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Editoria : notizie / 66. Bookliners (da L’Indice dei Libri, aprile 2011)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 13 aprile 2011

Bookliners

B

Tutto cambierà.

Questa è la ragionevole certezza che s’è fatta strada in questi mesi in chi si interessa di editoria.

Del resto non si sa nulla. Si hanno alcune certezze su come il cambiamento stia iniziando, quali siano le tracce che lo lasciano immaginare. E si sa chi l’ha innescato: gli e-reeder, e i tablet.

La possibilità di leggere su un monitor c’era da tempo, e unito alle scannerizzazioni aveva aperto l’accesso ad un numero potenzialmente infinito di testi, ma era scomodo. La comodità è un concetto utile da usare come lente per leggere i mutamenti. Sino a quando leggere su carta sarà più comodo, questa resisterà come supporto e così sarà per le librerie e tutta la filiera che arriva sino a chi scrive.

Le nostalgie per le abitudini che ci hanno formato vanno tenute in conto, ma le macchine per scrivere sembrano imporre alle mani una fatica ora impossibile. A scuola ancora capita che non si lasci usare la biro, in favore della stilografica, a bambini che non scriveranno mai più a mano se non, per un po’, la loro firma. Basta guardare gli stormi di trolley uscire dalle scuole, per capire che i libri di testo sono mantenuti di carta per arretratezza culturale ed economica di chi li veicola e non di chi li usa.

Molto gioca a sfavore del libro cartaceo, e tutto sta nella sua materialità: il peso, l’ingombro, l’impatto ambientale. Molto gioca a suo favore, e tutto sta nel suo rapporto coi sensi. Gli alfieri del nuovo etichettano i nostagici di feticisti. E chi difende l’esperienza della lettura come plurisensioriale alza argini romantici che il funzionalismo che attornia la nuova lettura probabilmente travolgerà.

Per tanto tempo è invalsa l’idea che testo e libro potessero essere usati come sinonimo, anche se si sapeva che non era vero. L’editoria contemporanea ha lavorato per questo, allontanandosi dalle sue radici nei torchi, nelle stamperie, e mentre il libro cominciava a smaterializzarsi ha creduto fosse solo una questione di materia, invece è una questione di pratica.

Frana il sistema di produzione e distribuzione, e i legami fra chi scrive e chi legge si annoderanno in modi diversi. L’accesso alla distribuzione dei propri contenuti da parte di chi scrive indebolisce il ruolo delle case editrici. Tutto il sistema della mediazione si indebolisce. Questo non vuol dire che non vi sarà più necessità di mediazione, ma che si spostano i passaggi che creano profitto, e l’importanza degli attori in gioco. Se non vi è più mediazione fra chi scrive e chi legge, il profitto si sposterà altrove.

In Italia, alla fine dell’anno passato, la strada indicata dai grandi agglomerati editoriali è stato quello dell’occupazione del territorio, si sono messi alcuni paletti e si sono issate delle bandierine, in un’ottica di difesa dell’esistente.

Il Novecento ha alimentato il mito della lettura e della scrittura attorno al luogo romantico della torre d’avorio. La figura dell’autore è modellata intorno all’inaccessibilità, di tutti gli attori in gioco. La pratica aveva un oggetto, il libro, e una condizione, la solitudine. Anche se è sempre stato un prodotto collettivo, la retorica dell’autore ha relegato ogni altra figura nell’ombra, lasciando spazio semmai a rare competizioni, fra lo scrittore-autore, l’editor-autore, l’editore-autore, il direttore di collana-autore.

Ma la compresenza nello stesso luogo di infiniti testi, la possibilità, ferocemente osteggiata dall’editoria conservatrice, di sezionarli, mescolarli, prestarli, condividerli, fa sfuggire la presa a chi cerchi di separarli.

Le copertine, che recentemente godono di un interesse fiammeggiante, erano la soglia fra un testo e l’altro e restano la testimonianza più alta della retorica dell’autore.

Fra tantissimi un segnale che riassume molti dei cambiamenti in atto, importante soprattutto per le potenzialità che lascia immaginare, lo dà Bookliners, sito aperto all’inizio di Marzo prova a posizionarsi in uno spazio nuovo e ancora libero, dato dallo iato fra l’esperienza della lettura e la sua condivisione in rete, sinora relegata in uno spazio separato dai testi. Grazie ad un accordo con gli editori (fra i primi minimim fax, Iperborea, Newton Compton, e i Wu-Ming) alcuni titoli dal loro catalogo saranno accessibili, dopo aver sottoscritto un abbonamento, nella medesima impagnazione della versione cartacea; si può leggere un breve estratto e poi decidere o meno per l’acquisto.

Ciò che si paga non è il libro, e nemmeno il testo, ma la possibilità di leggerlo, e di commentarlo, annotarlo, sottolinearlo, e di condividere tutto ciò con gli altri utenti. Lo si può fare aggiungendo parole, ma anche contenuti multimediali, foto, video, musiche. Il testo di origine, immobile in filigrana, viene così addizzionato di altri testi.

L’autore non è più il solo autore, e il lettore non è più solo.

Per sempre.

B

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