federico novaro libri

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. [META-EDITORIA, 1]

Posted in note by federico novaro on 27 febbraio 2012

FN

Meta-editoria, l’editoria parla di sé
Un’introduzione

Insieme ad altri libri pubblicati fra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, Fare i libri (s’era già accennato in un “Appunti”, cfr. L’Indice, dicembre 2012) segna un’inedita uscita dall’anonimato da parte di molti attori della filiera editoriale (la tendenza sembra essere fortemente maschile per ora) che nel secolo scorso erano confinati in un modello, organizzativo e comunicativo, che lasciava emergere soltanto due nomi: quello dell’autore o dell’autrice del testo pubblicato, e il nome della casa editrice –che nella maggioranza dei casi, in proporzioni almeno ribaltate rispetto ad ora, era il nome del fondatore-, oltre, naturalmente, ma in funzione marcatamente ancillare, alle responsabilità di curatela, sottoposte ad uno statuto, che ne gestiva l’emersione, molto mobile.

Questa piccola serie di post proverà a registrare questo nuovo rumore, attraverso alcune spie.

Si parlerà anche di:

Sandro Ferri, I ferri dell’editore, edizioni e/o 2011

Maurizio Ceccato, Non capisco un’acca, Hacca edizioni 2011

George Perec, Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, a cura di Alberto Lecaldano, Voland 2011

Gianfranco Franchi, L’arte del piano B, Piano B edizioni 2011

Federico Di Vita, Pazzi scatenati, effequ 2011

Marco Rossari, L’unico scrittore buono è quello morto, edizioni e/o 2011

Meta-editoria, l’editoria parla di sé. 1

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. dorso, (part.) 3

Titoli di coda:

Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice (a cura di Riccardo Falcinelli)

Testi di Marco Cassini, Daniele di Gennaro, Riccardo Falcinelli, Alessandro Grazioli, Dario Martone, Martina Testa | editing, Martina Testa | impaginazione ed elaborazione immagini, Riccardo Falcinelli, Alessio Macrì, Leonardo Magrelli, Stefano Vittori | fotografie, Alessio Macrì | progetto grafico, Riccardo Falcinelli | correzione delle bozze, Dario Matrone, Enrica Speziale, Martina Testa | stampa, Iacobelli srl | promozione e distribuzione pde Italia

(ho trascritto soltanto una parte della sezione che, come abitudine di minimum fax, si trova in coda al testo: quella che si riferisce al volume; altrettato spazio e nomi prende la parte riferita allo staff della casa editrice; il colophon, con i dati del copyright, gli indirizzi della casa editrice, il codice e l’indicazione dell’edizione, che qui trascrivo in coda al post, sono posti fra i due indici del volume [indice delle collane e indice dei testi])

cartaceo , 170 p. ill. col. ; 15€

minimum fax, Roma 2011

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 1, (part.) 1

Dieci anni

“Ricordo perfettamente […] quando squillò il cellulare. Era Marco Cassini, direttore editoriale di minimum fax, che mi chiedeva se volevo realizzare una copertina per la sua casa editrice […] non c’erano ancora accordi economici […] proposi una cifra piccola […] ma in cambio volevo essere l’art director della casa editrice. Cioè, tutte le decisioni riguardanti gli aspetti visivi sarebbero passati per me. […]”, così Riccardo Falcinelli apre il suo testo.

Riccardo Falcinelli è l’art director di minimum fax dal 2001; è a capo dello studio Falcinelli & Co.; ha disegnato collane e copertine per molte case editrici; ha pubblicato Guardare, pensare, progettare (Stampa Alternativa, 2011), e due graphic novel. Non esce dunque dall’anonimato con questo libro, tutta la sua storia professionale è nota, come è acclarato il suo spaziare da lavori su committenza per le case editrici, a lavori più autonomi, sia teorici, il manuale, che narrativi, i graphic novel.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 41, (part.), 1

Fare i libri, qui interessa più nel rapporto con la casa editrice che lo pubblica che nel suo specifico.

Il sottotitolo, Dieci anni di grafica in casa editrice, colloca Fare i libri prima di tutto nella categoria dei libri celebrativi, o d’occasione. Le biblioteche, e molto i magazzini dell’usato, ne abbondano, è un genere amplissimo con grandi distanze fra gli abissi e gli apici.

Anche l’abitudine a fare un volume celebrativo per una qualche ricorrenza di una casa editrice non è rara. Di solito si pubblica il catalogo, è un’occasione per risistemare ciò che si è fatto, per descriversi soprattutto; occasione per stabilire in pubblico un proprio canone sul quale costruire un programma futuro.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 125, (part.), 1

Il mito fondante di minimum fax, alimentato dai racconti dei due fondatori Cassini e Di Gennaro, la rivista delle origini diffusa via fax quasi dieci anni prima dei dieci celebrati nel volume, è qui assente. Anzi il titolo ne può essere un allontanamento: libri, non fax, e in questo Fare i libri può essere visto come un affrancamento da quel mito un po’ usurato, e un passaggio di testimone, da chi lanciava quei fax, a chi ha disegnato i libri, un passaggio radicale.

Ma neanche i libri sono l’oggetto. Il sottotitolo è chiaro: Dieci anni di grafica in casa editrice: è della grafica che si sta parlando. Ci si può soffermare anche sul fatto che a un più consueto Dieci anni di grafica della casa editrice, dove sarebbe stato evidente l’intenzione della casa editrice di parlare di sé attraverso il curatore, qui si sia scelto la proposizione di luogo, in –e neppure la preposizione per, che avrebbe anch’essa distinto autore, della grafica e della cura, e committenza.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 138, (part.), 1

In realtà il volume non è affatto celebrativo, e anzi: la precisazione cronologica è fuorviante, e subito abbandonata all’interno, resta come giustificazione dell’operazione.

La testimonianza di ciò che è stato non è infatti fra gli intenti, Fare i libri è un libro teorico in atto. Dimostra senza argomentare, meglio detto: argomenta mostrando.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 154-155, (part.), 1

L’autore s’avanza sulla scena

Sulla sovracoperta a colori, così come sulla copertina stampata in nero su avana, campeggia l’assonometria di un libro, poggiato di taglio, faccia a chi guarda, su fondo bianco: ne vediamo la copertina, che riporta il titolo completo di sottotitolo, curatela e casa editrice, e il dorso, che riporta il titolo e l’indicazione della casa editrice; sopra, davanti e accanto tre sagome di operai edili. Se la copertina ha fra le altre la funzione di anticiparci il contenuto del libro o i suoi tratti significativi, qui è molto chiara. Il contenuto è il libro stesso.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 18-19, (part.), 1

Dopo una carta di guardia avana, a p. 1, su fondo bianco, scontornata, una mano impugna una matita nell’atto di iniziare a tracciare una linea, un’ombra impalpabile vicino alla punta distanzia il foglio, reale, dal foglio rappresentato. L’immagine identifica l’autore, le mani tornano fra le pagine seguenti, fino a celare un volto ragionevolmente identificabile con il curatore.

Così il titolo si ricompone nella sua interezza, e l’indicazione della curatela si capisce non riferirsi al volume, ma al suo oggetto.

Fare i libri e non i fax, dieci anni di grafica a cura di Riccardo Falcinelli in casa editrice. Questo sarebbe stato il titolo, se si fosse usato uno stile didascalico.

Infine, notiamo ancora come si sia scelto di dire in casa editrice, e non, come sarebbe stato più consueto, per minimum fax.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 16-17, (part.), 1

Il frontespizio, la pagina che ogni archivista usa per trascrivere i dati del libro, qui si estende su quattro facciate, riprendendo i magnifici frontespizi de ‘i Quindici’, dividendo il titolo in quattro sezioni: ‘FARE’; ‘I LIBRI’ (illustrate con una serie di sagome di omini con elmetti da cantiere, ciascuno affiancato da un nome degli autori –e dell’autrice- dei testi in indice; così che, fra gli autori, con la specifica ‘a cura di’, anche Riccardo Falcinelli compare qui, sotto la parola ‘Libri’); ‘DIECI ANNI DI’ (su sfondo di un set di caratteri di, credo, legno, inchiostrati); ‘GRAFICA IN CASA EDITRICE’ (‘in casa editrice’ è scritto in corpo molto più piccolo; in questa ultima facciata del frontespizio, in alto, a sinistra, inizia il testo scritto del libro: un piccolo blocco, giustificato a sinistra, com’è di tutti i testi del libro, titolato Borsa titoli, poche frasi intorno a ruolo e funzione del titolo).

Una simile messe di slittamenti concentrata solo nel titolo e nella prima pagina dà la misura dell’operazione concettuale.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 15, (part.), 1

La parte testuale del volume segue due linee: una serie di piccoli blocchi di testo –non firmati, riconducibile quindi al curatore (tre-quattro frasi, organizzati per lemmi, in stretto rapporto con le illustrazioni, compongono una sorta di dizionario e di contrappunto, chiarendo significati, termini, ma anche scelte, argomenti, snodi- e una serie di sei testi, molto diseguali per lunghezza, a firma dello stesso Falcinelli, del direttore (direttrice) editoriale, degli editori, del caporedattore, dell’ufficio stampa. Questi ultimi sono tutti organizzati secondo uno schema ‘io e lui’, laddove lui è l’art director.

Il testo più autonomo, l’unico che assume “minimum fax” come soggetto, rinunciando alla prima persona singolare, è Un’identità in evoluzione, di Martina Testa, direttore (sic) editoriale, unica femmina in ruolo apicale all’interno della casa editrice: “[…] questi libri non nascono da soli, vengono scelti, realizzati, curati, promossi da una particolare casa editrice, ossia da un insieme di persone con la loro professionalità e i loro gusti; il logo non vuole essere solo una griffe commerciale, quanto il segno della presenza viva […] di un gruppo di lavoro. […] rendere riconoscibile il brand è un modo, per noi, di creare un’aggregazione attorno a questo gruppo di lavoro […]”.

Si può immaginare che l’Einaudi storica avrebbe potuto licenziare un testo simile –ma anonimo, naturalmente.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. quarta di sovracoperta, (part.) 1

Qui sta uno dei punti, che non si ritiene cioè più in concorrenza il lavoro del singolo e il brand. L’affermazione del brand, la sua cura, passa anche attraverso l’affermazione del singolo, laddove un tempo si pensava fosse di nocumento.

Difficile pensare un Fare i libri di Munari sui suoi primi dieci anni in Einaudi; il supremo interesse del brand, perseguito con maniacale dedizione ed efficacia in Einaudi come forse in nessuna altra casa editrice italiana, si nutriva dell’anonimato ammantandolo di venature retoriche ricalcate sugli ordini monastici; l’esempio di Munari è interessante perché si tratta di una figura che aveva una sua visibilità pubblica molto netta, anche prima di arrivare in Einaudi come grafico (Einaudi pubblicò nel 1942 Le macchine di Munari, o il Codice ovvio nel 1974, la serie dei Cappuccetto e i vari libri di Rodari con le sue illustrazioni -a oggi in catalogo non resta, in forse inconsapevole coerenza, che il Codice– ma il suo nome come grafico non compariva mai, a differenza per esempio di come succedeva per le copertine disegnate per Bompiani o per il Club degli editori). Modi diversi di coltivare il brand.

“[…] oggi so che la grafica editoriale è qualcosa di diverso dalla grafica tout court, che qualsiasi scelta attorno a questo tipo di arte e design e alla composizione di un libro non deve essere mai casuale e non può essere una asettica addizione al suo contenuto. […] Ho imparato a guardare l’oggetto libro come un’unità psicoaffettiva e dinamica […] Che l’esercizio dello sguardo è di per sé un atto restitutivo dell’esperienza […] Mi sono persuaso del fatto […] Ho conosciuto da editore un nuovo orgoglio, […] ho assistito, durante le spiegazioni di Riccardo, a uno spettacolare uso della sintesi in immagini e parole, una sintesi fulminante che aggrega sguardo, immaginazione, memoria visiva, manualità artigianale e filosofia […] un vivere intenso […] Un desiderio di cura […] ho imparato a fare quei tre passi indietro […]”, così, l’editore ipnotizzato in apertura del volume.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 2, (part.), 2 Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 2, (part.), 3 Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 2, (part.), 4 Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 3, (part.), 1 Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 3, (part.), 2 Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 3, (part.), 3

Un’operazione da manuale

Fare i libri, naturalmente, non è interessante solo dal lateralissimo punto di vista con il quale lo si è guardato qui.

È una messa in scena, non cinematografica forse, come i titoli di coda potrebbero lasciar supporre (“[…] qualche anno prima avevamo preso in prestito dal cinema l’idea dei titoli di coda […]”, a proposito dei lunghi frontespizi de “i Quindici”, Marco Cassini, Breve storia di una collana, p. 151), piuttosto invece di teatro, da piccolo teatro di figura; un sincretico teatro da Wunderkammer.

Ciò che viene messo in scena, oltre al riposizionamento degli attori e alla ridefinizione delle gerarchie che li legano, è, come si diceva, non la storia -dieci anni- di minimum fax, ma la sua sublimazione in un’idea.

Anche i sei testi che compaiono nell’indice, se pure parlano sia di cose presenti che di cose passate, sono proiettate in una sorta di atemporalità cleen, che è la cifra del libro, e che è veicolata da tutta la parte visiva. Nulla vi è di sporco, qui, nulla è fuori fuoco: una riproduzione a tutta pagina di un frammento di un articolo forse di Repubblica (a p. 159) porta sulle pagine di Fare i libri l’azione che il tempo, la stampa, gli accidenti, hanno sulle cose di carta; un minuscolo scollamento di un cofanetto di un dvd, a p. 35; la curva non perfetta che disegna la quarta di copertina di un volume di George Sanders a p. 42: dieci anni sono pressati nell’adesso della lettura da una sorta di sterilizzazione che ha cancellato i segni del tempo.

Il reperto è il file del progetto, non il libro realizzato, l’oggetto materiale. Tutto è nella teca della Wunderkammer come quando venne alla luce, immobilizzato in una trasparentissima formalina che tutto uniforma sottraendolo all’azione corruttrice del tempo (vaghissime ed ingannatrici percorrono tutto il volume delle ombreggiature photoshoppate a segnare con insistenza la teorica tridimensionalità dei volumi, che così risultano più che riprodotti evocati).

Ed è la disposizione degli oggetti, di ogni oggetto, che fa la bellezza di Fare i libri. Se si avrà voglia di addentrarvisi con occhio non distratto si scoprirà un manuale prezioso d’arte grafica editoriale, un saggio su una via colta all’editoria contemporanea, e un accompagnamento, forse più deciso di quanto fossero e siano le intenzioni degli autori, da una consuetudine comunicativa tutta fatta di scrittura, che aveva nell’immagine un contorno a parte, al nuovo presente, che stiamo imparando, dove la scrittura è un oggetto fra gli altri, le cui regole devono intrecciarsi in modo paritario alle regole degli oggetti coi quali convive.

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. prima di sovracoperta, (part.) 1

Riassunto bilbiografico:

Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice
1. ed. – Roma : minimum fax. – 170 p. ill. col. ; 25,5 x 20 cm.
Falcinelli, Riccardo (a cura di ; impaginazione e elaborazione immagini di ; progetto grafico di) ; Testa, Martina (editing di ; correzione delle bozze di) ; Macrì, Alessio (impaginazione e elaborazione immagini di ; fotografie di) ; Magrelli, Leonardo (impaginazione e elaborazione immagini di) ; Vittori, Stefano (impaginazione e elaborazione immagini di) ; Martone, Dario (correzione delle bozze di) ; Speziale, Enrica (correzione delle bozze di)
il volume contiene testi di: Daniele di Gennaro (Tre passi indietro); Riccardo Falcinelli (Minimum garphics); Martina Testa (Un’identità in evoluzione); Dario Martone (Il guardiano delle gabbie); Marco Cassini (Breve storia di una collana); Alessandro Grazioli (I colori delle parole)
rilegato, con sovracoperta ill. col.
stampa: ottobre 2011
stampatore: Iacobelli srl, Pavona (Roma)
©2011, minimum fax, Roma

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. prima di sovracoperta, (part.) 4

(chi ha pagato il libro: Fare i libri è stato inviato di sua sponte a FN da minimum fax, via Riccardo Falcinelli)

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. copertina, (part.) 1

Altre Note di editoria su FN

Altre fotografie di Fare i libri su Flickr

Fare i libri (a cura di Riccardo Falcinelli), minimum fax 2011. p. 157, (part.), 1

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2 Risposte

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  1. Francesca said, on 3 febbraio 2014 at 1:06 pm

    Caro Federico,
    ho trovato questo post interessante ma mi chiedevo se esistesse un seguito dove ti focalizzi anche sugli altri libri segnalati. Grazie,
    Francesca

  2. federico novaro said, on 3 febbraio 2014 at 2:11 pm

    ciao Francesca; purtroppo no. Purtroppo annuncio -credendoci- molte più cose di quelle che riesco a fare 😦


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