federico novaro libri

Editoria / notizie / brevi. 37: Lorenzo Mattotti / iPad / Einaudi

Posted in brevi, editoria, notizie by federico novaro on 15 novembre 2011

App gratuita da Einaudi: Jekyll&Hyde di Lorenzo Mattotti

E, 8, 12.10.09

Preannunciato a Maggio da una zona nera dello stand abitualmente bianco che l’Einaudi allestisce al Salone del Libro di Torino, arriva ora negli app store l’applicazione per iPad del Jekyll&Hyde di Lorenzo Mattotti.

Su YouTube circola un app trailer un po’ bruttino, molto enfatico, dove l’uso della musica roboante e dei titoli a pioggia sono forse spiegabili con l’idea che si dovesse drammatizzare la comunicazione, per segnare il passaggio cruciale dal libro all’app. L’effetto, non smentito dall’app, è un po’ “Garbo talks!” come si titolò quando uscì il primo film sonoro dell’attrice, Anna Christie.

“2 ore di filmati | oltre 200 note di lettura | 40 bozzetti originali e inediti | 50 minuti di lettura teatrale”

Sul sito dell’Einaudi uno speciale elenca i contenuti dell’app del Jekyll&Hyde

L’app (vietata ai minori di 17 anni…) è molto bella, e insieme deludente. È un po’ il destino di chi inizia. L’entusiasmo per le possibilità che si aprono è maggiore della conoscenza che se ne ha, e il numero di problemi nuovi molto maggiore di quanto si possa sormontare in una sola volta, così c’è un po’ un pasticcio di font, un po’ di questi un po’ di quelli, c’è l’orrido sfumatino che fa tanto “vedi non siamo cartacei”, i box stondati che fanno “guarda siamo su un iPad” e così via.

Ma ci sono molti materiali interessanti, e il lavoro scelto per iniziare quella che si spera una lunga serie, è magnifico. Il libro di Mattotti e Kramsky è fra le più belle graphic novel italiane, e regge l’accumulo di materiali che l’app propone.

Dalla copertina (di immediata derivazione cartacea e con un rapporto non risolto fra la fedeltà a quella e la presenza di “bottoni”, organizzati in due diversi menu, che rimandano ai vari contenuti) si accede a sezioni diverse:

Jekyll & Hyde, il testo originale, la cui lettura si può fare sia pagina per pagina, che vignetta per vignetta (ingrandita: il grande esercito dei presbiti sentitamente ringrazia), in opzione una colonna sonora corre parallela e indipendente durante la lettura, un’altra opzione richiama ad ogni vignetta il brano del testo originale di Stevenson da cui è tratta, oltre ai bozzetti preparatori e, in certi casi, a brani di un’intervista a Mattotti.
Si può dire che questa sia un’app di interesse filologico. La logica è quella dei bonus, che comparvero nei cd e poi nei dvd e ora nei blueray: si fornisce un testo già noto e lo si contorna di materiali aggiuntivi, ormai prodotti espressamente, ma in origine frutto di ricerche d’archivio.
In scena, un collage musicato di brani del testo sovrapposto ad un montaggio di immagini, la parte più debole dell’app: le immagini che si ingrandiscono e/o rimpiccioliscono o scorrono richiamano troppo direttamente l’effetto salva-schermo, e se forse nella prima versione che se ne fece, sempre a cura di Jerry Kramsky, dal vivo, il risultato potè essere interessante, qui risulta un po’ imbrigliato in una povertà che pare tecnologica ma che forse ha ragione nella natura statica del fumetto originale.
Contributi speciali, video-intervista, bozzetti, disegni, rassegna stampa (quest’ultima una serie, un po’ imbarazzante esteticamente, di scannerizzazioni)
Lo strano caso, il testo di Robert Louis Stevenson nella versione che per Einaudi fecero Fruttero e Lucentini

(all’interno della sezione “Lorenzo Mattotti”, che comprende una “premessa dell’autore, una “biografia” e una “bibliografia”, quest’ultima è buffa: è divisa in due sezioni, “Einaudi” e “Completa”, con gesto un po’ opacamente commerciale; è interessante: non è un elenco di titoli ma una galleria di copertine (peccato non avere aggiunto un’utile funzione di riorganizzazione per titolo e/o per data); è incompleta, se ci sono tutti i titoli, di questi, per esempio per “Fuochi”, il capolavoro di Mattotti, si dà la sola edizione Einaudi e non la prima, uscita sotto la sigla della gloriosa “Dolce Vita” nel 1988)

Certo quel che ci si trova fra le mani è una derivazione di un lavoro nato cartaceo, (“questa storia è stata creata per essere letta come una storia a fumetti” dice Mattotti in un video presente nell’app) e che da quello non riesce, davvero, a distaccarsi, e questo resta un limite durante tutta la lettura (possiamo mantenere per ora il termine? perché il più corretto al momento sembra essere fruizione, per quanto comunque impreciso, ed è un po’ brutto). Ma non potrebbe essere diversamente. La bellezza delle app si dispiegherà soltanto fra qualche anno, quando chi ne sarà autore sarà abbastanza giovane da non dover tradurre da un mezzo all’altro, non pensare a come “animare” le pagine, ma saprà progettare direttamente per i tablet -o come si chiameranno-, sino ad allora l’effetto resterà un po’ quello di certi film girati in bianco e nero e poi colorati.

In definitiva: se avete amato il libro di Mattotti questa app vi farà contenti, perché vi permette di ritornare sul testo in modo diverso, con la possibilità sempre cara ai cultori, di poter fare raffronti fra primi abbozzi e realizzazione definitiva, vi godrete l’intervista-video, la lettura teatrale e magari vi rileggerete la versione che Fruttero e Lucentini fecero per la sempre rimpianta collana Scrittori tradotti da scrittori.

E in più: è gratis!
O cioè, come si diceva una volta, è materiale pubblicitario: evviva!

Annunci

2 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Patrizia Mandanici said, on 21 novembre 2011 at 3:42 pm

    Concordo quasi su tutto, ma forse sarei meno severa sui limiti di una app che come dici tu è sempre comunque una derivazione da una cosa già esistente su carta: fino ad adesso si sono viste davvero poche cose “tradotte” in maniera originale; e poi il fatto che sia gratis comunque mi fa essere più indulgente!
    Io non avevo comprato il libro e quindi sono stata contentissima di poter scaricare questa app che ha davvero tante cose interessanti, compresi i bozzetti e il poterli raffrontare immediatamente alle vignette finite.
    Il problema però è la “pesantezza” della app: quasi un giga! Per me che ho l’iPad più magro della serie vuol dire lasciarla dentro per un po’, ma poi probabilmente dovrà fare spazio ad altro. Forse avrei preferito avere i filmati online collegati da link, io che ho solo il wifi mi sarei accontentata di poterli visionare quando collegata a internet (che poi usando l’iPad solo a casa – come tanti – non sarebbe stata una limitazione).

  2. federico novaro said, on 21 novembre 2011 at 4:11 pm

    @patrizia devo dire che a me l’idea che a un certo punto la pancia del’iPad dica basta, e ti obblighi a buttar via non dispiace… faccio così fatica a eliminare cose cartacee che l’idea che nel digitale qualcuno mi obblighi mi sembra quasi un sollievo. Sono però tanto daccordo che fa un po’ ridere ormai fare delle cose “chiuse”, che non vivano cioè anche nei e attraverso link ad altri luoghi. In ogni caso un app imperdibile. ciao, e grazie, f


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: