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Valentino Bompiani / Un uomo che legge ne vale due (1964)

Posted in editoria by federico novaro on 5 marzo 2011

La risposta di Valentino Bompiani
Un uomo che legge ne vale due

Dopo il pezzo di Giulio Einaudi pubblicato nel post precedente ecco, sempre tratto da Alla ricerca del tempo libero (a cura di Ettore Albertoni, Leone Diena, Adriano Guerra; Tamburini 1964), un pezzo di Valentino Bompiani, in risposta alla questione posta dai curatori del volume.

La domanda:

“Il “boom” del libro, è stato rilevato, è in realtà il “boom” di questo o quel titolo, imposto al pubblico in base al criterio che il libro, qualunque libro -al pari di qualsiasi merce- può diventare un consumo di massa se e quando si riesce a creare nel consumatore il nuovo “bisogno”. Questo fatto solleva problemi di enormi dimensioni: l’effettivo potere -e la conseguente nuova responsabilità- del produttore-editore, chiamato a “inventare” e a pianificare le nostre scelte di oggi e di domani (e a intervenire anche, in modo nuovo, necessariamente, nel fatto creativo); i termini nei quali, nella nuova situazione, vanno posti i problemi della relativa “autonomia” della cultura ecc.

A nostro parere non si può, affrontando la problematica del tempo libero in connessione con l’attuale situazione dell’editoria, non affrontare queste questioni e, contemporaneamente, non vedere l’altra faccia del “boom”: lo stato attuale delle biblioteche in Italia, l’alto prezzo dei libri, il contrasto fra l’”Italia che legge” e quella che non sa leggere, ecc.

Su questi problemi, con particolare riferimento alla sua attività di editore, desidereremmo conoscere la sua opinione.”

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: ftgrm del film Deserto Rosa/Luigi Ghirri; cop. (part.), 4

La risposta di Valentino Bompiani:

Il vostro questionario ha individuato acutamente i problemi sociali e morali connessi alla diffusione della cultura di massa; ma dovendo rispondere nella mia qualità di editore di libri, e di libri di un certo livello culturale, devo anzitutto dichiarare che quei problemi sono, nel nostro campo di lavoro, di minor rilievo; sotto un certo aspetto addirittura inesistenti. É vero che la macchina del lancio, in pratica, può portare alla ribalta qualsiasi libro e imporlo fino al momento in cui l libro viene letto; ma oltre quel punto il rapporto fra l’oggetto e il fruitore appare diverso da quello, ad esempio, tra lo schermo e il telespettatore.

Come altri ha detto, il telespettatore riceve passivamente la comunicaione che gli viene offerta e può assorbirla con tutti i pori, per così dire, mentre il rapporto del lettore con la pagina è un rapporto che di per se stesso suscita ed eccita la riflessione e la dialetica. Sotto questo aspetto, la lettura è l’antidoto più valido contro il potere di suggestione dei tramiti spettacolari di diffusione culturale.

All’ingosso, l’attività editoriale può essere divisa in due categorie: quello che segue i gusti del pubblico e, per naturale necessità di incremento, andrà puntando sul più volgare perché più difuso: e quella che muove da uno posizione o ideologica, o programmatica o culturale. La prima delle due, quanto più si abbassa e si allarga tanto più si avvicina alle forme di suggestione passiva e sotto questo aspetto esce dal campo della cultura. All’altra, spetta la difesa dell’individualità e non importa che le posizioni ideologiche o programmatiche siano queste piuttosto che quelle.

Ma qual’è il suo campo d’azione? Se si divide la spesa totale fatta in un anno per l’acquisto di libri scolastici e no scolastici si ha, pro-capite, una cifra minima. Qui si inserisce il problema delle scuole e delle biblioteche. I recenti stanziamenti governativi hanno avviato questo problema verso una parziale risoluzione, ma sono in ritardo di almeno cinquant’anni, e in più grave ritardo di diciotto anni.

Dopo la ricostruzione delle case crollate e dopo l’assistenza sanitaria bisognava fare scuole e biblioteche. In diciotto anni si educa tutta una generazione e il cosiddetto boom del libro non sarebbe rimasto un fenomeno marginale e occasionale, ma avrebbe segnato il passaggio del nostro paese alla vita adulta e consapevole.

Il problema dell'”alto prezzo dei libri” non è un vero problema; in primo luogo il libro italiano, nei vari tipi di edizioni, è più economico dei corrispondenti libri inglesi, americani o tedeschi e via dicendo. In secondo luogo, esistono migliaia di libri a buon mercato, poco più -e anche meno- di un pacchetto di sigarette. Mancano invece i mezzi adeguati di diffusione.

Ci vorrebbe una biblioteca a prestito facilitato ogni poche migliaia di abitanti, ci vorrebbero bibliotecehe in tutte le aziende, (e sono migliaia), che hanno più di cinquanta dipendenti; ci vorrebbe in tutti la coscienza che “un uomo che legge ne vale due”, e che, dunque, la soluzione di questo problema porterebbe con é il raddoppio della ricchezza nazionale.

Ivan Cotroneo, Un bacio, Bompiani 2010; cover design: Polystudio; copertina: Carla Moroni; alla cop.: ftgrm del film Deserto Rosa/Luigi Ghirri; cop. (part.), 4

La risposta di Giulio Einaudi

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2 Risposte

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  1. […] brano, dopo quelli di Giulio Einaudi e Valentino Bompiani, trascritti nei post precedenti -tutti tratti da Alla ricerca del tempo libero (a cura di Ettore […]


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