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Erica Fischer : La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim / Beit 2009. Recensione

Posted in Federico Novaro, lesbian, letteratura ebraica, letteratura tedesca, recensioni by federico novaro on 25 gennaio 2010

Erica Fisher
La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim
Jaguar / Berlino 1922 – Bergen-Belsen 1945
Fotografie di Christel Becher-Rau
Traduzione dal tedesco di Daniela Zuffellato
207 p. : ill. b/n ; 32 €
Beit – Beit Memoria [1], Trieste 2009

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; frontespizio

27 gennaio, giornata della memoria

Del serio e promettente progetto di collana –”Beit Memoria”- annunciato da Beit, casa editrice triestina che in soli due anni ha già conquistato credibilità e spazio (malgrado i numeri esigui: 11 titoli ad oggi), FNl ha parlato ad aprile dell’anno scorso, (prima sull’Indice, poi qui sul blog); arrivato in libreria nell’estate, il primo volume, La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim, è ora oggetto di un mini tour promozionale che la casa editrice ha organizzato con l’autrice, Erica Fischer, (le date, qui) in coincidenza con la giornata della memoria, il 27 gennaio.

“Beit Memoria”, una collana di libri illustrati

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; progetto grafico di gfc, alla cop.: Felice Schragenheim, di Ilse Ploog (Berlino, I.1944), part., 2

Il libro rientra in una categoria poco sperimentata in Italia negli ultimi anni, quella del libro illustrato, relegato (anche se Barbés ha aperto da poco una collana di “Classici Illustrati”, che però, seppur coraggiosa nel panorama italiano, propone testi letterari –Le notti bianche, Cuore di tenebra– corredati di illustrazioni –di Roberto Mastai, vedi qui) o ai cataloghi d’arte, o a libri leggeri, più da sfogliare che da leggere. Qui testo e immagine sono sullo stesso piano, e la serietà e la durezza dell’argomento non ne fanno certo un “libro da tavolino”.

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; p. 147 (part.)

La collana si propone di pubblicare volumi dove i testi e la materialità dei documenti possano trovare un unione comunicativa: documenti, autografi, fotografie, non descritti ma narrati, ancorati alla loro natura fisica.
La soluzione grafica scelta per questo primo volume (di gfc, Udine) non è innovativa, e sconta forse una certa banalità, che talvolta rischia di attenuare la forza straordinaria della storia, delle vite, del tempo, che vengono presentati.
Forse questo potrà essere funzionale ad una più facile circolazione di un libro che è molto importante, commovente, e che restituisce ad una dimensione quotidiana una storia dai caratteri eccezionali, ma non cela una certa ambiguità, certo scelta, che il libro racchiude.
Il registro narrativo non è quello storico, scientifico, bensì è giornalistico, e i documenti, presenti in grande quantità, hanno didascalie lontane dalla retorica archivistica; questo, se allude, nella costruzione del testo, ad un registro quasi familiare, a ricomporre un album dei ricordi costruitosi in modo quasi casuale (e non frutto, come è, di anni di ricerche), rende tutto più incerto, più vago, meno colto. Forse non necessariamente meno efficace.

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; progetto grafico di gfc, alla cop.: Felice Schragenheim, di Ilse Ploog (Berlino, I.1944), part., 1

Erica Fisher

Erica Fisher è l’autrice di un testo romanzesco, Aimée & Jaguar (ultima edizione in Italia: TEA, 2007, nella collana “Teadue”).
Questa la presentazione del libro sul sito di TEA:

“Berlino, 1942. Lilly Wust è una casalinga tedesca un po’ conformista, di ventinove anni, rimasta sola a crescere i quattro figli tra le ansie della guerra mentre il marito è al fronte. Nell’allucinata finzione di normalità della Berlino martoriata dalla guerra, Lilly conosce Felice, una ragazza di ventun anni famelica del mondo e di emozioni, che le porta a casa un turbine di vita e di strani, affascinanti amici. Tra le due donne nasce subito un affetto istintivo, viscerale, destinato a sfociare nella passione. «Aimée» e «Jaguar» si amano, si scambiano lettere e poesie, fanno piani per il futuro, stipulano persino un simbolico contratto di matrimonio. Ma Felice è ebrea e il loro amore doppiamente proibito finirà crudelmente reciso dall’orrore del campo di concentramento di Bergen-Belsen. A cinquant’anni di distanza la scrittrice Erica Fisher ha raccolto l’incredibile testimonianza di Lilly Wust e ha potuto così raccontare la storia vera, tenera e terribile, del coraggioso e tragico amore di Aimée e Jaguar.”

La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim

Aimée & Jaguar uscì in Germania nel 1994; nel 2002 Erica Fischer ha pubblicato il testo qui tradotto, in un’opera che ha valore narrativo ma soprattutto di cura e di reviviscenza della memoria, una restituzione alla luce di una storia nata in tempi spaventosi.
Attraverso una messe imponente di documenti personali, di lettere, bigliettini, poesie, ma anche di documenti d’archivio, burocratici, di polizia, attraverso una gran quantità di fotografie, e inframezzando il testo di brevi notazioni storiche sulle leggi razziali, sulla situazione storica e politica in Germania e soprattutto a Berlino, Fischer si pone a fianco di Lilly Wust, di nuovo ne accoglie la testimonianza, e insieme restituiscono al presente la straordinaria figura di Felice Schragenheim (“Jaguar”), che Lilly Wust (“Aimée”) amò, riamata.

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; p. 168 (part.)

Felice Schragenheim

Nata il 9 marzo 1922 a Berlino oggi avrebbe 88 anni, morì invece nel marzo del 1945 a Bergen-Belsen, proveniente dal lager di Kurzbach, e prima ancora da Gross-Rosen, e prima da Auschwitz, nell’ottobre del 1944. Dal 1942 era clandestina a Berlino.

Suo padre (1887 – 1935) era dentista, Felice ha poco più di dieci anni quando tutti i medici “non ariani” vengono espulsi dalla professione, tredici quando il padre muore, la madre era morta nel 1930, Felice e sua sorella restano affidate alla matrigna.
Dopo la “notte dei cristalli”, fra il 9 e il 10 novembre 1938, viene proibito agli ebrei di frequentare le scuole pubbliche.
In seguito alla morte del padre, Felice e la sorella ricevono una parte dell’eredità, la sorella, minore di età, viene trasferita a Londra, non farà più ritorno in Germania.
Felice tenterà il viaggio verso l’America, dove uno zio materno è pronto ad accoglierla, ma l’inizio della guerra, le limitazioni imposte dalle leggi razziali renderanno il viaggio impossibile. Dall’autunno del 1939 ai circa 80 mila ebrei ancora in città viene imposto il coprifuoco notturno. Felice vive dai nonni acquisiti.
Frequenta delle amiche, l’attrice Olga Cechova, si innamora, scrive poesie sentimentali.
Le comunicazioni sono via via più difficili, agli ebrei si vieta di usare il telefono, si impone la stella di David da portare sugli abiti.
Iniziano le deportazioni, ancora mascherate da espatri.
Felice cambia casa più volte.
E’ costretta ai lavori forzati, presso una fabbrica.
La nonna di Felice è deportata a Theresienstadt, dove morirà nel 1942.
Nell’ottobre 1942 Felice riceve l’ordine di deportazione, ed entra in clandestinità, si procura dei documenti falsi.
Alla fine di novembre Felice Schragenheim e Lilly Wust si incontrano per la prima volta.
Lilly è madre di quattro figli, suo marito lavora nella Wehrmacht.
Gli incontri si susseguono, e sempre Felice si presenta con un mazzo di rose rosse.
La casa di Lilly, borghese e “Croce d’onore della madre tedesca”, via via diventa un crocevia di gente, donne soprattutto, legate da relazioni amorose ed amicali.
Nel 1943 la violenza contro le persone ebree sale di grado, Felice fugge da Berlino.
Torna a marzo, in seguito ad un ricovero di Lilly in ospedale, il loro amore si fa manifesto, condiviso, passionale e solidale.
A maggio Felice si trasferisce a vivere da Lilly, le rivela di essere ebrea.
Si presenta la possibilità di fuggire in Svizzera, ma Felice rimane.
Lilly e il marito si separano, i quattro figli assegnati due alla madre due al padre.
Lilly, Felice, i due figli, ricompongono una famiglia.
Il 22 novembre Berlino è bombardata.
Nel caos e nel pericolo la pressione su Felice, sempre in clandestinità, un poco si attenua, e la vita della coppia conosce tempi quasi sereni. Felice lavora in un quotidiano nazionale. Il 21 agosto 1944 la Gestapo è in casa loro.
Felice è arrestata.
Lilly riesce a farle visita al “Schulstrasse”, il “centro di raccolta degli ebrei”, destinati ai campi.
C’è un’ultima lettera di Felice a Lilly, poi l’8 settembre Felice viene deportata nel Theresienstadt, e di lì, il 9 ottobre 1944, a Auschwitz.
Ci saranno ancora delle lettere, durante una permanenza in ospedale, poi più niente.

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; p. 170 (part.)


Il lavoro della memoria

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; p. 198: "Lilly Wust, 1993" ©Christel Becker-Rau, (part.)

Dalla premessa “[…] Questo libro vuole mettere in risalto soprattutto la parte documentaria della vita di Felice, ossia un gran numero di fotografie tratte dall’album di famiglia, attestati scolastici, corrispondenze di carattere burocratico, lettere dai campi di concentrameno e una lunga serie di dichiarazioni d’amore. Il libro inoltre contiene nuove informazioni pervenuteci da tutto il mondo in seguito alla pubblicazione di Aimée & Jaguar. Ancora oggi continuiamo a scoprire persone che conobbero Felice. […]”, (p. 5)Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; progetto grafico di gfc, alla cop.: Felice Schragenheim, di Ilse Ploog (Berlino, I.1944), part., 1

Riassunto bibliografico
queer / letteratura tedesca / prime edizioni italiane
La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim : Jaguar / Berlino 1922 – Bergen-Belsen 1945
/ Erica Fisher
1. ed. – Trieste : Beit. – 207 p. : ill. b/n. – (Beit memoria [1])
Becker-Rau, Christel (fotografie di) ; Zuffellato, Daniela /trad. di) ; gfc (progetto grafico di)
Alla cop.: Felice Schragenheim, ritr. fotog. b/n di Ilse Ploog, Berlino, 1944
Rilegato
32 €
©2009 Beit casa editrice
©2002Deutcher Taschenbuch Verlag GmbH ‹ Co., Munchen
©2002Christel Becker-Rau per l’eleborazione e restauro delle immagini di Lilly Wust
Tit. orig.: Das kurze Leben der Jüdin Felice Schrraghenheim : ‘Jaguar’ Berlin 1922 – Bergen-Belsen 1945

Erica Fischer, La breve vita dell'ebrea Felice Schragenheim, Beit 2009; p. 139 (part.)

Il sito di Beit, qui.

Il sito di Erica Fisher, qui.

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6 Risposte

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  1. […] Qui la recensione a La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim […]

  2. lukiz said, on 17 febbraio 2010 at 8:20 am

    un paio di settimane fa me lo hanno regalato;a me sembrava di averlo già visto, ma non riuscivo a ricordarmi dove. e stamattina, nel mio solito giro di perlustrazione qui l’ho ritrovato! sono contenta.
    al solito, splendida recensione. e gran bel volume.

  3. federico novaro said, on 17 febbraio 2010 at 4:16 pm

    grazie dei complimenti, e sì, gran bel volume, bravi Beit, interessante la formula, coraggiosa in Italia. Io sono un po’ critico sul piano grafico, che trovo poteva essere molto più innovativo, ma intanto bene così!
    a presto
    (grazie delle perlustrazioni)

  4. […] Fisher La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim Jaguar / Berlino 1922 – Bergen-Belsen 1945 Fotografie di Christel Becher-Rau Traduzione dal […]

  5. […] è la casa editrice de La breve vita dell’ebrea Felice Schragenheim, di Erica Fisher (Beit 2009), già recensito qui su […]


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