federico novaro libri

ALET (saluti da Roma, fiera della piccola e media editoria, 2011), 5

Posted in cartoline by federico novaro on 21 dicembre 2011

#piùlibri2011 (Alet), 1

Alet è una casa editrice
di Padova;
in questi ultimi tempi
sta un po’ cambiando linea,
e grafica d’insieme.
Non è molto che ha lanciato
“Gli iconoclasti”,
collana dal nome apparentemente
monogenere
anche se in realtà
il libro, per esempio,
Colpiscimi,
è scritto da una femmina,
Olivia Corio.
La collana
“Iconoclasti”,
come viene detto sul sito in un banner intermittente,
è “dopo ‘Gli intemperanti’ e ‘I nuovi cosmetici’, il terzo progetto editoriale di
Giulia Belloni”.
Sono molto incuriosito
da questa presentazione.
“Gli intemperanti” e “I nuovi cosmetici”,
se non sbaglio, sono collane di altri editori.
È come quel banner fosse sulla pagina personale di Giulia Belloni.
L’immagine della cartolina
ritrae la prima pagina del catalogo.
La grafica precedente è scomparsa,
per una molto banalmente moderna,
fotona, caratteri bastone, colori passion.
Questa cartolina è come
quelle dei siti archeologici,
contiene più immagini,
è a fisarmonica:

#piùlibri2011 (Alet), 2

Giulia Belloni,
ci viene detto sul verso della prima pagina,
è l’editor della narrativa italiana.
È bello che ci sia la sua mail,
indica senso democratico.

#piùlibri2011 (Alet), 3

Maria de Filippi
è il nuovo titolo della collana “Gli iconoclasti”

#piùlibri2011 (Alet), 4

che è diretta, come ci aveva detto il sito,
da Giulia Belloni.

Maria de Filippi è preceduto da una premessa,
chiamata “La porta”,
scritta da Giulia Belloni.

#piùlibri2011 (Alet), 5

La grafica di copertina
di Maria de Filippi,
è disegnata da Giulia Belloni.
#piùlibri2011 (Alet), 6
In un articolo apparso su L’Indice,
si parlava di come
ci sia nel mondo dell’editoria
il desiderio che il proprio nome
emerga dall’oscuro antro dell’anonimato.
Ecco.

(il regalo di Natale di FN: La storia di Nico Nicolò , è ora scaricabile in pdf, solo su FN)

(Buon Natale, da Federico Novaro, Alessandro Rivoir, Christel Martinod, e Nico Nicolò)

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6 Risposte

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  1. Sara Tosetto said, on 22 dicembre 2011 at 11:59 am

    Gentile Federico,
    sono Sara Tosetto e le scrivo a nome di Alet, visto che lavoro in questa casa editrice da oltre cinque anni come redattrice, editor, e da oltre due anni come caporedattrice. Mi sembra necessaria una precisazione: la “cartolina” che apre il suo pezzo, la copertina del nostro catalogo, ha la stessa impostazione grafica da tre anni, ed è ispirata al progetto grafico di Marco Pennisi, il grafico che segue la collana ammiraglia della Alet dal 2008. La grafica di Pennisi, che ci caratterizza da quasi quattro anni, non è affatto scomparsa, ma è tutt’ora ben presente nei titoli delle collane Diorami e Perieli (vedi per esempio il recente L’AGONIA DELL’AGAPE di William Gaddis). Definire la foto della copertina del catalogo “banalmente moderna” mi sembra che manchi totalmente il bersaglio. Mi dispiace che una persona che si dimostra così piena di buon gusto editoriale come lei, come è evidente dal suo blog che seguo sempre con piacere, esprima un giudizio così leggero. Per la cronaca quella foto (che ho scelto io e non Giulia Belloni, come il 90% delle copertine della Alet da quasi 3 anni a questa parte – Iconoclasti esclusi ovviamente) sarà la copertina del libro L’ALTRO COLORE DELL’INVERNO di Judy Budnitz, una delle migliori giovani autrici americane secondo Granta e non solo, che uscirà nella collana Perieli. (se legge il libro, vedrà che c’è una stretta risonanza tra testo e immagine). La collana Perieli ha ridotto sì le nuove uscite, ma è sempre ben presente nel nostro catalogo. Mi dispiace che si sia concentrato solo sulla collana Iconoclasti, forse per ragioni personalistiche quanto quelle che lei imputa a Giulia Belloni, ma si dà il caso che la grafica della Alet, dal 2004 a oggi (per esempio, la grafica della nuova edizione di SANTE GONNE di René Steinke forse avrebbe meritato un po’ di attenzione, anche critica), abbia attraversato numerose fasi oggettivamente degne di interesse, come avrebbe potuto vedere se avesse dato un’occhiata più diffusa al nostro stand a Roma – o anche al nostro sito http://www.aletedizioni.it La prossima volta che capita alla fiera di Torino o di Roma al nostro stand mi farebbe piacere se si fermasse al nostro stand a fare quattro chiacchiere con me, così magari evitiamo anche qualche spiacevole equivoco.
    Un saluto, Sara

  2. federico novaro said, on 22 dicembre 2011 at 12:19 pm

    Gentile Sara Tosetto,
    grazie di questo lungo commento. E grazie delle preziose precisazioni. Sapete bene che Alet è una casa che seguo e che apprezzo (ho parlato di voi già in varie occasioni, sia sul blog che su L’Indice). E sono contento che la grafica che ha reso Alet riconoscibile sin dalle origini resista, pur rinnovata e ancor più bella (come d’altra parte si può vedere dalla seconda fotografia). Le cartoline sono però un momento leggero, e credo che il tono lo indichi, brevi e divertite -sono pezzulli lievi che trovano il loro senso anche nell’essere superficiali. L’occorrenza un po’ insistita del nome di Giulia Belloni può darsi che m’abbia colpito anche per ragioni personali -avemmo, come sa, un, diciamo, fraintendimento anni fa, ma mi ha divertito, e solo di questo, credo con leggerezza, si occupa la cartolina -inserita nel discorso più ampio dell’autorialità nelle case editrici di ora. A Maggio sicuramente verrò a trovarvi, e sarà un’ottima occasione per fare un riassunto del vostro lavoro che io ritengo sempre prezioso e interessante. Grazie ancora dell’attenzione. Un saluto, grazie di seguirmi, e buone feste. A presto, fn

  3. Francesca Föhn said, on 17 luglio 2012 at 8:11 am

    «Gli Intemperanti» e «Nuovi cosmetici» non sono collane di altre case editrici, ma antologie di esordienti pubblicate anni fa (l’ultima se non sbaglio è del 2008) grazie alle quali Giulia Belloni ha consolidato la sua fama di talent scout della narrativa italiana. A livello qualitativo, credo si collochino sulla stessa linea inaugurata dal progetto «Under 25» di Pier Vittorio Tondelli.

  4. federico novaro said, on 17 luglio 2012 at 9:09 am

    non capisco bene. a me pare che la prima fosse stata pubblicata da Meridiano Zero, e la seconda da Sartori. ( anzi, sembra anche a ibs: http://www.ibs.it/code/9788882370657/gli-intemperanti.html / http://www.ibs.it/code/9788860090331/giovani-cosmetici.html) questo mi aveva stupito. ma i confini della brandizzazione del proprio nome sono infiniti, e divertenti. -parlo ancxhe per esperienza diretta 😀 Un saluto

  5. Francesca Föhn said, on 17 luglio 2012 at 9:21 am

    Era solo una precisazione, intendevo farti notare che non si tratta di collane ma di singole opere curate da lei. Quando sono uscite hanno fatto anche un certo rumore, a ciascuno giudicare se si tratti di brandizzazione o di successo meritato. Immagino che sia una professionista che presta servizio per diverse case editrici, come molte persone dell’ambiente. 🙂 Un saluto a te!

  6. federico novaro said, on 17 luglio 2012 at 9:40 am

    sì, sono stato impreciso usando la definizione di “progetto editoriale”, ma quello che trovavo interessante era il ritornare di definizioni (che hanno il capostipite mediatico ne “i cannibali”) per legare insieme dei racconti, e il fatto che la formula, declinata in modi diversi (antologia, collana) si riproponesse fedele. E neanche volevo usare il termine branderizzazione come sinonimo o meno di successo giusto. Sono due cose separate. La branderizzazione del proprio nome è figlia dei motori di ricerca ed è un modo di stare in rete. Non do giudizi affatto, e semmai la trovo una cosa positiva. Io medesimo lo uso e lo abuso 🙂 La cosa poi molto interessante è decifrare il confine fra branderizzazione finalizzata al proprio progetto e branderizzazione come trionfo del narcisismo. Passano di lì molte questioni di come si faccia il lavoro intellettuale in rete. Ma ti prego non fraintedermi. Non sto parlando di Belloni -della quale, in effetti, mi ero un po’ dimenticato. Grazie per le precisazioni. Ciao!, f


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