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Scott Heim: Le sparizioni / Neri Pozza 2008. Recensione. (da L’Indice dei Libri, XXVI, 3, marzo 2009)

Posted in Federico Novaro, recensioni by federico novaro on 12 marzo 2009

Scott Heim
Le sparizioni
Traduzione dall’inglese di Luca Briasco
Neri Pozza, Vicenza 2008.
319 p. ; 17 €.

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Frontespizio (part.), 8

(In grandissimo ritardo arriva sull’Indice in edicola questo mese e ora trascritto qui, la recensione all’ultimo libro di Scott Heim, uscito a Maggio dell’anno scorso. Chissà se ancora si trova in libreria. Ma è disponibile, dunque ve lo possono fare arrivare, o si trova on-line con facilità. Compratelo, perché è un bel libro. Non facile da leggere forse, ma lo si può prendere e lasciare e riprendere. Non saltate qua e là perché non si capisce più nulla, è un libro da leggere con progressione metodica e calma e che richiede un po’ di fatica, a mio parere ripagata. Peccato sia uscito da Neri Pozza, dove un po’ affoga negli altri tanti titoli, Playground a Mysterious Skin aveva dato una veste e una cura migliori)

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 1

Scott Heim: Le sparizioni, Neri Pozza Bloom

Terzo libro di Scott Heim, il secondo tradotto in Italia (dopo il suo primo: Mysterious Skin, cfr. L’Indice, 2008, n. 4).

Cambio d’editore: da Playground a Neri Pozza; uscito negli Stati Uniti a Febbraio del 2008, a Maggio era già nelle librerie italiane (per Mysterious Skin ci vollero dieci anni).

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 10

Le sparizioni, The Disappearances, We Disappear

Il titolo è un poco fuorviante, meno evocativo dell’originale We Disappear (“…which I think translates to ‘The Disappearances’…” dice Heim nel suo blog il 4 Luglio 2008), dove la forma verbale alla terza persona suggeriva una evocazione identitaria comprendendo nel “noi” i soggetti narrati, l’autore, e chi legge, favorendo l’immediata chiave metaforica, che nutre tutto il libro.

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 5

Il titolo italiano però è più funzionale all’iscrizione editoriale al genere noir, ribadito nel materiale promozionale e nel risvolto e quarta di copertina, forse opinabile.

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Studio Bosi: copertina (part.), 3

Il narratore si chiama Scott, cresciuto, come l’autore, a Hutchinson, in Kansas, teatro degli eventi; vive a New York, lavorando per una casa editrice di libri per bambini, dall’ottocentesco e parodistico nome di “Pen & Ink”; è dipendente dalla metamfetamina, vive una vita via via più isolata; sua madre, malata di cancro e fiaccata dalle terapie e dall’alcol, ha avuto in passato, soprattutto durante l’infanzia di Scott e di sua sorella Alice (presenza fuggevole e pragmatica, tagliente nella sua estraneità), un’ossessione divorante per i casi di bambini scomparsi, ossessione nella quale ha cercato di coinvolgere i figli, soprattutto Scott, educandolo in una ininterrotta narrazione, analisi, e speranza nella risoluzione, dei casi che giornali e televisione rivelavano.

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 9

L’attenzione alle vite dei bambini scomparsi, all’analisi dei dettagli biografici in chiave investigativa, diventa una vera formazione intellettuale per il narratore che ce la restituisce in un racconto che corteggia il narratore onniscente giustificandolo con l’attitudine appresa ad immaginare, e alla vaghezza percettiva data dalla dipendenza dalla droga.

La droga, la chemio, l’alcol, sono ne Le sparizioni elementi di affievolimento percettivo del mondo, di sé, della propria memoria, usati da Heim per permearne la posizione dell’io narrante, restituendoci un narratore ch’è sì onniscente, ma come disincarnato, labile, e che presenta a chi legge personalità quasi svanescenti, delle quali facilmente ci si può appropriare, sedotti dagli spazi vuoti, inventati, contraddittori.
Inoltre la dipendenza da sostanze è presentata come irrimediabile, quasi pacificata, connaturata ai corpi e alle menti, necessaria ad occultare l’inevitabile distonia dall’esistenza.

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 6

Dopo un periodo di allontanamento la madre malata e prossima alla morte, sfinita dalle terapie, richiama Scott a sé: “Credo di sapere cos’è successo quando sono scomparsa”.

L’ossessione per i bambini scomparsi, il timore che trasmise ai figli d’esserne loro l’oggetto, aveva già in passato fatto trapelare l’ipotesi che fosse stata la stessa madre ad essere rapita, durante l’infanzia.

Scott torna dalla madre, e oppone all’evidenza taciuta della prossima morte, la pervicace, e violentemente passiva, volontà di crederle, seguendola in una serie di nuove indagini, il cui vero oggetto si perde e sempre riemerge, che si ramificano e involgono: chi è scomparso? La madre da piccola, i bambini le cui foto sono appese sul frigo? Chi sta scomparendo? La madre -morente, Scott, noi?

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 2

Il risvolto di copertina che parla di noir classico ha forse ragione se si riferisce non tanto al testo, bensì alla tessitura continuamente elusiva delle narrazioni materne. Vi sono due caratteri molto distinti nel libro: la narrazione della madre, che alimenta il mistero modificando continuamente la verità che si è creduto raggiungere, aggiungendo sempre un ulteriore aspetto, smentendo e correggendo, tesa, nella lievitazione degli indizi, delle tracce, delle supposte certezze, a trascinare chi ascolta –Scott, prima di tutti, ma anche la sorella Alice, e l’amica Dolores, straordinario controcanto, all’episodio successivo, nel miraggio inestinguibile della soluzione, e vi è la narrazione di Scott, che incantato dalla fascinazione narrativa materna, quella soluzione ricerca, tentando di mettere ordine, per quanto può: “Che gran conforto sarebbe, dopo tutti questi anni, sapere la verità: Che liberazione, trovare finalmente la pace”.

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 7

Il testo è tutto percorso da movimenti discendenti, la neve, la pioggia, le lacrime, e gli stessi corpi, che mancano a sé, svenendo. Un movimento avvolto nella calma, mai violento, che rimanda alla pioggia di cereali, snodo centrale della seduzione del protagonista di Brian, in Mysterious Skin, da parte dell’allenatore che abuserà di lui; ma la sospensione, anche sonora, in cui queste discese avvengono permettono a Heim di sottrarle alla drammaticità violenta di cui sono portatrici, illuminandone la valenza incantatrice, magica.

Di fronte ad una realtà troppo lacerata il narratore de Le sparizioni oppone una radicale lentezza, un’ottusità salvifica che gli permette, dolentemente, di vivere.

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Deborah Raven / Photonica / Getty Images; Studio Bosi: copertina (part.), 4

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura americana / prime edizioni italiane
Le sparizioni
/ Scott Heim
1. ed. – Vicenza : Neri Pozza. – 319 p. ; 21,5 x 13 cm. – (Bloom – 17)
Briasco, Luca (traduzione dall’inlgese di) ; Studio Bosi (grafica di)
Alla copertina: immagine fotografica b/n: ©Deborah Raven / Photonica / Getty Images
Brossura, con risvolti
©2008 Neri Pozza Editore, Vicenza
©2008 Scott Heim
Titolo originale: We Disappear.

(qui di seguito, per comodità, metto i links ad altri post che ho dedicato a Scott Heim:
la recensione a
Mysterious Skin;

una foto di Scott Heim e il link ad una bella intervista sul Boston Globe;

il link ad una pagina del suo blog dove Heim parla della morte di sua madre, anni prima di terminare il libro;

links e video riguardo il film di Gregg Araki e la pièce di Prince Gomolvilas tratti da Mysterious Skin.)

E:
il suo myspace;

il suo sito;

e un video dove Heim parla di We Disappear, in occasione dell’uscita negli Stati Uniti:


su YouTube trovate anche un lungo reading che Heim fa di parti del suo libro, ma è noiosissimo -d’altra parte perché chi scrive dovrebbe saper leggere in pubblico?)

Scott Heim, Le sparizioni. Neri Pozza 2008. Studio Bosi: copertina (part.), 11

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