federico novaro libri

Sherlock Holmes di Guy Ritchie / Roberto Escobar / Il Sole 24 ore / un po’ di omofobia

Posted in cinema, editoria, film, note by federico novaro on 11 gennaio 2010

cinema

A proposito di Sherlock Holmes, di Guy Ritchie, e di un articolo di Roberto Escobar

“[…] Ma torniamo a cose più virili […]” (Roberto Escobar, da la Domenica del Sole 24 ore del 10.1.10)

Sherlock Holmes
regia di Guy Ritchie

Sherlock Holmes, di Guy Ritchie è un film divertente, con forse troppe scene di lotta un po’ noiose, ma tutto è orchestrato con gran gusto dello spettacolo e del favoloso, a cominciare da una Londra con il Tower Bridge in costruzione, fatta di sordidi vicoli e sublimi appartamenti. E’ un gioco, e Ritchie è bravo a frullare un secolo di rappresentazioni dai romanzi di Conan Doyle, modellando il tutto sul gusto contemporaneo fatto di fisicità esibita, velocità, allusioni, attraverso invenzioni e certosine citazioni, attingendo dalle illustrazioni delle prime edizioni come ai fumetti, ai cartoon e alle varie serie televisive, mettendo in scena una coppia maschile che più deve forse a Starsky e Hutch che alla composta tradizione britannica.

Sherlock Holmes e John Watson, come tante altre coppie maschili, sono state oggetto di fantasie e studi che esplorano il ruolo del desiderio fra i due. In questo Ritchie non aggiunge molto, se forse rende più limpido il sottotesto, senza mai ammiccare o usare il tasto comico, certo non rende visibile ciò che è però reso esplicito. Tutto ci racconta che il rapporto fra loro è affettivo e sentimentale, quasi certamente amoroso, ma nulla ci viene detto in merito all’esistenza o meno di un rapporto sessuale.

Vedere il film di Ritchie da questo punto di vista aumenta il divertimento, ma senza che alcuno sforzo critico o intellettuale sia richiesto.

“[…] Ma torniamo a cose più virili […]”

Ora qui se ne parla in seguito ad un articolo comparso ieri sulla Domenica del Sole 24 ore, certo l’imprescindibile supplemento culturale in Italia.

pubblicità in italia 1954-1965, tavola fuori testo (part.), 1pubblicità in italia 1954-1965, tavola fuori testo (part.), 1

A pagina 38 Roberto Escobar firma “Sherlock vitaminizzato”, recensione del film, un po’ annoiata e tesa soprattutto a dire che insomma lo Sherlock della tradizione colta è un’altra cosa. Verso metà si sofferma sul rapporto fra i due: “[…] Quanto a noi ne ‘deduciamo’ [da come Sherlock tratta la promessa sposa di Watson, n.d.r.] che se fra i due -fra l’investigatore e il medico- non c’è del tenero, c’è almeno qualcosa che gli va molto vicino. A prescindere dal fatto della fascinosa e ingannatrice Irene Adler, ovviamente. […]”. Qui, già un po’ pentito del tempo perso sull’argomento, Escobar prosegue: “[…] Ma torniamo a cose più virili. […]”.

Sembrerà una sciocchezza, e nel paese in cui si ascolta cosa dice la Binetti o le legioni di chierici cattolici, questa sembra una inessenziale voce dal sen sfuggita. Però è così sfinente. Io mi chiedo sempre in questi casi: -ma, non avrà mai più letto un libro dagli anni ’50 ad oggi? Non avrà più visto un film, sfogliato una rivista? neanche la tv ha guardato? (forse quando c’è Brother & Sister gira su Platinette, Cecchi Paone, e Maicol del Grande Fratello).

Ed è così tristemente paradossale, così ironicamente significativo, che frasi come quella (che tradiscono un concetto arcaico dei generi, del desiderio, della loro rappresentazione), detta come spiritosaggine da salotto, come allusione delicata, frase di riconoscimento fra uguali, venga usata in occasione di un film che è innovativo proprio laddove opera una sorta di machizzazione di una coppia sino ad ora rappresentata all’insegna della compostezza borghese, dell’esangue eleganza British.
E’ buffo, se è vero che in Ritchie il sottotesto omoerotico si fa più esplicito e meno allusivo, è anche evidente che questo è reso possibile dalla parallela e inedita insistenza sui tratti macho dei protagonisti (botte da orbi, corpi esibiti), e forse questo era interessante, forse triste, ma interessante.

Ma Escobar vede solo che è obbligato a confrontarsi con l’ineludibile questione, e lo fa, dimostra la sua acutezza “[…] se non c’è del tenero c’è almeno qualcosa che gli va molto vicino […]”, e poi trova necessario subito mondarsi: “[…] Ma torniamo a cose più virili […]”, allontaniamoci in fretta.

Ma sì, torniamo a cose più virili.

Sherlock Holmes by Yayoi Neko, via web (http://thundertori.deviantart.com/)Sherlock Holmes, by Sidney Paget, via web (http://jonrees.wordpress.com/), 1Sherlock Holmes, by Sidney Paget, via web (http://jonrees.wordpress.com/), 2

Ma Escobar non è il solo a voler tornare a cose più virili (mentre io resto in attesa che lui spieghi a chi legge i suoi articoli cosa intenda dire):
cito da Newnotizie.it:

“Pochi giorni fa Robert Downey Jr., protagonista del recente successo cinematografico Sherlock Holmes, ha dichiarato al David Letterman Show che Sherlock Holmes potrebbe essere visto come un “omosessuale non effemminato”.
La reazione di Andrea Plunket, detentrice del copyright negli Stati Uniti sulle opere letterarie di Arthur Conan Doyle, ha dichiarato: “Spero che questo sia solo un esempio dell’umorismo nero del signor Downey. Se la produzione dovesse tentare di introdurre questo tema [l’omosessualità, ndr] nei prossimi film, sarei costretta a prendere misure drastiche e a ritirare il mio consenso alla realizzazione di altre pellicole”. La stessa Plunket ha poi precisato: “Non sono ostile agli omosessuali, ma sono ostile a chiunque non rimanga fedele allo spirito dei libri”.

Ma sì, torniamo a cose più virili.

Sherlock Holmes

Regia di Guy Ritchie

Sceneggiatura di Mike Johnson, Anthony Peckham, Guy Ritchie

Con Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong, Eddie Marsan, Kelly Reilly, James Fox

Fotografia di Philippe Rousselot.

Montaggio di James Herbert

Produzione: Village Roadshow Pictures, Wigram Productions, Lin Pictures, Silver Pictures

Distribuzione: Warner Bros. Italia

Paese: Gran Bretagna, USA 2009
(dati da: coming soon)

Sherlock Holmes by Yayoi Neko, via web (http://thundertori.deviantart.com/), 2

Annunci

3 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. […] Federico Novaro – Sherlock Holmes e un po’ di omofobia […]

  2. Roberto escobar said, on 6 febbraio 2010 at 12:04 am

    Ma lei sa che cos’è l’ironia?

  3. federico novaro said, on 6 febbraio 2010 at 9:35 am

    beh, può darsi che no, certo. Però, mi pare, non è che l’ironia si moduli su cose a caso. Solo quello volevo mettere in evidenza. A meno che fosse ironia di plurimo grado così acrobatica da voler ironizzare su chi -come gli eredi dei diritti, avrebbe potuto dire quella frase pensandola letterale. Cosa possibile, ma il testo non mi sostiene moltissimo in questa ipotesi. Il punto è su cosa lei facesse dell’ironia, se cioè con quella frase lei ironizzasse su chi la potrebbe pronunciare o sull’oggetto della frase. Se ho frainteso me ne dispiace e le chiedo scusa. In ogni caso la ringrazio dell’attenzione, e domani la leggerò con più allegria del solito. Un saluto, fn


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: