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Giuliana Giulietti / PROUST E MONET. Donzelli 2011. Anna Isabella Squarzina (da L’Indice dei Libri, IX-2011)

Posted in recensioni by federico novaro on 22 settembre 2011

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Dorso (part.), 1

Proust e Monet. I più begli occhi del XX secolo
di Giuliana Giulietti

[responsabilità grafiche non indicate]

XIV + 158 p. ill. col.; 17€
Donzelli -Saggine, 175: Roma 2011

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Frontespizio (part.), 1

Recensione di Anna Isabella Squarzina, pubblicata su L’Indice dei Libri del mese, settembre 2011

L'Indice dei Libri, logo. (part.)

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Risvolto della q. di copertina (part.), 1

Sguardi infinitamente perfettibili

Giuliana Giulietti propone nel suo Proust e Monet un paragone tra la Recherche proustiana e le Grandes décorations dell’Orangerie di Parigi di Monet, due immensi poemi sul Tempo, che proprio contro il tempo dovettero lottare per vedere infine faticosamente la luce.

I riferimenti pittorici dell’opera proustiana costituiscono uno dei più imponenti e commoventi musei immaginari della letteratura, come solo in parte può testimoniare un volume inglese di qualche anno fa, Paintings in Proust, che con più di duecento illustrazioni aiuta il lettore a muoversi nei saloni della Recherche, supplendo con i vantaggi tecnici odierni alla memoria di Proust, il quale per verificare l’esattezza di un ricordo doveva affrontare difficoltà e disagi, che davvero dovevano apparirgli tali se gli ispirarono le celebri pagine in cui Bergotte stramazza al suolo e muore ad una mostra a cui è andato, malgrado le raccomandazioni del medico, per rivedere un Vermeer.

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Copertina (part.), 4 Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Copertina (part.), 6 Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Copertina (part.), 5

Ma Monet gode di uno statuto particolare in quei saloni. Inoltre Giuliana Giulietti non si limita al più noto capolavoro narrativo e considera le opere giovanili, i saggi, gli avantesti, la corrispondenza. Il suo non è, con tutte le sue bellissime immagini a colori, un semplice visual companion, ma il frutto di un lavoro ermeneutico, che pur non rivolgendosi soltanto ad un pubblico specialistico tiene conto della letteratura critica sull’argomento, tanto da prendere in prestito da uno dei principi degli studi proustiani, Jean-Yves Tadié, il sottotitolo “i più begli occhi del XX secolo”.

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Copertina (part.), 3

Monet diventa chiave di lettura per rileggere alcune tra le più belle pagine di Proust (sovente non tra le più note), che acquistano agli occhi, del lettore questa volta, nuova leggibilità e trasparenza grazie a dei parallelismi che l’autrice illustra garbatamente nella loro oggettività, senza mai forzare l’interpretazione.
In nessun momento Monet è stato assente dall’orizzonte proustiano: nei viaggi a Venezia, nel periodo dell’amore per Ruskin, fino alla fine, il poeta delle ninfee ha continuato a essere per il più giovane Marcel (che però non gli sopravvisse) una fonte di “lezioni di verità”.

Il saggio segue un andamento cronologico, partendo dalle prime opere dei due autori per arrivare fino a quelle che ebbero pubblicazione, e sistemazione, postume. In un’alternanza mai meccanica le tappe principali delle due vicende artistiche si illuminano mutuamente, e anche due vite così diverse (le fotografie di Proust e Monet riprodotte una vicino all’altra alle p. 9 e 10 raccontano la solitudine dorata e inquieta del primo e la tempra di chi si è caricato presto una famiglia sulle spalle del secondo) trovano numerosi punti d’incontro. Entrambi, nel periodo della prima guerra mondiale, hanno subito perdite gravi, sofferto per la loro salute, sono stati aiutati da due angeli (Blanche Hoschedé-Monet e Céleste Albaret), hanno tenuto duro abbastanza da riuscire ad ultimare la loro più grande opera, pur continuando a considerarla, fino a poco prima di morire, infinitamente perfettibile e quindi incompleta.

Monet è uno dei numerosi modelli del personaggio pittore della Recherche, Elstir, che, scrive l’autrice, “anziché presentarci le cose secondo l’ordine logico, cioè cominciando dalla causa, ci mostra innanzitutto l’effetto, l’illusione da cui siamo colpiti, trasfigura il paesaggio e infrange, al contempo, l’equivalenza tra le parole e le cose”, trasferendo sulla tela quella sorta di ricreazione del mondo che è secondo Proust la metafora.

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Incipit (part.), 1

Riassunto bibliografico:
queer / letteratura francese / prime edizioni
Proust e Monet. I più begli occhi del XX secolo / Giuliana Giulietti
1. ed. – Roma : Donzelli. – 16,5 x 11,5 cm. ; XIV + 158 p. ill. col. – (Saggine, 175)
brossura, con alette
©2011 Donzelli

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Copertina (part.), 9

Di Anna Isabella Squerzina su FNl: Gelosia, di Marcel Proust, Editori Riuniti, 2010

Giuliana Giulietti, Proust e Monet; Donzelli 2011. [resp. grafica non indicata], alla cop.: Claude Monet, Ninfee, effetto sera (part.), 1897, Musée Marmottan. Copertina (part.), 1

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