federico novaro libri

Gian Paolo Serino / Camilla Baresani / Book trainer

Posted in brevi, editoria, notizie, straight by federico novaro on 11 febbraio 2011

Straordinario scherzo, fantastica la burla organizzata da Gian Paolo Serino e Camilla Baresani, ho pensato.

B

Ieri nel flusso di twitter vedo passare un tweet di librisulibri

BookTrainer, il corso su come scegliere i propri libri. Voi sborsereste 500 euro per partecipare?

il link mandava a un post del blog omonimo, che in toni pacati come si addice a chi non vuole rivelare la natura dello scherzo, raccontava dell’iniziativa di Gian Paolo Serino (Gian Paolo Serino è direttore di Satisfiction, rivista a distribuzione gratuita, e autore del prossimo Vasco Rossi. Voglio una vita come la mia, in uscita da Arcana. Vasco Rossi oltre ad essere il famoso cantante è anche l’editore di Satisfiction) e Camilla Baresani (il suo ultimo libro è Un’estate fa, del 2010, Bompiani): Book Trainer!

O, 3, 25.10.09 O, 3, 25.10.09

Librisulibri citava dalla pagina omonima su Facebook, e così ci sono andato anch’io, e trascrivo qui tutto quello che c’è scritto:

“Dopo tante scuole di scrittura finalmente quello che sino ad oggi mancava per una smagliante formazione intellettuale: il “Primo corso di lettura creativa” utile sia a lettori, sia a frequentatori di salotti, sia ad aspiranti scrittori – anche solo di lettere d’amore e diari di vita vissuta.

K

Due book trainer d’eccezione vi guideranno nella selva oscura delle pagine dei libri, durante quattro appuntamenti che vi renderanno protagonisti di un nuovo, esclusivo, cenacolo letterario.
Come trovare le gemme nascoste ma anche come schivare le pagine inutili.
Con quali autori è opportuno avere confidenza e quali sono da evitare. Il dibattito letterario contemporaneo sintetizzato per farne uno spunto di riflessione interiore e da salotto. Come selezionare autori di riferimento adatti alle proprie vite, quali citazioni è opportuno mantenere nella memoria, quali altre sono invece da bandire. Come orientarsi tra i titoli proposti dalle classifiche, cosa comprare nel mare delle incessanti novità editoriali, come leggere e interpretare recensioni e segnalazioni. Inoltre tè, caffè, pasticcini, aperitivi renforcé. Perché la lettura è un piacere che ne evoca altri, più concreti.”

T, 2, 25.10.09

É meraviglioso, è fatto così bene che ci si potrebbe credere, mi dicevo. Quello che mi ha affascinato è lo sberleffo oltraggioso di chi sa la grandezza della propria burla. Una sorta, anche, di disprezzo divertito per chi ci sarebbe cascato.

Magnifico è come riescano a sintetizzare da veri situazionisti in pochi passaggi tutta un’epoca, fatta di disprezzo del lavoro culturale, dello studio, della critica intesa come lavoro certosino condotta secondo linee ricostruibili: qui si smaschera lo sberleffo Berlusconiano alla cultura!

E lo fanno fingendovi adesione entusiasta: il vero colpo di genio è il ricorso alla norma come oggetto desiderabile, lì si fonda la denuncia del pezzo, lo scandalo: “Con quali autori è opportuno avere confidenza e quali sono da evitare“; “Come selezionare autori di riferimento adatti alle proprie vite, quali citazioni è opportuno mantenere nella memoria, quali altre sono invece da bandire“: ero rapito.

Un po’ tronfia trovavo la parte iniziale, troppo scoperta nel suo essere citazionista, un po’ vieto il giocare sull’uso antifrastico delle pubblicità di basso livello: “protagonisti di un nuovo, esclusivo, cenacolo letterario“, certo, sempre divertente, ma farsi burla di chi crede a espressioni quali “lusso democratico“, “esclusività accessibile“, “eccellenza diffusa” è un po’ già visto mi dicevo.
Raffinata la citazione della citazione dantesca all’inizio, con ineffabilità mimetica qui ci si finge spudorati comunicatori, e più efficaci d’un saggio analitico ci si prende gioco di chi usa la cultura alta per rassicurare il target riguardo alle sue competenze scolastiche, me la ridevo pensando a tante pubblicità di opere a rate, che intortano un pubblico non attrezzato vendendogli status culturale.

Un particolare poi poteva far capire che era uno scherzo: che il corso sarebbe costato 500€ come diceva librisulibri (il quarto di uno stipendio medio italiano). E soprattutto che il corso sarebbe durato 4 (quattro) incontri (125€ a incontro), lì si poteva intuire che non poteva essere vero.

R, 2, 25.10.09

Io poi mi ricordavo un editoriale di Gian Paolo Serino sul numero 7 di Satisfiction: “Tutti con estrema passione siamo sulle barricate. Lanciamo molotov di inchiostro, contenti di trovare lettori sempre più attenti e vicini.“, ora, mi dicevo, di sicuro è tutta una metafora, le molotov per fortuna non sono più quelle di un tempo, ma mica le vorrà fare coi vuoti dell’aperitivo renforcé!? Di certo era librisulibri che voleva dare una traccia per dire: è uno scherzo! E giù risate in redazione.

A, 4, 11.09.09

Qualche ora dopo un “Aggiornamento” su librisulibri diceva tut tut tut non siamo d’accordo col prezzo, l’idea è buona, ma cara. E io fra me avrei voluto pensare: -ma sì, dài, l’abbiamo capito che è uno scherzo.

i

Intanto nei commenti al post si vede che ci siamo cascati tutti/e, e anche che se ne era già parlato altrove, a me era tutto sfuggito: Marco cita il Giornale, sono andato a cercare il pezzo, è di oggi, di Luigi Mascheroni, a me la parte che ha continuato a far ridere è questo:

“La cosa è nata così. Un paio di mesi fa la scrittrice Camilla Baresani intervista su Sette Michelle Hutzinger, tonica e in forma, la quale confessa che «adesso ho riscoperto il piacere di leggere, con Oscar Wilde e Dostoevskij… sono dei mattoni però ti lasciano dentro qualcosa». Gian Paolo Serino, critico letterario e fondatore della rivista Satisfiction, perplesso per quel «mattone» ingenerosamente affibbiato a Oscar Wilde, manda un messaggino all’amica Baresani: «Credo che la Hutzinger più che un personal trainer abbia bisogno un book trainer, le serve qualcuno che le consigli cosa leggere». Letto, fatto.”

N

Ecco! Anche loro sembravano essere cascati nella burla, disegnata apposta per farli cadere in trappola, commentatori di destra incattiviti non appena si parli di cultura, che lavorano sulla costruzione della figura dell’intellettuale radical-chic, e li descrivono come cani da salotto, una burla costruita per i loro strali ed ironie facilone, per poi dire: ci avete creduto, facce di velluto, ma io mi ricordavo delle molotov di Serino, e ridevo, ridevo.

E, 5, 12.10.09

Poi mi sono letto l’articolo del 3 febbraio di Alessandra Muglia sul suo blog Parola all’autore, sul sito del Corriere e lì c’era un link al sito, Booktrainer. Ma il link non funziona. E io che iniziavo a sospettare mi dicevo: eccola lì, questa è la falla messa ad arte, la spia che rivela la natura delle cose.

Poi ho provato a chiedere a Google, e mi ha aperto il sito di Booktrainer, e pare sia vero. Ridevo meno, non ridevo per niente, non era neanche più ora per un aperitivo renforcée.

R, 5, 25.10.09

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5 Risposte

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  1. abo said, on 11 febbraio 2011 at 5:18 pm

    Eh, io invece quando ho letto la notizia al situazionismo non ci ho pensato neanche per un secondo, temendo fin da subito si trattasse di triste realtà.
    Di renforcée ci sarà solo qualche portafoglio, ammesso che qualcuno sia disposto a pagare quelle cifre 🙂

  2. federico novaro said, on 11 febbraio 2011 at 5:26 pm

    ti confesso, anch’io l’avevo temuto, ma mi sono divertito a illudermi per un po’ almeno mentre ne scrivevo 🙂
    benvenuto da queste parti!

    (ma, tu lo sai che cosa sia l’aperitivo renforcée?)

  3. abo said, on 11 febbraio 2011 at 6:53 pm

    Mah. Rum bevuto di nascosto da una fiaschetta?

  4. federico novaro said, on 11 febbraio 2011 at 6:54 pm

    😀

  5. Gian Paolo Serino said, on 5 gennaio 2012 at 6:21 pm

    Mi sono molto divertito a leggere l’articolo, davvero ben scritto.


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