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Editoria : notiziole / 6: Einaudi e le fascette

Posted in editoria, grafica editoriale, notiziole by federico novaro on 18 ottobre 2010

Bret Easton Ellis, Imperial Bedrooms, nella versione di Giuseppe Culicchia, Einaudi 2010; fascetta editoriale pubblicitaria (part.), 1

“[…]una sorta di sovraccoperta ridotta al terzo inferiore dell’altezza del libro, i cui mezzi di espressione sono di solito puramente verbali. […]” (Genette, Soglie, I dintorni del testo, Torino, Einaudi 1989, p. 29)

Piacciono molto ultimamente le fascette sui libri. In verità ci sono da sempre, ma ultimamente sembrano vivere una nuova brillante stagione. Sono sempre state considerate un po’ volgari dai puri e algidi, una concessione alla sciocca pretesa di vendere un po’ di più.

Per molti anni hanno mantenuto un’aria un po’ compita, andavano molto le citazioni da qualche elogiativissima recensione.

Sono la parte più effimera di un libro, molto fragili raramente per esempio si trovano sul mercato antiquario, dove, a testimonianza di come siano neglette, sono considerate tutt’al più un bonus, ma non fanno la differenza.

L’Einaudi ha molto sperimentato in merito, sino a (mi pare per La strada, di Cormac McCarthy, ma magari mi sbaglio) ampliarla alle dimensioni dell’intera copertina, la copertina originale superata da un evento -il film -e, se non sbaglio ancora era un Supercorallo, la fascetta (ma si può ancora chiamare così?) riprendeva paro paro la locandina, ma (oh, accidenti, perché non l’ho fotografata?) manteneva il titolo e l’autore nei caratteri bastone soliti della collana, in una strana commistione, anche divertente.

Care ed effimere per molto tempo le fascette riportavano solo delle frasi, le immagini sono comparse recentemente.

Le fascette così come le abbiamo conosciute di solito ancoravano il libro a qualcosa del passato. Qualcosa che testimoniava il fatto che quel libro era stato letto ed era piaciuto, che aveva avuto successo ed era stato molto venduto, che era bellissimo e che se n’era fatto un film, ch’era uscito in versione rilegata ed ora era tascabile.

Oggi in libreria, dal tavolo degli ET Einaudi ho visto e rubato delle fascette. Era interessante, perché molti dei libri -io ne ho prese solo quattro, avevano le loro fascette, ed era come se alla collana fosse sovrapposto un livello che vi galleggiava sopra, fornendo informazioni facili e immediate -una Realtà Aumentata ma cartacea-.

Classica: il libro ha vinto un premio -di moderno c’è giusto il logo

Stabat Mater, di Tiziano Scarpa, Einaudi 2009: bandella pubblicitaria [2010] (part.)

Cinematografica: dal libro hanno fatto un film

La strada, di Cormac McCarthy, Einaudi 2010: fascetta pubblicitaria [2010] (part.)

Per la grande distribuzione: dal libro hanno fatto una fiction

Romanzo criminale, di Giancarlo De Cataldo, Einaudi 2010: bandella pubblicitaria [2010] (part.)

Una però era diversa. Intanto era comune a due libri distinti (L’inventore dei sogni e Espiazione, di Ian McEwan), e già questo era strano, poi riportava quello che era evidentemente un dettaglio di una copertina -illustrazione, titolo, autore- e sotto una data: “Novembre 2010”. É quindi un’anticipazione di un evento futuro (siamo a metà ottobre).
Delle fascette messe a dei libri -anche non recenti- in attesa che esca il prossimo.
Beh, è molto interessante. Non so se sia efficace, ma è una piccola variazione comunicativa che segna uno slittamento d’uso, spia di una comunicazione editoriale sporta radicalmente sul dopo.

Eccola

Espiazione e L'inventore dei sogni di Ian McEwan, Einaudi: bandella pubblicitaria [2010] (part.)

Si vede bene in rete come, spesso prima della reale disponibilità in libreria di un libro, decine di blog riportino un unico uguale pervasivo commento, riprodotto identico nella lista dei risultati di Google, la fortuna o la disgrazia ormai di un uffico stampa non basandosi tanto più sulla presenza o meno su questo o quel quotidiano direi, ma sull’efficacia icastica delle prime 4 o 5 parole del comunicato, le uniche fondamentali (un’arte dell’incipit).

L’effetto però della fascetta anticipatoria può essere contrario. Rendere redditizzio il tempo dell’attesa. “Sta per uscire il nuovo bellissimo straordinario eccezzionale libro del grande autore planetario, c’è ancora un poco da aspettare, nel frattempo: perché non leggere i precedenti che magari vi eravate persi?”.

Un ottima cosa dunque, che per una volta sembra far tesoro del catalogo, e non invece disperderlo.

Evviva.

Sul retro della fascetta: “L’irresistibile ascesa e la rovinosa caduta / di un Premio Nobel per la Fisica / bulimico e infedele.”, e più sotto: “-Forse il miglior romanzo di McEwan-. / The Financial Times

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2 Risposte

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  1. […] di lavorare con i materiali, con il formato, o con appendici come bandelle, sovracoperte, fascette e […]

  2. […] il problema rimane: come faccio a sapere chi fa cosa, lì dentro? Do retta al solito oggetto effimero (quando non addirittura ingannevole) oppure devo sbirciare su un elenco di ingredienti che più […]


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