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Editoria : notizie / brevi / 27 : Einaudi Stile libero Mood

Posted in brevi, editoria, grafica editoriale, letteratura americana, notizie, young adult by federico novaro on 1 febbraio 2011

Nuova collana da Einaudi / Stile libero: Mood

M, 4, 13.10.09

Quattro giorni per liberarmi di Jack, di Lauren McLaughlin, è uscito a Novembre, nella collana Stile libero di Einaudi, da poco ridisegnata da Riccardo Falcinelli, inaugurando una nuova sezione, “Mood“, sigla misteriosa, che per ora sul sito non è indicata.

In occasione dell’uscita del libro di Lauren McLaughlin, dei “Mood” si scrisse in rete su BooksBlog, dove si annunciavano anche i prossimi titoli:

“[…] il pubblico di riferimento è quello dei giovani adulti, ragazzi e ragazze (uomini e donne) di età compresa all’incirca tra i 15 e i 30 anni (e i 40, e in alcuni casi si va oltre); storie ambientate in età adolescenziale che strizzano l’occhio agli adulti. […] I prossimi titoli mischieranno infatti la commedia adolescenziale-sentimentale al più classico romanzo di formazione, uniti a un po’ di fantasy e in alcuni casi a un po’ di thriller. […]: Storia catastrofica di noi due di Jess Rothenberg, L’ estate del coprifuoco di Daniel Kraus e Numero sconosciuto dell’italiana Giulia Besa” […]”

e su il Giornale:

[…] Einaudi Stile libero inaugura la nuova sezione “mood”. La sezione punta ai giovani e si rifà, parola dell’editore dello struzzo, a Smells like teen spirit (una canzone dei Nirvana) e alle «nuove frontiere del gusto contemporaneo» […].

Un po’ più diffusamente ne ha parlato Ida Bozzi sul Corriere:

“Il fenomeno della narrativa per giovani adulti, gli young adult del mondo anglosassone, caratterizzata da romanzi dedicati al pubblico giovanile ma non solo, è andato affermandosi con forza sempre maggiore negli ultimi anni in tutto il mondo e anche in Italia, con una fioritura di autori spesso seriali in collane e filoni definiti crossover, cioè a cavallo tra le due età dei ragazzi e degli adulti. […] proprio il debutto della sezione einaudiana chiarisce una caratteristica di questa tendenza: e cioè il fatto che non è soltanto il genere (fantasy, gotico, ecc.) a costituire il minimo comune denominatore di questa letteratura, quanto la sensibilità, appunto lo «stato d’ animo», il mood dell’ adolescenza e della giovinezza, la scoperta di sé e delle proprie possibilità, e di un mondo occulto, oscuro, ora alleato ora ostile, in cui l’ intimismo del teenager si coniuga con l’ avventura dell’ eroe. Una sensibilità, oltre che un’ età particolare, cui è più o meno vicino un numero crescente di proposte editoriali assai varie […].

Qui e là si trovano poi pezzi del comunicato stampa, taglincollato in vari modi.
Ho provato a chiedere notizie all’Uffcio Stampa Einaudi, ma non mi hanno mia risposto, cattivi.

Lauren McLaughlin, Quattro giorni per liberarmi di Jack, Einaudi Stile Libero 2010; progetto grafico di Riccardo Falcinelli; alla cop.: ©Frank Heroldt/Taxi/GettyImages; q. di cop. (part.), 2

Vedremo. Per ora si può dire che il testo d’esordio è ottimo, (la mia recensione esce su L’Indice di Febbraio) e che la nuova presenza Einaudi in un campo sempre più importante in termini di mercato e di gusto è un po’ flebile e non tanto pensata.

Se anche i prossimi titoli fossero come Quattro giorni per liberarmi di Jack, per invenzione, leggerezza e divertimento, l’operazione complessiva sembra partire con incertezza.

Intanto la grafica, che esibisce una piccola freccina anteposta al titolo come vezzo giovanile e poi apparecchia una copertina esemplare per equilibrio e pulizia che per una volta si potrebbe dire: troppo eianudiana (che arditamente recupera, nell’uso grafico di due elementi della fotografia, l’orizzontalità tanto amata da Munari in Einaudi; anche sperimentata per Se consideri la colpa, di Andrea Bajani); poi forse il fatto stesso di nascere all’interno di una collana, che certo, “più che essere una collana rappresenta una casa editrice vera e propria” (se inserite questa frase su Google fra virgolette vi comparirà in 101 contesti differenti: genialità degli uffici stampa), ma che è e resta Einaudi, il che rappresenta un’eredità pregressa presente e, in questo caso, limitante (ma io spero di sbagliarmi, che vorrei che tutte/i leggeste questo libro).

Lauren McLaughlin, Quattro giorni per liberarmi di Jack, Einaudi Stile Libero 2010; progetto grafico di Riccardo Falcinelli; alla cop.: ©Frank Heroldt/Taxi/GettyImages; cop. (part.), 3

É interessante che il genere young adult (con tutto il suo portato di transitorietà, mescolanza, incertezza, divertimento) nasca e si affermi mentre il libro cartaceo sembra vacillare minato nella sua stessa sostanza.

Naturalmente, inestricabili dal contesto in cui nascono, i testi y. a. hanno sempre dei corollari su altri supporti, derivano o producono serie televisive, booktrailer, forum, spin-off, in una pluralità di manifestazioni fra loro collegate.

La versione italiana di Cycler, questo il titolo originale di Quattro giorni per liberarsi di Jack, galleggia invece in un niente, spiegabile più con l’esigenza compulsiva di dover occupare un territorio sguernito prima che altri lo occupi, che ad un vero progetto editoriale, rischiando la marginalità accanto a presenze molto più attrezzate (Giunti, Fanucci, Piemme, Fazi, Playground, Salani…), anche il solo fatto d’essere usciti con un titolo solo, come per tastare il terreno, rende la sua presenza molto fragile.

Lauren McLaughlin, Quattro giorni per liberarmi di Jack, Einaudi Stile Libero 2010; progetto grafico di Riccardo Falcinelli; occhietto (part.), 1

La verticalità dell’eredità storica propria agli “Einaudi / Stile libero Mood” li schiaccia su una nobiltà vetusta, che se per altri generi è una montagna sulla quale sedersi, in questo caso risulta un peso schiacciante.
Le centoeuna citazioni affermanti l’autonomia di “Stile libero” da Einaudi che si trovano in rete tradiscono un desiderio degli uffici marketing di libererasi di un’eredità vissuta come vincolante piuttosto che l’auspicio di saperne fare un buon uso. Volendo usare termini psicanalitici diremo che raramente le rimozioni possono essere efficaci.

Lauren McLaughlin, Quattro giorni per liberarmi di Jack, Einaudi Stile Libero 2010; progetto grafico di Riccardo Falcinelli; alla cop.: ©Frank Heroldt/Taxi/GettyImages; q. di cop. (part.), 1

Lo stesso Riccardo Falcinelli, altrove capace di essere molto più mosso e sbarazzino, qui sembra incatenato ad un’eleganza formale che risulta al contempo altissima e impotente.

E poi Einaudi già ha pubblicato sotto la sigla “Stile libero” un po’ di titoli che potrebbero stare in “mood” e che sono in libreria contemporaneamente a Quattro giorni per liberarmi di Jack indebolendo ancora di più il nuovo marchio (non solo La famiglia Radley, di Matt Haig, uscito nello stesso mese, ma negli “Einaudi Stile Libero Big”, ma anche, per esempio, La porta del tempo, di Fabio Calenda, uscito negli “Einaudi Stile Libero Extra”, o il caso tedesco -già dimenticato- Roadkill, di Helene Hegermann, anche lui negli “Einaudi Stile Libero Big”), insomma, il pubblico Young Adult era guardato da Einaudi da tempo anche senza etichette (possiamo dire da almeno da Strazzulla), era tempo che lo facesse in modo organico ma, per ora, “mood” non sembra farlo.

Lauren McLaughlin, Quattro giorni per liberarmi di Jack, Einaudi Stile Libero 2010; progetto grafico di Riccardo Falcinelli; alla cop.: ©Frank Heroldt/Taxi/GettyImages; cop. (part.), 4

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