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Bernard Cooper: Il conto di mio padre / Playground. Recensione. (da L’Indice dei Libri)

Posted in Federico Novaro, recensioni by federico novaro on 15 febbraio 2009

Bernard Cooper
Il conto di mio padre
Traduzione dall’inglese di: Luca Caddia
Roma: Playground
245 p.; 15 €.

l’avevo segnalato qui

cooper / il conto di mio padre

Anche i gay hanno un padre

Bloccati narrativamente nello schema ‘madre dominante/padre assente’ la narrativa e la memorialistica gay -e i film soprattutto, questi con una forza iconica dirompente, si sono applicate nel racconto delle madri, creando complesse e formalizzate figure che hanno attraversato tutto il ‘900, trascurando la figura paterna nella conferma tautologica di quell’assenza. E’ stato soprattutto un gigantesco gioco identitario, dalla cui violenza a poco a poco si riuscirà ad uscire. Il conto di mio padre, memoria autobiografica di uno scrittore gay che mette al centro della narrazione il padre, in quest’ottica appare interessante. cooper / il conto di mio padre

Il conto

“(…) Quando avevo ventotto anni, mio padre mi spedì un conto per i suoi servizi paterni. Scritto sulla carta da lettere pelure del suo studio legale, il conto elencava le spese che aveva dovuto sostenere dalla mia nascita. Visto che non aveva conservato la documentazione per poter calcolare la cifra esatta, l’importo era stato approssimato per eccesso e schematizzato con le voci cibo, vestiario, istruzione e varie. Sotto il totale, nel linguaggio freddo e formale tipico della sua professione, chiedeva la restituzione dei soldi. (…)”. Questo il conto cui si riferisce il titolo, ponendolo al centro della narrazione, come esempio sintomatico della personalità del padre del narratore.

cooper / il conto di mio padre

Biografia/autobiografia

Berrnard Cooper, il più giovane di quattro figli, è nato nel 1951 in California, famiglia ebrea, i nonni emigrarono dall’Europa in America, il padre è avvocato. Dopo un corso di studi e un inizio di professione nel campo delle arti visive si dedica alla scrittura, esordiendo con Maps to Anywhere nel 1990, raccolta di pezzi diversi, a cavallo fra memorie, saggi, e anche favole.
Il conto di mio padre è il suo quinto libro, un memoire, come da titolo originale.
Il testo è dichiarativamente autobiografico, con rimandi verificabili alla vita di Cooper, anche in modo insistito. Torna più volte il fatto che l’idea del libro fu suggerita all’autore da un’agente letterario all’inizio della sua carriera, quand’aveva pubblicato solo su riviste; sono riportati episodi della sua vita di scrittore, i successi, e le ansie del mestiere. cooper / il conto di mio padre

Il testo

Il conto di mio padre è il tentativo di capire in pubblico la figura del proprio padre; Cooper parla in prima persona, si rivolge a un voi ch’è prossimo al pubblico di un cabaret, in un’alternanza di tasti melanconici e divertenti, lunghe diversioni, play-back, salti temporali.
Tre fratelli e la madre sono morti, in una lunga e slegata successione di lutti, che lasciano superstiti Cooper padre e Cooper figlio, ultimo a portare il cognome che i nonni assunsero sbarcati in America da immigrati al posto di quello originario, che solo più il padre conosce, e che non rivelerà al figlio. Il racconto è così anche la costruzione di una transizione fra due famiglie, quella originaria, in dissoluzione, e quella formata dal narratore e dal suo compagno, Brian, psicoterapeuta della cui presenza e voce Cooper ci dà rare testimonianze, ad accenarne una funzione stabilizzatrice e rasserenante in opposizione alla personalità del padre, eccentrica e sfuggente, vicino alla follia e infine perduta nella demenza senile e nella morte. cooper / il conto di mio padre

Avvocato divorzista a Los Angeles, famoso negli anni ’60 e ’70, il padre è per il figlio un enigma irrisolto, al quale tutta la vita sarà legato da un rapporto ossessivo, continuamente interrogante, che mina alla radice la percezione di sé. E tale resta anche consegnato a chi legge. Qui sta l’abilità, anche irritante, del testo. L’affastellarsi discontinuo degli episodi, coerenti nella loro intenzione d’essere rivelatori più che nell’equilibrio fra le parti, rende bene l’impotenza decifratoria del figlio ch’è consegnata intatta al pubblico, nell’aderenza perfetta allo sguardo del narratore, ch’è parziale, cieco a molta della sua stessa materia.

cooper / il conto di mio padre

riassunto bibliografico:

queer / letteratura americana / prime edizioni

Il conto di mio padre / Bernard Cooper

1. ed. – Roma : Playground. – 245 p. ; 20 x 15 cm. – (Playground [collana principale -25])

Borghi, Federico (graphic designer)

©2008 Playground

©2006 Bernard Cooper

cooper / il conto di mio padre


cooper / il conto di mio padrecooper / il conto di mio padre

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