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Alicia Giménez-Bartlett : Una stanza tutta per gli altri / Sellerio 2009 (Woolf revenant. 1)

Posted in lesbian, letteratura spagnola, note, straight by federico novaro on 31 marzo 2010

Woolf revenant. 1

(Virginia Woolf è ormai a tutti gli effetti un personaggio, che sempre più spesso torna ad apparire nei testi degli altri)

Una stanza tutta per gli altri
Alicia Giménez-Bartlett

Traduzione di Maria Nicola

337 p. ; 14 €
Sellerio – la memoria – 792, Palermo 2009

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2009; frontespizio (part.)

Già uscito nella collana “Il contesto”, sempre da Sellerio, nel 2003 (e ristampato nel 2004), è tornato l’anno scorso a ottobre nella collana “La memoria” Una stanza tutta per gli altri, allusione smaccata al famoso testo di Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé (A Room of One’s Own, 1929) è la traduzione un po’ opinabile di Una habitación ajena, questo il titolo originale.

Una stanza tutta per gli altri fa parte della produzione di Giménez-Bartlett non legata al personaggio che più l’ha resa famosa, l’ispettrice di polizia Petra Delicado, (nove titoli sempre da Sellerio fra il 1996 e il 2009).

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2009; alla copertina: Olio su tela di Thomas Dugdale, ©Simon Carter Gallery, Wooldbridge (part.), 2

Il manoscritto ritrovato

Nelly Boxall lavorò presso i Woolf, Leonard e Virginia, come governante, fra 1916 e il 1934; Virginia Woolf più volte la cita nel suo diario, in un alternarsi di ammirazione, fastidio, affetto.

Nelle prime pagine Giménez-Bartlett, racconta la sua ammirazione per il gruppo di Bloomsbury, “[…] quel pugno di intellettuali anticipò un sogno che coniuga la dimensione personale con quella sociale … Mi riferisco al sogno della libertà. Libertà sessuale, di pensiero, di creazione […]”, (p. 13), che l’ha portata alla lettura dei Diari di Virginia Woolf, “[…] La miniera di informazioni più ricca. … Lì si trova l’essenza … della questione […]”, (ibid), e poi, dai Diari, cita: “[…] Se questo diario non l’avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle mie mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly, sul suo personaggio. […]”, (p. 14); lette queste righe come un invito Giménez-Bartlett decide di seguirlo.
È durante le ricerche su Nelly, che, insperato, compare il suo diario, sino ad allora inedito e sconosciuto. E’ la possibilità dell’altro punto di vista, il colpo più straordinario che possa capitare lungo una ricerca biografica.
“[…] Le pagine che seguono sono una commistione di frammenti del diario di Nelly Boxall [l’attuale proprietaria -viene detto più sopra, ne ha impedito la pubblicazione integrale, ndr] e brani del romanzo basato su fatti reali che un giorno finirò di scrivere. Contengono anche una sommaria testimonianza del mio soggiorno a Londra … durante il quale … lavorai chiusa nella stanza di una pensione […]”, (p. 15).

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2009; alla copertina: Olio su tela di Thomas Dugdale, ©Simon Carter Gallery, Wooldbridge (part.), 6

Così cominciava la prima edizione di Una stanza tutta per gli altri, in una mescola interessante di tre biografie intrecciate, ciascuna con al centro rispettivamente la biografa, la governante, la scrittrice.

Seguendo il più possibile l’ordine cronologico, attenendosi ai dati e al dettato dei due diari, integrando con notizie storiche la vicenda, Giménez-Bartlett riesce a restituire un’epoca, facendone risaltare le contraddizioni, gli scontri di classe, e appassionando con il racconto di due personalità destinate a confliggere e insieme prede della reciproca ammirazione, incomunicabile; divise dal progresso sociale e culturale che le rende soggetti, ma mai pienamente, in una continua erosione del pregiudizio di classe e al suo pervicace ribadirsi, e insieme sempre dando conto che lo sguardo che le racconta è uno sguardo dell’oggi, che si avvicina a materiali autentici con l’oggettività della storica e il fascino della scrittrice.

Un altro manoscritto ritrovato

Questa edizione però premette al testo, ma collocandole dopo il titolo, tre brevi pagine in corsivo, datate, in chiusura, “Barcellona, settembre 2009”: “[…] Credo che fra i miei romanzi … questo sia quello che più deve alla realtà. … Persino l’intenzione è chiara: ricreare il rapporto fra Virginia Woolf e le sue domestiche … dando particolare risalto alla figura di Nelly. … Ebbene, malgrado tutto ciò potesse apparire evidente, alla prima uscita del libro sorsero un mucchio di malintesi. Per cominciare, il supposto diario di Nelly, mero artificio letterario che mi permetteva di entrare nel suo mondo interiore, fu preso da molti recensori per un diario realmente esistente. … Quando smentii che tale diario esistesse … qualcuno disse che Nelly … non era che un personaggio di finzione […]”, (pp. 9-10); segue un puntiglioso rendiconto del metodo usato e di dove debba intendersi che il testo sia fedele alle fonti e dove sia frutto di immaginazione, per chiudersi con un cenno alle intenzioni narrative: “[…] cercai … di parlare di una sorta di smarrimento di classe … lo stato di solitudine e semi-schiavitù in cui vivevano le domestiche dell’epoca. […], (p. 11).

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2009; alla copertina: Olio su tela di Thomas Dugdale, ©Simon Carter Gallery, Wooldbridge (part.), 3

Queste tre pagine risultano interessanti per l’effetto che hanno sul testo, riorientandolo. Ora, leggendo, noi sappiamo; il centro si è spostato: non leggiamo più la storia di Nelly attraverso il suo diario, e di Virginia Woolf presso la quale lavorava, ma l’avventura di Giménez-Bartlett come scrittrice. Le nuove tre pagine funzionano da cornice, moltiplicando, cercando di negarlo, il gioco fra vero e falso. Il manoscritto ritrovato non è più il diario di Nelly, ma il testo nella sua interezza. Le prime tre pagine sono una premessa, una cornice, e insieme un racconto, delle quali il testo originario può sembrare una semplice illustrazione.

L’avventura di un testo

La scatola cinese, la cornice, e il teatro, sono tre chiavi che tornano costantemente nella costruzione del testo. “[…] lavorai chiusa nella stanza di una pensione. […], (p. 15), così si conludeva l’incipit della prima edizione, per riprendere dopo un salto di riga: “[…] Dietro quegli alberi nessuno mi vedrà, o per meglio dire, non verrò notata. Ho l’aria di una donna rispettabile che si è fermata un attimo per osservare un funerale […]”, è Alicia, l’autrice, diventata personaggio, che entra a piedi uniti nel testo, e insieme dichiara, anche nella nuova veste, le sue intenzioni, dare voce a chi non l’ha avuta, ricomporre i resti che non hanno avuto sepoltura.

“[…] Ma di colpo vi sono pagine che mi sconcertano e che non so come mettere in scena […]”, (p. 193), qui parla Alicia; “[…] Come se questo fosse un teatro e io avessi una poltrona in prima fila. […]”, (p. 204), qui parla Nelly.

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2009; alla copertina: Olio su tela di Thomas Dugdale, ©Simon Carter Gallery, Wooldbridge (part.), 4

Interi brani “[…] del romanzo basato su fatti reali che un giorno finirò di scrivere […]”, sono al presente, e in terza persona, alternano descrizioni minuziose delle persone e degli ambienti, cui fanno seguito lunghi dialoghi, come delle recite, “[…] Lottie e Nelly sono in cucina, davanti a un mucchio di verdure […]”, (p. 56). “[…] Nelly bussa alla porta dietro alla quale lavora Virginia Woolf e solo dopo qualche istante si ode la sua voce. / -Sì? / -Signora, sono Nelly, è successa una cosa importante. / Senza aspettare il permesso di Virginia, Nelly irrompe nella stanza. / -Signora, la Camera dei Lord ha approvato il voto alle donne! […]”, (p. 86).

“[…] Nelly si muoveva insicura, come un’attrice che non riesce ad accontentare il regista. […], (p. 111).

Al diario, al teatro, si alternano anche brani in forma saggistica, che allontanano lo sguardo, rafforzando l’impressione declamatoria dei dialoghi, “[…] Tuttavia, per quanto il numero delle lavoratrici domestiche fosse calato durante la guerra, continuavano ad essere molte le ragazze la cui unica prospettiva era servire. […]”, (p. 89).

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2009; alla copertina: Olio su tela di Thomas Dugdale, ©Simon Carter Gallery, Wooldbridge (part.), 5

Tlavolta Giménez-Bartlett gioca col testo woolfiano: “[…] Il pomeriggio, la luce gialla che entra dalle finestre fa ballare il pulviscolo nell’aria […]”, (p. 98), con una divertita funzione d’ambiente, e infine chiude: “[…] Credo di disporre ormai di un numero di scene e di informazioni sufficiente per mettere insieme un romanzo. Per farlo tornerò in Spagna, lasciando questo paese bello e estraneo dove fa tanto freddo […]”, (p. 331).

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2009; alla copertina: Olio su tela di Thomas Dugdale, ©Simon Carter Gallery, Wooldbridge (part.), 8
(I Diari di Virginia Woolf continuano ancora scandalosamente a non essere tradotti in Italia dove è disponibile solo Diario di una scrittrice, scelta di pagine a cura di Leonard Woolf, tradotto da Giuliana de Carlo; ora, rivista da Andreina Lombardi Bom, nella collana “I quindici”, di minimum fax)


Riassunto bibliografico:
queer / letteratura spagnola
Una stanza tutta per gli altri / Alicia Giménez-Bartlett
Palermo : Sellerio. – 17 x 12 cm. – (La memoria – 792)
Nicola, Maria (traduzione di)
Prima edizione ne “La memoria”; aumentata di tre pagine in capo al testo rispetto alla prima edizione ne “Il contesto”, 2003
Brossura, con risvolti
Alla cop.: Olio su tela di Thomas Dugdale . Simon Carter Gallery, Woodbridge
©2003 Sellerio editore
©1997 Alicia Giménez-Bartlett
Tit. orig.: Una habitacíon ajena

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