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James Matthew Barrie / L’uccellino bianco. Nobel 2011 (segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 12 gennaio 2012

È in libreria

L’uccellino bianco
di James Matthew Barrie

a cura di Luisa Pecchi
traduzione di Luisa Pecchi
direzione editoriale della collana di Marco Innocenti
[responsabilità grafica non indicata]
mise en page di Michela Boccalini

cartaceo | 14 € ; 273 p.
ebook | 4,99 € Nobel -Roma 2011

James Matthew Barrie, L'uccellino bianco; Nobel 2011. [resp. grafica non indicata], "In copertina: James Matthew Barrie". cop. (part.), 1

Nel mare di riedizioni, con titoli che si rincorrono da una collana all’altra -a patto che siano fuori diritti (questo è l’anno di Joyce), Nobel propone un testo poco noto scritto dall’autore del celeberrimo Peter Pan. James Matthew Barrie, L'uccellino bianco; Nobel 2011. [resp. grafica non indicata], "In copertina: James Matthew Barrie". cop. (part.), 7 Sul sito di Nobel, che è un marchio tutto nuovo del Consorzio Milonga (che unisce Avagliano e Fermento: maggiori info sul sito Milongadistribuzione, e in un’intervista a Daniela D’Angelo, sul sito Editori Laziali), sono poche le notizie sul libro (cito integralmente: “1911-2011: edizione del centenario per il libro del bambino che non voleva crescere. | Dai Giardini di Kensington, nel cuore di Londra, l’eterno bambino Peter Pan vola fino all’Isola che non c’è, in una sarabanda di avventure in compagnia di sirene e indiani, di fate e pirati. In un secolo di vita, Peter Pan ha poi ispirato moltissime opere. La più celebre resta probabilmente il film animato della Disney nel 1953. Un classico immortale per grandi e piccoli, che conserva intatto tutto il suo fascino. | James Matthew Barrie | nacque a Kirriemuir nel 1860 e morì a Londra nel 1937. La sua fama è legata al personaggio di Peter Pan, apparso per la prima volta nel 1902 e portato con successo a teatro nel 1904. Il romanzo qui presentato è quello del 1911, basato sull’opera teatrale.”), d’altra parte, oltre ad essere molto mediocre, a oggi (12/01/2012) il sito risulta più o meno aggiornato all’inizio dell’estate 2011. Trascuratezza davvero sempre più incomprensibile soprattutto da parte di case editrici che faticano ad affermare la loro presenza negli scaffali delle librerie di catena, pur svolgendo un lavoro importante, e per le quali la rete dovrebbe essere più che un’alternativa la colonna della propria comunicazione. Nobel si è dotata anche di un canale YouTube, che, visti gli autori e le autrici pubblicate, potrebbe ospitare materiali molti vari e importanti, ma per ora contiene solo un doppiaggio buffo di Frankestein Junior, un’ironica pubblicità del marchio. La presenza su Facebook è invece più animata. Peccato, perché la scelta dei titoli è molto interessante, e tutta la collana la è. Ma presto FN tornerà a parlarne nella sezione Editoria. James Matthew Barrie, L'uccellino bianco; Nobel 2011. [resp. grafica non indicata], "In copertina: James Matthew Barrie". p. dell'occhiello. (part.), 1

Ne L’uccellino bianco (1902) compare per la prima volta il personaggio di Peter Pan (al capitolo 14, p. 129: “[…] Chiedi a tua madre se sapeva dell’esistenza di Peter Pan quando era piccola e lei ti dirà, “Ma certamente, bambino mio.” Chiedile ora se cavalcava la capra a quel tempo. E lei risponderà: ” Ma che domanda strampalata.Certo che cavalcava la capra!” […]”), che sarà poi l’eroe di uno dei libri per l’infanzia più famosi, del complesso più contemporaneo, di infinite riduzioni teatrali e filmiche.

James Matthew Barrie, L'uccellino bianco; Nobel 2011. [resp. grafica non indicata], "In copertina: James Matthew Barrie". risvolto di cop. (part.), 1

Su Progetto Gutemberg trovate l’edizione originale in vari formati.

“[…] If you ask your mother whether she knew about Peter Pan when she was a little girl she will say, “Why, of course, I did, child,” and if you ask her whether he rode on a goat in those days she will say, “What a foolish question to ask; certainly he did.” Then if you ask your grandmother whether she knew about Peter Pan when she was a girl, she also says, “Why, of course, I did, child,” but if you ask her whether he rode on a goat in those days, she says she never heard of his having a goat. Perhaps she has forgotten, just as she sometimes forgets your name and calls you Mildred, which is your mother’s name. Still, she could hardly forget such an important thing as the goat. Therefore there was no goat when your grandmother was a little girl. This shows that, in telling the story of Peter Pan, to begin with the goat (as most people do) is as silly as to put on your jacket before your vest. Of course, it also shows that Peter is ever so old, but he is really always the same age, so that does not matter in the least. His age is one week, and though he was born so long ago he has never had a birthday, nor is there the slightest chance of his ever having one. The reason is that he escaped from being a human when he was seven days’ old; he escaped by the window and flew back to the Kensington Gardens. If you think he was the only baby who ever wanted to escape, it shows how completely you have forgotten your own young days. When David heard this story first he was quite certain that he had never tried to escape, but I told him to think back hard, pressing his hands to his temples, and when he had done this hard, and even harder, he distinctly remembered a youthful desire to return to the tree-tops, and with that memory came others, as that he had lain in bed planning to escape as soon as his mother was asleep, and how she had once caught him half-way up the chimney. All children could have such recollections if they would press their hands hard to their temples, for, having been birds before they were human, they are naturally a little wild during the first few weeks, and very itchy at the shoulders, where their wings used to be. So David tells me. I ought to mention here that the following is our way with a story: First, I tell it to him, and then he tells it to me, the understanding being that it is quite a different story; and then I retell it with his additions, and so we go on until no one could say whether it is more his story or mine. In this story of Peter Pan, for instance, the bald narrative and most of the moral reflections are mine, though not all, for this boy can be a stern moralist, but the interesting bits about the ways and customs of babies in the bird-stage are mostly reminiscences of David’s, recalled by pressing his hands to his temples and thinking hard. Well, Peter Pan got out by the window, which had no bars. Standing on the ledge he could see trees far away, which were doubtless the Kensington Gardens, and the moment he saw them he entirely forgot that he was now a little boy in a nightgown, and away he flew, right over the houses to the Gardens. It is wonderful that he could fly without wings, but the place itched tremendously, and, perhaps we could all fly if we were as dead-confident-sure of our capacity to do it as was bold Peter Pan that evening. […]”. (cap. 14).

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L’uccellino bianco sarà recensito per FN da Federico Sabatini.

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(chi paga: il volume fotografato è una copia omaggio dell’editore inviata a un’amica di FN)

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8 Risposte

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  1. daniela said, on 13 gennaio 2012 at 2:08 pm

    dite “c’è anche un link a un canale YouTube: visitate il nostro canale YouTube, ma a tutt’oggi il canale risulta senza alcun filmato”. Ecco, io veramente vedo un video caricato, se clicco su “video”, e viene fuori il video anche se metto “Nobel” nel campo della ricerca. Invito a guardarlo perché lo trovo molto divertente.
    Inoltre preciso che Nobel non fa capo ad Avagliano, è un marchio del Consorzio Milonga come si legge sul colophon, e non Milonga Distribuzione, come avete detto. il Consorzio Milonga è formato da due editori: Avagliano e Fermento (non Fermenti come avete scritto; Fermenti è un’altra casa editrice). il sito Nobel sarà molto mediocre, ma il vostro articolo non è accurato.

  2. federico novaro said, on 13 gennaio 2012 at 2:19 pm

    grazie delle osservazioni! Cerco di fare le cose in modo accurato, ma evidentemente qualche volta non riesco. Chiedo scusa. Non riesco a correggere ora, ma lo farò domenica. Mi dispiace davvero molto. Al di là dei giudizi critici, le inesattezze delle informazioni sono imperdonabili. Grazie di avermi corretto.

  3. luisa pecchi said, on 15 gennaio 2012 at 3:14 pm

    Un libro, come detto in questa segnalazione, poco noto pur essendo molto molto citato: su ogni biografia di J Barrie se ne parla poichè è il “luogo di nascita” di Peter Pan. Però chi ne parla, non lo ha letto. (E dire che nel meraviglioso “progetto guttemberg” si trova, come si trovano tanti altri classici. Basterebbe dare un’occhiata). Un libro incantevole, molto insolito, una specie di poesia in forma di romanzo. Era ora che venisse tradotto e pubblicato. L’editrice I NOBEL, già interessante per i testi che ha presentato in così poco tempo, ha fatto proprio centro, direi: non solo un testo raro. Non solo importante nella storia della letteratura inglese (Peter Pan è un vanto credo, come Alice o David Copperfield). Ma addirittura una sorta di inedito! Bravi! E bravi voi che lo segnalate

  4. luisa pecchi said, on 19 gennaio 2012 at 6:35 am

    Curiosità: c’è una frase, piccola, insignificante, che da sempre, nelle traduzioni dei cinque capitoli centrali de L’UCCELLINO BIANCO (intitolati, quando sono presentati da soli, cioè sempre, PETER PAN AI GIARDINI DI KENSINGTON) , c’è una frase, dicevo, che da sempre viene “eliminata”. Questo confermerebbe che ogni nuova presentazione editoriale è una correzione ed un adattamento delle precedenti e non parte dalla lingua originale. E’ nel capitolo IL NIDO DI TORDO. C’è qualcuno che la trova?

  5. federico novaro said, on 19 gennaio 2012 at 9:07 am

    Naturalmnete giro a Federico Sabatini, che recensirà per FN L’uccellino bianco 🙂

  6. luisa pecchi said, on 21 gennaio 2012 at 6:28 am

    Ho ritrovato il dipinto che, a mio parere, ha ispirato J. Barrie nell’invenzione di Peter Pan. E’ di Dadd, pittore tormentato e naturalmente un po’ folle, famoso per le sue fate (che sono sulla copertina di almeno tre libri differenti, in tre edizioni differenti e in differenti epoche: IL MONDO INCANTATO di Bettelheim. GLI DEI DI MISTER …mi scuso ma non ricordo tutto il titolo. Edito da Adelphi. TIFFANY di T. Pratchtet).Attacco il link che sembra incasinato ma porta al quadro.
    http://www.google.it/imgres?q=dadd+pittore+inglese&hl=it&biw=1280&bih=681&gbv=2&tbm=isch&tbnid=eRXiCaMO1FPtQM:&imgrefurl=http://www.arcadja.com/auctions/it/dadd_richard/prezzi-opere/6803/&docid=n6tOh_Y1koe0nM&imgurl=http://images.arcadja.com/dadd_richard-puck~300~10000_20081119_L08137_104.jpg&w=300&h=300&ei=DUsaT5r3KMXn-gbcrZWzCg&zoom=1&iact=hc&vpx=591&vpy=26&dur=28&hovh=225&hovw=225&tx=116&ty=142&sig=108865623562610120496&page=1&tbnh=159&tbnw=150&start=0&ndsp=19&ved=1t:429,r:9,s:0

  7. federico novaro said, on 21 gennaio 2012 at 10:10 am

    gentile Luisa Pecchi, grazie molte di queste postille, la ringrazio di seguire FN e di ritenerlo una buona bacheca. Giro sempre a Sabatini, e aspettiamo la sua recensione -ma ci vorrà un po’- grazie ancora, fn

  8. nicole said, on 22 gennaio 2012 at 2:10 pm

    Ho letto il libro. Bellissimo e strano. Ero quasi imbarazzato a godermi così tanto un libro che parla di fate. Ma me lo sono davvero goduto.


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