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Ivan Cotroneo : Un bacio / Bompiani 2010. Recensione

Posted in Federico Novaro, grafica editoriale, letteratura italiana, recensioni, transgender by federico novaro on 7 febbraio 2011

Ivan Cotroneo
Un bacio

Cover design: Polystudio
Copertina: Carla Moroni

p. 91 ; 9,50€
Bompiani -AsSaggi, Milano 2010

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; frontespizio (part.), 1

Può un libro essere melenso e perfetto?
Sì, se questo è il suo programma testuale e se è perfettamente compiuto come è per Un bacio, di Ivan Cotroneo.

Perfetto forse è una definizione troppo generosa, soprattutto scorrendo le pagine iniziali, dove alcune sbavature si fanno sentire, qualche sbaglio di tono in un testo all’insegna del controllo preciso dei propri mezzi e dei propri esiti stride, ma infine risultano per essere l’incrinatura che allevia il rischio di risultare algido e distante.

Un bacio è perfetto anche nella confezione, nella carta, nell’impostazione grafica, nell’illustrazione.
Ed è interessante perché rappresenta uno strano incontro fra un’esigenza civile, dichiarata in coda al testo, molto seria e grave, e una forma, quella del piccolo libro melenso, pensato per stare vicino alle casse e per essere regalato (la dimensione, il prezzo), come i libri di Natale, aspirando però ad una persistenza più lunga.

Diviso in tre parti, [cito dal risvolto di cop.] “Lorenzo, Antonio, Elena. / Due adolescenti. Un’insegnante. / Un amore, un rimpianto, un atto di violenza. / E un bacio.”.

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; q. di cop. (part.), 1

L’intento dichiarato è parlare di omofobia, nella “nota” in coda al testo si legge: “[…] l’omosessualità è un reato in 80 paesi del mondo. La storia di Un bacio è molto liberamente ispirata a un fatto di cronaca, l’omicidio di Larry King, 15 anni, studente di un liceo californiano. La mattina del 12 febbraio 2008, Larry venne ucciso da un suo compagno […] Nei giorni precedenti al delitto, Larry aveva corteggiato il suo compagno di classe […] In Italia […] non esiste alcuna legge che riconosca un’aggravante specifica per i reati commessi in odio a persone omosessuali, bisessuali e transgender. […] Dal primo gennaio 2006 al 18 agosto 2010 gli episodi di omofobia registrati dalla cronaca dei media italiani sono stati 308, di cui 37 omicidi e 194 fra violenze e aggressioni. Per la stesura di Un bacio è stata molto importante la consultazione della ricerca Schoolmates, […] consultabile sul sito dell’Arcigay […].

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; risvolto della q. di cop.; foto dell'autore, ©Fabio Lovino (part.), 1

Ogni parte è segmentata a blocchi, raramente più lunghi di una pagina, così che anche l’impaginazione presenta le due pagine speculari, pari e dispari, sempre interrotte da bande bianche non coincidenti, in un ritmo anche visivo cadenzato e calmo.

Quasi ogni blocco ha una chiosa nell’ultima frase, spesso a contrasto con le righe, o il tono delle righe, o il contenuto delle righe che la precedono, sovente secondo formule ritornanti, o solo parole, “[…] Comunque, quell’anno la neve non sarebbe caduta più […]”, (p. 10), “[…] Poi comunque non c’è stato più il tempo […]”, (p. 11), “[…] Allora io ridevo. Era bello ridere. […]”, (p. 13), “[…] Però noi il sorriso non ce l’avevamo […]”, (p. 16); [Aveva detto che mi telefonava sul cellulare, ma poi non lo ha fatto mai. […]”, (p. 17); “[…] Pensavo di essere un ragazzo forte, che non cadeva mai […]”, (p. 20); “[…] sapevo che nel sogno mi stavo portando via il suo sorriso […]”, (p. 21); “Ma lui non s’è nemmeno voltato, e se n’è andato via […]”, (p. 25); “[…] Pensavo che forse non gliela avrei data mai […]”, (p. 26). Il ritmo quasi ipnotico è perfettamente segnato, e ogni chiosa contribuisce a creare l’attesa dell’ineluttabile, la tragedia che deve abbattersi sulla vittima.

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: ftgrm del film Deserto Rosa/Luigi Ghirri; cop. (part.), 3

Nella prima parte racconta Lorenzo: in una cittadina, in una famiglia e in una scuola non sue, i suoi primi giorni presso una coppia di genitori affidatari. In una lingua elementare, più infantile dell’adolescente che appare, fatta di buchi ed evocazioni, che mima una volontà comunicativa flebile, più rivolta a sè che ad altri, con grande spazio lasciato -come in tutto il testo- al potere dell’evocazione. Il suo è lo sguardo innocente, Cotroneo costruisce la vittima, il pedale del patetico qui si applica sull’assenza di malizia, sull’incapacità di saper cogliere il male, sulla fragilità data dallo sguardo puro. Il ragazzo, capiamo, è considerato problematico, si trucca, si traveste, non capisce lo scandalo. La distanza che Lorenzo rivela verso la cattiveria del mondo è il grimaldello per conquistare il personaggio all’empatia di chi legge. Lorenzo si innamora e la coincidenza fra innocenza e ineluttabilità della tragedia prepara il terreno alla chiusura della prima parte.

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: ftgrm del film Deserto Rosa/Luigi Ghirri; cop. (part.), 3

La seconda parte è narrata in terza persona: si racconta di Elena: è l’insegnante che assiste alla tragedia, è l’impotenza e il testimone. Confronto alla prima parte qui la tessitura delle frasi è più serrata, le frasi sono più brevi, quasi mai con subordinate. Elena coglie il pericolo incombente, e lo proietta su di sè e su un’allieva prediletta, che in un gesto che vuole essere riparatore cerca di salvare, insieme a sè stessa, da un destino che le pare ingrato, senza riuscirci. Qui il patetico gioca su corde più adulte. La vita narrata è una vita comune, di infelicità riconoscibile, l’empatia qui è chiamata a giocare dalla riconoscibilità. Il racconto di Lorenzo torna in filigrana, chi legge è riportato ad una distanza dalle cose che gli è più propria, anche questo crea patos: l’identificazione cercata nella prima parte era invocata dalla distanza che la rappresentazione dell’innocenza provoca, la nostalgia per un ideale passato infranto, l’infanzia che non si sa più vivere. Il racconto in terza persona soccorre lo smarrimento dato dall’empatia verso la vittima, rassicurando che quell’adesione, per quanto impotente, era giusta. L’ineluttabilità della tragedia -qui data dalla conoscenza dei fatti che ci sono stati narrati nella prima parte- rende pateticamente commoventi gli sforzi salvifici del personaggio.

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: ftgrm del film Deserto Rosa/Luigi Ghirri; cop. (part.), 3

La terza parte è narrata in prima persona da Antonio, l’oggetto d’amore e la mano assassina, il colpevole innocente. Il mezzo, agito dal coro, che sono i compagni, i genitori, la provincia, la società, elementi alleati e succubi dell’omofobia, che nega ogni libertà di azione e di pensiero. Antonio tira le fila del racconto dimostrando la tesi di Cotroneo. Chi legge è conquistato alla ragione. Antonio uccide perché non sa vedere, altrettanto innocente che Lorenzo, Antonio è reso cieco dalla comunità, dal padre, dai compagni, uccide perché non può vedere. La lingua usata per Antonio è vicino alla sgrammaticatura, espone ragionamenti stolidi ma volenterosi. Qui entra in gioco la rassegnazione. La tragedia, alla terza ripetizione, è conosciuta, il patetico qui è dato dalla certezza della soluzione, la tragedia diventa rassicurante, poiché ha un colpevole, e poiché la colpevolezza è altrove, in qualcosa che come in Antonio ci agisce tutti, e ci giustifica.

Se non lo si trova insopportabile, come è stato per me, e se si amano le narrazioni che lavorano con il melenso e il patetico, Un bacio di Ivan Cotroneo è un libro da leggere e rileggere, da regalare e da sottolineare, una piccola macchina perfettamente costruita con onestà e chiarezza di intenti.

Un bacio naturalmente è perfetto anche nella scelta politica, in compiuta adesione alla temperie italiana di questi anni: nel dichiarato intento di costruire un’opera a tesi, il cui fine civile sia sensibilizzare chi legge riguardo al tema dell’omofobia, Cotroneo, da destra, sceglie di mettere in scena non un riscatto ma una sconfitta, e lavorando sugli archetipi inchioda ogni personaggio alla sua impotente cecità, assolvendoli da ogni responsabilità possibile. I pedali del patetico e del melenso che Cotroneo modula con grande abilità sono la vera scelta politica, che indica nel sentimento e mai nella ragione il solo modo per stare nel consesso civile, immodificabile, radicalmente scegliendo la negazione della responsabilità personale come misura del propio agire. Un bacio indica limpidamente che non vi è rivolta né rivoluzione perseguibile e che l’empatia verso il dolore del mondo sia, in sé, assoluzione al proprio agire irresponsabilmente.

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: ftgrm del film Deserto Rosa/Luigi Ghirri; cop. (part.), 3

Nel post in cui su FNlibri si segnalava l’uscita di Un bacio di Ivan Cotroneo si trovano link e video

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; incipit (part.), 1

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura italiana / prime edizioni
Ivan Cotroneo / Un bacio
1. ed. – Milano : Bompiani. – 91 p. ; 17 x 12 cm. – (asSaggi)
Moroni, Carla (copertina di) ; Polystudio (cover design)
brossura, con sovracoperta
alla cop.: “un fotogramma del film Deserto rosa / Luigi Ghirri”
al risvolto della q. di cop.: ritratto fotog. col. dell’autore: ©Fabio Lovino
©2010 RCS Libri S.p.A.

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: ftgrm del film Deserto Rosa/Luigi Ghirri; cop. (part.), 4

(l’ho già ricordato nella segnalazione, la Bompiani è la casa editrice (gruppo RCS) che ha pubblicato i “Diari” di Mussolini, un’operazione squalificante e triste e che dovrebbe porre a chi pubblica per lo stesso marchio una qualche presa di distanza, perché la Mondadori sarà pure di Berlusconi, ma la Bompiani è ora una casa editrice che si presta a operazioni indegne su imput di Dell’Utri. Ma pare non importi, neanche ad Eco, che urla il suo sdegno a Milano per Libertà e Giustizia e sta fianco a fianco in catalogo con Dell’Utri -quello che Mangano è un’eroe)

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