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Nicola Lecca: Il corpo odiato / Mondadori. Recensione.

Posted in Federico Novaro, letteratura italiana, recensioni by federico novaro on 4 marzo 2009

Nicola Lecca
Il corpo odiato
Mondadori, Milano 2009
221 p. ; 18 €

Nicola Lecca, Il corpo odiato, Scrittori italiani e stranieri / Mondadori, 2009. Giacomo Gallo / Nadia Morselli, ph. Allan Jenkins: cop., (part.) 9

Scritto in forma di diario; diviso in 12 capitoli che di mese in mese coprono un anno; composto in blocchi di varia misura, preceduto ognuno da puntini di sospensione fra parentesi tonde a significare una mancanza (e a evocare il genere “manoscritto ritrovato”); svolto in una scrittura che alterna paratassi a frasi lunghe e circonvolute, salti logici e/o temporali, ripetizioni; fisso sempre su un registro alto, con assenza di vocaboli colloquiali o giovanili: Il corpo odiato, sesto libro di Nicola Lecca (Cagliari, 1976), ha necessitato per la casa editrice di un risvolto molto insistente, che ricostruisce la trama altrimenti resa labile, e che descrive il testo e le sue intenzioni: “[…] Gabriele […] parte da un giorno all’altro, senza salutare nessuno […] verso l’atroce accettazione di un desiderio lontanissimo da tutte le regole che sino a quel momento si è imposto: il desiderio di avere un corpo perfetto e degno di essere amato da un altro ragazzo. […] Questo romanzo è il diario preciso, metodico e implacabile di una guerra […] attraverso pagine scritte con strenua onestà […] partecipiamo a momenti di cupo scoraggiamento, di rabbia e persino di disgusto, ma anche a attimi di gioia pura […] notti proibite e sconvolgenti […] Attenzione, però: non è la lotta contro il pregiudizio degli altri […] è la lotta che ciascuno di noi sperimenta contro si sé, quando non è in grado di accettarsi davvero […] Nicola Lecca ci racconta la discesa agli inferi […] Fuori da qualunque schema […]”.

Nicola Lecca, Il corpo odiato, Scrittori italiani e stranieri / Mondadori, 2009. Giacomo Gallo / Nadia Morselli, ph. Allan Jenkins: cop., (part.) 8

Al di là del tono pubblicitario colpiscono in questa parte redazionale espressioni quali “notti proibite”, “gioia pura”, “discesa agli inferi”, così come la strana, bizzarra, avvertenza che separa il pregiudizio degli altri dalla difficoltà dell’autoaccettazione, tutti elementi che però, a libro concluso, si riconoscono come fedeli al testo, partecipanti della medesima pochezza immaginativa, legata a modelli sfiniti.

Nicola Lecca, Il corpo odiato, Scrittori italiani e stranieri / Mondadori, 2009. Giacomo Gallo / Nadia Morselli, ph. Allan Jenkins: cop., (part.) 7

L’io narrante confida le sue ansie e i suoi tormenti esistenziali a dei taccuini, scritti per sfogo e conforto, come metodo di comprensione di sé. Chi legge si trova nella posizione voyeuristica di chi vìoli uno spazio privato, che è continuamente ribadito tale, uno spazio franco in virtù della sua coincidenza fra chi scrive e chi legge, strumento di conoscenza attraverso la pratica, che pubblicare abbia forzato invece a testimonianza, documento.

Nicola Lecca, Il corpo odiato, Scrittori italiani e stranieri / Mondadori, 2009. Giacomo Gallo / Nadia Morselli, ph. Allan Jenkins: cop., (part.) 4

L’estensore delle note, Gabriele, è salito a Parigi in un imprecisato anno dell’ultima decade del ‘900, dal piccolo paese di Montecarotto, sull’Appennino marchigiano; fuggito da una realtà che sente opprimente ed asfittica: “Parigi è una città assoluta, quasi un privilegio, bisognerebbe superare una selezione per poterci abitare. Invece Montecarotto è una condanna” (p. 13). Privo di un’educazione sentimentale e affettiva, intoccato da qualsivoglia elaborazione sociale sua contemporanea sulle tematiche dell’orientamento sessuale, vive l’attrazione per le persone dello stesso sesso in modo doloroso e allarmato. La sua risposta, che alla fine, sciolta nell’happy end, si rivelerà vincente, si muove su tre fronti: il rifiuto del cibo, teso alla scomparsa del proprio corpo; l’esercizio in palestra, per ricostruire un corpo degno d’attenzione; e il petting compulsivo con sconosciuti. La modalità è l’alternanza fra aspirazione alla disciplina e senso di colpa per aver ceduto. Non c’è volontà di morte, che anzi è temuta e evitata con attenzione, semmai puerile fascinazione per il limite, sempre però vissuto come invalicabile. E un compiacimento deciso verso il brivido del proibito, i cui confini sono sempre autodefiniti: “raccontare la verità, far uscire da me in maniera definitiva fatti atroci che dovrebbero rimanere segreti” (p. 12).

Nicola Lecca, Il corpo odiato, Scrittori italiani e stranieri / Mondadori, 2009. Giacomo Gallo / Nadia Morselli, ph. Allan Jenkins: cop., (part.) 2

Dopo molte oscillazioni Gabriele incontra “questo ragazzo bello (questo ballerino)”; arriva l’amore, l’accettazione, la fine del diario: il libro velocemente si chiude sulla magia taumaturgica dello sguardo amoroso.

Probabilmente intenzionato a dare uno spaccato realista di un caso di anoressia maschile legata alla scoperta del proprio orientamento sessuale, il testo, in bilico fra volontà mimetiche e purezza della forma, inattuale nell’estetica, è invece un buon documento dell’arretratezza tutta italiana e cattolica riguardo ai temi che affronta. E l’inverosimiglianza storica e sociale lo rendono un esercizio autistico: Gabriele conosce la musica di Louis Armstrong, di Ella Fitzgerald, Lou Reed e David Bowie, Mozart e Hendel, legge Le Monde, viva a Parigi un anno, ha iniziato a frequentare l’università, cammina nel Marais, eppure non una sola volta la parola gay sembra passargli nella mente, come se non gli ultimi anni del Novecento fossero ma i primi (i suoi modelli sono “Maria Callas, Marlene Dietrich, un angelo di Leonardo e il mio viso in bianco e nero”, p. 16), così Lecca sembra pervicacemente voler dare aurea di realtà ad un mondo artificioso, inconsistente nella sua esibita atemporalità, radicalmente impermeabile allo spirito del tempo.

Nicola Lecca, Il corpo odiato, Scrittori italiani e stranieri / Mondadori, 2009. Giacomo Gallo / Nadia Morselli, ph. Allan Jenkins: cop., (part.) 1

Il dato autobiografico è esplicitamente negato, non nel paratesto come forse ci si aspetterebbe, ma prima dell’indice, ancora nel testo dunque: con una frase che si vorrebbe spiritosa Lecca prende le distanze: prima difende la sua famiglia dalle proprie narrazioni: “un grazie ancor più grande alla mia famiglia, per non essere quella di questo libro” poi in un post scriptum dichiara la propria estraneità rispetto a Gabriele: “A me Montecarotto piace molto”.
Questa chiosa è inutile, poiché se anche non fosse un testo di fiction Il corpo odiato brillerebbe per aderenza ai più vieti luoghi comuni riguardo agli argomenti che tratta, pronto ad essere riconosciuto come autentico, o comico, proprio in virtù di tale aderenza.

Nicola Lecca, Il corpo odiato, Scrittori italiani e stranieri / Mondadori, 2009. Giacomo Gallo / Nadia Morselli, ph. Allan Jenkins: cop., (part.) 14

Riassunto bibliografico:

Queer, letteratura italiana, prime edizioni
Il corpo odiato
/ Nicola Lecca
1. ed. – Milano : Mondadori. – 221 p. ; 22 x 14,5 cm. – (Scrittori italiani e stranieri)
Callo, Giacomo (art director) ; Morelli, Nadia (graphic designer) ; Bauer, Jerry (fotog. b/n dell’autore) ; Jenkins, Allan (imm. fotog. di cop.)
Rilegato, con sovracoperta
©2009 Arnoldo Mondadori Editore S. p. A., Milano

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Una Risposta

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  1. […] Ho recensito Il corpo odiato qui […]


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