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À dos d’âne, di Giacomo Giossi

Posted in giacomo giossi, l'argent de poche by federico novaro on 13 giugno 2011

Giacomo Giossi

L’argent de poche, uno sguardo sull’editoria francese

argent de poche, prova, 3

quarta puntata: À dos d’âne

(quarta puntata de L’argent de poche, a cura di Giacomo Giossi: una serie di post che raccontano l’editoria francese, soffermandosi soprattutto sulle piccole case editrici cartacee)

Vivement Truffaut!

Leggere a dorso d’asino

Basta avere almeno quattro anni per poter montare a dorso d’asino. Grazie agli asini anche i bambini possono fare lunghe escursioni montane, l’asino si muove con lentezza, dà sicurezza ai suoi piccoli passeggeri che possono allargare lo sguardo e scoprire il mondo attorno.
Leggere i primi libri è un po’ come andare a dorso d’asino, si scopre il mondo alla velocità giusta, quella scelta dai propri occhi e dalla propria mente.

Capita sempre più spesso di vedere nelle librerie di Parigi bambini che imparano a guardare al mondo proprio stando a dorso d’asino.
À dos d’âne è il nome di una piccola casa editrice diretta da Véronique Cazeneuve con la collaborazione di Céline Hémon che ad oggi ha pubblicato nove titoli raccolti in un’unica collana, “Des graines et des guides”.
Brevi biografie illustrate di personaggi famosi che, malgrado l’altisonante presentazione (“donne e uomini che hanno cambiato il mondo”), non concedono spazio alla retorica.

I testi chiari e precisi sia nel racconto della vita che nella descrizione delle opere dei protagonisti, aspetto mai secondario nelle storie raccontate, si legano a illustrazioni molto curate, tendenzialmente con tratto grafico, che conferiscono autorevolezza ai volumi senza renderli mai seriosi. Un equilibrio delicatissimo che fino ad ora i libri di À dos d’âne hanno saputo mantenere.

I libri sono in brossura cucita, il formato è di 10,5×15 cm, la copertina è in cartoncino semilucido e ogni volume consta di 48 pagine. Le copertine hanno tutte un’illustrazione, diversa a seconda del titolo e dell’illustratore, su fondo bianco con una cornice di colore diverso per ogni libretto che va poi ad espandersi totalmente sulla quarta e sul dorso. Il titolo, sempre corrispondente al nome e al cognome del personaggio, è del medesimo colore della cornice, mentre il sottotitolo alterna lettere colorate a lettere nere; l’autore del testo e l’illustratore, in nero, sono uno in fianco all’altro.

Due gli ultimi volumi pubblicati: Joséphine Baker e Charlie Chaplin. Tuttavia forse il più rappresentativo della collana è François Truffaut, L’enfant du cinéma, scritto da Veronique v. Beau e illustrato da Pauline Sciot.
Il volume è composto da brevissimi capitoli, quasi dei fotogrammi, che raccontano con leggerezza il regista che più di ogni altro ha saputo ritrarre e raccontare i bambini e l’infanzia. Gli anni in tasca (L’Argent de poche), un film di soli bambini, è forse l’esempio più emblematico:

“Ho avuto un’infanzia difficile […], ero molto impaziente di crescere perché vedevo che gli adulti hanno tutti i diritti. Possono decidere della propria vita. Un adulto infelice può iniziare la propria vita altrove, può ripartire da zero, un bambino infelice nemmeno lo pensa. Sa di essere infelice ma non può dare un nome a questa infelicità. E sopratutto dentro di lui non può neanche mettere in discussione i genitori o gli adulti che lo fanno soffrire, un bambino infelice, un bambino martire, si sente sempre colpevole ed è questo che è orribile. […] Un giorno, avrete anche voi dei bambini ed io spero che li amerete e loro vi ameranno. Anzi loro vi ameranno se voi li amate, altrimenti rivolgeranno il loro amore o il loro affetto, la loro tenerezza, su altra gente, o su qualcosa d’altro. Perché la vita è fatta così: non si può fare a meno di amare o di essere amati”.

Così parla ai suoi amati studenti elementari il maestro verso la fine del film e così si avvia alla conclusione il bel libretto di Veronique v. Beau e di Pauline Sciot.

L’ultima illustrazione è quella di un libro aperto che si trasforma in pellicola che molto riassume della vita di Truffaut e dell’idea di questi piccoli volumi, capaci anch’essi tra le mani dei loro giovani lettori di trasformarsi in mondi meravigliosi.

L’argent de poche, uno sguardo sull’editoria francese

a cura di Giacomo Giossi

4) À dos d’âne, Marseille

argent de poche, prova, 3

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