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Edmund White: Hotel de Dream / Playground (da L’Indice dei libri)

Posted in Federico Novaro, letteratura americana, recensioni by federico novaro on 29 dicembre 2008

Edmund White
Hotel de Dream
Traduzione dall’inglese di Giorgio Testa
Playground, Roma 2008
233 pp, 15€

Lives

Nel 2005 usciva My Lives (ne ho parlato qui), apparente chiosa e summa della pratica autobiografica di Edmund White.
Hotel de Dream, segna ora uno scarto importante rispetto ai suoi libri precedenti, anche riguardo Ladro di stile, la biografia di Genet uscita nel 1993 (in Italia nel 1998, da Il Saggiatore).

Hotel de Dream è un testo di invenzione. Ma non lo sono i personaggi, né molti dei fatti narrati.

Stephen Crane / Edmund White

Crane

Al declinare del diciannovesimo secolo Stephen Crane, ventottenne, è nel Sassex, stremato dalla tubercolosi che nel giugno del 1900 lo porterà alla morte in Baviera, raggiunta nella speranza di una cura. Quattro anni prima pubblica The Red Badge of Courage (prima trad. in Italia: Il segno rosso del coraggio, Rizzoli, 1951, trad. di Bruno Basso), ora considerato testo cardine della letteratura americana, allora accolto in patria in modo controverso.
Quattordicesimo figlio di un pastore metodista fa vita di bohémien a New York, descrive ciò che il perbenismo e la morale vigente vorrebbero tacesse, nel 1893 pubblicava Maggie: A girl of the street (prima trad. in Italia in Maggie, Parenti, 1956, trad. di Maria Jatosti e Luciano Branciardi), storia di una prostituta; giornalista di guerra, vive dal 1897 con Cora Taylor, già proprietaria a Jacksonville di un bordello, l’Hotel de Dream, che gli sta accanto sino alla morte; trasferitisi insieme in Inghilterra, dove lo scandalo della loro unione sembra toccarli meno, Crane è amico di Joseph Conrad, di H. G. Wells, di Henry James.

White

In Hotel de Dream White lo muta in personaggio, io narrante, e origine del suo testo.
White nella postfazione dice di aver trovato in una nota di James Gibbon Huneker, critico musicale che conobbe Crane, un accenno ad un testo iniziato, interrotto e distrutto, “(…) Forse la miglior prosa che Crane abbia scritto (…)”, intitolato Fiori d’asfalto, narrava la storia di un giovane prostituto.
White aggiunge che del testo non è rimasta traccia, e che lo stesso Huneker, ad un’analisi attenta, si rivela testimone inattendibile.
Da qui nasce Hotel de Dream: “Questo romanzo è una mia fantasia basata su tematiche reali offerte dalla storia (…) ho cercato di immaginare come sarebbe potuto essere Fiori d’asfalto, per quanto non ne sia rimasta una sola parola. (…)”. Ma White non stila soltanto un testo apocrifo, ne mette in scena il momento della stesura, l’esperienza che ne potrebbe essere stata origine, e li intreccia.

Il Crane di White

In Hotel de Dream, Crane, nell’approssimarsi della morte, torna al ricordo dell’incontro con un giovane prostituto, malato, bellissimo, che gli regala uno sguardo s’un mondo a lui sconosciuto, abitato da travestiti, creature dalla sessualità incerta e misteriosa, uomini rispettati che furtivamente consumano rapporti sessuali con giovanissimi strilloni, un mondo parallelo e pulsante nel quale Crane s’immerge come cronista affascinato e stupefatto. Il tentativo di farne un racconto fu -racconta White, dissuaso dai commenti di un amico, preoccupato per lo scandalo che ne sarebbe sortito –ancora non s’è spenta l’eco del processo a Wilde.
Il rimpianto, e l’urgenza data dalla malattia, lo portano a dettare alla compagna Cora una nuova versione, dove l’esperienza viene fratta e ricomposta in un racconto ch’è quasi d’avventura, e dove l’amore fra un adulto e un adolescente –il modello è Adriano e Antinoo, trova una nuova variazione, calato in un contesto urbano e selvaggio, ancora lontano dalla coscienza tassonomica e definitoria che la cultura omosessuale costruirà nel secolo successivo.

Ecco, passa Hanry James

La dettatura, sommessa, discontinua, febbrile, inizia nel Sassex, fra ineffabili visite di Hanry James e amorevoli cure della compagna, e prosegue, via via più estenuata, durante il viaggio verso la Baviera, dove Cora spera una cura potrà salvarlo e dove invece Crane termina la sue esistenza. Il racconto non è finito, ma Crane lo affida a Cora confidando nell’arte di Henry James, che saprà terminarlo. La conclusione di Hotel de Dream, è un colpo di genio assoluto di White, una lettera di James a Cora che gli ha spedito il testo, che lascia ammirati e sospesi.

Storia e memoria dell’omosessualità

Oltre ad essere un libro molto godibile, romantico, appassionante e divertente, (che varrebbe la lettura anche solo per la presenza di Hanry James, che sembra svicolato fuori da The Master, di Colm Toibin, ma qui al servizio di una scrittura più divertita e crudele), Hotel de Dream appare come una nuova risposta all’esigenza, esiziale in White, di costruire una memoria, una storia, un retroterra all’esperienza e alla comunità omosessuale.

Edmund White / Stephen Crane

Apparentemente lontano come soggetto dal libro, in realtà White costruisce una fittissima tessitura di rimandi, rispecchiamenti ed allusioni alla propria autobiografia, ch’è sempre stata, nel suo lavoro, autobiografia collettiva.

What is a Gay novel?

(Oltre alla rassegna stampa disponibile sul sito di Playground, consiglio la lettura su Wikinews di un’intervista di David Shankbone a White davvero utile e divertente, del 8 Novembre 2007.“(…) DS: What is a gay novel? EW: One that is marketed as gay. Usually a picture of a cute boy on the cover(…)”)

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Riassunto bibliografico:
queer / letteratura americana / prime edizioni italiane
Hotel de Dream / Edmund White
1. ed. – Roma : Playground. – 240 p. ; 20 x 15 cm. – (Playground [collana principale – 24])
Testa, Giorgio (trad. di) ; Borghi, Federico (graphic design)
©2008 Playground, Roma.
©20087 Edmund White. Titolo originale: Hotel de Dream


apparso su L’Indice dei Libri, anno XXV, n. 11, dicembre 2008
lindice

Qui ho provato a comporre una bibliografia dei testi di White tradotti in italiano.

white-hotel-de-dream-1

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7 Risposte

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  1. […] Camilla Valletti), qui (un link al Guardian ad un pezzo di Tóibín sulla stanza in cui scrive), e qui (dove viene citato a proposito di My Lives di Edmund White e The Master, dello stesso […]

  2. […] White (testi tradotti in italiano) è qui. La mia recensione a Hotel de Dream (Playground 2008) è qui. La mia recensione a My Lives (Playground 2007) è qui. Il sito di Playground è qui. Il sito di […]

  3. […] Hotel de dream, Playground 2008, qui. […]

  4. […] qui, la recensione a Hotel de Dream (Playground 2008) […]

  5. […] traduzione è di Giorgio Testa, già traduttore di My Lives (ne ho parlato qui) e Hotel de Dream (qui), Caos (qui) ma anche, sempre per Playground, de Una visita degli spiriti, di Rendall […]

  6. […] e My Lives (2007). Dei precedenti ho parlato qui, (per Hotel de Dream, da L’Indice dei Libri), qui (per My Lives, sempre da L’Indice), e qui (la bibliografia italiana). Sul sito di Playground, […]


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