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Adam Mars-Jones : Vita e opinioni di John Cromer / Einaudi 2009. (commento veloce)

Posted in Federico Novaro, recensioni by federico novaro on 8 settembre 2009

Adam Mars-Jones
Vita e opinioni di John Cromer

Traduzione dall’inglese di Adelaide Cioni
Einaudi Stile Libero, Torino 2009
648 p. ; 22 €

Adam Mars-Jones, Vita e opinioni di John Cromer; Einaudi-Stile libero, 2009; frontespizio (part.)

Libri su libri

Si trova poco in rete che parli di questo libro, salvo i soliti copia/incolla dei comunicati stampa dell’editore, c’è un articolo di Tommaso Pincio, qui, e poco altro.

Cercando su Google, mettendo il titolo o l’autore, nelle due righette sotto il link esce sempre questa frase, che è l’incipit della quarta di copertina: “John Cromer è un esploratore avventuroso, / un egocentrico, un filosofo. / Poco conta che non sia mai uscito dalla sua stanza. […]”. Poco conta, vien da dire, che John Cromer sia invece andato a scuola, che sia fuggito nel bosco, che abbia corso spinto dal fratello per le strade del suo quartiere, o che sia andato in Olanda in gita scolastica, che abbia camminato nel corridoio di un ospedale, che sia rotolato giù da un pulmann.

Certo è un libro difficile da rendere attraente, e l’Einaudi ha pensato che l’unica strada fosse travestirlo.

Adam Mars Jones, Pilcrow

Pilcrow, di Adam Mars-Jones

Il titolo originale è: Pilcrow, che è il segno tipografico ¶, in italiano piede di mosca, che sta ad indicare un cambio di capoverso, o di paragrafo.
The pilcrow
Al verso della pagina del titolo, si trova: “Non sono affatto sicuro di poter affermare di aver preso il mio posto nell’alfabeto umano, nemmeno come ventisettesima lettera onoraria. Sono piuttosto una specie di appendice della punteggiatura, una cediglia, un umlaut o un segno di paragrafo, difficile da trovare sulla tastiera del computer o di una macchina per scrivere. Il segno di paragrafo, o piede di mosca, è il più carino del mucchio, preso a sè come parola. E almeno sta su da solo. Non ha bisogno di una lettera su cui posarsi o da cui penzolare. Che piede di mosca sia, dunque”.

Perché John Cromer, io narrante del testo, a tre anni è affetto da una rara forma di infiammazione, che dignosticata come febbre reumatoide è curata come era d’uso agli inizi degli anni ’50, con l’immobilità, cura che prima lo costringe fermo nel letto, e poi lo destina all’irrigidimento quasi totale delle articolazioni e alla sedia a rotelle, alle scuole speciali, alla fierezza di una falcata da 3 centimetri. E la metafora che l’autore appone in capo al testo, riassunta nel titolo, è limpida nel suo desiderio di affermazione, timido, ma certo. Di una minorità cosciente e ironica. Che è la cifra di tutto il libro.

Adam Mars-Jones, Vita e opinioni di John Cromer; Einaudi-Stile libero, 2009; alla copertina: Senza titolo, © Riccardo Falcinelli (part.), 5

L’Einaudi ha invece scelto Vita e opinioni di John Cromer. Forse perché fa vecchia Inghilterra, fa Laurence Sterne, anche se ne siamo lontanissimi, nelle intenzioni e negli esiti, ma forse è stato trovato rassicurante, come sempre più spesso mi pare valga il primato del noto sull’ignoto, forse immaginando che i lettori comprino solo sempre i medesimi libri, o forse perché non si sa immaginare il pubblico, il mercato, non lo so.
E forse da Tristam Shandy per vicinanza è saltata fuori la frase sul filosofo che non è mai uscito dalla sua stanza, pensando al suo quasi coetaneo Xavier de Maistre.
L’idea è forse confermata dalla chiosa della quarta di copertina: “[…] un personaggio all’altezza dei grandi classici.” (Quarta di copertina che riesce a non citare mai il nome dell’autore, interamente teso all’identificazione fra io narrante e autore).

John Cromer non sta mai fermo

Perché non riprodurre il passo che è in capo al testo sulla quarta di copertina? Perché non uniformarvisi?
E anzi. Il passo citato è un po’ incomprensibile senza la chiave del titolo, e viceversa, e entrambi illuminano la struttura tutta del testo, fluviale e senza requie, diviso in tanti paragrafi, di una-due pagine, ciascuno dotato di un titolo, e da cui la materia narrata sborda, inciampa, da uno all’altro, fugge dal titolo verso altri argomenti, lentissimamente procede, implacabile e quasi immobile. (La forma del testo è una specie di grande metafora che procede parallela a quella del paragrafo che apre il testo: Mars-Jones riesce a costruire una specie di flusso narrativo saturo, privo di interstizi, che costringe come in una morsa il racconto e chi legge, in una sovrabbondanza di parole e di commenti e di riepiloghi e di riassunti che sfibra e rende la lettura una fatica lenta e pietrosa, imponendo a chi legge un senso di costrizione e lentezza che costantemente evoca l’impossibilità claustrofobica a muoversi in cui vive il narratore).

Adam Mars-Jones, Vita e opinioni di John Cromer; Einaudi-Stile libero, 2009; alla copertina: Senza titolo, © Riccardo Falcinelli (part.), 3

Il risvolto de Vita e opinioni di John Cromer

Dopo aver inventato sulla quarta di copertina un libro tutto diverso l’Einaudi ha confezionato un risvolto invece più fedele, con poche frasi riassume le caratteristiche peculiari del protagonista, non nasconde che sì, in effetti, il nostro eroe è uscito dalla sua stanza, e che è quel “fuori”, soprattutto, che viene raccontato, e conclude: “[…] vasto libro di avventure [e qui il vasto sembra essere messo a scongiurare l’effetto intimorente delle 600 pagine, in rimando alla quarta, dove il testo viene definito ‘straordinario tour de force narrativo’, come ad accordare, incoraggiandolo, ai muscoli (ironia delle metafore) dell’autore i muscoli del lettore. n.d.r.], […] anche nel sesso che viene affrontato con eroica caparbietà malgrado tutte le difficoltà che possono presentarsi quando si scopre il sesso per la prima volta, da disabili e per di più gay… […]” (il corsivo è mio, i puntini dell’Einaudi).

Adam Mars-Jones, Vita e opinioni di John Cromer; Einaudi-Stile libero, 2009; alla copertina: Senza titolo, © Riccardo Falcinelli (part.), 4

Oltre alla volgarità da prima liceo di quel “e per di più gay…” che è davvero imbarazzante, c’è pure il fatto che la scoperta del desiderio, e del sesso, avviene oltre pagina 400, e che uno dei pregi del libro è di mettere in scena il desiderio, e il sesso, omosessuale, senza che la sua natura rappresenti affatto una difficoltà, laddove la difficoltà principe è data da corpi impossibili da muovere, da articolazioni fragilissime, da torsi privi di sensibilità, difficoltà che il narratore riesce a descrivere con ironia, senso del buffo, con divertita eleganza, molto lontana dall’allusiva comicità che sembra promettere il risvolto.

Forse se si voleva attirare un pubblico gay e in generale colto, sarebbe stato più utile citare nella nota bio-biliografica (che, oltre a non dare alcun dato biografico, e nessun titolo di libro precedente, riporta la bizzarra frase: “[…] Vita e opinioni di John Cromer […] grande romanzo della maturità di cui pare stia scrivendo la seconda parte […]”. Pare?) il fatto che nel 1988 Mars-Jones abbia pubblicato The Darker Proof: Stories from a Crisis, insieme a Edmund White.

Cure all’ultima moda

Questo commento veloce è diventato lunghissimo, come sempre quando non c’è tempo per far breve, riguardo al testo rimando all’articolo di Tommaso Pincio che ho linkato in cima, anche se non mi trova in toto d’accordo è però interessante e utile. Una sola aggiunta: una cosa anche interessante del testo è il presentare le cure mediche, le opinioni in riguardo, come totalmente assogettate alle mode, questo, oltre insinuare il tarlo del dubbio in ogni certezza medica, è molto efficace nel trasmettere la sensazione di fragilità vissuta dal narratore, e a suscitare in chi legge una partecipata empatia.

Adam Mars-Jones, Vita e opinioni di John Cromer; Einaudi-Stile libero, 2009; alla copertina: Senza titolo, © Riccardo Falcinelli (part.), 2

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura inglese / prime edizioni italiane
Vita e opinioni di John Cromer / Adam Mars Jones
1. ed. – Torino : Einaudi. – 648 p. ; 20,5 x 13,5 cm. – (Stile Libero / Big)
Cioni, Adelaide (traduzione di)
Alla copertina: Senza titolo, ©Riccardo Falcinelli
©2009 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
©2008 Adam Mars-Jones
Titolo originale: Pilcrow

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