federico novaro libri

Adam Haslett : Union Atlantic / Einaudi Stile Libero 2010. Recensione di Camilla Valletti

Posted in camilla valletti, letteratura americana, recensioni by federico novaro on 12 maggio 2010

Adam Haslett
Union Atlantic

Traduzione di Carla Palmieri
Progetto grafico di Riccardo Falcinelli

348 p. ; 19 €
Einaudi -Stile Libero, Torino 2010

Una recensione inedita di Camilla Valletti per FNl

Adam Haslett, Union Atlantic, Einaudi sl 2010, progetto grafico di Riccardo Falcinelli, frontespizio (part.)

Union Atlantic, di Adam Haslett

Un romanzo importante, smisurato, attualissimo, questo di Adam Haslett, candidato ai più prestigiosi premi americani e passato del tutto inosservato nel nostro paese.

Adam Haslett, Union Atlantic, Einaudi sl 2010, progetto grafico di Riccardo Falcinelli, alla cop.: ©Mary Evans / Archivi Alinari: cop. (part.), 4

Nonostante la precedente raccolta di racconti, Il principio del dolore, avesse ottenuto ottimi risultati di critica e di vendite, l’editore non ha voluto puntare su un titolo così forte.

Adam Haslett, Il principio del dolore, Einaudi 2003; progetto grafico di Riccardo Falcinelli; alla cop.: ©Kamil Vojnar/Photonica; cop. (part.)

Quarta di copertina ambiguamente stupida, relegato nelle collane di genere di “Stile Libero”, il romanzo di Haslett non fa certo una bella figura.
Ed un gran peccato perché la sua apparizione non è da meno di esordi come Le correzioni (Jonathan Franzen, The Corrections, 2001; traduzione di Silvia Pareschi, Einaudi 2002), o Ogni cosa è illuminata (Jonathan Safran Foer, Everything Is Illuminated, 2002; traduzione di Massimo Bocchiola, Guanda 2004).

Union Atlantic infatti è capace di farsi modello letterario, di anticipare un epoca, partendo da un dato di realtà che ancora la letteratura america non aveva avuto gli strumenti per affrontare.
Certo, ci sono stati grandi antecedenti nel Falò della vanità di Tom Wolfe (The Bonfire of the Vanities, 1987; tradotto da Ranieri Carano, Mondadori 1988), ma da allora niente di paragonabile.

E’ la parabola di un successo e del suo immediato disfacimento.
Lo scontro netto, vertiginoso, tra la vecchia America dei coloni e i nuovi super ricchi arrivati da chissà dove, del tutto privi di cultura, fermi alla basica superficie dei corpi, concentrati per intero nell’istante che avviene.

Adam Haslett, Union Atlantic, Einaudi sl 2010, progetto grafico di Riccardo Falcinelli, alla cop.: ©Mary Evans / Archivi Alinari: cop. (part.), 2

I due antagonisti sono una vecchia storica in pensione e un trentenne consulente finanziario della Union Atlantic Bank, Charlotte e Doug che, per uno scherzo del destino, si trovano a diventare vicini di casa.

Doug ha guadagnato molti soldi, talmente tanti che non sa che cosa farsene. Li investe in una casa dalla dimensione faraoniche che fa costruire su un terreno vicino ad un centro urbano dove era cresciuto da piccolo con la madre. Non lontano vive Charlotte nella casa di famiglia che ormai versa in condizioni spaventose. Entrambi hanno un buco affettivo alle spalle: la madre alcolizzata di Doug che non ha mai risposto alle sue lettere quando era al fronte e il marito di Charlotte, tossico impenitente che le muore tra le braccia.

Sono due esseri soli e sfrontati. Soli e ammirati. Soli ma legati dalla presenza dell’adolescente Nat, ultimo allievo della vecchia Charlotte, e primo amante maschio per Doug. Attraverso la sua giovinezza, il suo corpo di nulla, il desiderio sempre acceso, i due portano a termine il loro tragico destino. La donna muore nell’incendio da lei provocato della sua casa e Doug, accusato di gravissimi illeciti, torna sul campo di battaglia come mercenario.
Ma questa è solo la struttura portante di una vicenda fatta soprattutto di riflessioni, di ambienti e di personaggi nuovi, tutti vivi, tutti abitati da una smania indefinibile che vuole andare oltre ogni consolidata certezza.

Adam Haslett, Union Atlantic, Einaudi sl 2010, progetto grafico di Riccardo Falcinelli, alla cop.: ©Mary Evans / Archivi Alinari: cop. (part.), 3

Denaro, sesso, bellezza sono motivi del tutto confinati rispetto a quello che interessa l’autore: l’impossibilità di sostituire la presenza amata con altre densità. Siano queste materiali o intellettuali.

Tale incolmabile assenza, è decretata dal sacrifico finale dei due protagonisti. L’una bruciata viva, quasi come strega, straziata dalle fiamme insieme ai suoi cani fedeli -gli unici coi quali l’anziana donna parla attribuendo loro un carattere e una scuola di pensiero- e l’altro perso su un nuovo fronte come mercenario, oramai vittima dei suoi ricordi e dell’ultimo rifiuto della madre -ora riaccompagnatasi e libera dall’alcolismo.

Adam Haslett, Union Atlantic, Einaudi sl 2010, progetto grafico di Riccardo Falcinelli, alla cop.: ©Mary Evans / Archivi Alinari: cop. (part.), 1

Nat, il ragazzino senza corpo, eppure così dipendente dai suoi desideri carnali, è l’unico depositario dell’intera vicenda. Erede di un particolare sguardo e di una particolare combattività, quasi bordeline, in lui appena percettibile quanto è invece più vorace in Doug e Charlotte, schiantati dal loro essere minoritari per volontà totalizzante.

Una scrittura di rara precisione insegue, senza mai enunciarla, questa consapevolezza, affiorante tra i microcrolli di un postcapitalismo troppo tecnico per non sembrare debole.

Adam Haslett, Union Atlantic, Einaudi sl 2010, progetto grafico di Riccardo Falcinelli, alla cop.: ©Mary Evans / Archivi Alinari: dorso (part.)

Riassunto bibliografico:
Adam Haslett / Union Atlantic
1. ed. – Torino : Einaudi. – 21 x 13,5 ; 348 p. – (Stile Libero Big)
Palmieri, Carla (traduzione di) ; Falcinelli, Riccardo (progetto grafico di)
Brossura, con risvolti
Alla cop.: © Mary Evans / Archivi Alinari
©2010 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
©2009 Adam Haslett
Tit. orig.: Union Atlantic

Adam Haslett, Union Atlantic, via web (part.)Adam Haslett, Union Atlantic, Einaudi sl 2010, progetto grafico di Riccardo Falcinelli, alla cop.: ©Mary Evans / Archivi Alinari: cop. (part.), 5

Qui, il sito di Adam Haslett

Sul sito del New Yorker, qui, un articolo di Haslett: Love Supreme. Gay nuptials and the making of modern marriage

Un’altro qui, sul sito di Democracy: Like a Horse and Carriage

Qui, in uno speciale del 2005 di Minimum fax, un’intervista a Adam Haslett

Adam Haslett, via web (part.), 1

Annunci

5 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. delfio said, on 12 maggio 2010 at 10:18 am

    bella recensione, finalmente, Brava.
    sto provando a proporlo perchè mi è piaciuto molto, sinora senza riscontri, ma confido.
    Penso anche che la collocazione nei supercoralli sarebbe stata scelta più adatta, avrebbe dato visibilità e attenzioni migliori.

  2. federico novaro said, on 14 maggio 2010 at 11:53 am

    anch’io trovo. il libro è proprio bello, spero che nel suo piccolo questo blog ne aiuti un po’ la diffusione

  3. […] qui, su FNl, la recensione a Union Atlantic di Camilla Valletti […]

  4. […] FNlibri Camilla Valletti ha recensito Union Atlantic, di Adam Haslett (Einaudi 2010); Dove lei non è, di Roland Barthes (Einaudi 2010); Coventry, di […]

  5. […] aveva già pubblicato una recensione inedita di Camilla Valletti a Union Atlantic di Adam Haslett, libro importante, e un poco trascurato, uscito negli Stile Libero […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: