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Editoria: notizie / 87. :duepunti edizioni / hypercorpus (da L’indice dei Libri, 4 / 2012)

Posted in editoria, notizie by federico novaro on 23 aprile 2012

H, 7, 13.10.09

Pulviscolo

H, 7, 13.10.09

:due punti edizioni, apre la piattaforma digitale hipercorpus: “[…] in cui parte del nostro catalogo è disponibile in open access. […] Con l’accordo dei nostri autori e con licenze Creative Commons, estenderemo il progetto con una parte via via crescente del nostro catalogo storico e delle nostre novità editoriali, e avvieremo collane “native digitali”, progetti di crowdsourcing, collaborazioni scientifiche e altre formule editoriali sperimentali. […] un progetto articolato che vuole chiamare lettori, autori, studiosi, istituzioni e anche gli altri editori a riflettere sulle pratiche, i diritti, i doveri, le strategie e gli obiettivi che danno senso al nostro lavoro. Che è fare libri. E i libri non sono di carta, sono libri”.

Molte le implicazioni di questo programma. Intanto l’idea che per una casa editrice, l’esistenza stessa della rete implichi necessariamente una elaborazione critica sulla propria natura. Elaborazione riguardo alla quale il sistema editoriale italiano ha certamente un ritardo grave. Le questioni che questo passaggio comporta infatti sono enormi, e investono ogni ganglio, dalla produzione al consumo.

Muta la natura dell’oggetto, di chi lo produce, di chi lo consuma, e tutte le articolazioni attraverso cui questo avviene. Ora appare manifesta l’interruzione della linearità, del testo, della sua produzione, della sua circolazione. La linea segmentata che si poteva tracciare per descrivere la relazione fra chi scriveva, chi editava, chi leggeva (ma anche per descrivere come si scrivesse, si editasse, si leggesse) è soppiantata dal cerchio, dal cenacolo, dalle comunità raccolte in cerchi. È forse retaggio di un modo bidimensionale, cartaceo, di raffigurarsi le relazioni, la rete essendola solo apparentemente, nel brillare degli schermi. Forse sarebbe più utile l’immagine del pulviscolo, ma è forma troppo ignota per essere facilmente spendibile.

:due punti edizioni prende atto che i testi, seppur ancora lineari, possono in rete sperimentare retoriche compositive nuove, e percorrere strade che se non intercettate dalle case editrici possono renderle inessenziali. hypercorpus è un tentativo di mettersi al centro di un incrocio, coscienti della propria parzialità, ma anche della forza che questo può comportare.

La frase riassuntiva sul proprio mestiere, “Che è fare libri. E i libri non sono di carta, sono libri.”, è felicemente cocciuta e sposta l’attenzione dall’oggetto alla pratica che lo crea.

Una delle possibili vie future delle case editrici sembra imperniata sull’idea che queste siano soprattutto autrici di contesti: cosa tenga insieme un testo, e quindi lo definisca come tale, è un esercizio critico e storico sul quale ci si è molto applicati nel secolo scorso, intrecciato alle indagini su come e quanto un testo potesse cambiare, nella sua natura e nella sua fruizione, al cambiamento del suo intorno e quanto un testo vi fosse intrecciato. Il momento, il paese, la lingua di pubblicazione come la copertina, l’impaginazione, la carta. La smaterializzazione del testo si è creduto riguardasse soprattutto questioni sensoriali, ma ha invece rivelato quanto un libro sia inscindibile dalla retorica alla quale la materialità lo obbligava, fatta anche di lunghezze, di costi, di tirature.

hypercorpus ipotizza che per mantenere una continuità col passato nella pratica di fare i libri, si debba articolare il proprio farsi contesto in una pluralità di azioni, luoghi, modalità, non definite, sperimentali, aperte il più possibile all’esterno: cambiando tutto di ciò che era una casa editrice, per tentare di conservarne intatto l’oggetto.

L’esordio di hypercorpus (con la versione open acces disponibile sul sito di cinque testi -Jacques Vaché, Lettere di guerra; Charles Nodier, Crimini letterari; Elogio di nulla. Elogio di qualcosa, di Anonimo Francese; Scritti patafisici, Alfred Jarry e La settima lettera di Platone) ha comportato la diffusione di un librino-manifesto, Fare libri oggi, che così si conclude: “[…] Nei passaggi più recenti della nostra riflessione abbiamo preso a riferirci alla nostra condizione con l’immagine del criceto nella ruota che si affanna a far girare un meccanismo insensato, che non lo porta da nessuna parte, a vantaggio di altri. Liberarsi dalla ruota del criceto – l’attuale si-stema editoriale con i suoi monopoli, le concentrazioni e le contraddizioni – significa difendere l’istanza della cultura libera, sviluppare il nostro ragionamento su questo terreno fino alle sue estreme conseguenze, vivere appieno i dissidi, sperimentare strade nuove.”

H, 7, 13.10.09

(Appunti, che qui trascrivo in una versione ampliata, appare mensilmente sulla rivista cartacea L’Indice dei Libri dal febbraio 2008; è uno spazio nel quale cerco di dar conto di novità editoriali: nuove case editrici, nuove collane, innovazioni significative nella grafica o nei programmi. Per segnalazioni, integrazioni, errori potete lasciare un commento o scrivermi via mail: federico.novaro.libri [chiocciola] gmail.com, grazie)

Articolo apparso su L’Indice dei Libri, n. 4 – XXIX, Aprile 2012.

(chi ha pagato i libri: beh, hypercorpus è a libero accesso, infatti FN dice: io no, non c’è stata alcuna transazione in denaro. Ma qualcuno li avrà ben pagati, anche solo con il consumo delle risorse esistenti. Che per altro se immote e non più accessibili si degradano. Ribeh: FN ha pagato, sibila, dedicando a hypercorpus il suo tempo e il suo spazio, per il quale nessuno ha corrisposto del denaro, non a lui direttamente almeno, ma questo, borbotta, vale anche se hypercorpus fosse accessibile a caro prezzo; insomma, FN credeva evidentemente che fosse facile rispondere a questa domanda che mette in fondo ai post, ma, diciamolo, mica è vero)

Tutti gli Appunti precedenti sono nella sezione Editoria / Notizie di FN

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H, 7, 13.10.09

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