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Abdellah Taïa / HO SOGNATO IL RE. ISBN 2012 (segnalazione)

Posted in segnalazioni by federico novaro on 18 maggio 2012

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Dorso (part.), 1

È in libreria
Ho sognato il Re
(Le jour du Roi)
di Abdellah Taïa

traduzione di Stefano Valenti
grafica di Alice Beniero

142 p. ; 16,90 € | cartaceo

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Copertina (part.), 1

Terzo titolo di Abdellah Taïa pubblicato in Italia da Isbn, tradotto, come i precedenti, da Stefano Valenti. Abdellah Taïa, nato nel 1973, è uno scrittore marocchino. Forse un po’ schiacciato dall’etichetta di “primo scrittore marocchino e arabo ad aver dichiarato nella vita e nelle sue opere la propria omosessualità”, che ancora lo segue e che rischia di fermarlo in un ritratto parziale, è scrittore compiutamente francese nell’uso serrato dell’autofiction.

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Copertina (part.), 2

Anche il farne un alfiere della denuncia dell’omofobia del suo paese natale (pur se Taïa si è molto speso in questo ruolo) rischia di offuscare la complessità invece con la quale Taïa racconta della sua ambivalente appartenenza, alla terra natale, al Marocco e alle sue città dei quartieri più poveri, ai suoi suoni e relazioni, che racconta innervati di tratti arcaici non privi di fascinazioni anche quando diventano violenti e costrittivi e insieme alla Francia, terra d’approdo (dopo la Svizzera) e del successo letterario (quest’ultimo testo ha visto il Prix de Flore).

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Carta di guardia (part.), 1

Ma Taïa sembra scrivere in una relazione amorosa con il luogo dove ora vive; l’autofiction in Francia è diventato un genere normativizzato, nei modi e nei temi, anche molto felicemente, e Taïa gli è debitore, innervandolo di un’oralità che evoca la sua giovinezza in Marocco, e tentando di farsi ponte fra due società anche molto distanti. La nostalgia convive in Taïa con il sollievo per la separazione, e la riconoscenza verso il nuovo paese si intreccia con il legame per il Paese d’origine.

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Risvolto di copertina, fotog. b/n dell'autore [resp. non indicata] (part.), 1 Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Risvolto di copertina, fotog. b/n dell'autore [resp. non indicata] (part.), 2

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Risvolto di copertina, fotog. b/n dell'autore [resp. non indicata] (part.), 3 Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Risvolto di copertina, fotog. b/n dell'autore [resp. non indicata] (part.), 6

Del primo libro di Taïa pubblicato in Italia, su FN se n’è parlato in relazione ai libri di Rachid O., pubblicati da Playground, fra il 2005 e il 2008.

Sulla pagina di Isbn dedicata a Ho sognato il Re trovate una rassegna-stampa.

Su L’Uomo Vogue è uscita una breve intervista a Taïa, di Stefania Cubello

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Copertina (part.), 3

“[…] Perché ambientare il racconto nel Marocco di Hassan II?
Nei miei racconti sono autobiografico, tutto ciò di cui scrivo nasce da un coinvolgimento profondo, emotivo, diretto con la realtà. Negli anni 80 ero ancora un adolescente, vivevo a Salé; è solo dal 1999 che mi sono stabilito a Parigi. È stato un periodo storico cruciale per la storia del Marocco, dopo l’indipendenza. Hassan II è stato un “re autoritario” che ha cambiato radicalmente la società marocchina, ha imprigionato e fatto uccidere, o “sparire”, oppositori politici e rappresentanti del popolo, ha tolto identità politica al paese, umiliato e sottomesso soprattutto le classi più povere, cui appartengo, coltivato l’analfabetismo, represso ogni forma di manifestazione. Era temuto, ma allo stesso tempo amato in quanto era un uomo di grande fascino e carisma, sapeva sedurre. Ed è così che lo descrivo nel libro, distante. Ancora ne paghiamo le conseguenze. Credo di essere il perfetto rappresentante della generazione che è stata depoliticizzata da Hassan II. Oggi in Marocco la società è sempre più consumista, ha l’apparenza della modernità ma devono cambiare ancora molte cose. La primavera araba iniziata in Egitto e Tunisia sta attraversando anche in Marocco.
[…]
Sta lavorando a qualcosa di nuovo?
Ho appena finito di scrivere il mio nuovo libro, Gli infedeli, che uscirà in Francia in primavera. Mi piacerebbe vedere la trasposizione cinematografica di Ho sognato il re, magari con la regia di David Lynch, dato lo stile onirico del libro, quasi da Mille e una notte. […]”.

Abdellah Taïa, Ho sognato il re, ISBN 2012. Grafica: Alice Beniero. Copertina (part.), 4

Il sito ufficiale di Taïa è un po’ scarno.

Nel video qui sotto una conversazione-intervista fra Abdellah Taïa e Dale Peck (l’autore del magnifico Martin e John, Feltrinelli 1994; se non avete letto mettetelo nelle vostre ricerche su ebay o Maremagnum, merita)

(chi ha pagato il libro: ISBN l’ha gentilmente spedito a FN di sua sponte e dopo tutti dei conciliaboli -che FN credeva d’averlo già comprato, invece no, ma poi non arrivava e insomma alla fine arrivò, alla fine FN lo fotografò e un giorno, dice, -lo leggerò)

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