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Sandro Campani, Daniele Coppi : Non ti avevo nemmeno notato / Playground 2010. Recensione di Matteo Stefanelli

Posted in fumetti, graphic novel, letteratura italiana, recensioni by federico novaro on 15 luglio 2010

(Matteo Stefanelli, autore della recensione a Non ti avevo nemmeno notato (Sandro Campani e Daniele Coppi, Playground 2010) che trovate qui sotto, è il titolare dell’ottimo blog Fumettologicamente; qui la home.

Qui, trovate, sull’about di Fumettologicamente, una notizia su di lui.

FNl è molto onorato di chiudere la stagione ricevendo questo regalo, di ospitare uno sguardo così acuto sul mondo del fumetto, e sulla contemporaneità, mai angustamente settoriale).

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , p. 21 (part.)

Sandro Campani, Daniele Coppi
Non ti avevo nemmeno notato

graphic designer: Federico Borghi

98 p. : ill. b/n ; 12 €
Playground -High School, Roma 2010

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , frontespizio (part.), 2

Non ti avevo nemmeno notato, di Matteo Stefanelli

La premessa è facile. Non ti avevo nemmeno notato è un libro che, ebbene, non lo avevo nemmeno notato.

Lo ha prodotto un piccolo editore letterario che mai aveva pubblicato fumetti in passato (Playground) e che abitualmente si occupa di narrativa legata a tematiche omosessuali/lgbtq. Un fatto in sé già significativo, vista la rarità di fumetti italiani su questi temi.

La vicenda raccontata è quella di Marco e Fabio, studenti in un Liceo di Roma, che si conoscono per caso, estratti a sorte dal preside per ripulire i bagni da una provocatoria scritta ingiuriosa, comparsa senza apparente motivo: “Il 5% della popolazione mondiale è gay. Perciò in questa scuola ce ne sono almeno 27. E io ne conosco uno!”.

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , p. 11 (part.), 1

L’incontro tra i due sviluppa una crescente curiosità reciproca, fino alla scoperta di un’attrazione che li conduce a una felice relazione. Un percorso difficile soprattutto per Fabio, scosso dai dubbi e messo sotto pressione da qualcuno che invia sms anonimi minacciando di rivelare la sua identità omosessuale.

Lo scenario romano è evocato attraverso alcuni dettagli, ma svolge una funzione fondamentalmente decorativa in una vicenda che ruota intorno a luoghi tipizzati della vita giovanile: scuola, appartamento di famiglia, locali, moto, scrivania-con-pc. Anche le caratterizzazioni sociali sono schematiche: Marco è un fighetto, pettinatura perfetta e stile altezzoso che contrastano in modo macchiettistico coi tratti alternativi dello spettinato Fabio, dall’atteggiamento più rocker e stile casual.

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , p. 47 (part.)

100 pagine non sono poche, per un fumetto, eppure la sensazione è che per questo lavoro invece lo siano, perché lo sviluppo narrativo – e la costruzione plastica, con poche vignette mediamente dettagliate – non permette l’ingresso in profondità nei vissuti dei personaggi, presentati attraverso frammenti che raramente vanno oltre l’aneddotico: per Marco la passione per il tennis, l’infatuazione per il prof. di storia, il volantinaggio per Nessuno Tocchi Caino, il padre carabiniere; per Fabio la passione per la musica, la relazione con una ragazza, la moto, il teso clima familiare.

Non c’è quindi nessun vero impianto naturalistico in questa narrazione, che si colloca su un versante laterale del cosiddetto fumetto di realtà: il bozzetto realistico, che assume qui toni di parabola ‘esemplare’ più che di concreta indagine psicologica o esistenziale. Non ti avevo nemmeno notato appartiene perciò a un fronte per certi versi opposto al dramma ‘verista’ che abita un altro graphic novel italiano recente, pure incentrato su una relazione omosessuale ma in un quadro più caratterizzato (la criminalità organizzata) e in un contesto territoriale che risuona come eco tragica: Acqua Storta, eccellente lavoro di Valerio Bindi e Mariapia Cinque, pubblicato da Meridiano Zero (2010, dall’omonimo romanzo di Luigi Romolo Carrino, Meridiano zero, 2008).

(MERIDIANO ZERO, Salone del Libro, TO 010)

Il bozzettismo di questo graphic novel, entro il quale si muovono le ‘maschere’ Marco e Fabio, tuttavia è gestito con coerenza e controllo: solo piccoli aneddoti, ma nessuno esorbitante, come in una carrellata che attraversa, quasi scandendoli, una serie inevitabile di snodi comuni a tanti casi di ‘scoperta dell’identità’ nei giovani della classe media. Un bozzettismo sociologicamente ben orientato, quindi. Ma non solo: il suo complessivo equilibrio genera un effetto di leggerezza che è forse il maggiore pregio del libro. Il racconto scorre calmo, e le tavole reggono una buona ritmica classica, riveduta “con brio” per enfatizzare la rappresentazione dei gesti significativi: la mise en page è in tre strisce per pagina, alternate a pagine con quattro strisce, e con frequente ricorso a vignette orizzontali ‘panoramiche’ che rallentano il passo, focalizzando l’attenzione sui volti, i giochi di sguardi, o i momenti di maggiore espressione – teatralizzata – delle emozioni.

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , p. 81 (part.)

In una collana sull’adolescenza, questo ‘romanzo breve’ pare quindi in particolare sintonia con un pubblico immaginato adolescente anche nello sguardo: schematico ma non riduttivo, “a tesi” ma non ideologico nel descrivere snodi esistenziali certo difficili, ma pur sempre praticabili in un “mondo possibile” che è, in fondo, il nostro.

E allora il finale del libro mi pare un gesto narrativo apprezzabile, che incornicia la narrazione come un apologo sui pregiudizi, ma nella chiave rilassata di un gioco ironico, figlio di uno schietto vitalismo di fondo: i ragazzi sono protagonisti di un cambiamento sociale che continua a correre, tra fatiche ed entusiasmi. E’ il nonno di Fabio che occupa la scena finale, dettando un telegramma di cui vediamo, nell’ultima tavola, il testo letto dallo stesso destinatario (di spalle): “Gentile Benedetto XVI, ho appena scoperto mio nipote baciarsi con un altro ragazzo. Non mi è sembrato nulla di diabolico. Ci ripensi. Con stima”. Un finale che strappa un piacevole sorriso.

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , p. 97 (part.), 1

Qui, Fumettologicamente, il blog di Matteo Stefanelli

Playground, qui

Qui, su FNl, la segnalazione di Non ti avevo nemmeno notato, col booktrailer e dei link

Sandro Campani ha pubblicato da Playground É dolcissimo non appartenerti più, qui, la pagina sul sito di Playground

Qui, ne parla Alessandro Papadakis, su gay.tv

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , copertina (part.), 1

Riassunto bibliografico
queer / graphic novel / letteratura italiana / prime edizioni
Non ti avevo nemmeno notato / Sandro Campani, Daniele Coppi
1. ed. – Roma : Playground. – 98 p.: ill. b/n ; 24 x 17 cm. – (High School)
Borghi, Federico (graphic designer)
Brossura
©Playground 2010

Non ti avevo nemmeno notato, di Sandro Campani (testo) e Daniele Coppi (disegni), Playground 2010; graphic designer: Federico Borghi , p. 51 (part.)

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2 Risposte

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  1. […] Di Acqua Storta riparlaremo più avanti. Federico mi ha invece chiesto di leggere e recensire per il suo blog Non ti avevo nemmeno notato, fumetto di Sandro Campani e Daniele Coppi (Playground). La recensione è qui. […]

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