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Editoria : notiziole / 1. La spermitura di un’immagine. la Repubblica; Einaudi; Scarpa; Baricco.

Posted in editoria, notiziole by federico novaro on 4 marzo 2009

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Avevo segnalato (qui) che la medesima immagine di un sipario rosso aperto su una scena vuota era stata usata sia da Einaudi come copertina per “Il fantasma esce di scena” di Philip Roth (Einaudi, 2008), che da Repubblica per la campagna pubblicitaria della collezione di dvd “Passione lirica”. Ora la Repubblica (del 24.02.2009) la usa di nuovo, per illustrare (in prima pagina, come copertina della sezione R2, e sul sito), un buffo articolo di Baricco (“nella ceramica di tante vite individuali” è meraviglioso), ripetuta poi nei giorni seguenti per gli articoli di risposta al primo.
Una cosa forse trascurabile, ma che mi diverte segnalare.

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Tiziano Scarpa (Occhi sulla graticola, Einaudi 1996; Stabat Mater, Einaudi 2008) cui era capitata la medesima cosa col suo ultimo libro, aveva postato un commento interessante, che ripropongo qui, ringraziandolo:

“Tiziano Scarpa said, on Gennaio 27th, 2009 at 11:43 am

Buongiorno. Mi limito a commentare il paragrafo sulle copertine del libro di Roth e del mio. Anch’io sono rimasto colpitro dalla coincidenza, che ho segnalato in casa editrice. L’ufficio iconografico Einaudi ha fatto rilevare la cosa all’Agenzia Getty Images. Questo tipo di agenzie che gestiscono banche dati di immagini hanno uffici e compartimenti separati. Chi cede i diritti di un’immagine per una copertina, non è lo stesso dipartimento o ufficio o persona che eventualmente cede la stessa immagine a giornali, agenzie pubblicitarie, ecc. Ciò – commento io – permette di guadagnare più volte, e da diverse fonti, cedendo la stessa immagine. Detto questo, si potrebbe aprire un altro discorso, ovvero che le copertine di certi libri sono indistinguibili da campagne pubblicitarie, tanto è vero che la stessa immagine viene utilizzata in campagne pubblicitarie vere e proprie. Peraltro, il classico uso di opere d’arte (e Einaudi è all’avanguardia nell’uso di immagini di artisti contemporanei; nel mio piccolo caso un’edizione Einaudi è stata fra i primissimi “supporti” a far circolare riproduzioni di immagini di Takeshi Murakami, Gabriele Picco, Pierpaolo Campanini, Ottonella Mocellin al di fuori del circuito delle riviste d’arte; ma potrei menzionare molti altri artisti contemporanei sulle copertine Einaudi di altri autori, che quando finirono lì non erano ancora famosi) è ormai sconfinato nelle pubblicità. Non parlerei insomma di “fatto inconsueto”, ma di tendenza sempre più ricorrente, di interscambi, di clima culturale diffuso. Si potrebbero infine menzionare non pochi casi di riutilizzo delle copertine, di opere d’arte o foto che a distanza di pochi anni “saltano” da un libro all’altro. Il più recente: l’immagine della sovracoperta che avvolge l’ultimo romanzo di Margareth Mazzantini, “Venuto al mondo”, è la stessa che figurava nella copertina di “La settimana bianca” di Emmanuele Carrère, pubblicato nel 2004 proprio da Einaudi.”

venezia, biennale architettura, 24

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Una Risposta

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  1. […] fa parlando qui di un’immagine che si vedeva fluttuare identica da una pubblicità a una copertina, Tiziano […]


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