federico novaro libri

una marina di libri / Palermo / la prima edizione

Posted in note by federico novaro on 8 giugno 2011

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

Prima di tutto i ringraziamenti: grazie a Marco Mondino, Diana Cimino, Serena Bella, Giulio Passerini, Luigi Scaffidi, Marco Marasca e i Tre di :duepunti edizioni, che hanno reso i miei tre giorni a Palermo davvero belli. FNlibri s’è sentito accolto e coccolato e non voleva più venir via.

Riassunto: dal 3 al 5 giugno 2011, a Palermo, s’è svolto il festival una marina di libri, prima edizione. FNlibri è stato invitato a partecipare ad una tavola rotonda sui blog letterari, con Giulio Passerini di Who’s the reader?, Massimo Maugeri, di Letteratitudine, e Alberto Cottica, di Contrordine compagni; moderava Francesco Mangiapane dell’Università di Palermo.

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

Il festival è stato certamente anche una sfida: dimostrare che si può creare a Palermo, in Sicilia, una manifestazione nazionale incentrata sui libri, sull’editoria, sulla scrittura.

Una sfida vinta?

Una prima risposta la si potrà dare il prossimo anno, alla seconda edizione. Per ora qui si può tentare di fare un parziale elenco dei più e dei meno:

Più: il luogo; la scelta del luogo è stata la prima scelta vincente dell’organizzazione. Palazzo Steri non solo è bellissimo (anche se forse l’intervento mirabile di Carlo Scarpa non è compiutamente rispettato), ma offre spazi molto diversi fra loro, dalla Chiesetta, piccola e raccolta, al grande cortile, per gli incontri più di richiamo, e per il molto apprezzato bar, dalla corte interna a doppia arcata dove, al riparo dal sole e dalla pioggia, stavano i tavoli delle case editrici, alla Sala delle Armi, aulica sede degli incontri serali (fra i quali quello al quale ha partecipato FNlibri), ma anche spazi più interstiziali, come il pianerottolo da dove si mandavano in onda le interviste in streaming degli infaticabili Diana Cimino e Marco Mondino e, soprattutto, gli spazi esterni di Palazzo Steri, protetti dal flusso delle macchine e dai rumori della città, che permettevano il passeggio, rilassato, lento, aiutato da una brezza gentile che spesso rinfrescava l’aria.

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

Non c’è alcun paragone possibile naturalmente, ma se a Torino al Salone, passeggiare è una fatica, nel caos del flusso di persone, nell’audio non tenuto a bada delle presentazioni, nelle luci al neon impietose, a Palazzo Steri era davvero piacevole, e in lieta transumanza fra un incontro e l’altro ci s’incontrava e salutava, ci si fermava per una chiacchiera, ci si dava appuntamento a dopo, senza chiarire il luogo, certi di ritrovarsi.  Questa attitudine, resa naturalmente possibile anche dai numeri piccoli (il Salone di Torino quest’anno ha avuto più di 300.000 visitatori), ha dato la cifra del festival, rendendolo un luogo dove si ha voglia di tornare presto.

Più: la gentilezza dello staff e la competenza e l’entusiasmo. Tutta la macchina del festival s’è retta sul lavoro volontario di, spero di non sbagliare, una ventina di persone. Un atto di dedizione e speranza che muove solo all’ammirazione. Certo non nasconde il nodo che il lavoro volontario sempre nasconde, e cioè il confine labilissimo con lo sfruttamento. Sempre, pare a FNlibri, quando il lavoro di una persona non è pagato, c’è, da qualche parte, un atto di dispregio, e una qualche forma di ricatto. I motivi per i quali qualcuno, da qualche parte, non paga, all’origine, difficilmente essendo nobili. Ma questo pare è il mondo moderno, e il regalo che queste ragazze e questi ragazzi hanno fatto alla città di Palermo e tutti noi visitatori è inestimabile.

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

Più: l’offerta estremamente variata. A scorrere il fittissimo programma si aveva l’impressione che vi fosse spazio per tutti e per tutte le generazioni, senza spocchie o svilenti volgarizzazioni.

Più: l’assenza di fronzoli e il rigore estetico. Impossibile reperire uno spreco da qualche parte, eppure l’impressione non era di povertà ma di rilassato rigore; un esempio per tutti: le case editrici avevano a disposizione uno spazio, per ciascuna uguale, a corona intorno alla corte interna di Palazzo Steri, a ciascuna era stato assegnata una plancia di legno, poggiata su due cavalletti. La vista d’insieme dava un’idea pacata di ordine, e i libri ne erano i protagonisti (certo: naturalmente i Tre di :duepunti edizioni figurarsi se non s’inventavano qualcosa, e così oltre a una botte a troneggiar sul tavolo -in occasione della presentazione del Trattato sul buon uso del vino, di François Rabelais- se n’andavano in giro con parainnanzi color bordeaux). L’indicazione alle case editrici è stata netta: niente scaffaletti, cartonati, robe varie: solo libri. Ottimo.

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

Nei meno possiamo mettere gli orari talvolta vaghi, ma, mi si perdoni se scivolo fuori da un’ottica funzionalista e precisina, in manifestazioni dai numeri, per ora, così piccoli, e all’interno di un quadro dove più o meno tutto comunque funzionava -rare le sciatterie inutili, voglio dire- la possibilità di poter dire “andiamo con calma, tanto cominciano in ritardo” contribuisce alla piacevolezza del clima generale (certo: coi suoi prezzi: seduto piacevolmente sui gradini di una scala a guardare il passeggio FNlibri si diceva c’è ancora tempo, e così ha visto e sentito solo l’ultimo quarto d’ora della presentazione de L’anno delle ceneri, di Giuseppe Schillaci (Nutrimenti), che invece era cominciata in orario, e molto se n’è dolto) (così come molto s’è dolto d’aver potuto seguire solo per poco la presentazione di Solo. Doppio ritratto di Franco Lucentini, di Domenico Scarpa, edito da :duepunti edizioni, che, per quel poco, gli è sembrata molto bella, interessante, divertente, ecosì , pur in generale non amando le presentazioni e trovando che gli autori e le autrici meglio sarebbe che scrivessero e tacessero, per ben due volte ha trovato che nel caso di Domenico Scarpa, critico finissimo, e Giuseppe Schillaci, scrittore talentuoso, non sia vero e neppure auspicabile, e anzi divertente e che subito si voglia comprare i libri).

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

Il vero meno è un certo localismo, del quale non si poteva capire se fosse subìto o anche difeso. Certo era evidente: molte case editrici erano davvero trascurabili, e la loro presenza, non affogata in un immenso mare di altri marchi, ma con pari visibilità di quelle con ambizioni nazionali, sviliva l’insieme. Un localismo che informava anche in parte le presenze, ma meno forte, i nomi essendo comunque spesso importanti.

:duepunti edizioni e Nutrimenti da sole reggevano l’idea di una casa editrice che parli fuori dai confini regionali, disposte a conquistare spazi e vendite sul terreno insidioso delle librerie di catena e dei supplementi culturali, avendo come spazio di mercato l’Italia e come orizzonte il mondo. Accanto Caratteri Mobili teneva alta la fiaccola dell’esordiente, con pochissimi titoli e una grafica editoriale ambiziosa, divertita e di alto livello. Laurana e Perdisa occupavano il loro tavolino modestamente, qualche buon segnale lo si vedeva da Del Vecchio, per certi versi interessante il neonato marchio Zines. L’assenza di Sellerio era abbastanza ingiustificabile e non fa onore a una sigla così importante; quali che siano state le sue motivazioni la sua assenza, sulla piazza di casa, è una nota triste. Le altre assenze certo si spiegano con molti motivi, a cominciare di certo dai costi che comunque comporta una trasferta, di persone e volumi, in un periodo molto affollato di manifestazioni librarie già consolidate. A FNlibri, fatta certo la tara del suo sguardo distratto, non è parso di veder molto altro, eccetto la presenza gentile di Babalibri, coi suoi libri sempre bellissimi.

Questo è un meno importante. Quanto lo sia, si vedrà il prossimo anno. Con questa edizione chi ha promosso, organizzato, sostenuto, una marina di libri, ha dimostrato che se non le nozze, coi fichi secchi almeno un fidanzamento lo si può fare. Il fatto che l’unico sostegno istituzionale sia dell’Università di Palermo -assenti Comune, Provincia, Regione- è significativo di come tutto resti difficile e di come ammirevole sia lo sforzo. Certo il prossimo anno non potrà essere così. Una volta senza soldi si può fare, due no. L’augurio, a una marina di libri, a Palermo, e a chi ami i libri, è che i soldi arrivino, e che le ambizioni di chi ha pensato ad un Festival dell’editoria indipendente a Palermo non siano deluse. Sarebbe un pessimo segnale.

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

A Una marina di libri FNlibri ha partecipato ufficialmente in due occasioni: alla tavola rotonda che si citava sopra, e a un’intervista di Diana Cimino, con intervento finale di Marco Mondino (del quale questo post è parziale risposta) e co-partecipazione paritaria di Giulio Passerini, che sul suo blog Who’s the reader? ha pubblicato un post, di ritorno da Una marina di libri, riassuntivo del festival.

L’intervista era in diretta streaming, ma ora è disponibile sul canale Ustream di Una marina di libri, (dal minuto 00:48:23)

Palermo, dalla Stazione FS all'Aereoporto, il 6 giugno 2011.

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3 Risposte

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  1. magadiuz said, on 8 giugno 2011 at 12:40 pm

    Grazie, mi son gustata assai questa bella carrellata di più e di meno! Ma molto piú perché ho conosciuto realtà di cui non sospettavo neanche l’esistenza. Buona scrittura!

  2. Maria said, on 8 giugno 2011 at 6:44 pm

    Grazie per quanto riportato da Una Marina di Libri.

    Aggiungo solo che tra gli editori per l’infanzia, proprio accanto a Babalibri, erano presenti Topipittori, Orecchio Acerbo, Arte Bambini, Kalandraka Italia e la portoghese Planeta Tangerina, realtà che rappresentano delle eccellenze nel panorama nazionale e internazionale.
    Il fatto è che in Italia, ancora oggi, si guarda all’editoria per l’infanzia con sguardo distratto.

    Speriamo nella prossima edizione di dare maggiore risalto ad un settore così interessante e vivace.

  3. federico novaro said, on 9 giugno 2011 at 12:33 am

    accidenti che svarione che ho preso! e non posso che darle ragione, il mio sguardo è stato distratto. Non so come ho fatto a non vedere Topipittori, Orecchio Acerbo, Arte bambini, Kalandraka e Planeta Tangerina, anche perché sono fra i miei editori preferiti, dei quali ho più volte parlato, e anche recentemente, soprattutto di Topipittori e Orecchio Acerbo e Babalibri, ne ho parlato su L’Indice e qui. Davvero la mia è stata una distrazione imperdonabile. Mi dispiace di confermare quella che è una realtà triste, e cioè la poca attenzione con la quale si guarda in Italia all’editoria per giovani lettori e lettrici; ancor più perché mi gloriavo di averla portata all’interno di una rubrica come la mia su L’Indice che parla di editoria in genrale, fuori da steccati inutili e dannosi. Non posso che ribadire il mio dispiacere nel aver fatto male il mio mestiere, e rimandarmi al prossimo anno. Grazie per avermelo fatto notare.


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