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Editoria : notizie / 39: MURAKAMI HARUKI / 1Q84 / Einaudi e le fascette

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 22 novembre 2011

Fascette!

abbeʧe’darjo / FN. E

Con gran scialo di grancassa il nuovo libro di Murakami Haruki è arrivato in libreria, dichiarato capolavoro anche sui patri lidi prima del suo arrivo.

Murakami Haruki è un autore di punta dell’Einaudi, uno di quei rari autori dei quali la casa editrice pubblica più o meno tutto, come Philip Roth, per esempio, e per i quali si pianifica una campagna massiccia, che oltre al nuovo titolo serve a riaccendere periodicamente le luci sulla casa editrice.

Così accade per 1Q84, venduto come si usava (si usa?) per i cd, con un forte sconto nella prima settimana -aiuta il libro a posizionarsi in alto nelle classifiche, e da lì propagarsi-, (25% sul prezzo indicato, 20 €, già abbastanza basso per la mole -9,99 l’ebook).

Naturalmente tutti i canali sono investiti dall’onda pubblicitaria, da quelli più tradizionali, cartacei, a quelli più innovativi, social network. Sul sito dell’Einaudi s’è apparecchiato uno speciale, che comprende, cosa rara, una rassegna della stampa estera. Insomma, come si dice, si crea l’onda e la si cavalca.

Ma, a rischio di farsi prendere in giro da VADIeLOFO, è interessante soffermarsi sull’uso delle fascette, in questa grande campagna d’autunno.

Giusto un anno fa si parlò qui su FN -e di lì le prese in giro di VADIeLOFO- di fascette.
Era ottobre, anche allora si trattava di una campagna d’autunno, l’autore era Ian McEwan.
Per non stare a farvi andare qui a là pei siti, ecco qua un passaggio:

“[…] Era interessante, perché molti dei libri -io ne ho prese solo quattro, avevano le loro fascette, ed era come se alla collana fosse sovrapposto un livello che vi galleggiava sopra, fornendo informazioni facili e immediate -una Realtà Aumentata ma cartacea-. […] Una [fascetta] era diversa. Intanto era comune a due libri distinti (L’inventore dei sogni e Espiazione, di Ian McEwan), e già questo era strano, poi riportava quello che era evidentemente un dettaglio di una copertina -illustrazione, titolo, autore- e sotto una data: “Novembre 2010″. É quindi un’anticipazione di un evento futuro […]. Delle fascette messe a dei libri -anche non recenti- in attesa che esca il prossimo.
Beh, è molto interessante. Non so se sia efficace, ma è una piccola variazione comunicativa che segna uno slittamento d’uso, spia di una comunicazione editoriale sporta radicalmente sul dopo. […]

Per 1Q84 sembra l’Einaudi avere fatto tesoro dell’esperienza e averla raffinata. Ecco una foto fatta il 22/11 alla libreria Feltrinelli di Torino Porta Nuova

Murakami Haruki / Einaudi

Il meccanismo è lo stesso dell’anno passato, ma intensificato. Le fascette -certo questo può capitare solo nelle librerie di catena, che dispongono di grandi spazi che possono dedicare alla pubblicità- rappresentano una specie di sovratesto -non veramente preciso, ma il prossimo autunno si farà meglio- che unifica i vari libri. La data -Novembre, come l’anno scorso- segna una sorta di limite creando, da sola, uno spartiacque: sono libri da leggere in attesa del grande capolavoro, sono libri da leggere se si è letto il grande capolavoro.

Tralasciando l’infortunio estetico delle labbra inserite a forza nella gambetta della Q, queste nere fascette rappresentano un efficace, per quanto volatile, strumento per incrementare i legami non solo fra acquirenti e casa editrice, ma anche fra titoli diversi della stessa casa, ritornando a un dato un tempo lapalissiano: chi compra i libri attribuisce un ruolo a chi li pubblica (di cura, di selezione, di servizio) e questo ruolo se trascurato non si dissolve impunemente, ma influisce negativamente sugli acquisti futuri, se coltivato può rappresentare un investimento sul futuro.

Una casa editrice, come qualunque impresa, ha costantemente fame di spazi per comunicare con i potenziali aquirenti, ma gli spazi, solitamente proprietà di altri, costano. Già le librerie di catena, nel loro radicale azzaramento della separazione fra produzione e distribuzione, hanno risolto eliminando i costi -e le imprevedibilità- delle mediazioni che rappresentavano le proprietà indipendenti delle librerie, ora, con un uso creativo delle fascette, permesso anche dai costi minori rispetto a un tempo, le case editrici possono immaginare di avere uno spazio di comunicazione inedito -in questi termini- fra loro e il pubblico.

Tutto questo naturalmente prevede che i libri stiano nelle librerie di piatto, e qui sta il nesso inestricabile con le librerie di catena, le sole che possano permettersi di farlo, relegando ormai ad orpello ornamentale gli scaffali che espongono -stoccano- i libri di taglio.

In tempi in cui s’afferma la stucchevole idea di comunità, che sembra vincitrice su ogni altra retorica, sarebbe dissennato continuare a muoversi sull’idea che tutto si svolga fra enti isolati e non comunicanti, cercando un rispecchiamento di questo isolamento nella produzione di titoli senza contesto.

Queste nere fascette, per quanto apparentemente luttuose come ormai si vedono solo più sui bicipiti dei calciatori in occasione della morte di un compagno, sono un segno forte che forse quella stagione stia finendo.

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Una Risposta

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  1. M. said, on 30 novembre 2011 at 4:57 pm

    Ho visto pure io ‘ste mega-fascette, sabato da Melbook in Via Nazionale a Roma. Stavo quasi per fregarmene una… 😀

    Ad ogni modo, per me che ho letto tutti i Murakami passati, non è tutto ‘sto gran capolavoro. E la delusione è tanta. (Tralasciando la malsana idea che hanno avuto di dividere la trilogia in due parti…)


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