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Stefano Moretti / Scappare fortissimo. Einaudi 2011 (recensione di Giacomo Giossi)

Posted in recensioni by federico novaro on 23 maggio 2011

Scappare fortissimo

di Stefano Moretti

[responsabilità grafica non indicata]

441 p. ; 24€

Einaudi, [Supercoralli], Torino 2011

Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 1

Scappare fortissimo/ Stefano Moretti. Einaudi 2011, Recensione di Giacomo Giossi
(seguite lo sguardo di Giacomo Giossi sull’editoria francese ne L’argent de poche, sempre su
FNlibri)

Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 12

Tre giorni, venerdì sabato e domenica, un weekend lungo nella vita di un globe-trotter di successo.
Scappare fortissimo è un libro notturno, una lunga notte metropolitana fredda e umida, senza vie di fuga e proprio per questo da cui fuggire in continuazione.
Qualsiasi cosa avverrà in questi giorni, o è avvenuto nel lungo flashback che riempie e gonfia di erotismo le pagine; sarà comunque lʼistinto per la fuga, fortissima come lo è lʼistinto che precede ogni ragionamento e qualsiasi finalità.

Giovanni Prati, affermato dirigente di una multinazionale, è senza presente e per questo totalmente fuori luogo, vive ad una temperatura più alta di chi lo circonda. Il presente lo ha bruciato barattandolo con lʼideologia turbo-capitalistica imperante, in favore di una vita totalmente edonista, ma non per questo priva di dolore. Il dolore è anzi il motore di un edonismo che trasforma Giovanni da cacciatore innamorato di giovani ragazzi ad aguzzino di se stesso, di cui rifiuta lʼetà sempre più ingombrante, il corpo non più giovane e la pelle avvizzita.

Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 13Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 14Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 15

Giovanni si dà la morte come dà la caccia ai giovani corpi dei suoi amanti, con un telefonino, con un sms: con una dichiarazione privata per il suo ristretto pubblico di conoscenti, una dichiarazione non di intento, ma di fatto compiuto, una dichiarazione falsa, solo telefonica. Ed è nella doppiezza di un uomo che si cancella per assumere i tratti del proprio lavoro (ma non quelli apparenti, bensì quelli sottostanti che traducono ciò che è commerciale in furto, ricompensa in tangente, amore in prostituzione) che si scioglie un equivoco che svela la propaganda del dinamico uomo contemporaneo a cui corrisponde sempre un vestito per ogni occasione.

Straordinaria nelle pagine di Stefano Moretti è la coerenza di un personaggio che si incunea nella storia facendo ruotare attorno a sé personaggi, questioni morali, delitti e passioni, un personaggio che mai si tradisce o si contraddice, ma che per fare questo è costretto a ridurre la propria umanità ai minimi termini.
Lʼapparenza allora diventa un grado diverso di realtà e viceversa. Cʼè ancora distinzione, ma basta una scala mobile per raggiungere un piano o lʼaltro, basta unʼauto di lusso, un grand hotel o un ristorante di fama. Basta anche solo lʼumore di una giornata che fa compiere un piccolo furto per tramutare ciò che è in ciò che piacerebbe, semplicemente scivolando con cura sul ciò che sembra.

Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 8

Scappare fortissimo si sviluppa così, come in un controcanto, nella storia di una cacciata più che di una fuga: chi racconta è lʼedonista senza storia, senza amore e con un cellulare sempre acceso.Scappare è per lui lʼunica possibilità di appartenere a questa società aggressiva e autoreferenziale, mentre lʼuomo ridotto ai minimi termini sta tra le pieghe, le sue parole appaiono come sfumate tra le trame economiche e i fuochi fatui della storia che illuminano la Shoah con un gelido senso di nostalgia: nostalgia per una tragedia che fu tale, per un dolore che fu legittimo, per una lucidità persa forse per sempre.

Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 10

Il romanzo vive in quei minimi termini tutta la sua incredibile vivacità, non è lo scandalo o la trasgressione la cifra della storia, piuttosto la quotidianità, la ritualità degli affetti, la delicatezza felina e sfuggente dei gatti, ultimo riparo affettivo del protagonista. Scappare fortissimo è stato affiancato ai romanzi di Walter Siti o a Pasolini per le tematiche affrontate, credo invece che poco abbia in comune con quelle storie, Moretti dipinge un personaggio molto più vicino per ideologia e disincanto al personaggio di Jaime Deza di Javier Marias in Il tuo volto domani: uno scrupoloso ingannatore di se stesso, con una Storia alle spalle e solo un futuro per sé.

“Spaventare il mondo e avvisare il pubblico di un avvenimento che in realtà è intimo”, Una sola frase che rappresenta benissimo un periodo, un romanzo che scava lʼintimità di questi tempi facendo a meno degli avvenimenti e del pubblico in favore di una storia e dei suoi lettori.

Stefano Moretti, Scappare fortissimo, Einaudi 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: "foto David Goldman / Gallery Stock", cop. (part.), 2

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2 Risposte

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  1. Giuliano Federico said, on 28 agosto 2012 at 9:18 pm

    Riflessioni perfette su un libro che ho molto amato per le ragioni qui espresse. Grazie.

  2. federico novaro said, on 29 agosto 2012 at 8:17 am

    giro subito il commento a Giacomo Giossi, autore del pezzo. Grazie a te 🙂


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