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La sfida di Harlan / Patricia Nell Warren. Fazi 2010. (segnalazione)

Posted in lesbian, letteratura americana, segnalazioni by federico novaro on 12 aprile 2010

È in libreria

La sfida di Harlan
di Patricia Nell Warren
Traduzione di Gaja Cenciarelli
[responsabilità grafica non indicata]
Introduzione di Patricia Nell Warren

423 p. ; 18,50 €
Fazi -Fuori collana, Roma 2010

Patricia Nell Warren, La sfida di Harlan, Fazi 2010; [responsabilità grafica del volume, © dell'immagine riprodotta in copertina: non indicate],  cop. (part.), 9

La scheda de La sfida di Harlan sul sito di Fazi, qui.

Tutto, in inglese, su Patricia Nell Warren, qui.

Patricia Nell Warren è su fb, qui.

La sfida di Harlan è un seguito de La corsa di Billy, che Fazi ha pubblicato nel 2007 (vedi la scheda, qui)

Patricia Nell Warren, La sfida di Harlan, Fazi 2010; [responsabilità grafica del volume, © dell'immagine riprodotta in copertina: non indicate],  cop. (part.), 5

A proposito de La corsa di Billy (The front runner):

Giulio Maria Corbelli, sul sito dell’ArciGay di Milano, qui.

David Fiesoli, su Radio Gas, qui.

Andrea Parodi su La Stampa, qui.

Un sito interamente dedicato a The front runner, qui.

Patricia Nell Warren, La sfida di Harlan, Fazi 2010; [responsabilità grafica del volume, © dell'immagine riprodotta in copertina: non indicate],  cop. (part.), 7

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10 Risposte

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  1. Catia said, on 22 aprile 2010 at 4:58 pm

    La corsa di Billy: sono l’unica a pensare che la traduzione della Nono lasci molto, molto a desiderare?

    Praticamente ha fatto sì che questo fosse l’ultimo libro di un autore/autrice che avrei letto tradotto in italiano. Da allora, tutto ciò che è originariamente in inglese lo leggo/vedo in inglese. Capisco che non tutti possano, ma credo che chiunque ne abbia la possibilità debba preferire la versione originale o comunque leggerle entrambe, anche se molti nostri traduttori hanno saputo in alcuni casi fare lavori magistrali e addirittura aggiungere spessore al risultato finale.

    Non in questo caso, però, ma forse esagero io o forse è perché avevo già letto il libro e i suoi due seguiti in inglese?

    In ogni modo, ben vengano traduzioni anche non eccelse per libri che abbiamo impiegato solo una trentina d’anni a far uscire qui…

  2. federico novaro said, on 22 aprile 2010 at 11:27 pm

    noto una certa vena polemico-arrabbiata 🙂
    io sono uno di quelli (vergogna e disdoro) che non potrebbe leggerli in inglese.
    sono daccordo che i testi andrebbero quand’è possibile letti in originale, e anzi penso che i testi tradotti dovrebbero avere il doppio autore. questo perché la traduzione può essere anche talvolta, e mi sembra a leggerti che sia questo il caso, un peggiormento, ma anche talvolta produrre un testo, che travisando l’originale, risulti più bello ancora. chissà, è tutto un mondo, come si sa. Io sono incompetente, ma come sai FNl ospita il Falso Amico di Norman Gobetti, che sull’argomento, mi pare dica cose interessanti.
    ciao

  3. Catia said, on 23 aprile 2010 at 9:25 am

    Si, infatti il mio primo commento qui l’altro giorno voleva essere una risposta a quello che ho capito solo dopo non era un tuo post ma suo 🙂 Mi aveva folgorata parlando della traduzione di “Ogni cosa è illuminata”, perché ci ho trovato esattamente le mie riflessioni.

    Ciao, a presto.

  4. federico novaro said, on 23 aprile 2010 at 11:10 am

    norman è un grande 🙂

  5. Stefan said, on 2 maggio 2010 at 1:11 am

    E’ vero che chi non parla o capisce l’ Inglese (o qualunque altra lingua straniera/originale) non ha altra scelta. Ma questo libro e’ stato tradotto con i piedi, cosi’ come la maggior parte delle cose (Film, telefilm, informazione etc) che finiscono davanti a gl’ occhi degl’ Italiani.
    Il fatto e’ che non e’ necessario. Ci sono ottimi traduttori in Italia. Questo ne era fra quelli.

    Punto.

  6. Stefan said, on 2 maggio 2010 at 1:15 am

    Correzione:
    “Questo ne era fra quelli”

    Questo NON era fra quelli

  7. federico novaro said, on 2 maggio 2010 at 9:19 am

    sì, sono daccordo. ce ne sono di ottimissimi. uno dei punti è anche che vengono pagati una miseria, uno dei passaggi come molti nell’editoria, dove la passione viene sfruttata che neanche i padroni delle miniere.

  8. federico novaro said, on 2 maggio 2010 at 9:19 am

    certo :-))

  9. Catia said, on 3 maggio 2010 at 9:16 am

    Felicissima di non essere stata l’unica a notarlo. Un vero peccato, comunque. Una brutta traduzione non credo la noti solo chi ha avuto modo di leggere la versione originale.

  10. federico novaro said, on 3 maggio 2010 at 9:52 am

    No, affatto, anzi, io credo che una brutta traduzione si cominci a definire dal fatto che il testo non funziona a prescindere dalla sua relazione con l’originale. Fra gli ultimi esempi: Dietro il vetro sottile, di Gad Beck, Einaudi 2010. Non conosco il tedesco, e non posso fare raffronti con l’originale, ma il testo italiano è pessimo, ed ha una legnosità tipica di chi non sa bene abbastanza nessuna delle due lingue da potersi distaccare da entrambe.


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