nota al testo e due interventi critici, che non occupano una metà pagina, poi di nuovo il nero, e il colophon.

Come sarà il prossimo?

Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Copertina e carta di guardia (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Copertina e carta di guardia (part.), 2Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Dorso(part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Quarta di copertina, dorso, copertina (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Quarta di copertina (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Quarta di copertina(part.), 2Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Verso della copertina, carta di guardia (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Verso della copertina, carta di guardia, pag. dell'esergo (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Pagine 4 e 5 (part.), 1
Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Pagine 4 e 5 (part.), 2Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Pagina dell'incipit (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Pagina 7 (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Pagina 8 (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Segnalibro e pagine interne(part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Segnalibro (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. pag. [76] (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Ultima pagina del testo (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. pag. [75] (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Pag. [78] (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Colophon (part.), 1Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe. Caratteri Mobili 2012. Pr. grafico e impaginazione: Michele Colonna; ill. di Giuseppe Incampo. Taglio superiore (part.), 1

(Chi ha pagato il libro? Caratteri Mobili, in occasione della visita di FN allo stand alla Fiera della Piccola e Media editoria di Roma)

abecedari, 1: copertina, C

 

 

 

 

 

 

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata e corredata di fotografie, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 11 – XXIX, Dicembre 2012.

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SCRITTURE DI GUERRA, a Trento e Rovereto (saluti da Roma). 6

Posted in cartoline by federico novaro on 15 gennaio 2013

PIù Libri Più Liberi, Roma, 27

Decisamente FN s’aggirava poco
moderno
negli stand della Fiera
della Piccola e Media editoria.
L’ha commosso il progetto, ora
chiuso
d’una serie edita in collaborazione da due Musei,
il Museo Storico di Trento,
e il
Museo Storico della guerra, di Rovereto.
“Scritture di guerra”
“si propone l’edizione critica del patrimonio di scritti autobiografici censiti e studiati in area trentina e legati all’esperienza della Grande Guerra. Si tratta del più grande corpus di scrittura popolare dell’esperienza di guerra finora edito”.
La cosa interessante, trova FN,
è che la raccolta, vastissima per un’area geografica
non grande, non si limita, come più consueto,
a raccogliere le lettere dal fronte,
bensì di
“soldati, prigionieri, profughe e profughi, civili, testimoni di un evento che irrompe con forza inaudita nelle loro vite. Diversi sono i ruoli sociali degli scriventi e diversissimi i livelli di padronanza, o le modalità d’uso, della lingua scritta, tanto da fare di questi materiali un composito e gigantesco documento linguistico”;
il quarto e il quinto raccolgono
solo testi di donne,
poiché la guerra
non era solo al fronte.
Due volumi, che certo meriterebbero
maggior circolazione.

La collana, di dieci volumi, è
ora chiusa,
e FN trova che, oltre a testimoniare
vite, lingue, culture e sentimenti,
destinati all’oblio,
testimoni anche
una delle vocazione
che l’editoria aveva anche statutariamente,
e che sembra perduta.
La rete, in questo,
può essere una straordinaria
occasione.

Un saluto
da Roma.
A presto, FN

Gorky Park, di Martin Cruz Smith. Sovracoperta di John Alcorn

Posted in Uncategorized by federico novaro on 18 dicembre 2012

John Alcorn / Martin Cruz Smith, Gorky Park. Mondadori / Club del Libro 1982. Grafica della sovracoperta: John Alcorn. Totale di sovracoperta (part.), 1

In occasione dell’uscita di LIBRI!, di Murray McCain & John Alcorn, FN pubblica per una settimana una serie di post in onore di John Alcorn.

LIBRI! è interpretato in una breve recensione come spia di una ipotetica via per l’editoria contemporanea, nella sezione Editoria / notizie / brevi di FN

Sul Tumblr infn, il tumblr intorno a FN, una serie di post testimoniano dell’opera di John Alcorn

Su Pinterest è aperto un board John Alcorn

Su FN, nella sezione Copertine / le belle copertine, si pubblicano una serie di fotografie di copertine di libri progettate e illustrate da John Alcorn

John Alcorn / Martin Cruz Smith, Gorky Park. Mondadori / Club del Libro 1982. Grafica della sovracoperta: John Alcorn. Prima di sovracoperta (part.), 2

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