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R. Raj Rao / Il mio ragazzo. Metropoli d’Asia 2010. (segnalazione)

Posted in letteratura indiana, segnalazioni by federico novaro on 26 marzo 2010

É in libreria

Il mio ragazzo / R. Raj Rao

Traduzione dall’inglese di Sara Fruner
Glossario a cura di Sara Bianchi
Progetto grafico di Damir Jellici
306 p. ; 14,50 €
Metropoli d’Asia – Narratori, Milano 2010

R. Raj Rao, Il mio ragazzo, Metropoli d'Asia 2010; progetto grafico di Damir Jellici, alla cop.: fotog. col., ©Gioia Guerzoni, elab. digit.: cdf-ittica.it (part.), 1

Il mio ragazzo, di R. Raj Rao

Qui la scheda del libro sul sito di Metropoli d’Asia.
FNl aveva parlato di Metropoli d’Asia, qui.

(“[…] L’India omosessuale fa il suo outing […]”
Ma che cosa diavolo vorrà dire questa frase?

Gentili redattori e gentili redattrici di Metropoli d’Asia,
se non sapete di cosa state parlando, perché non chiedete? o tipo sfogliate un vocabolario?

(o anche solo Wikipedia, qui, outing, e qui, coming out)

Per fare brevissimo: con l’espressione coming out si intende quel momento topico in cui una persona omosessuale, all’interno di un processo identitario, dice ad amici e/o parenti: -io sono gay.
Con l’espressione
outing si intende l’azione, spesso compiuta con fini politici, con la quale si rivela pubblicamente l’omosessualità di persone terze: -lui/lei è gay.

Per usare un esempio italiano:

quando Alessandro Cecchi Paone ha detto: -io sono gay-, ha fatto il suo coming out,
quando Alessandro Cecchi Paone ha detto: -Tiziano Ferro è gay-, ha compiuto un’azione di outing.

Il fuori (out) che sta alla base dell’espressione si riferisce al metaforico armadio nel quale vivono le persone omosessuali che non rivelano il proprio orientamento sessuale.

“Un viaggio nel cuore di Bombay [ma: non sono ormai 15 anni che si chiama Mumbai?], / nelle fibre di una storia d’amore in cui / l’India omosessuale fa il suo outing.” [riguardo a Bombay/Mumbai vedi il commento in basso di M. (grazie M.), 27.03.010].

Al di là dell’espressione “l’India omosessuale”, che fa un po’ ridere, la frase non vuol dire niente, a me pare.

Comunque questo non è certo né il primo né l’ultimo esempio, ma in copertina di un libro che strilla sulla fascetta: “Dall’India, una sfida letteraria / sull’amore omosessuale”, forse un minimo di cura in più si sarebbe potuta esercitare).

R. Raj Rao, Il mio ragazzo, Metropoli d'Asia 2010; progetto grafico di Damir Jellici, alla cop.: fotog. col., ©Gioia Guerzoni, elab. digit.: cdf-ittica.it (part.), 5

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8 Risposte

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  1. M. said, on 27 marzo 2010 at 12:23 pm

    A parte la questione “Bombay” (che ci può stare – il romanzo, ho letto sul web, è ambientato nel 1992, e Mumbai è usato ufficialmente dal 1995), sul resto sono assolutamente d’accordo. -_-

  2. federico novaro said, on 27 marzo 2010 at 3:47 pm

    grazie per la precisazione Bombay-Mumbai, appena posso correggo

  3. elena said, on 28 marzo 2010 at 12:21 pm

    Solo per tua informazione cecchi paone non ha mai detto che Tiziano ferro è gay, ma che qualcuno lo ha scritto sul web ma che lui non lo conosce personalmente e di preciso non ne sa nulla e lo ha incitato a dire la sua, e lui a risposto dicendo che evitare di sbattere il fondoschiena della propria fidanzata su una qualunque spiaggia al servizio del gossip non è sinonimo di omosessualità; quando cerchi esempi per ciò che dici cercali giusti e non campati in aria.

  4. federico novaro said, on 28 marzo 2010 at 12:56 pm

    ma sì, ma sì.
    questo, a chi interessa, il link al sito di TZ:
    http://tizianoferro.fansblog.it/2010/02/15/cecchi-paone-su-tiziano-ferro-dovrebbe-dire-se-e-gay-o-no-perche-mai/

    in ogni caso: era un esempio, magari leggero, ma non campato in aria; detto questo il punto rimane. diciamo che quando ACP ha parlato di TZ ha fatto un outing maldestro e mal fatto, molto italiano. Dire e non dire è la forma retorica più usata in questo paese cattolico dove ci capita di vivere.
    Un saluto,
    grazie di seguirmi

  5. cartografo_queer said, on 30 marzo 2010 at 3:51 pm

    Insopportabile questa continua confusione fra ‘outing’ e ‘comin out’. E’ chiaro però che la cosa è voluta, perchè anche dove nella versione originale è scritto ‘coming out’ i traduttori lo trasformano in ‘outing’. Davvero provinciale. Comunque consoliamoci, caso raro oggi sulla home page di Repubblica hanno usato il termine corretto.

  6. federico novaro said, on 1 aprile 2010 at 4:01 pm

    ogni tanto…, ma se non ricordo male sulla colonna di destra già dicevano outing. (per evitare ripetizioni…) ciao!

  7. cartografo_queer said, on 31 luglio 2010 at 11:10 am

    Ho provato a leggerlo, ma non ci sono riuscito… In una parola pessimo.

  8. federico novaro said, on 1 agosto 2010 at 11:42 am

    ne avevo sentore. fantastico, un libro in meno da depennare dalla lista degli arretrati 🙂


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