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James Purdy: La figlia perduta / Baldini Castoldi Dalai editore (da L’Indice dei Libri)

Posted in Federico Novaro, recensioni by federico novaro on 24 dicembre 2008

James Purdy, La figlia perduta
Traduzione dall’inglese di Isabella Zani
Milano: Baldini Castoldi Dalai editore
184 p. ; 17€

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Titolo originale: Gertrude of Stony Island Avenue

Le mode

Strano destino si trova ad avere in Italia James Purdy.
Einaudi, fra il 1960 (63: Palazzo del sogno) e il 1974 (Sono Elijah Thrush, entrambi ne “I coralli”), lo pubblica, quasi sempre nelle traduzioni di Floriana Bossi, con continuità e ne fa un proprio autore di punta.

(“Purdy è il narratore che meglio di ogni altro ha saputo rappresentare i tormentosi segreti della società americana alla ricerca di una difficile identità”: così la quarta di copertina della prima edizione di Sono Elijah Trush;
“(…) Purdy si impone soprattutto, per noi, in virtù del suo linguaggio, sicuramente il più raffinato e creativo da decenni a questa parte in lingua inglese (…)”: Claudio Gorlier in una lunga nota pubblicata sui risvolti del “Supercorallo” di Rose e cenere, del 1970).

Ci furono inoltre edizioni in licenza per Il Club degli Editori o nei “Poket” di Longanesi.
Poi più niente, salvo rare ristampe (Un ignobile individuo, nel 1994, in una nuova serie di “coralli”, nella medesima traduzione ma con il titolo, più fedele all’originale, di Cabot Wright ci riprova e con una preziosa e profetica nuova introduzione dell’autore; e Rose e cenere, negli “ET”, nel 1996, con la nota di Gorlier come introduzione).

Così malgrado Purdy continui a scrivere -ben venti titoli dal ’74 a oggi, Einaudi sembra dimenticarsene, o certo non lo ritiene più necessario. einaudi-1

Ci riprovano Gremese e SE

Bisognerà aspettare il 1989 per leggere, nella collana “Gli spilli”, diretta da Enzo Siciliano per Gremese, Nel palmo della mano (del 1986, mai più ristampato, la responsabilità della traduzione non è indicata);
nel 1990 esce poi da SE Come in una tomba (del 1976),
e nel ’91 , sempre da SE, La fiamma dei tuoi occhi (1988, una raccolta di racconti scritti fra il 1967 e il 1987), entrambi ora reperibili solo nelle librerie di remainder.

Il tentativo di Minimum Fax

Di nuovo bisognerà aspettare più di un decennio perché sia Minimum Fax a provare a rilanciare Purdy, riprendendo due titoli, Malcolm (el 2004) e Il nipote (l’anno dopo), nelle storiche traduzioni di Bossi, che Einaudi non ristampava da trent’anni.
Sembravano le intenzioni di Minimum Fax essere di intraprendere la riscoperta di Purdy, ma ai due titoli, tutt’ora disponibili in catalogo, non ne è finora seguito nessuno.
Resta sul sito di Minimum fax la bella intervista che Livia Manera per il Corriere della Sera fece a Purdy nel 2004, in occasione della ripubblicazione de Il nipote, ed un’interessante rassegna stampa.

Un’inattesa ricomparsa

Quest’estate però, inatteso, Purdy si è riaffacciato in libreria tramite Baldini Castoldi Dalai editore.

“James Purdy è nato nel 1923 a Fremont, Chicago. Autore molto prolifico, ha pubblicato numerosi romanzi, alcune raccolte di poesia e tre testi teatrali. Le sue opere sono state tradotte in più di trenta Paesi. Gore Vidal lo ha definito ‘un autentico genio'”.
Questo è tutto quanto l’editore ci dice sull’autore, nel risvolto de La figlia perduta, (traduzione di Gertrude of Stony Island Avenue, del 1997, una variazione biografica attorno alla figura di Gertrude Abercrombie, artista, amica e sodale di Purdy, morta nel 1977, “regina di Chicago” già all’origine dei personaggi di Eloisa Brace in Malcolm, e Maureen O’Dell in Eustace), e cammuffando il libro da feulliton di facile consumo, a cominciare dal titolo, proseguendo per la citazione in quarta, il riassunto della trama, l’immagine di copertina, e aiutato forse da una traduzione spesso legnosa.

Un’occasione persa

Le fiammeggianti vicende di Gertrude, investigate dalla madre nel tentativo di conoscere dopo la morte una figlia che le fu estranea;
i personaggi di una Chicago leggendaria e rimpianta;
l’eco di libri forse pensati e non scritti;
l’uso anche ironico del mito greco precipitato nei salotti di una borghesia sull’orlo dell’abisso;
l’omaggio all’amica di una vita;
l’eco dei luoghi dell’adolescenza;
un linguaggio in bilico fra parodia e affetto;
tutto questo, sradicato dal suo contesto, sembra scadere in un vieto passatismo, risulta indecifrabile; i legami coi testi e con la biografia dell’autore impossibili da cogliere.

Per la diffusione di Purdy in Italia un’altra occasione persa.

Riassunto bibliografico:
queer, letteratura americana, prime edizioni italiane
La figlia perduta / James Purdy
1. ed. – Milano : Baldini Castoldi Dalai editore. – 184 p. ; 22 x 15,5 cm. – (Romanzi e racconti – 446)
Zani, Isabella (traduzione di) ; Scanavino, Mara (art director)
©2008 Baldini Castoldi Dalai editore S.p.A., Milano
©1997 James Purdy
Titolo originale: Gertrude of Stony Island Avenue

(una versione più breve di questo articolo è apparsa su l’Indice dei Libri n. 10, ottobre 2008, anno XXV)

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2 Risposte

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  1. […] di Purdy nelle traduzioni italiane, con molte fotografie dalle copertine: qui, qui, qui, qui e qui; qui la recensione a La figlia […]

  2. […] ho parlato qui. James Purdy, 63: Palazzo del Sogno, Einaudi 1960, cop., […]


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