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Editoria / notizie / brevi. 38: GLI INTROVABILI, da e/o

Posted in brevi, editoria, notizie by federico novaro on 18 novembre 2011

Le edizioni e/o aprono la prima collana di narrativa in ebook: Gli introvabili

buon anno, 7

C’è una soglia minima di copie vendute al di sotto della quale una casa editrice cartacea non può permettersi di andare. Naturalmente si conosce il valore della soglia, ma non, prima che il libro sia commercializzato, se questa sarà toccata. Non c’è sistema che possa far sapere in anticipo. Gestire una casa editrice vuol dire avere a che fare costantemente con il desiderio di leggere il futuro, avendo, come sempre, solo a disposizione dati del passato. Se per le prime edizioni si va per estensione dei risultati di prossimità fra simili (se quel titolo vendette così, mah, magari vende così anche questo), per le ristampe, salvo fatti nuovi (ne hanno fatto un film), nelle case editrici si compulsano le vendite precedenti, magari di dieci anni prima (non ha venduto: non venderà).
Così ci sono libri, anche molto amati, che spariscono (-spariscono dalle librerie, perché prima di rivolgersi a Fahrenheit, bisognerà pure ricordarsi un giorno che esistono le bilioteche).

I costi che maggiormente incidono e orientano la decisione se ristampare o meno un titolo sono soprattutto due: i tempi di ritorno dall’investimento (se spendo 100 non è indifferente se quei 100 mi ritornano in un anno o in dieci) e i costi di stoccaggio (posso anche decidere di aspettare dieci anni che quei 100 mi ritornino, aggiungendo di anno in anno pecette su pecette con il prezzo leggermente aumentato –chi ha iniziato a comprare libri prima degli anni ’90 ricorda per esempio le edizioni Ricciardi / Einaudi che salivano, dalle qualche centinaia di lire stampate sulla quarta di copertina, alle qualche migliaia sull’ultima pecetta applicata, con tutta la storia dell’inflazione pre-Euro scandita sugli strati– ma anche se sono disposto a tenere quel capitale immobile devo avere enormi magazzini dove tenere i libri invenduti, e del personale che badi loro, e che ogni tanto si avventuri per i capannoni alla ricerca di quel titolo). A ragione o a torto, questo è un costo che le case editrici non vogliono più sostenere. Perciò si stamperanno decine di Jane Eyre e ben pochi Albione e Marina.

Quando si iniziò a parlare di accessibilità ai testi svincolata dal supporto cartaceo si levarono le grida di speranza di chi vedeva così superati i due maggiori ostacoli alla loro circolazone. Non è successo subito. Le cose erano molto più complicate di quanto si sarebbe potuto pensare, e il mito del testo che, solo e liberato dai vincoli cartacei e produttivi, si proponeva, motu proprio, alle schiere dei lettori, s’è velocemente incrinato. I testi, nudi, non esistono, verrebbe da pensare. Sono anche redazioni, curatele, diritti, contesti, impaginazione. Senza i quali rischiano di essere forse nudi, ma muti.

e/o è una casa editrice con una storia ormai più che trentennale; molto importante quando aprì, agli sgoccioli degli anni ’70 del secolo scorso, perché seppe proporre in Italia le letterature dell’est europeo in modo radicalmente innovativo in un contesto in cui il filtro ideologico era sfinito e purtuttavia pressante. Cassandra di Christa Wolf (1985, nella traduzione di Anita Raja), con la sua copertina rosa chiaro, la sottile cornice bianca rifilata in nero, il formato più quadrato di quanto usasse allora, e al centro, ancorato al margine inferiore, un blocco monocromo che conteneva un’immagine di donna, il titolo, e una citazione dal testo, segna un’epoca.

Casa editrice piccola, e/o negli anni ha saputo diversificarsi e trasformarsi; proprietà ancora dei fondatori, ora quasi irriconoscibile per chi l’abbia conosciuta allora, ha definitivamente lasciato i caratteri di nicchia degli esordi per scelte più generaliste, aumentando molto anche il numero di titoli pubblicati ogni anno.

Ora, evviva!, apre una collana di ebook, che proprio quelle difficoltà di cui si diceva sopra, le attese di vendita, legate ai costi di magazzino, si propone di risolvere.
Molte le novità e le cose interessanti:
non si tratta, come già accade per molti titoli di molte case editrici, di rendere disponibili anche in ebook testi cho lo sono già come libri, bensì di una collana composta esclusivamente di ebook
non sono testi nuovi, bensì una scelta dal catalogo storico della casa editrice
non sono testi best-seller, bensì titoli un po’ negletti, individuati, dice la casa editrice nei suoi comunicati, ascoltando le richieste raccolte attraverso contatti diretti con il pubblico, in occasione delle fiere, e sui social network
costano molto poco

Tutte e quattro le caratteristiche indicate rendono l’operazione editorialmente interessante.

e/o, nell’annunciare la collana, che va ad affiancarsi all’offerta di ebook già presente sul loro sito di titoli anche cartacei, usa lo slogan “Una tradizione indimenticabile da riscoprire in digitale”; anche se ancora in maniera un po’ imprecisa (come lo è forse tutta l’operazione, più entusiasta che ben condotta)  è un primo segnale di una direzione lungo la quale le case editrici cartacee potrebbero trovare materia di un’alleanza con le nuove forme di accessibilità, perfette per superare quei costi di cui si parlava più sopra, andando incontro alle esigenze, anche nostalgiche, del mercato, che pare ormai dare, finalmente, segni che la novità, il titolo nuovo, non sia più, in sé, un valore certo.

Sarà molto interessante vedere la tenuta dell’operazione, seguire i dati di vendita, non nella prima settimana, non nel primo mese, ma fra sei mesi, un anno. È probabile, oltre che auspicabile, che la collana abbia, nei prossimi tempi, un buon successo di vendita. Molti sono i fattori che lo fanno pensare: la vicinanza con l’ebook I ferri del’editore, scritto dal parton della casa editrice e distribuito come ebook nelle ultime settimane, con ottimo successo di vendite e di eco sui social network come sui canali tradizionali, che ha attirato l’attenzione sul marchio e/o; l’originalità dell’operazione, che unisce in un progetto chiaro e unitario una serie di titoli di ebook; il prezzo molto basso. Proprio quest’ultimo elemento, che sarà probabilmente molto apprezzato, sarà una chiave per interpretare i dati di vendita fra un anno.

Perché uno dei nodi ancora irrisolti riguardanti gli ebook, è la discrepanza fra valore, costo e prezzo degli ebook, che mentre per i libri ha trovato più o meno un punto di incontro fra aspettative e esigenze sia di chi produce che di chi consuma, per gli ebook è ancora lontanissimo dall’essere anche solo abbozzato, e il valore percepito rimane ancora molto basso rispetto al prezzo solitamente richiesto (e il costo una variabile indipendente molto più che per il cartaceo).

In questo caso il prezzo richiesto è davvero molto basso (1,99 € per i primi dieci giorni di lancio, poi salirà a 3,99 € restando comunque in una fascia davvero accessibile), e il progetto è la tessitura che lo rende non svalutativo, ma questa appare ancora fragile. Le copertine sono poco oltre la soglia del corretto (con l’effetto pergamenato che non si vorrebbe vedere mai più), e non vi è apparato che attribuisca ai testi un contesto ricco. Questo in altri casi potrebbe non essere importante, ma in questo, dove si unisce prezzo molto basso e contesto potenziale (la storia della casa editrice: bastava una pagina che ancorasse il testo al suo intorno editoriale) completamente inespresso, se non attraverso lo slogan della pubblicità, rischia di indebolire, alla lunga, l’operazione.

Ma è un inizio, ed è un inizio molto importante, da salutare festosamente.

Si comincia con dieci titoli, che trovate elencati sul sito di e/o.

Ogni titolo è in formato epub, eccoli:

Honoré de Balzac, Il colonnello Chabert
Ferenc Molnár, Danubio blu
Sholem An-Ski, Il Dibbuk
Rainer Maria Rilke, Due storie praghesi
Joseph Conrad, I duellanti
Andrej Platonov, Il mare della giovinezza
Géza Csáth, Oppio e altre storie
Mark Twain, Racconti comici
Anton Čechov, Racconti umoristici
Michail Kuzmin, Vanja
Non un titolo inutile, non un titolo men che interessante: erano introvabili di fatto, e ora lo sono solo di nome, grazie alle edizioni e/o.
Se li comprate tutti ora, anche uno al giorno se vi diverte, con 19,90 € vi comprate dieci titoli che possiamo definire necessari, e che, sempre con voi nel tablet, saranno conforto e gioia a lungo (per dire: con la stessa cifra in ebook non ci comprate neanche tre Faletti)
(purtroppo per ora sul sito non sono indicate le responsabilità delle traduzioni)

buon anno, 7

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5 Risposte

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  1. calvin said, on 18 novembre 2011 at 11:25 am

    Ma, non so. Io l’e-reader ancora non ce l’ho. Qualche tempo fa ho provato a verificare se esistesse la versione ebook dei titoli nella mia libreria. Ho cominciato a cercare il primo libro a sinistra sul primo scaffale procedendo verso destra. Prima di trovarne una in versione ebook sono arrivato al dodicesimo…
    Poi certamente questo è un segnale incoraggiante ma considerando quanto in fretta i prodotti tecnologici diventano obsoleti , l’e-reader ancora non l’ho comprato.

  2. federico novaro said, on 18 novembre 2011 at 2:17 pm

    beh, già uno su dodici è un bel risultato. comunque sì, i reader è bene aspettare ancora un momento se non lo si deve avere per lavoro, magari dopo Natale. E se vuoi leggere Vanja… 🙂

  3. M. said, on 22 novembre 2011 at 2:56 pm

    Mi tocca acquistare Vanja prima che vada effettivamente e definitivamente fuori catalogo, allora. Ché non sono minimamente interessato agli e-book :-p

  4. federico novaro said, on 22 novembre 2011 at 3:03 pm

    allora ti tocca 😛 (su ebay si trova ancora la prima edizione)

  5. M. said, on 30 novembre 2011 at 4:54 pm

    L’ho visto in vendita anche su ibs, amazon e bol… devo solo decidermi, penso lo infilerò in un ordine natalizio 😉


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