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Editoria : notiziole / 7: Nottetempo e il Punto G

Posted in editoria, notiziole by federico novaro on 25 maggio 2011

N, 2, 25.10.09

Nottetempo, battagliera e raffinata casa editrice fondata nel 2002 da Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi, annuncia, per la collana “cronache”, il nuovo libro di Franco La Cecla: Il punto G dell’uomo.

Mi dispiace ma per una volta contravvngo alla regola che s’usa qui su FNlibri di non fare copia-incolla, ma qui mi è necessario, perché più del testo, che non ho letto, o della copertina, non significativa, è per ora solo e soltanto della comunicazione intorno al libro che vorrei parlare.

Ecco il comunicato-stampa:

Siamo sicuri di conoscere il desiderio maschile? L’impressione è che, “nonostante l’apparente natura urlata, aggressiva, dominante del desiderio maschile, dietro questa facciata si nasconda un’ignoranza terribile dello stesso desiderio”. Secondo l’antropologo Franco La Cecla, il desiderio maschile è fluttuante tra immoralità e impotenza. Per liberarlo da queste pastoie bisogna riscoprirlo per quel che è – antropologicamente – nella nostra e in altre culture. Questo libro vuole interrogarsi sul desiderio partendo da come si manifesta nella vita di ogni giorno. Soltanto adottando un punto di vista “di genere” – cioè, leggendo e interpretando il desiderio “al maschile” – e osservandolo nelle sue dinamiche concrete, se ne può parlare in una nuova prospettiva, non piú offuscata dagli stereotipi o neutralizzata dai discorsi scientifici. Perché il desiderio al maschile, secondo l’autore, è ancora un mistero.
Fuori dagli schemi della psicoanalisi, della sociologia e delle neuroscienze, La Cecla offre una ampia serie di spunti di riflessione, interrogandosi su come funziona il desiderio maschile di fronte all’alterità femminile
“.

Sul sito il testo della presentazione è:

Il desiderio maschile è ammantato di negatività. Sembra che gli uomini, a differenza delle donne, non sappiano desiderare nel modo giusto. Non solo sono affetti da una brama incapace di accorgersi del desiderio e del piacere femminile, ma in più non sono capaci di desiderare in un modo che possa realmente far loro raggiungere il piacere. Gli uomini quando desiderano sono dei maiali incapaci di godere, e il punto G sta lì a ricordare loro che non conoscono la propria sessualità e come renderla davvero completa. Questa situazione, a cui si contrappone il desiderio femminile, giusto, politicamente corretto, sacralizzato in ogni sua manifestazione, fa sì che nella sua immoralità il desiderio maschile rappresenti oggi quello stato di profanazione, amoralità e infrazione considerato da sempre il vero paese del desiderio. Un desiderio reso utile e asservito alla politica e alla morale è una condanna della forza dirompente e della verità di noi stessi che esso rappresenta. Così può accadere che, occupandosi da antropologo del desiderio maschile, si scopra che nella sua “inguaribile” oscenità ci sia qualcosa da recuperare, se vogliamo davvero ridare alla relazione uomo-donna e alla relazione tra desiderio e realtà la dignità fondante che spetta loro“.

(il grassetto è mio)

Ora, lascio ad altre persone più competenti o interessate il commento ai toni autopromozionali, il tipo di linguaggio, le metafore, i riferimenti, lasciamo tutto da parte.
Per me è interessante soffermarsi su questi due brani perché mi pare possa essere un tassello nel tentativo di capire dove stia la sinistra, il pensiero civile e democratico, in Italia.
Qui no, direi.
Naturalmente ogni tentativo di esplorare il maschile da parte dei maschi è benvenuto, visto che da secoli parlano incongruamente di quello delle femmine.

Ma è possibile che a nessuno nè al “gruppo di amici”, nè ai “giovani collaboratori” (cito dal sito) della redazione di nottetempo, sia venuto in mente che è leggermente squalificante parlare di desiderio maschile definendolo nel suo opporsi e costruirsi nella “relazione uomo-donna”? Non è un po’ ridicolo? Non è un po’ grottescamente demodé?
Parliamo di desiderio di maschi per le femmine. Bellissimo. Ma per favore non umiliate la nostra intelligenza mettendo in scena un mondo nel quale si pensa che questo sia il tutto.

Così io sono offeso da queste presentazioni, come maschio, che vedo ridotto l’orizzonte del mio desiderio in un unica direzione (Ancora? Che noia. Nulla è mai detto per sempre, certo. Calderoli, infatti, non è tanto distante dalle righe di queste presentazioni); come maschio gay, che vede il proprio desiderio confinato in un altrove non detto, non indicato, non contemplato; come persona, che vedo l’idea di desiderio immiserita in uno schema rozzamente duale; come italiano (posto che questa categoria mi sia familiare), che vedo qui testimoniata la pochezza culturale del Paese in cui vivo; come persona di sinistra, perché se questo è il livello dell’elaborazione culturale a sinistra io non ho più un luogo dove stare.

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4 Risposte

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  1. Gabriele Lenzi said, on 26 maggio 2011 at 10:10 pm

    non ho letto il libro, ma a giudicare dalle informazioni che trovo in giro sottoscrivo in pieno il tuo commento. stavo cercando informazioni su questo autore che terrà una conferenza a pistoia nei prossimi giorni, il tema sembrava interessante – anche se la metafora del punto G era un po’ stonata – ma adesso sono indeciso se andare e rivoltarmi o stare a casa…

  2. federico novaro said, on 28 maggio 2011 at 12:00 pm

    perdona se rispondo così tardi. cos’hai poi fatto? sono curioso. certo che strano che nottetempo, casa che io trovo molto interessante, prenda sti svarioni.

  3. Gabriele Lenzi said, on 28 maggio 2011 at 6:34 pm

    alla conferenza non sono andato perché distante da dove abito; leggerò il libro per capire bene, ma questa presentazione è già molto preoccupante.

    mi sembra un caso tipico di chi vorrebbe dimostrare che del femminismo non se ne può più perché ci massacra i cosiddetti ovunque e non si può neanche essere liberi di essere “maiali” come, naturalmente, sarebbero i maschi.

    a chi sostiene queste posizioni, piace immaginare che esista un desiderio spontaneo, “naturale”, preideologizzato (che come noti tu sarebbe, tra l’altro, un desiderio etero), mentre il desiderio è sempre immerso in un’ideologia, e in genere, ahimé, schiacciato inconsapevolmente da essa.

    per non dover fare la fatica del lavoro su di sé e soprattutto per non uscire da un maschilismo diffuso e comodo, quello che si pensa sia il desiderio naturale del maschio, e che invece è pieno di ideologia, sarebbe da sottrarre a tutte le critiche odierne su una necessità di complicarlo e ripensarlo, come potrebbe sostenere un qualsiasi sgarbi o ferrara che fanno i moralisti rivendicando il loro medioevo patriarcale.

    e allora lasciamo tutto com’è, questo è il messaggio, pericolosissimo e facile da far passare, ancora di più se finge di prendere in considerazione anche un punto di vista “di genere”: ma sarà che l’autore si è confuso ed è andato ad abbeverarsi all’ideologia dei “film di genere” con lino banfi? 🙂

    secondo l’ottica difesa dal libro: “un desiderio reso utile e asservito alla politica e alla morale è una condanna della forza dirompente e della verità di noi stessi che esso rappresenta”. in pratica gli sfugge il fatto che il desiderio può liberarsi da una logica di potere, cercando la comunicazione e l’empatia, senza subire niente, anzi assumendo davvero, a quel punto, una forza dirompente che supera gli schemi del potere simbolico, della distruzione, della reificazione; credo si capisca molto di più della complessità e della forza dirompente del desiderio in un film porno di erika lust che in questo testo che si preannuncia pericolosamente conservatore.

    mi scuso per la lunghezza del commento, un caro saluto

  4. federico novaro said, on 28 maggio 2011 at 8:00 pm

    mi ha fatto molto ridere la battuta su genere sui film di lino banfi 😀

    non ho nulla contro i commenti lunghi, specie se così argomentati. bisognerà che lo si legga ‘sto libro, perché il fatto è anche che le deu presentazioni sono davvero parziali e sembrano scritte facendo un po’ di copia/incolla mentali. Potrebbe darsi che il testo sia meglio della confusione un po’ abborracciata che trapela da quelle righe. Potrebbe.
    Aspetto allora che tu ti dia alla lettura -d’altra parte ti tocca, siamo sul tuo mi pare 🙂
    ciao
    grazie


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