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Roland Barthes : Dove lei non è / Einaudi 2010. Recensione di Camilla Valletti

Posted in camilla valletti, letteratura francese, recensioni by federico novaro on 15 marzo 2010

Dove lei non è
Roland Barthes

a cura di Nathalie Léger
traduzione dal francese di Valerio Magrelli
260 p. ; 18 €
Einaudi – Supercoralli, Torino 2010
Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010; frontespizio (part.), 1

Una recensione inedita di Camilla Valletti per FNl

Roland Barthes, i Frammenti e i Quaderni del lutto

Si era negli anni Ottanta e si era innamorati. O si pensava di esserlo. In questa intercapedine, fatta di sospensione e desiderio, un libro riuscì ad intercettare il particolare spirito di allora. Era Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes (Fragments d’un discours amoureux, saggio anomalo sul vocabolario usato in letteratura e nel quotidiano per intendere il processo dell’innamoramento e dell’amore, uscito da Seuil nel 1977 e da Einaudi l’anno dopo, nella traduzione di Renzo Guidieri).

Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010; alla sovracoperta: [Biscarosse, Landes, Roland Barthes, sua madre, suo fratello (dati da: Barthes di Roland Barthes, Einaudi 1980] © Archives Roland Barthes (part.), 2

In Italia Barthes era considerato l’interprete della modernità, colui che aveva dato valore agli oggetti comuni (nel 1962 era uscito da Lerici Miti d’oggi, tradotto da Lidia Lonzi –Mythologies, Seuil, 1957-, riproposto poi da Einaudi in una nuova edizione nel 1974, e da allora, come i Frammenti, ristampato regolarmente, un ragionamento sul mito condotto su materiali di attualità); i Frammenti, suo penultimo libro pubblicato in vita (Barthes muore nel 1979 investito per strada da un conducente di un furgone distratto; il suo libro sulla fotografia, –La Chambre claire : Note sur la photographie, Gallimard/Seuil/Cahiers du cinéma- esce postumo l’anno dopo, tradotto da Renzo Guidieri in Italia, La camera chiara, Einaudi 1980) consegnarono al grande pubblico un autore la cui fama era stata preparata soprattutto in ambito accademico e colto, dai suoi molti saggi di semiologia e critica letteraria (Il grado zero della scritturaLe degré zéro de l’écriture, Seuil, 1953-, fu pubblicato, tradotto da Guseppe Bartolucci, da Lerici nel 1960; Einaudi lo ripropose, in versione aumentata nella PBE nel 1982; Il piacere del testoLe plaisir du texte, Seuil, 1973- altro titolo nodale di Barthes, uscì nel Nuovo Politecnico nel 1975; tradotto da Lidia Lonzi), e dalle sue investigazioni sulla moda (cfr. Sistema della moda, un Paberbacks Einaudi del 1970, tradotto da Lidia Lonzi, –Système de la mode, Seuil, 1967-, ora Il senso della moda, nei PBE Ns, 2006), sulla cultura giapponese (cfr. L’empire des signes, uscito in Francia da Skira nel 1970, uscito negli Struzzi –L’impero dei segni– tradotto da Marco Vallora, nel 1984), o sull’autobiografia (è del 1975 Roland Barthes par Roland Barthes, Seuil, tradotto da Gianni Celati nel 1980 –Barthes di Roland Barthes).

Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010; alla sovracoperta: [Biscarosse, Landes, Roland Barthes, sua madre, suo fratello (dati da: Barthes di Roland Barthes, Einaudi 1980] © Archives Roland Barthes (part.), 4

Barthes era un’intellettuale, un professore universitario, una figura pubblica, scriveva sui giornali, e alle sue lezioni interveniva un pubblico numeroso. “Frammenti” fu un sicuro successo, uno di quei felici piccoli avvenimenti editoriali che sembrano, quasi, poter cambiare le relazioni tra esseri umani, infondere loro una prospettiva culturalmente nuova, soffiare dentro le scarse conoscenze scolastiche delle persone tanto da farle brillare di senso pratico. Un effetto davvero propedeutico alla vita.

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi 1979, traduzione di Renzo Guidieri (part.), 2

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi 1979, traduzione di Renzo Guidieri (part.), 4

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi 1979, traduzione di Renzo Guidieri (part.), 5

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi 1979, traduzione di Renzo Guidieri (part.), 1

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi 1979, traduzione di Renzo Guidieri (part.), 3

I Quaderni del lutto / Dove lei non è
Barthes, è noto, lavorava come uno storico, producendo quotidianamente minute schede su temi e motivi che, in un secondo tempo, e seguendo una precisa architettura, cuciva insieme.
Quando morì sua madre, Barthes cominciò a tenere un suo diario, registro del dolore, quasi diagramma medico, di quello che provò nei giorni a seguire. Il diario abbraccia tutto il 1977, sfiora il 1978 e poi s’interrompe. Barthes, a suo volta, muore.

Journal de deuil, che adesso esce nella traduzione di Valerio Magrelli da Einaudi nei Supercoralli col titolo, poco barthesiano, di “Dove lei non è”, poco tempo dopo l’acclamata edizione francese (Seuil, 2009), è, a ben guardare, un’edizione capovolta dei “Frammenti”.

Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010; alla sovracoperta: [Biscarosse, Landes, Roland Barthes, sua madre, suo fratello (dati da: Barthes di Roland Barthes, Einaudi 1980] © Archives Roland Barthes (part.), 5

Il processo di raccolta documentaria è infatti lo stesso, ma è la direzione a cambiare, quasi che, nel caso dei Frammenti, l’esito fosse la dimostrazione della vittoria della vita sulla assoluta neutralità del caso – la scelta dell’oggetto d’amore – mentre, nel caso dei Quaderni l’esito fosse la sparizione dell’oggetto d’amore intesa come il centro di un viaggio che non può partire, cristallizzato per sempre sull’assenza.

Insieme, madre e figlio, avevano trascorso quasi una vita intera, considerata la morte precocissima del padre. Così come l’ineluttabilità del celebre “io ti amo” pronunciato dall’amante all’amato in Frammenti, così la constatazione del decesso della madre, la perdita irreparabile di colei che per Barthes rappresentò la somma degli affetti, è il punto di partenza e di arrivo del discorso sul lutto. Al pari dell’innamorato, a Barthes non resta molto di più che descrivere i molteplici strati del suo dolore.
La pregnanza dell’”io ti amo” è l’affondo ultimo, definitivo rispetto al crescere delle passioni.
Oltre non si può andare, l’unica possibilità risiede nella sua eterna ripetizione, nella ricerca affannosa di un lessico che meglio possa rappresentarne l’oltranza.
E allora, altrettanto, “lutto” si fa termine incompleto, modesto e insieme irrigidito, rispetto alle nuove cariche che ogni giorno assalgono lo scrittore. Insoddisfatto del sostantivo “lutto” Barthes s’affanna a cercare sinonimi.
“Cordoglio” “dolore” “tristezza” “mancanza”: la ricerca lessicale è il termometro dell’andamento del male inguaribile che si è intanto insinuato nella sua vita. Pur cercando di mantenere con rigore la facciata abituale, affinché lui stesso possa consentirsi di superare il “lutto” appunto, tutto dentro di sé procede con forza contraria, rigettandolo indietro. Rituffandolo nell’annichilimento (uno dei più consueti sentimenti in cui si trova l’innamorato, secondo la grammatica dei Frammenti).

Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010; alla sovracoperta: [Biscarosse, Landes, Roland Barthes, sua madre, suo fratello (dati da: Barthes di Roland Barthes, Einaudi 1980] © Archives Roland Barthes (part.), 3

Per il lettore, seguire la lotta e la disillusione di questo figlio, mai tanto vicino all’amato Proust, è esperienza gravosa, non sempre giustificata. Ma certe osservazioni su che cosa significa solitudine, ad esempio, valgono la pena del viaggio agli inferi. Solitudine, vi si dice, è non avere nessuno da chiamare a casa per annunciare il tuo ritardo.

(in coll. con FN)

Roland Barthes, Dove lei non è, traduzione di Valerio Magrelli, Einaudi 2010 (part.), 6

Roland Barthes, Dove lei non è, traduzione di Valerio Magrelli, Einaudi 2010 (part.), 5

Qui, sempre su FNl, la segnalazione di Dove lei non è, con link ad articoli e foto.

Qui, la pagina dell’Einaudi su Dove lei non è.

Qui, sul sito Einaudi, la lista dei titoli di Roland Barthes disponibili presso la casa editrice.

Qui, sul sito di Repubblica, un’anticipazione del testo, un buon esempio per verificare come la smaterializzazione dei testi possa modificarne la percezione -nel bene e nel male.

Se n’è parlato anche su Vogue, qui, con una bella foto di Sophie Bassouls.

E dedicata a Dove lei non è, c’è anche una mostra a Monfalcone, alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, leggetene qui.

Qui, il numero di TuttoLibri del 13.03.2010, con cover-story dedicata al trentennale dalla morte di Barthes.

Riga dedica il numero 30 a Roland Barthes, vedi qui.

Roland Barthes, Dove lei non è, traduzione di Valerio Magrelli, Einaudi 2010 (part.), 3

Roland Barthes, Dove lei non è, traduzione di Valerio Magrelli, Einaudi 2010 (part.), 7

Roland Barthes, Dove lei non è, traduzione di Valerio Magrelli, Einaudi 2010 (part.), 2

Roland Barthes, Dove lei non è, traduzione di Valerio Magrelli, Einaudi 2010 (part.), 1

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura francese / prime edizioni italiane
Dove lei non è / Roland Barthes
1. ed. – Torino : Einaudi. – 260 p. ; 22 x 14,5 cm. – ([Supercoralli])
Magrelli, Vittorio (traduzione di) ; Léger, Nathalie (a cura di)
Rilegato, con sovracoperta
alla cop.: [verso il 1932, Biscarosse, Landes: Roland Barthes, sua madre, suo fratello (dati da: Barthes di Roland Barthes, Einaudi 1980]
©2010 Giulio Einaudi editore, s.p.a., Torino
©2009 Éditions du Seuil / Imec, Paris
Tit. orig.: Journal de deuil / 26 octobre 1977 – 15 septembre 1979 / Texte ètabli et annoté par Nathalie Léger

Barthes di Roland Barthes, Einaudi 1980, p. 31: "Bayonne, Marrac, verso il 1919" (part.)

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