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Else Minarik, Maurice Sendak : Storie di orsacchiotto / Bur 2009. Recensione

Posted in Federico Novaro, letteratura americana, letteratura per l'infanzia, segnalazioni by federico novaro on 27 dicembre 2009

Storie di orsacchiotto / Else Holmelund Minarik
Illustrazioni di Maurice Sendak
Traduzione dall’inglese di Emanuela Bompiani
Introduzione di Antonio Faeti
238 p. ill. b/n ; 8€
BUR – Ragazzi, Milano 2009

Pubblicato su L’Indice dei Libri, XXVI, n. 12, Dicembre 2009

Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; Lettering di Jeffrey Fisher, progetto grafico Mucca Design, frontespizio (part.)

Storie di Orsacchiotto, di Else Holmelund Minarik e Maurice Sendak

Torna Storie di Orsacchiotto, di Else Holmelund Minarik, illustrate da Maurice Sendak.
Tristemente assenti da una decina d’anni, finalmente ricompaiono nella “BUR Ragazzi”, che riordina e raccoglie titoli dai vari marchi RCS: una collana economica, disegnata come di consueto da Mucca Design, studio che qui, per la mano di Jeffrey Fisher, autore del lettering e dei disegnini che punteggiano le copertine di tutte le uscite con straordinario senso della sintesi, si conferma inesausto inventore di vesti editoriali.

Eccezionalmente, per questo volume Fisher lascia il passo a Sendak, riportando in copertina, un’oca, una gallina, e Orsacchiotto, in fila in basso, sotto autori e titolo, in un’ironica parata.

Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; Lettering di Jeffrey Fisher, progetto grafico Mucca Design, copertina (part.) 1

Certo Orsacchiotto, Little Bear, sarà forse a disagio vicino ad altri titoli della collana: Il cucciolo, di Marjorie Kinnan Rawlings, o a La capanna dello zio Tom, di Harriet Beecher Stover, e intimorito da Zanna Bianca e da Il richiamo della foresta di Jack London, che la orientano verso un pubblico più adulto, e che tradiscono una certa stanchezza nella scelta dei titoli.

Orsacchiotto, in realtà, qui, non c’entra affatto.

Il solido cartoncino della rilegatura delle prime edizioni (comparvero in Italia fra il 1969 e il 1970: quattro libretti, da Bompiani, fedeli alla veste dell’edizione originale statunitense di dieci anni prima: un ovale, quasi un medaglione, o un rettangolo, come una vecchia foto, istoriati ai lati da un fitto disegno di foglie e decori tipografici, riportavano al centro Little Bear, con sua madre, con una gallina, con la sua amica) era pensato per resistere alle ripetute, talvolta selvagge, letture di un pubblico bambino.

Qui ci si rivolge semmai agli adulti che lo lessero allora, e che ebbero la fortuna di crescere accompagnati da un capolavoro di intelligenza, levità, ironia e amore per l’esistenza.

La qualità delle riproduzioni è pessima, il sottile pennino di Sendak si impasta nello sfondo confuso dalle pagine troppo sottili, ma Orsacchiotto è di nuovo in libreria: si deve far festa.

Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; p. 13 (part.) 1

Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; p. 48 (part.) 1

Dal sito di Mucca Design, tutte le copertine per la BUR Ragazzi, qui.

E, qui, tutte le copertine di Mucca Design per BUR 60.

Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; p. 239 (part.) 1

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura americana / letteratura per l’infanzia / libri illustrati
Storie di Orsacchiotto / Else Holmelund Minarik
Milano : BUR. – 238 p.: ill. b/n ; 19 x 12,5 cm. – (BUR Ragazzi)
Bompiani, Emanuela (traduzione di) ; Sendak, Maurice (illustrazioni di) ; Fisher, Jeffrey (lettering di) ; Mucca Design (progetto grafico di)
Brossura
©1998 RCS Libri S.p.A., Milano
©1969 Casa Editrice Valentino Bompiani, Milano
©1957, 1959, 1960, 1961 Holmelund Minarik per i testi
©1957, 1959, 1960, 1961 Maurice Sendak per le illustrazioni
Titoli originali: Little Bear; Father Bear Comes Home; Little Bear’s Friend; Little Bear’s Visit

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 12 – XXVI, Dicembre 2009.

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Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; Lettering di Jeffrey Fisher, progetto grafico Mucca Design, copertina (part.) 3

Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; Lettering di Jeffrey Fisher, progetto grafico Mucca Design, copertina (part.) 2

Else Holmelund Minarik, Maurice Sendak, Storie di orsacchiotto, ©BUR Ragazzi 2009; Lettering di Jeffrey Fisher, progetto grafico Mucca Design, copertina (part.) 4

L’Indice è on-line, qui.

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Dave Eggers : Le creature selvagge / Mondadori 2009. Recensione (4 di 4)

Posted in cinema, Federico Novaro, film, letteratura americana, letteratura ebraica, recensioni, straight by federico novaro on 20 dicembre 2009

Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi, Babalibri 1999 (Emme Edizioni 1963)
Spike Jonze, Nel paese delle creature selvagge, WB, USA 2009
Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009

(di questi e di altri libri parla questo lungo post, arrivato finalmente :-) alla quarta parte.
La prima parte è qui,
la seconda qui,
la terza qui.
Qui si parla del film di Jonze,
qui trovate link e video su Sendak e Jonze).

Were the Wild Things Are, di Spike Jonze, (via Web)

I libri pullulano

In occasione dell’uscita del film di Jonze, il libro di Eggers non è stato il solo a comparire in libreria; come è ormai consueto, parte del merchandising di un film sono anche le versioni, soprattutto se di film per bambini (ma il film di Jonze è stato venduto negli Stati Uniti soprattutto come film per adulti) cartacee. (Luca Boschi di Cartoonist Globale segnalava, qui, che in occasione dell’uscita per la Disney de La principessa e il ranocchio, ritorno al 2D dopo tanta computer animation, sono previsti ben 16 (sedici) libri che in vario modo si affiancheranno alla pellicola).

Dei molti libri usciti negli Stati Uniti in Italia ora ne circolano due, i cui dati trovate nella prima parte di questo post, qui.

Nel paese delle creature selvagge. La storia con le immagini del film,(cura di Barb Bersche e Michelle Quint, basato sulla sceneggiatura di Spike Jonze e Dave Eggers, tratto dal libro di Maurice Sendak, trad. di Stefania Bardinella), Mondadori, cop., 2

Il libro puzzle e il libro con le immagini del film

Entrambi illustrati con immagini tratte dal film, hanno due testi autonomi, né riduzioni da Eggers, né riduzioni da Sendak, bensì nuove narrazioni.
Nel libro puzzle (di Alice Virginia Cameron, ma l’edizione italiana omette l’autrice) le didascalie sono a servizio delle immagini, una per pagina, che, fustellate, vanno smontate per creare dei puzzle; i brani di racconto procedono per salti ed elisioni, alla sua base c’è la sintesi, e non la rarefazione del testo di Sendak, cui però cerca di essere più fedele dello stesso film, eliminando personaggi e scene, concentrandosi su quelle comuni.
La traduzione è di Elisa Fratton, che, fedele al film, chiama un personaggio K.W., che solo nel libro di Eggers è chiamato Katherine, e che nel libro di Sendak non ha, come tutti eccetto Max, nome.

Nel paese delle creature selvagge. La storia con le immagini del film,(cura di Barb Bersche e Michelle Quint, basato sulla sceneggiatura di Spike Jonze e Dave Eggers, tratto dal libro di Maurice Sendak, trad. di Stefania Bardinella), Mondadori, p. [7]

La “Storia con le immagini del film”, di Barb Bersche e Michelle Quint, tradotto da Stefania Bardinella, è invece il riassunto del film, e le immagini, di qualità diseguale, restano poco più che uno sfondo, o un riferimento alle scene che la scrittura evoca. Il racconto però è molto ben scritto, pieno di sospensioni e di passaggi icastici, ed è efficace nel ripercorrere il film, è un libro da farsi leggere la sera, dopo aver visto il film. “[…] Infine, stremati e felici per quella baraonda, caddero tutti addormentati in un unico mucchio. […], p. [22].

Nel paese delle creature selvagge. La storia con le immagini del film,(cura di Barb Bersche e Michelle Quint, basato sulla sceneggiatura di Spike Jonze e Dave Eggers, tratto dal libro di Maurice Sendak, trad. di Stefania Bardinella), Mondadori, p. [20]

(Ancòra?)

Se ancora non siete stufi di tutte queste storie, di Sendak, di Eggers, di Jonze, di Max e dei mostri, e se ancora non siete stufi di seguirmi, ecco una cascata di link.

Il sito ufficiale del film, qui, con foto, video, notizie, musiche! Consigliato.

Il sito di Eggers, rivista, centro creativo, scuola di scrittura, qui. Piace.

Il bellissimo sito/blog collettivo di chi ha lavorato a vario titolo intorno al film, variazioni sulle illustrazioni di Sendak, citazioni, disegni, progetti, video, di tutto un po’, qui. Wow!

Sul sito di McSweeney’s, qui, potete trovare una bellissima edizione del libro di Eggers con copertina pelosa. Non è forse il primo libro con la pelliccia (io ho un’edizione di Little Fur Family, di Margaret Wise Brown, illustrato da Garth Williams, senza data (comprato nel 1982, che riproduce un’edizione del 1946, pelosissima), ma forse è il primo con la pelliccia e con gli occhi! Oooooh!

Volete comprare un costume da Max per piccoli bambini? Qui, per esempio. Ma non sembra quello del film!

Un cartone animato, forse, di Sendak:

Un’intervista video a Max Records, qui. Professional.

Ecco, è tutto, per ora.

Nel paese delle creature selvagge. La storia con le immagini del film,(cura di Barb Bersche e Michelle Quint, basato sulla sceneggiatura di Spike Jonze e Dave Eggers, tratto dal libro di Maurice Sendak, trad. di Stefania Bardinella), Mondadori, p. [46-7]

Dave Eggers : Le creature selvagge / Mondadori 2009. Recensione (3 di 4)

Posted in cinema, Federico Novaro, film, letteratura americana, letteratura ebraica, recensioni, straight by federico novaro on 10 dicembre 2009

Dave Eggers, Le creature selvagge
(terza parte di un post scritto a partire dal libro che Eggers ha tratto dal film Nel paese delle creature selvagge, sceneggiato dal regista e dallo stesso Eggers)

Nel paese delle creature selvagge. Il libro puzzle (Spike Jonze, Dave Eggers, Maurice Sendak, Elisa Fratton -traduzione); Mondadori 2009; p. [4] (part.)

(si diceva delle debolezze del testo di Eggers, potete leggerne qui, nel post precedente. I dati dei libri li trovate qui. Materiali su Sendak e Jonze qui. La recensione di Eleonora Guerini al film, qui).

Uno strumento che Eggers usa è la suspanse. Eggers porta il racconto sempre ad interrompersi a fine capitolo, creando un’aspettativa per il seguente, orchestrando le rivelazioni con sapiente cura della tensione, schiacciando sul pedale della meraviglia, dello sconosciuto, della sospensione; questa tensione, che attraversa tutto il libro, è forse il tradimento formale maggiore che fa Eggers nei confronti del testo di Sendak.

Dave Eggers / Maurice Sendak

Uno dei tratti straordinari de Nel paese dei mostri selvaggi, è proprio la profonda calma narrativa. Nessuna astuzia è usata, sin il senso di movimento è come fermato, anche nelle scene della baraonda. Tutto nasce di pagina in pagina come non potesse che essere così, in un racconto muto perché intimo, tutto accade ora, la tessitura iconologica che Sendak richiama al suo servizio, fondendo nel tratto un collage di stratificazioni visive di tutta la pittura europea, crea un passo lentissimo, un contesto solenne, mai esibito, né sottolineato, ma al servizio delle immense plaghe di silenzio che talvolta abitano i bambini. Il movimento di Sendak è di sottrazione di sè, nel suo capolavoro Sendak è in ogni tratto, e in ogni lettera, ma, pieno di riserbo e di rispetto, si cela, cede il passo.

Certo, alla luce del suo coming out dopo cinquant’anni di silenzio pubblico, questo stesso sottrarsi può leggersi in tutt’altra chiave, in accordo con la gioia dei bear statunitensi che hanno festeggiato, infine legittimati a riconoscersi in quei grandi, teneri, orsi con le corna (cui il Sendak di ora assomiglia in modo stupefacente), ma certo in quel sottrarsi c’è la forza di un autore che ha saputo regalare lo spazio lasciato libero con grande generosità.

Eggers, etero statunitense dall’infanzia seventies, non tenta questa strada, nutrito e propugnatore di una letteratura molto lontana dalla cultura di Sendak, nato nel 1928 a Brooklyn, gay, figlio di genitori ebrei, immigrati dalla Polonia.

Nel paese delle creature selvagge. Il libro puzzle (Spike Jonze, Dave Eggers, Maurice Sendak, Elisa Fratton -traduzione); Mondadori 2009; p. [15] (part.)

Il secondo tratto che segna il tradimento di Eggers, è la, a volte un po’ stucchevole, intenzione pedagogica. Eggers purtroppo talvolta spiega. E questo lascia apparire il pubblico cui Eggers sembra rivolgersi, ma senza che la scelta sia recisa, lasciando parere a volte di rivolgersi ai suoi coetanei, altre ai sé bambino, altre ai suoi figli. Questo intralcia la narrazione, lasciando un elemento di ambiguità strutturale che appesantisce la lettura.

“[…] Max continuò a ululare e si sentiva se stesso –un po’ vento e un po’ lupo- più di quanto gli fosse mai successo prima. […]”, (p. 107).

Le invenzioni di Eggers

Ma ci sono passaggi di Eggers belli, completamente inventati: “[…] Quando il mucchio [di creature, n.d.r.] si fu calmato e tutti cominciarono a dormire e a russare, Max strisciò fuori dalla catasta in cerca d’aria fresca. Si accomodò ai bordi dell’ammasso di pelo, posando la testa sulla gamba di qualcuno. Il cielo cominciava a cambiare colore, e il mondo pulsava nella diafana luce rosata dell’alba. C’erano macerie e detriti dappertutto, come dopo un terremoto, e Max si sentiva davvero a casa. […]”, (p. 116).

E poi la stanza segreta, il chiacchiericcio, le distruzioni, la battaglia, e tutta la vita sull’isola, così come la scena clou della fuga da Carol nel ventre di Katherine: qui Eggers, forse libero dalla riverenza e dall’ammirazione, costruisce pagine molto ricche, appassionanti, selvagge.

Il libro poi velocissimo si chiude, ritornando alla figura della mamma (in Sendak era la minestra “ancora calda”), alla pacificazione.

Nel paese delle creature selvagge. La storia con le immagini del film,(cura di Barb Bersche e Michelle Quint, basato sulla sceneggiatura di Spike Jonze e Dave Eggers, tratto dal libro di Maurice Sendak, trad. di Stefania Bardinella), Mondadori, p. [48-9]

Forse è un libro non riuscito, ma comunque un’operazione molto interessante di riuso di materiali di un altro libro, e interessante per i fans di Eggers, che qui, insinuate fra le righe, troveranno molte indicazioni sul suo modo di essere scrittore, del bambino che è stato, dell’infanzia che vorrebbe per i suoi figli.

Continua…

Dave Eggers : Le creature selvagge / Mondadori 2009. Recensione (2 di 4)

Posted in cinema, Federico Novaro, film, letteratura americana, letteratura ebraica, recensioni, straight by federico novaro on 6 dicembre 2009

Seconda parte di un lungo post su
Le creature selvagge, di Dave Eggers.

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, p. 5 (part.)

(Nel post precedente, qui, si diceva che da quando il libro di Sendak, Where the Wild Things Are, uscì negli Stati Uniti, è stato sottoposto ad innumerevoli prove, che l’hanno visto rielaborato in molti modi diversi, e, qui, ne potete vedere degli esempi)

Le creature selvagge

Al di là della scelta italiana che fece tradurre nel 1963 il titolo del libro di Sendak con Nel paese dei mostri selvaggi e ora il film con Nel paese delle creature selvagge, la persistenza del titolo originale lungo le varie versioni è stata costante, cosi il titolo ora può indicare anche un’opera, un balletto, dei cartoni animati e così via.
Eggers ritrae il titolo a The Wild Things, reso con Le creature selvagge, restringendo, mentre dilata il testo, il fuoco sui personaggi, ma soprattutto sul sentimento, e non più su un luogo, che era pura evocazione (tutto già sta in quell’evocazione di hic sunt leones).

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, p. 88 (part.), 4

Eggers scrittore realista

La scelta più evidente, e molto efficace, di Eggers, è quella di avere scelto di scrivere un libro realista.
Da un’opera fatta di grandi illustrazioni che sono soprattutto fantastiche, Eggers precipita la sua in un realismo minuzioso, controllato. Mentre accompagna Max, i mostri, sé, e i suoi lettori, nel mondo delle creature selvagge, tiene salda la barra della scrittura, forse qui più che altrove nei suoi lavori, senza concedersi sviature, facili suggestioni formali.
Solo spuntano, un po’ incongrui, alle p. 88 e 89, sette ritratti a matita dei mostri, con sotto i nomi, sui margini dei fogli, un po’ inutili forse.

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, p. 88 (part.), 3Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, p. 89 (part.), 1Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, p. 89 (part.), 2

Alla pagina dopo il frontespizio un’epigrafe dichiara il percorso: “LE CREATURE SELVAGGE / romanzo di Dave Eggers / adattamento del libro illustrato / ‘Nel paese dei mostri selvaggi’ / di / MAURICE SENDAK / basato sulla sceneggiatura del film / ‘Nel paese delle creature selvagge’ / scritta in collaborazione da D. E. e / SPIKE JONZE”.

Il Max di Dave Eggers

Un bambino ipercinetico, Max, apre il testo, inseguendo il suo cane, come nella seconda tavola del libro di Sendak; subito entra in scena Claire, sorella quattordicenne, compagna di giochi sino a poco prima e ora allontanata dalla crudeltà adolescente e ricollocata vicino ai suoi amici, grandi, che non si occupano di Max, che non gli badano.
Claire, come l’accennato padre assente, i suoi amici, gli abitanti del villaggio, il villaggio, il parco, è una selva di invenzioni di Eggers che iniziano da subito a popolare il libro.
Lo sguardo del narratore è sempre vicinissimo a Max, e se vede più di quel che Max vede è perché lo sta guardando da un luogo dove Max non è ancora: la maturità, assunta, qualche volta controvoglia, dal narratore, come luogo della ragionevolezza, del racconto ordinato.
La misura del realismo è usata anche per rendere via via più semplice l’identificazione fra chi legge (Eggers, come Sendak, parla di maschi ai maschi, di sé ai propri simili) e Max, facendo scivolare, in maniera prima leggera poi trionfante, la realtà di riferimento fra lo sguardo degli adulti e lo sguardo del bambino.

“[…] Si potrebbe supporre che un ragazzino rimasto tanto a lungo all’aperto tra la neve abbia freddo, ma Max non ne aveva. Era al calduccio, invece, un po’ perché era coperto da molti strati e un po’ perché un bambino che è per metà lupo e per metà vento non può avere freddo. […]”, p. 20.

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, cop. (part.), 1

L’arrivo all’isola, settima tavola della versione di Sendak, in Eggers arriva al 15° capitolo, dopo un’ottantina di pagine.

Descrivendo Max e la sua vita da ragazzino, fra frustrazioni e rabbie, avendo in mente tanti altri bambini letterari, da Calvin di Calvin & Hobbes, a Little Nemo, dove il diaframma fra realtà vicine è costantemente solcato, Eggers forse tradisce un doppio movimento, la commozione per sé bambino, e la nostalgia per un’infanzia che non può più essere così com’è stata, cristallizzata negli anni ’70, nei sobborghi urbani. La neve, e i giochi con la neve, e la sua natura mutevole e insieme tangibile, l’uso degli spazi collettivi, la libertà data dalla bicicletta, dai tempi lunghi e fertili della noia, in cui Eggers, e Jonze (nati nel 1970, e nel 1969), collocano Max, sono insieme interessanti, perché contribuiscono a tracciare un autoritratto affettivo di una generazione, e insieme molto fragili, di fronte alla forza universale del Max di Sendak.

Maschi, etero

Eggers, coerentemente con i suoi precedenti testi, apparecchia intorno alle frustrazioni di Max, un discorso sulla virilità e sul maschile. Il padre assente, l’allenatore burbero, il compagno bullo, il nuovo compagno della mamma, il capo della mamma, la mamma, la sorella, le donne future, (e poi le loro traduzioni nei mostri) sono tutte figure che Eggers disegna per chiarire che qui non si tratta soltanto di diventare grandi, ma soprattutto di diventare maschi, anzi, di poterlo essere. In certi passaggi (vedi cap. 9), è forte la sensazione che Eggers stia regolando dei suoi conti, parlando a sé e ai suoi, senza riuscire a farcene davvero partecipi.

Max, noi, io

E’ molto interessante leggere le prime ottanta pagine, quelle che Eggers usa per descrivere la formazione di Max, i suoi rapporti con i familiari, la scuola, i coetanei, tenendo in mente che sta esercitandosi su un testo scritto da un maschio gay, improvvisamente la parzialità della sua lettura è stridente.
Il genio di Sendak ha saputo consegnarci un testo tanto breve quanto denso e capace di toccare l’animo di una moltitudine di persone, le più diverse. Eggers ci consegna invece il suo viaggio nel testo di Sendak, aggiunge un tassello alla propria autobiografia di scrittore, e ce l’affida, vestito del suo costume da lupo, occhieggiante dietro gli enormi costumi da creatura selvaggia.
E’ un peccato che l’operazione non sia più scoperta, che Eggers tenti invece di fondere terza persona singolare, prima plurale, prima singolare, senza ben evidenziarne l’ordito.

Nel paese delle creature selvagge. Il libro puzzle (Spike Jonze, Dave Eggers, Maurice Sendak, Elisa Fratton -traduzione); Mondadori 2009; p. [3] (part.)

Continua…
(la prima parte di questo post è qui)

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, q. di cop. (part.), 1

Dave Eggers : Le creature selvagge / Mondadori 2009. Recensione (1 di 4)

Posted in cinema, Federico Novaro, film, letteratura americana, letteratura ebraica, recensioni, straight by federico novaro on 3 dicembre 2009

Le creature selvagge / Dave Eggers
Traduzione di Gianni Pannofino
Mondadori – Strade blu, Milano 2009
236 p. ; 17 €

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, frontespizio

Nel paese dei mostri selvaggi / Maurice Sendak
Traduzione di Antonio Porta
Babalibri, Milano 1999 (7a ristampa 2009)
[44] p.: ill. col.; 12,50 €

Nel paese dei mostri selvaggi, di Maurice Sendak, Babalibri 1999, 7a rist. 2009, frontespizio (part.)

Nel paese delle creature selvagge. La storia con le immagini del film
Adattamento di Barb Bersche e Michelle Quint
Traduzione di Stefania Bardinella
[58] p.: ill. col. ; 12 €

Nel paese delle creature selvagge. La storia con le immagini del film, Mondadori 2009. Frontespizio, (part.) 2

Nel paese delle creature selvagge. Il libro puzzle
Traduzione di Elisa Fratton
[16] p.: ill. col., comprendono 6 puzzle amovibili, inseriti nello spessore delle p. ; 14 €

Nel paese delle creature selvagge. Il libro puzzle (Spike Jonze, Dave Eggers, Maurice Sendak, Elisa Fratton -traduzione); Mondadori 2009; cop., part. 3

Dave Eggers: Le creature selvagge

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, cop. (part.), 2

Dave Eggers (tradotto da Giovanni Strazzeri per Mondadori: L’opera struggente di un formidabile genio, 2000; Conoscerete la nostra velocità, 2004; La fame che abbiamo, 2006; Erano solo ragazzi in cammino, 2007, eccetto Se non è vietato è obbligatorio, tradotto da Francesco Pacifico per Minimum Fax, 2008) ha scritto con Spike Jonze la sceneggiatura di Where the Wild Things Are, tratta dal testo omonimo di Maurice Sendak (Harper & Row, 1963).

(Su questo blog vedi qui, la recensione del film, e qui, link, video, interviste, su Jonze e su Sendak).

(Per avere un’idea di chi sia Eggers, qui, un articolo chiaro e divertente, in forma di appunti, su Wittgenstein.it).

In seguito, su sollecitazione dello stesso Sendak, Eggers ha tratto dalla sceneggiatura un testo autonomo, che si risolve per essere una sorta di viaggio di Eggers all’interno del libro di Sendak, nato dalla pagina, come il mondo dei mostri selvaggi nasce dalla stanza di Max.

Eggers ne ha parlato in una intervista a Bernie Goedhart, nel dicembre del 2007, per The Gazette. L’integrale la trovate qui, questo il passaggio dove parla del progetto:

Gazette: We’re almost at the end of the hour, but can I throw a couple of other questions at you? I know we’re here to talk about this book, but I also read online that Harper had talked up some novel based on (Maurice Sendak’s picture book) Where the Wild Things Are. At the Frankfurt book fair? Are you working on it? Have you done it? What’s the score? This is my favourite, favourite kids’ book.
Eggers: I know. It’s great. I loved it, too, when I was a kid. … Maurice is a genius, and I think all of his books are astonishing.
Gazette: … And you’re doing a novel based on it?
Eggers: Well, it was a movie first. (Spike Jonze and I did the screenplay), so that comes out in the fall. And when we were in the middle of that, Maurice called me and somebody had brought up the idea of there being a novel, too, and he asked me if I would do it.
… We all really get along – Spike and Maurice and I always had the same goals for the movie, and the novelization, too, which was to sort of reinstitute the dangerous elements of that book. Because when it came out (in 1963), it was pretty controversial and some librarians didn’t like it, and child psychologists thought it was, you know, unhelpful. (laughs) And it was really morally ambiguous in a way. It showed a kid sort of disobeying his mother and acting crazy – which all kids do, but you still don’t see much of in children’s literature. It’s too often, I think, washed clean.
Spike and Maurice and I just decided we needed to make the book wild and dangerous again and really unexpected. So the movie is really unlike anything anyone will expect, I think. And the book is different from both of them, actually. It has Max and Max going to an island, but in the book I’m able to (develop) the storyline also – as a book can always do. You have a lot more room to play with. The (picture) book is 150 words, the movie is 90 minutes, the novel gets to be a whole different level.
Gazette: How far into it are you?
Eggers: I’m almost done.
Gazette: Is there any illustration?
Eggers: Maurice didn’t want to have illustrations.
Gazette: Is it for adults, or for YA (young adult)?
Eggers: I’m hoping it’s for all ages. I don’t know what the model is for it, but I would hope that anybody can read it. But it’s a challenge to write that way.

L’operazione è temeraria, il testo di Sendak essendo brevissimo, e diffuso in cinquant’anni in quasi venti milioni di copie. Ma il primo dato che se ne può trarre è che il capolavoro di Sendak sembra avere la rara capacità di essere attraversato dai mezzi più diversi, passare dalla danza al romanzo al cinema alla computer animation e sin alle recite scolastiche, uscendone arricchito e nello stesso tempo incolume, come e forse più che le fiabe classiche, come Pinocchio forse, o come certe favole di Esopo, alla base di infiniti racconti.

Continua…

Dave Eggers, Le creature selvagge, Mondadori 2009, q. di cop. (part.) 2

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