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Michael Holroyd / LYTTON STRACHEY. ilSaggiatore 2011 (recensione di Federico Boccaccini)

Posted in recensioni by federico novaro on 2 dicembre 2011

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Dorso, (part.), 1

Lytton Strachey. L’arte di vivere a Bloomsbury
(Lytton Strachey: The New Biography)
di Michael Holroyd

traduzione di Luca Fusari
[resposabilità grafica non indicata]

cartaceo
p. 443 ; 35 €
ilSaggiatore -La cultura 738, Milano 2011

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Frontespizio, (part.), 1

(Chi è Federico Boccaccini che FN è tanto contento di presentare qui in occasione di questa sua prima recensione -prima di molte, questo spera FN-?

In due righe:
Federico Boccaccini é ricercatore post-doc in filosofia presso l’Università di Liegi (Belgio). Si é formato
tra Roma, Pisa e Parigi. I suoi interessi si concentrano sulla filosofia e la cultura austriaca, il XIX secolo
tedesco e quello inglese.
Ecco qua, evviva! Benvenuto!
)

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 8

Tra i generi letterari non vi è genere più inglese della biografia. E tra i biografi inglesi nessuno fu più grande di Lytton Strachey che lo trasformò in arte divenendone maestro. Nella sua scrittura il racconto di una vita si fa stile. La capacità di fissare e cogliere nei dettagli gli elementi più importanti nella vita del soggetto descritto -che non vuol dire i meno frivoli-  è tale da farlo emergere, riga dopo riga, pagina dopo pagina, come da una tela nera verso la luce. Queste silhouette d’epoca vittoriana improvvisamente riprendono vita e molto difficilmente, chiuso un suo libro, potremo dimenticarle.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 4

Lo stesso giudizio va espresso anche per il bel libro di Michael Holroyd, Lytton Strachey. L’arte di vivere a Bloomsbury, la biografia del maestro dei biografi scritta da uno tra i migliori biografi inglesi contemporanei.

Intendiamoci, Strachey non scriveva biografie storiche ma biografie letterarie, nel senso che secondo lui “il dovere di un grande storico è quello di essere un artista”. I dettagli che mostrano la sostanza della persona sono impressioni, “immagini casuali” che non cercano di dimostrare una teoria o costruire un sistema, ma di chiarire “dei frammenti di verità”. Eppure quando Eminenti vittoriani apparve in Inghilterra distrusse una cultura fatta di ipocrisia. Contro un mondo fatto di “liberalismo ottocentesco basato non su principi progressisti ma su varianti di regimi vecchi e degradati”, di umanitarismo salvacoscienze, di nauseante sciovinismo intriso di religiosità messianica e d’imperialismo, Strachey scagliò la freccia sottile dell’ironia tesa sull’arco del disprezzo e lo distrusse.
Al contrario di Strachey, Holroyd non scrive con una tecnica impressionistica ma con razionale metodo scientifico (l’appendice bibliografica è ricca e dettagliata e il lettore italiano vi troverà inoltre la lista completa dei manoscritti di Strachey) e una incredibile capacità nel fondere in un solo racconto fluido e denso come un romanzo i tanti punti di vista di tutte quelle persone che Strachey conobbe, frequentò, amò.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 6

L’autore ha tessuto una trama unitaria fatta di frammenti testimoniati dalle lettere, dai diari, presi da studi e da altre biografie, documenti e ricordi personali. E tuttavia nonostante la sua neutralità anche la prima biografia di Holroyd su Strachey fece scandalo, poiché narrava senza falsi pudori la vita di un omosessuale dichiarato e dei the Bloomsberries, ossia Virginia e Leonard Woolf, John M. Keynes, Bertrand Russell, Edward M. Forster, Vanessa Bell, Duncan Grant e alcuni altri; Strachey raccontava la loro libertà sessuale e intellettuale, la loro condotta anticonvenzionale e il loro essere già in certi casi famiglie non nucleari.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 5

In questo il libro di Holroyd ha seguito il solco tracciato da Strachey aggredendo la società conservatrice inglese degli anni sessanta. Rileggere oggi delle loro vite attraverso quella di Lytton Strachey e pensare che queste personalità straordinarie ebbero, già cento anni fa, molto più coraggio di vivere la propria vita che molti nostri contemporanei ci fornisce una ragione in più per apprezzare questo lavoro.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 7

Di Lytton Strachey. L’arte di vivere a Bloomsbury diremo, innanzitutto, che il sottotitolo italiano è leggermente ingannatore. Nel colophon, solo un evasivo “titolo originale : Lytton Strachey” accoglie la nostra curiosità bibliofila, ma non la soddisfa affatto.

Holroyd infatti ha scritto diversi libri su Strachey e non si capisce perché la casa editrice italiana non citi per intero il riferimento all’originale. Consultando i due volumi della sua biografia, Lytton Strachey : A Biography e Lytton Strachey and the Bloomsbury Group: His Work, Their Influence, pubblicati come due volumi di un’unica opera dal titolo Lytton Strachey : A Critical Biography (Heinemann, 1967-1968, pubblicati prima negli USA presso Holt, Rinehart & Winston col titolo Lytton Strachey: A Critical Biography, vol. 1: The Unknown Years (1880-1910); vol. 2: The Years of Achievement (1910-1932)), ho pensato, per somiglianza al titolo italiano, che si dovesse trattare della traduzione del secondo volume. Mi sbagliavo. I capitoli non corrispondono. Il libro italiano, in realtà, è la traduzione di Lytton Strachey: The New Biography, (Chatto & Windus, 1994), una versione più breve ma interamente riscritta dall’autore grazie al nuovo materiale inedito -in particolare lettere- che non potè consultare durante la stesura della prima versione (anche per motivi di censura, visto che molti dei protagonisti all’epoca erano ancora vivi). Altra anomalia sono le tre pagine di Prefazione all’edizione italiana : “Lytton Strachey in Italia”. Interessanti, ma si vorrebbe sapere chi le ha scritte. Si suppone l’autore, ma se è così di regola si dovrebbe indicare.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 11

Il racconto in ogni caso non parte dalla giovinezza del suo protagonista -per quella bisogna leggere il primo volume del 1967- ma, dopo una breve introduzione sugli anni di Cambridge, salta all’incontro con Dora Carrington ad Asheham House, la residenza che Vanessa Bell aveva affittato per sua sorella Virginia e Leonard Woolf. Il rapporto tra Strachey e Carrington -da cui è stato tratto il film Carrington (1995) di C. Hampton- è il centro narrativo del libro.

Vi sono molte cose narrate che riguardano la vita di Strachey che non concernono Carrington ovviamente, come il rapporto con i suoi editori e la difficile stesura dei suoi libri, le loro altre relazioni, ma il lettore è costantemente preso a seguire le vicende di questo amore divorante e assoluto di una donna per un uomo che non potrà mai avere, fino all’epilogo più triste.

Curioso è il fatto che nonostante Strachey sia il protagonista, la figura di Carrington emerga con così chiara potenza.

La possiamo vedere camminare, lei, sempre un passo indietro a lui. Era la sua ombra -dicono- devota e adorante. La chiamavano “il vento del Nord”. Eppure era consapevole di aver avuto uno degli amori più umilianti che una persona possa vivere, ma anche, per questo amore assoluto, di essere stata più felice di qualsiasi altro. “Non hai mai capito, e non capirai mai, quanto era grande e devastante il mio amore per te… Dì che ricorderai, che non andrà tutto perso” scrive a Lytton per comunicargli di aver accettato la proposta di matrimonio di Ralph Partridge in una lunga lettera la cui bellezza straziante da sola vale l’intera lettura del libro.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 10

Strachey era un uomo di eccessiva magrezza, alto, con occhiali da topo di biblioteca, parlava con un filo di voce e aveva una lunga barba e lunghissime mani. C’era una gaiezza triste in lui. Aveva difficoltà a parlare dei suoi sentimenti e del suo amore celandosi dietro l’ironia e il sarcasmo. Ma, al di là delle descrizioni fisiche, si può capire l’amore totale di Carrington grazie forse al più bel ritratto intellettuale che di questa figura ci ha lasciato Virginia Woolf la quale, in un giorno d’aprile del 1918, annota nel suo diario : “Abbiamo avuto una conversazione breve e, per me, molto intima; intima nel senso che [a Lytton] basta intravedere la coda del pensiero nascosto nella mente per intuirne il resto del corpo”.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. p. 5, (part.), 1

Fu cremato e le sue ceneri disperse. “Niente funerale, niente saluto” scrisse Keynes a Virginia. Lei sentì molto la sua mancanza e a volte lo pensò intensamente camminando da sola per le strade di Londra. “Non vi sono più commemorazioni, se non quando ci incontriamo e parliamo; o nelle solite maniere, da sola, di notte, camminando per strada”.

Possiamo aggiungere solo che questa biografia è una commemorazione eccellente di Lytton Strachey.

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Copertina, (part.), 1

Riassunto bilbiografico:
queer / letteratura inglese / prime edizioni italiane
Lytton Strachey. L’arte di vivere a Bloomsbury / Michael Holroyd
1. ed. – Milano : ilSaggiatore. – p. 443 ; x cm. – (La cultura – 738)
Fusari, Luca (traduzione di)
brossura, con risvolti
©2011 ilSaggiatore
©
tit. orig.: Lytton Strachey

Michael Holroyd, Litton Strachey. ilSaggiatore 2011; [resp. grafica non indicata], alla cop.: Dora Carrington: Lytton Strachey ©the gallery collection/Corbis. Incipit, (part.), 1

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