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Mariolina Bertini / Annie Vivanti. In memoria di Carlo Caporossi

Posted in Uncategorized by federico novaro on 25 ottobre 2011

Mariolina Bertini, in occasione della pubblicazione presso Otto/Novecento di Circe, di Annie Vivanti, recensisce il volume e traccia un ricordo del curatore, Carlo Caporossi.

Fuorisede, 4: L’ultimo innamorato di Annie Vivanti: In ricordo di Carlo Caporossi, di una biografia che avrei voluto leggere e di una scrittrice ancora da scoprire.

ritratto di copertina di Paola Monasterolo

Carlo Caporossi, insieme a Anna Folli, curò uno spettacolo ispirato alla vite e alle opere di Annie Vivanti,
La piccola Annie e il grande orco

Lo spettacolo si chiudeva con questa galleria fotografica

Su clubClassicnet, si trova una lunga e interessante (scritta in uno stile un po’ bizzarro, le domande) intervista a Carlo Caporossi, rilasciata in occasione della pubblicazione, per le sue cure, di “Novelle americane” (Sellerio 2005)

“[…] Avevo quattordici anni quando lessi per la prima volta Annie Vivanti, pescata fra i libri di mia nonna. E me ne sono innamorato subito […] Per anni ho provato a ripubblicare la Vivanti e nessuno mi dava ascolto. Tutti mi chiedevano come mai avevo in mente di riesumare una scrittrice che ormai era definitivamente caduta nell’oblio. Aver scoperto i Racconti americani ha fatto la differenza, ed un editore intelligente come Sellerio ci ha creduto. Tuttavia io pensavo che questa resurrezione avrebbe generato tutt’al più curiosità. Invece è stato un successo oltre ogni previsione, è vero, sia di critica che di vendite. Annie, da qualche parte, sarà molto contenta. Era una donna nata con la predisposizione naturale al successo […] Annie è l’inventrice in Italia del best seller e i suoi romanzi – che ebbero un successo strepitoso, un successo che oggi vorrebbero avere in tanti – conservano delle pagine memorabili, e nel complesso sono ancora oggi leggibilissimi. Ma è il racconto il genere dove la Vivanti si realizza al meglio, perché nella brevità si esaltano tutte le sue doti. […] Padre italiano ebreo, madre luterana tedesca di grande casato, nata in Inghilterra, cresciuta un po’ dovunque, poliglotta, sposata a un cattolico irlandese, Annie era il vero miscuglio da cui escono le cose belle. E la sua letteratura, come il suo carattere, rende la cifra di questa diversità. Il panorama femminile italiano, al di fuori di lei, è deprimente. Nemiche di se stesse, spesso inconsapevoli del loro destino, prive di ironia, succubi del costume, le scrittrici italiane dell’epoca di Annie restano sempre intrappolate fatalmente dal quel fagocitante concetto che è la virtù… proprio quello che manca a lei, per sua fortuna.

[…] Di Annie si sono occupate delle personalità come George Brandes, il massimo intellettuale danese contemporaneo, o Paul Heyse, celebre intellettuale tedesco, o Antal Rado e Jaroslav Vrchlicky, rispettivamente le massime autorità contemporanee della letteratura in Ungheria e Boemia. E non se ne sono interessati con dei trafiletti ma con lunghi articoli pubblicati su riviste prestigiosissime, quando non addirittura con delle intere monografie, come han fatto Rado e Vrchlicky. Il celebre saggio di Brandes sui Divoratori fu pubblicato in Inghilterra dove Annie intratteneva relazioni con personalità del calibro di George Bernard Shaw. E in Germania, Arthur Schnitzler le scriveva e la apprezzava. D’altra parte il fratello di sua madre era Paul Lindau, il maggior organizzatore di cultura della Germania bismarkiana. Poi c’è tutto il capitolo dell’attività politica che porta la Vivanti alla notorietà anche in Irlanda, in Egitto… Insomma, Annie è veramente un personaggio transnazionale pur se l’Italia è il paese dove il successo fu maggiore e soprattutto più lungo. Però, vedi il destino…al momento della sua morte, un’imbecille velina di regime vietava di dare pubblicità all’evento che di cui invece dette notizia il New York Times… […]

Mariolina Bertini / Fuorisede, 4: L’ultimo innamorato di Annie Vivanti: In ricordo di Carlo Caporossi, di una biografia che avrei voluto leggere e di una scrittrice ancora da scoprire.

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